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    Operazione Scacco Matto contro la cosca Longo, 35 arresti della PS a Polistena

     

     

    Operazione Scacco Matto contro la cosca Longo, 35 arresti della PS a Polistena, tra loro consigliere di Fondi, sequestro beni per 30 mln

    15 mar 11 Un'operazione condotta dalla squadra mobile di Reggio Calabria, dagli uomini del commissariato di Polistena e dello Sco, denominata Scacco Matto, è stata portata a termine questa mattina con l'esecuzione di 35 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti presunti affiliati alla cosca della 'ndrangheta Longo che ha il controllo delle attività illecite a Polistena. Nei provvedimenti, emessi dal gip su richiesta della Dda di Reggio Calabria, agli indagati viene contestato il reato di associazione mafiosa finalizzata al compimento di una serie di reati. Nel corso dell'operazione, condotta dalla squadra mobile di Reggio Calabria, da personale del Commissariato di Polistena e dallo Sco, vengono eseguite anche numerose perquisizioni. Beni mobili ed immobili per un valore di una trentina di milioni di euro sono in fase di sequestro da parte della polizia nell'ambito dell'operazione condotta all'alba contro presunti affiliati alla cosca Longo di Polistena. Tra i beni sequestrati vi sono i capitali sociali di imprese ed aziende, oltre ad attività commerciali ed immobili.

    --- Operazione Scacco Matto, arrestati e beni sequestrati

    Operazione Scacco Matto

    Pignatone "Operazione possibile grazie a intercettazioni". Giornalisti intimiditi, imprenditori vessati con furti ed attentati, condizionamento dell'economia pubblica e privata. Teatro della scena Polistena, grosso comune della Piana di Gioia Tauro; autori dei fatti capi e gregari della storica e potente cosca Longo. A scrivere una nuova pagina sulla cosca dominante a Polistena é stata un'inchiesta della Dda di Reggio Calabria, guidata da Giuseppe Pignatone e coordinata dal procuratore aggiunto Michele Prestipino e condotta dagli investigatori del Commissariato della Polizia di Polistena, diretti dal questore Carmelo Casabona, e dalla squadra mobile diretta da Renato Cortese. "Intercettazioni in carcere, telefoniche ed ambientali - ha detto Pignatone - che hanno permesso di costruire un mosaico preoccupante sull'attività della cosca Longo, che aveva monopolizzato di fatto ogni attività imprenditoriale in quel comune". Come nel caso dell'appalto del liceo scientifico Renda, i cui lavori furono vinti dalla Gival srl di Fondi. "Il primo passo degli amministratori di quella società - ha detto Prestipino - é stato quello di contattare i Longo per un accordo in cerca di tranquillità".

    Tra arrestati consigliere di Fondi. Tra gli arrestati c'é anche Antonio Ciccarelli, di 60 anni, geometra di cantiere della Gival srl, già consigliere comunale a Fondi per il Pdl; l'amministratore unico della società, Francesco Palermo (60), di Battipaglia; e due assistenti, Gianluca Calzaretta (39) e Francesco Guarini (26). Per loro l'accusa è concorso esterno in associazione mafiosa. Di loro ha riferito Gaetano Saffioti, imprenditore edile di Palmi, la cui impresa fu estromessa dai subappalti dei lavori relativi alla realizzazione del polo scolastico Renda, in favore delle ditte vicine ai Longo. "In esecuzione di questi lavori - scrivono i magistrati - i rappresentanti della ditta appaltatrice hanno realizzato un perfetto connubio affaristico-mafioso con la cosca imperante nel comprensorio di Polistena, di fatto affidando in toto forniture e servizi alle ditte nella titolarità o disponibilità dei Longo, finanche assumendo tra le maestranze parenti e soggetti vicini agli accoliti della consorteria". Tra gli arrestati anche Domenico Aquino, di 59 anni, intercettato in carcere mentre conversa con la moglie ed il figlio Giovanni, mostrandosi infastiditi per quanto pubblicato su "Il Quotidiano", in relazione all'arresto del capo famiglia. Giovanni Aquino dice al padre di "avere avvicinato il giornalista di quel giornale, tale Papasidero di Polistena, avvertendolo di stare attento a come parli". L'operazione, denominata "scacco matto", ha ripercorso le tappe dell'ascesa della cosca Longo, dal vecchio capobastone Luigi 'Gino' Longo, fino all'attuale vertice, diretto dal nipote Vincenzo, di 48 anni.

    Sequestro beni per 30 milioni. Beni del valore di 30 milioni di euro sono stati sequestrati nel corso dell'operazione 'Scacco matto'. Tra essi figurano nove imprese, una societa', un istituto di investigazione privata, un night club, due esercizi commerciali e due fabbricati. Gli interessi della cosca, hanno rilevato inquirenti e investigatori, si sono allargati nel tempo dalla classica imposizione della guardiania ad altre attivita' illecite come estorsioni e usura ma soprattutto il salto di qualita' e' stato conseguito con l'inserimento nel tessuto economico imprenditoriale nel campo edilizio e del movimento terra, imprese di lavorazione di inerti e aziende edili. Tra gli arrestati c'e' anche l'imprenditore Antonio Romeo, che si sarebbe prestato, secondo l'accusa, a essere la testa di legno per l'aggiudicazione degli appalti per conto del boss Vincenzo Longo.

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