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    Cia, grave crisi del settore ortofrutta

     

     

    Cia, grave crisi del settore ortofrutta

    20 ago 11 La grave crisi che investe il settore ortofrutta richiede, in una situazione straordinaria, interventi eccezionali. E' quanto sostiene la Cia, la Confederazione degli agricoltori, in una nota. "Dopo i cetrioli, le pesche e le nettarine - prosegue la Cia - è il turno di meloni e angurie. Il mercato del cocomero, simbolo dell'estate, versa in una grave e profonda crisi. Una crisi contingente ma con molti aspetti di tipo strutturale. Basta osservare i banchi dei supermercati per rendersi conto che i cocomeri sono tutti della stessa dimensione, intorno a 4 chili per stare comodamente in frigo. La grande distribuzione decide cosa farci mangiare: cocomeri prodotti in Spagna o, con l'aggravarsi della crisi, comprati in Grecia. Per produrre un chilogrammo d'anguria a Crotone occorrono 23 centesimi, i cocomeri 'made in Atene' vengono venduti all'ingrosso a meno di 10 centesimi al chilo franco-arrivo. Di conseguenza, la scelta drammatica che si pone agli agricoltori, specialmente di Puglia e Calabria, è tra vendere il prodotto sottocosto o lasciarlo marcire nei campi". "E' un'emergenza - ha sostenuto il presidente della Cia Calabria, Mauro D'Acri - che ha già causato danni per 20 milioni di euro solo ai produttori agricoli e per circa 45 milioni se si considera tutto l'indotto. Il blocco del comparto mette a rischio, con gravi disagi sociali, anche la manodopera impiegata ogni anno per la raccolta, che storicamente vede coinvolte migliaia di lavoratori extracomunitari". Pur apprezzando e condividendo l'iniziativa di alcune regioni, tra le quali la Calabria, che hanno tempestivamente avanzato al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, proposte e soluzioni per affrontare alcuni problemi contingenti, D'Acri ritiene che la situazione straordinaria richieda un intervento eccezionale. "Bisogna - ha sostenuto - che le Regioni interessate chiedano con forza d'essere parte sostanziale del tavolo di crisi nazionale chiesto al Ministro Romano, congiuntamente, da tutte le organizzazioni professionali e dalle centrali cooperative. Il tavolo di crisi nazionale va però supportato da tavoli di crisi regionali che consentano di contestualizzare, con dati di fatto precisi e con la condivisione di tutti, le proposte da avanzare". "E' nostra profonda convinzione - ha concluso D'acri - che specialmente in questa fase neanche un centesimo destinato all'agricoltura, alla filiera agroindustriale e allo sviluppo rurale può essere sprecato o utilizzato impropriamente. La Cia é pronta a fare la sua parte ma è consapevole che da sola potrà ottenere solo risultati minimali mentre assieme, Istituzioni e attori della filiera, si può dare avvio ad un reale processo di rinascita del settore".

     

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