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    Chiusa pagina facebook figlio boss che innegiava alle mafie

     

     

    Chiusa pagina facebook figlio boss che innegiava alle mafie

    19 dic 16 E' stata chiusa la pagina facebook riconducibile a Emanuele Mancuso, figlio del boss Pantaleone, al centro di critiche negli ultimi giorni per i contenuti che secondo alcuni parlamentari inneggiavano alla mafia e all'odio verso le forze dell'ordine. E' quanto si evince da una dichiarazione congiunta del segretario regionale della Calabria del segretario di polizia Coisp Giuseppe Brugnano e della presidente di ConDivisa Lia Staropoli che ringraziano "la Polizia Postale delle Telecomunicazioni, l'Arma dei Carabinieri e la nostra Cyberintelligence, per la chiusura del gruppo social fondato e amministrato dai componenti di alcune famiglie di 'ndrangheta del vibonese". "La nostra gratitudine - proseguono - anche a tutti i parlamentari intervenuti sulla questione. Abbiamo querelato tutti i partecipanti del gruppo che da settimane prendono di mira i carabinieri, i poliziotti, Lia Staropoli, la giornalista del Quotidiano del Sud Enza Dell'Acqua, Franco Maccari, segretario Generale del Coisp e le associazioni ConDivisa e AmmazzateciTutti, ritenuti 'colpevoli' dagli autori degli scritti diffamatori, di aver sostenuto e difeso carabinieri, poliziotti e finanzieri. Particolarmente efferati e diffamatori gli attacchi da parte di alcune donne e qualcuna sul proprio profilo ha persino in bella mostra il logo 'stop alla violenza sulle donne'. Come se non fosse una violenza grave minacciare, diffamare, perseguitare con un modus operandi da cyberbulli di matrice 'ndranghetista delle persone perbene. Inoltre, insieme ai rappresentanti sindacali regionali dei sindacati di polizia Sap e Coisp, Michele Granatiero e Giuseppe Brugnano, con le associazioni ConDivisa, AmmazzateciTutti e Sostenitori delle Forze dell'Ordine, rappresentate da Alessandro Pecora e Massimo Martini, abbiamo sottoscritto un esposto per la Dda su tutte le vicende concernenti le diffamazioni e le minacce dei componenti delle famiglie di 'ndrangheta sui social".

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