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    Prosege il dibattito nel PD a San Giovanni in Fiore

     

     

    Prosege il dibattito nel PD a San Giovanni in Fiore

    26 apr 10 "A distanza di dieci giorni dal clamoroso risultato elettorale che ha visto la vittoria del candidato sindaco del centro-destra, Antonio Barile, nel ballottaggio contro Giuseppe Belcastro, San Giovanni in Fiore è lo specchio di ciò che è accaduto in tutta Italia: la destra vince, il centro-sinistra perde". Così in una nota Area Democratica di San Giovanni in Fiore sull esito della tornata elettorale. "Le nostre difficoltà, a tutti i livelli, -è scritto- sono cosa oggettiva: non riusciamo a trasmettere agli elettori un nuovo “sistema Paese”, rincorriamo Berlusconi e questa destra populista su un terreno che non è quello naturale del centro-sinistra; troppo spesso perdiamo di vista i principi fondamentali che ci dovrebbero caratterizzare, soprattutto come Partito Democratico: riformismo, giustizia sociale, diritti civili, solidarietà e sostegno alle fasce deboli della popolazione: giovani, lavoratori precari. La “Stalingrado del Sud” è caduta, è noto in tutta Italia. Si susseguono ragionamenti, cause; il problema è che il doveroso compito di analizzare numeri e fatti di una sconfitta storica sembra più una corsa a cercare responsabili e colpevoli, senza alcuna presa di coscienza di chi, nel centro-sinistra e, nello specifico, nel Partito Democratico, oggi veste i panni della pubblica accusa. E’ arrivato il tempo di spezzare questo gioco pericoloso e costoso soprattutto perché il prezzo è la credibilità di un partito, quello democratico, che dovrebbe essere il faro della democrazia nella scena politica italiana e non il fuoco che alimenta vecchi sistemi verticistici che impongono logiche di scelta obbligate tra peggio e meno peggio. Se è vero com’è vero che un errore c’è stato, sarebbe bene capire anzitutto dove si è originato, in quale scelta, in quale momento, in quale comportamento di questo centrosinistra schizofrenico che vince con il 61% al primo turno e dimezza le preferenze al secondo. Troppo facile scaricarsi a vicenda la responsabilità di tale tracollo, le responsabilità sono in casa, in quella Casa del Partito le cui mura hanno tanto da raccontare. E’ proprio di pochi giorni fa un lungo documento, firmato Giovani Democratici, che chiede formalmente le dimissioni del segretario cittadino On.Franco Laratta e l’azzeramento degli organi locali del PD alla luce di un cambio di rotta dopo il risultato elettorale comunale. Coraggioso, audace è stato definito, peccato che racconta solo una mezza verità che non rende affatto giustizia alla situazione locale del centrosinistra, quasi come se l’azzeramento fosse un successo o una vittoria di cui andar fieri. Aver contribuito alla stesura di un buon programma è cosa nobile ma se questo non filtra nella società c’è poco da essere allegri, ancor più alla luce della disfatta. Si propone dunque un azzeramento. Per abbassare l’età media della segreteria e della direzione e procedere con lo scellerato modus operandi che ci ha portato fin qui? O si chiede un azzeramento in luce di una discussione vera e onesta che sappia portare alla valorizzare le nostre responsabilità e sappia far emergere con naturalezza quel talento che c’è anche tra i giovani? Come si può, in un momento in cui l’umiltà dovrebbe essere il valore fondante di una nuova fase, avere l’arroganza di “non accettare lezioni democratiche”? Se decidiamo di essere giovani, oltre che a parole, dovremmo dare prova tangibile della nostra freschezza e innovatività superando certi schemi, proponendone di nuovi, nell’ottica di una politica alta, da vera classe dirigente del domani che, nelle rovine dell’oggi e nei valori di ieri, affonda le proprie radici. In ogni caso sarebbe bene specificare a quale risultato elettorale ci si appella. Il primo o il secondo turno? La segreteria Laratta e il direttivo usciti fuori dall’ultimo congresso cittadino con una larga maggioranza, ha comunque saputo portare in consiglio comunale ben 9 consiglieri del PD, contribuendo in maniera forte e decisa al risultato prestigioso conosciuto come “maggioranza in consiglio”, tuttavia al secondo turno, quando la partita dei consiglieri era superata, la coalizione non ha saputo convergere le proprie energie sul candidato Sindaco, portando al risultato storico che tutti conosciamo. Alcuni la chiamano una mezza vittoria altri una mezza sconfitta, si direbbe “anatra zoppa”, di fatto si tratta di un risultato politico notevole che sminuire con un azzeramento generale non renderebbe onore alle cause, gravi e inequivocabili, che hanno portato ad esso. Il ringraziamento al candidato Sindaco Pino Belcastro è doveroso: si è dimostrata una figura eccezionale, rappresentativa del centro-sinistra ed estremamente corretta; si è impegnato in prima linea in uno scontro duro e aspro, scontando però responsabilità che non sono ad egli imputabili, appunto perché, come detto, provengono da molto molto lontano. Ma aldilà di questo, è bene che come tutti, anche i Giovani si prendano la propria parte di responsabilità. Non più grandi strategie ma politica dell’ascolto, rivolta però alla voce del popolo giovane che dai GD non si sente rappresentato. Vogliamo una giovanile attiva, indipendente da tutti e propositiva che sappia analizzare con lucidità e senza presunzione gli esiti elettorali, che sappia rispettare i giovani di un tempo imparando da questi, senza l’arroganza, spesso dilagante dell’essere meglio sempre e comunque".

     

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