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    Attentato a panificio di Lamezia, 2 arresti

    Gigliotti e Belville

     

    Attentato a panificio di Lamezia, 2 arresti

    07 apr 17 La Squadra mobile di Catanzaro e gli agenti del Commissariato di Lamezia Terme hanno sottoposto a fermo su disposizione della Dda di Catanzaro Davide Belville, di 22 anni e Francesco Gigliotti, di 28, ritenuti responsabili dell'attentato al panificio "Il Fornaio" avvenuto la notte del 30 marzo. Ai due è stata notificata anche un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip di Lamezia Terme, per la rapina ai danni di una anziana lametina, violentemente aggredita nella sua abitazione.

    --- Video Bombe a Lamezia, il video

    Poteva essere una strage. Ne sono convinti gli inquirenti che hanno sottoposto a fermo Davide Belville e Francesco Gigliotti ritenuti gli autori dell'attentato ai danni del panificio "Il Fornaio" di Lamezia Terme avvenuto la sera del 30 marzo. I dettagli dell'indagine sull'esplosione che ha danneggiato l'esercizio commerciale, sono stati forniti nel corso di una conferenza stampa a Catanzaro presenti il procuratore della Repubblica di Lamezia Terme Salvatore Curcio ed il procuratore aggiunto di Catanzaro Giovanni Bombardieri, il questore Amalia Di Ruocco, il capo della Squadra Mobile Antonino De Santis, il vice Angelo Paduano e il vicequestore, dirigente del commissariato lametino Antonio Borelli. Belville e Gigliotti, il 10 marzo, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbero rapinato e malmenato un'anziana di 82 anni. E ad incastrarli sarebbe stata proprio un'impronta repertata dalla polizia scientifica in quella circostanza. Le attività tecniche scaturite da quell'episodio hanno poi consentito agli inquirenti di acquisire significativi elementi in ordine al coinvolgimento dei due nell'attentato dinamitardo perpetrato successivamente alla panetteria "Il Fornaio". Ripercorrendo a ritroso, grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza di alcuni esercizi commerciali il percorso fatto dai due giovani, si è potuta stabilire la loro responsabilità nell'attentato. Le indagini vanno avanti e ai due viene contestata l'aggravante di aver agito con modalità mafiose e con il fine di agevolare l'attività di una delle cosche operanti a Lamezia. "I due - ha detto Bombardieri - hanno agito senza alcuna preoccupazione dell'incolumità pubblica. Poco prima dell'esplosione su quel marciapiede erano passati quattro ragazzi. Se la bomba, di eccezionale potenziale, fosse esplosa in quel momento il bilancio sarebbe stato pesantissimo". "Solo per puro caso - ha sostenuto il procuratore Curcio - non ci sono state conseguenze peggiori. Chiunque poteva rimanere coinvolto".

    "La città si è oggi risvegliata apprendendo la bella notizia che i presunti responsabili del vigliacco attentato che nella sera del 30 marzo scorso aveva scosso ancora una volta la coscienza dei cittadini onesti e che aveva duramente messo alla prova lavoratori seri ed instancabili sono stati assicurati alla giustizia". E' quanto afferma, in una dichiarazione il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro. "Pur nel doveroso rispetto del principio di innocenza - prosegue Marasco - non può non manifestarsi il più grande compiacimento per la celerità delle indagini e per la pronta risposta fornita dallo Stato al nostro territorio. E' questa l'ulteriore conferma del grande lavoro che le forze dell'ordine e la magistratura stanno quotidianamente portando avanti nella nostra città e non posso non ringraziare, a nome dell'intera collettività, quanti stanno incessantemente destinando ogni loro energia a contrastare i fenomeni criminali. E' questa l'ulteriore conferma che a Lamezia oramai non vi è più spazio per chi delinque e per chi crede di poter ancora far ripiombare il territorio nella barbarie e nello sconforto". Per Marasco, "è bello oggi vedere che, a distanza di soli sette giorni dall'attentato, la famiglia Angotti è al lavoro, confortata dalla solidarietà e dall'affetto dell'intera città, mentre i presunti autori del gesto sono stati assicurati alla giustizia, pronti a meditare per lunghi anni, se colpevoli, sull'erroneità della azione condotta e sull'erroneità della scelta di vita sinora operata. Ancora una volta, si è dimostrato che Lamezia è pronta a reagire e che Lamezia sa isolare vigliacchi, delinquenti e violenti. Questa è la strada giusta, questa è la strada da seguire: basta criminalità e violenza nella nostra terra".

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