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    Il vino Cirò in vetrina a Parma tra le nuove produzioni biologiche

     

     

    Il vino Cirò in vetrina a Parma tra le nuove produzioni biologiche

    20 apr 17 La storia della viticultura calabrese, che ha origini antichissime e che inizia prima della colonizzazione delle popolazioni greche, intrecciata con le nuove produzioni biologiche, è stata al centro, a Parma, di un incontro sul tema "Cirò e il Gaglioppo: Tradizione e Rivoluzione", penultimo appuntamento della rassegna organizzata da "Food&Wine Academy", fondata e diretta dal calabrese Raffaele D'Angelo. Dalla storia della terra denominata Enotria, per la consuetudine degli abitanti di allevare la vite ad alberello sorretto da paletti (oinotron, dal greco, "paletto per la vite"), alla La fondazione di Crimissa, la moderna Cirò, che risale al VII secolo, la narrazione sull'enologia calabrese - davanti ad una platea di appassionati, sommelier e studenti - ha condotto fino alle nuove frontiere dell'enologia cirotana orientata al biologico. Una di queste è l'esperienza di Francesco De Franco, giovane produttore che nel 2008, assieme a Laura, la sua compagna, è tornato in Calabria per puntare decisamente sulla vitivinicoltura biologica. Anche in cantina, De Franco - come ha raccontato nel corso della serata - ha assecondato la natura favorendo il rispetto dei tempi lenti del vino, unica via per ottenere l'autenticità di un vitigno come il gaglioppo applicato al favorevole terroir di Cirò. A De Franco, nel tempo, si sono avvicinati altri giovani, tutti proprietari di appezzamenti e desiderosi di condividere un altro concetto di vitivinicoltura. Anno dopo anno, grazie al continuo confronto tra di loro e all'unità d'intenti, si è formato un gruppo di vignaioli, sempre più ampio, che ha concordato sull'applicazione di un'agricoltura sostenibile, sul rispetto del territorio e dell'originalità del gaglioppo: Cataldo Calabretta, Sergio Arcuri, Vincenzo Scilanga, Mariangela Parrilla, Assunta Dell'Aquila. Dopo un'accurata analisi del contesto culturale cirotano da parte di Matteo Gallello, redattore di "Porthos", casa editrice indipendente di Roma, la narrazione è stata scandita dall'analisi dei vini a cura del sommelier Gaetano Palombella. "Abbiamo assaggiato - ha spiegato D'Angelo - il Rosato 2015, il Cirò Classico Superiore 2014 e la Riserva 2013 dell'azienda 'A Vita. Concluso l'incontro, la degustazione è proseguita sul banco di assaggio con le specialità del territorio parmigiano generosamente offerte dal ristorante "Arte e Gusto".

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