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    Gli studenti di San Marco Argentano e la Shoah

     

     

    Gli studenti di San Marco Argentano e la Shoah

    25 gen 11 25 gen 11 “È vero quando si dice che non c’è futuro senza memoria. Specialmente quando dobbiamo parlare di antisemitismo e razzismo, è nostro dovere ricordare che quella è una storia che non passerà mai”. Sono le parole che ha usato il sindaco Alberto Termine per indicare la partecipazione della sua amministrazione comunale, insieme ad una rappresentanza di studenti di San Marco Argentano, alla commemorazione della Giornata della Memoria, che si terrà per l’undicesimo anno nel campo di Ferramonti di Tarsia. La Repubblica Italiana, come molti altri Paesi nel mondo, nel ricordare la data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, riconosce il 27 gennaio come il giorno in cui ricordare la Shoah, ovvero lo sterminio del popolo ebraico, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, ma anche degli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia e la morte, nonché di coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio e che, a rischio della propria vita, hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. “Insieme agli assessori Di Cianni e Cristofaro, abbiamo deciso di partecipare ogni anno con una rappresentanza di studenti a questa commemorazione – continua la nota del sindaco Termine – perchè grazie alla scuola, che ha un ruolo fondamentale nell’educazione dei giovani, e attraverso la conoscenza dei fatti storici della Shoah, vogliamo favorire la consapevolezza di quegli effetti abnormi che l’odio dell’uomo contro l’uomo ha determinato e che, in futuro, può continuare a determinare. Per questo motivo, sarà nostro doveroso impegno trasmettere di generazione in generazione il ricordo di quell’orrenda pagina della storia dell’uomo, consapevoli che anche oggi nel mondo vi sono discriminazioni e crimini che vengono rivolti contro minoranze etniche e religiose. Sopraffazioni inaccettabili che determinano la morte e la persecuzione di migliaia di uomini, troppo spesso nel più totale disinteresse della comunità internazionale”. L’amministrazione comunale guidata da Alberto Termine, nel monito dello scrittore Primo Levi che affermava "ciò che è accaduto può ritornare, pur assurdo e impensabile che appaia", chiede a tutti di non oscurare mai la memoria su questa tragica pagina della storia dell’Umanità, riconoscendo sempre la dignità dell’uomo senza alcuna distinzione di genere, opinione politica e religiosa.

     

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