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Pietro Ciotti: Il nostro trucco? lavoro sodo e umiltà![]()
Pietro Ciotti: Il nostro trucco? lavoro sodo e umiltà 09 apr 26 Nuovo appuntamento settimanale con “Oggi parliamo con ..” un componente della galassia Cosenza Calcio. Questa volta tocca a Pietro Ciotti, terzino col vizio del gol arrivato alla sua terza marcatura stagionale, la prima con la maglia del Cosenza. Due anni fa a Vibo, addirittura, sotto la guida di Buscè realizzò la bellezza di 12 reti. Quest'anno con Buscè, che lo conosce bene, ha trovato la maglia da titolare grazie alla sua duttilità. Cresciuto nella Nocerina, sua città natale, ha giocato tanti anni con la Vibonese, poi la Fidelis Andria per arrodare al progetto Trapani a settembre. A gennaio il Cosenza lo ha preso come rinforzo nel mercato di riparazione. I fatto stanno dando ragione a chi lo ha scelto, il DS Roma, che per portarlo in rossoblù ha dovuto anche sudare le classiche sette camicie. Ma sentiamo cosa ha detto ai nostri microfoni partendo dal gol di sabato scorso che è valso i tre punti contro il Foggia: E' stata una liberazione, però la cosa più bella è che abbiamo portato i tre punti a casa, diciamo la cosa più fondamentale. Sono più contento per il gruppo, perché meritavamo questi tre punti. D.: La tua carriera parte dalla Nocerina, storica avversaria in serie C in serie D del Cosenza, e poi fai una bella gavetta a Vibo dove giochi tanti e anni e dove incontro Buscè che ti fa esplodere anche come cannoniere (12 reti ndr) Ah vabbè, quella è stata un'annata speciale perché, sai, quell'annata ogni cosa che ti capita viene sempre in maniera positiva, quindi sì, ho fatto tanta gavetta devo farne ancora. Ora sono arrivato a Cosenza per me è una piazza importante in serie C se non una delle migliori Quindi io sono contentissimo di essere arrivato qui. D.: Dopo il gol, un'esultanza bellissima, hai una dedica particolare per quel gol? Certo, le dediche vanno sempre alla mia compagna e a mia figlia che sono sempre con me, mi seguono ovunque e mi sono sempre vicine a momenti di difficoltà. D.: Noi meridionali abbiamo prima di ogni evento, questo vizio della scaramanzia, tu c'è l'hai una scaramanzia? Prima delle partite, diciamo qualcosa. Però leggermente. Non sono uno scaromantico a vita, diciamo così qualche scaramanzia ce l'ho, ma proprio lieve. D.: Andiamo al tuo gioco, allora, terzino destro, ti vediamo esterno alto, ala destra, mezzala, cioè qual è il tuo ruolo? No, il mio ruolo è terzino destro poi anche negli anni passati mi metto sempre a disposizione di tutti, del mister e della squadra, quindi io sono a completa disposizione del mister della squadra, dove lui vuole impiegarmi. Sono a completa sua disposizione. D.: Per qualunque ruolo vai bene, perché vi scambiate, tra le altre cose, con Cannavò tu fai l'esterno alto lui fa il terzino poi alla fine vi riscambiate il ruolo. Io penso che nel calcio di oggi i ruoli ci sono però se guardi a livelli importanti, non ai nostri livelli, guardi partite dove il terzino si trova a fare la prima punta eccetera, quindi. Non stiamo parlando di quei livelli con la massima umiltà, però penso che nel calcio di oggi i ruoli non sono così importanti come lo erano prima. D.: Terzo gol in stagione, il primo con la maglia del Cosenza hai fatto due goal a Trapani, dove siete partiti alla grandissima. Ricordo un sei a zero conl Latina dove mi pare che proprio tu hai segnato. Sì, a Trapani è una parentesi a parte comunque adesso mi concentro totalmente sul Cosenza, anche perché lì diciamo c'è stata una parentesi negativa, però adesso pensiamo a questo rush finale per prepararci al meglio per questi playoff. D.: Assolutamente, primo ostacolo, diciamo, non primo, ce ne sono rimasti altri tre importanti per posizionarsi nel miglior punto della griglia, si va a Picerno una gara delicata e importante. Picerno è una gara complicatissima perché andiamo in un campo molto ostitico e difficile dove poche squadre fanno punti, però noi a questo punto della stagione penso che abbiamo trovato la nostra consapevolezza la nostra consapevolezza di sapere quello che dobbiamo fare. In qualsiasi campo con massimo umiltà, perché questa squadra da due mesi a questa parte esprimere il suo gioco, esprime sempre il suo gioco in maniera positiva e poi si è creato un gruppo veramente importante. D.: Play-off acquisiti ormai, diciamo si pensa al campionato sì, ma diciamo che la preparazione adesso guarda anche più in là, state lavorando anche in vista dei play-off? Il mister ci dice di lavorare il giorno per giorno, partita per partita anche perché alla fine siamo terzi, però abbiamo due squadre dietro di noi che ci stanno alla gola, quindi non vedo l'ora di fare meglio, quindi dobbiamo pensare soprattutto prima a chiudere questo rush finale come ho detto prima nel migliore dei modi E poi incominceremo a provare i playoff anche quelli nel migliore dei modi. D.: Anche dal punto di vista atletico, state un po' rincarando la dose? No vabbè, ma noi abbiamo sempre lavorato bene sia da quando sono arrivato sia adesso, diciamo che adesso questa squadra sta a livello atletico in condizioni perfette e infatti lo dimostriamo domenica dopo domenica. Il trucco è proprio questo alla fine, cioè il lavoro continuo, l'umiltà la sofferenza anche in campo perché bisogna stringere i denti. Questa categoria lo dice, non lo dico io, in questa categoria se vuoi fare qualcosa di importante in primis deve essere umile. Perché vedi domenica vai a giocare a Picerno che non sono sono nelle zone basse della classifica, però se tu vai con la presunzione di dire io sono il Cosenza, sono terzo in classifica e vinco facile, prendi tre schiaffi e torni a casa e non te ne accorgi neanche. Quindi l'umiltà penso che alla base di questo girone D.: trucco di questa squadra qual'è? Il trucco di questa squada è che noi abbiamo 24 ragazzi che dal lunedì alla domenica vanno a 3000 in campo. E chi gioca e chi non gioca non si lamenta nessuno perché come ti ho detto prima, abbiamo acquisito una consapevolezza una consapevolezza che noi possiamo arrivare fino in fondo, quindi abbiamo un bene come un comune che come dici tu la scaramanzia, non dico quella parola quella lettera quindi dobbiamo arrivare fino in fondo tutti insieme con massima rispetto tra di noi, perché giustamente ci sono ragazzi che possono essere scontenti o meno, però in questo gruppo non ci sono. Perché tutti quando facciamo un goal siamo lì ad esultare con il ragazzo che ha segnato perché ci crediamo e ci crediamo tanto. Ciotti: L'umiltà alla base di questa squadra (VIDEO)
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