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      Il Consiglio aperto vota revoca concessione del "Marulla", il Cosenza chiede 1.7 mln

       

      L'intervento del coordinatore provinciale M5S Giorno

       

      Il Consiglio aperto vota revoca concessione del "Marulla", il Cosenza chiede 1.7 mln

      14 apr 26 Il Consiglio comunale aperto di Cosenza ha approvato una risoluzione votata dalla maggioranza di non concedere il nulla osta per la prossima stagione al Cosenza Calcio. Una mozione, che dovrà essere verificata dagli uffici preposti, di interrompere la concessione dell'uso dello Stadio, che scade nel 2028. La mozione ai voti approvata è quella della maggioranza ma una simile, dei consiglieri di opposizione, è stata bocciata.

      Il Cosenza chiede 1.7 mln al Comune

      Su tutto grava una schermaglia legale in atto da tempo tra Comune e Cosenza calcio sulla rendicontazione dello stato finale dei lavori di ristrutturazione dello stadio San Vito-Gigi Marulla relativi alla riapertura della Tribuna B. Il Comune in un atto fa riferimento alla determina dirigenziale 2252 del 30 novembre 2023, in cui erano stati autorizzati lavori a scomputo del canone per un importo complessivo di 268.470,43 euro, da distribuire secondo un cronoprogramma che prevedeva compensazioni per 90 mila euro nel 2023, altri 90 mila nel 2024 e il residuo entro il 2025. Secondo i dirigenti del Comune il cronoprogramma non sarebbe stato rispettato e per questo con una pec datata 6/11/2025 era stato avviato un procedimento di ritiro della determina. Ricordiamo che la concessione prevede un canone annuo di 90mila euro. La motivazione "un ritardo nell’esecuzione delle opere e le ricadute sul mancato pieno godimento della Tribuna B da parte della collettività". La riposta dei legali del club di via Conforti è stata molto più dura e decisa delle richieste del Comune. Infatti nell'azione dei legali del Cosenza Calcio, lo studio Caputo & Partners, tra cui figura il figlio del presidente Mattarella, si danno garanzie del termine dei lavori e si rivendica un credito di 1.700.000 euro (un milione e settecentomila euro) dal Comune di Cosenza. Una cifra ingente che metterebbe a dura crisi le già dissestate casse di Palazzo dei Buzi.

      Il documento del Consiglio

      Nel documento di maggioranza approvato si fa riferimento agli imminenti lavori di restyling dello stadio per circa 7 milioni di euro. "Tale sopravvenienza amministrativa e programmatoria - recita la risoluzione approvata - incide direttamente sull’assetto funzionale e gestionale dell’impianto concesso, in quanto l’esecuzione di un rilevante intervento pubblico di riqualificazione dell’intero stadio e delle relative pertinenze può rendere necessario il riesame del permanere del rapporto concessorio in essere nei termini originariamente definiti, anche al fine di assicurare il pieno perseguimento dell’interesse pubblico, il corretto coordinamento tra concessione, progettazione ed esecuzione dei lavori pubblici, nonché la piena disponibilità dell’impianto e delle aree interessate dagli interventi". Il Consiglio comunale di Cosenza, che non può revocare direttamente la convenzione, "impegna il sindaco e la giunta e impartisce il seguente atto di indirizzo al dirigente di settore:
      - di procedere, con la massima urgenza, alla puntuale ricognizione dei canoni concessori dovuti dalla società Cosenza Calcio S. r. l. in relazione alla convenzione sottoscritta il 10 agosto 2023, con riferimento all’annualità 2023 e alle annualità successive, accertando: gli importi maturati;
      - gli eventuali importi suscettibili di legittimo scomputo sulla base di atti espressi dell’Amministrazione; le somme residue da richiedere o recuperare;
      - di richiedere formalmente alla società concessionaria il pagamento dei canoni concessori dovuti per le annualità 2023 e seguenti, per la parte non validamente compensata o comunque non assistita da idoneo titolo amministrativo e tecnico- contabile;
      - di escludere, in sede di ricognizione e richiesta, ogni automatismo compensativo fondato su dichiarazioni unilaterali della società, limitando l’eventuale scomputo ai soli importi espressamente riconosciuti dall’Amministrazione in conformità alla convenzione e agli atti dirigenziali già adottati; di verificare, con il supporto dell’Avvocatura comunale e dei competenti uffici tecnici e finanziari, se la condotta della concessionaria integri inadempimento rilevante agli obblighi convenzionali, con particolare riferimento: al mancato o ritardato pagamento dei canoni; alla mancata o incompleta trasmissione della documentazione finale richiesta; all’eventuale esecuzione di opere non previamente autorizzate ai fini dello scomputo; ad ogni ulteriore violazione delle previsioni convenzionali; di avviare, ove ne ricorrano i presupposti all’esito dell’istruttoria, il procedimento finalizzato:
      a) alla risoluzione della convenzione per inadempimento, con particolare riferimento al mancato o ritardato pagamento dei canoni concessori, alla mancata produzione della documentazione richiesta, all’eventuale esecuzione di interventi non previamente autorizzati ai fini dello scomputo e ad ogni altra violazione delle obbligazioni convenzionali;
      b) e/o alla revoca della convenzione per sopravvenuti motivi di pubblico interesse, da individuarsi anche nella sopravvenuta attuazione dell’intervento pubblico di riqualificazione dello stadio comunale San Vito – G. Marulla e delle relative aree di pertinenza, già appaltato dall’Amministrazione comunale nell’ambito della Programmazione FSC 2021-2027, ove tale nuovo assetto programmatorio, progettuale ed esecutivo risulti incompatibile o non coerente con la prosecuzione del rapporto concessorio alle condizioni originariamente previste - Si stabilisce fin da subito, qualora il clima sociale permane uguale, ovvero non vi siano evoluzioni societarie e/o il clima di conflitto dovesse permanere tale, a non concedere il nulla osta per l’utilizzo dello stadio per la stagione sportiva".

      Documetazione di quanto vi scrivianmo è stata anche recapitata ai cittadini e agli ultrà intervenuti in Consiglio comunale. Nel dibattito hanno parlato i consiglieri Giuseppe D’Ippolito (FdI), Francesco Caruso e Michelangelo Spataro (Forza Italia) per la minoranza e Ivan Commodaro e Giuseppe Ciacco (Franz Caruso Sindaco), Francesco Graziadio, Francesco Alimena e Gianfranco Tino (Pd), Antonello Costanzo (PSI), Bianca Rende. Il sindaco Caruso infine nega alcuna connivenza con Guarscio affermando che "Non ho bisogno di schierarmi stasera, perché l’ho fatto da subito. Sono dalla parte dei tifosi e contro questa dirigenza. Respingo con sdegno le accuse di inerzia e connivenza, che non mi sono appartenute, con una persona a cui ho dimostrato in passato ostilità personale, sportiva, politica e istituzionale. Io ho trovato Guarascio presidente e gestore dell’azienda di racconta dei rifiuti, messo lì da altri. Noi non possiamo incidente nelle scelte del Cosenza Calcio, società di capitale. Tuttavia non è un’industria, ma è un patrimonio di un’intera provincia su cui ci si può esprimere politicamente". Ad inizio seduta una apparizione a favore di reporter e telecamere del presidente della Provincia Biagio Faragalli.

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