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      Manifestazione della Cgil ad Amendolara contro caporalato dopo strage

       

       

      Manifestazione della Cgil ad Amendolara contro caporalato dopo strage

      06 giu 26 Manifestazione della Cgil per le strade di Amendolara marina dopo l'omicidio di 4 braccianti - tre afghani e un pachistano - avvenuto lunedì scorso. Alla testa del corteo c'era il segretario generale Maurizio Landini e quello della Flai Cgil Giovanni Mininni. Diverse migliaia i partecipanti. Nel corteo anche delegazioni di braccianti stranieri e lavoratori provenienti da tutta Italia. Oltre alle bandiere delle varie sigle riconducibili alla Cgil sono presenti, tra le altre, delegazioni del Partito democratico, del M5s, di Libera, di Rifondazione comunista, dell'Anpi e di Legambiente. Il corteo si è mosso ordinatamente intonando slogan per la sicurezza e la legalità nei luoghi di lavoro. "Basta morti e clandestinità", dicono i manifestanti. Presenti anche il segretario del PD Schlein, diversi dindaci tra i quali quello di Cosenza, Franz Caruso.

      Alla manifestazione indetta da Cgil e Flai a Amendolara dopo l'omicidio dei quattro braccianti agricoli compiuto lunedì scorso c'erano migliaia di persone. Un appuntamento al quale, oltre ai segretari nazionali Maurizio Landini e Giovanni Mininni, hanno partecipato la segretaria del Pd Elly Schlein, il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, una delegazione di parlamentari del M5s tra cui la vicepresidente Vittoria Baldino e l'europarlamentare Pasquale Tridico. Prima del via al corteo - con la presenza di Libera e delegazioni di lavoratori stranieri provenienti da tutta Italia - Landini e Mininni hanno deposto due corone di fiori nell'area di servizio dove è avvenuta la strage. Landini ha sostenuto che "c'è bisogno di una rivolta morale e sociale, una rivolta delle coscienze, perché non si può continuare a far finta di non vedere quello che sta succedendo, regolarmente, nel nostro Paese. Vale per l'agricoltura, per l'edilizia, per la logistica, al Sud come al Nord". Per Schlein è necessario "rafforzare la legge sul caporalato anche prevedendo il sequestro preventivo delle aziende che impiegano lavoratori sfruttati e vittime" del fenomeno mentre per Fratoianni - che definisce "invisibile" la ministra del Lavoro Calderone - occorre "dire basta con l'ipocrisia in questo Paese di chi fa finta di non vedere ciò che vedono tutti. Per dire basta all'idea che il lavoro sia sempre più marginalizzato, sfruttato, umiliato". Da più parti anche la richiesta di superare la legge Bossi-Fini sull'immigrazione, con la segretaria del Pd che ha sostenuto che il governo aveva 200 milioni del Pnrr per il superamento degli insediamenti abusivi ma "a noi risulta che siano poco più di 20, meno del 10%" quelli spesi.

      Sequestrare aziende che impiegano vittime caporalato

      isognerebbe rafforzare la legge sul caporalato non soltanto mettendo più risorse e assicurando che sia attuata fino in fondo ma anche prevedendo il sequestro preventivo delle aziende che impiegano lavoratori sfruttati e vittime di caporalato". Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, a margine della manifestazione della Cgil ad Amendolara. "Quattro braccianti uccisi brutalmente, con violenza inaudita, non è accettabile. Non si può più parlare soltanto di caporalato, ma bisogna parlare del padronato", ha detto. "Spesso, adesso vedremo le indagini che cosa faranno emergere, ci sono dietro delle responsabilità oltre a quelle delle due persone che sono state già fermate e che devono affrontare la giustizia. Parlare di padronato vuol dire guardare anche alle responsabilità delle connivenze delle aziende che impiegano lavoratori sfruttati e vittime di caporalato", ha aggiunto

      Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, e quello della Flai Cgil, Giovanni Mininni, hanno deposto due corone di fiori alla stazione di servizio di Amendolara, al chilometro 395 della Strada statale Jonica, dove lunedì scorso sono stati uccisi i quattro braccianti, prima dell'inizio della manifestazione organizzata dalla Cgil.

      Restiamo umani

      “La manifestazione Restiamo Umani rappresenta un momento di straordinaria importanza civile e sociale. Siamo qui per esprimere vicinanza alle famiglie dei quattro braccianti che hanno tragicamente perso la vita e per ribadire con forza che il lavoro deve essere sempre sinonimo di dignità, sicurezza e diritti”. E’ quanto afferma Franz Caruso che prosegue: “ La presenza della segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein, con la quale condivido valori, ideali e una comune sensibilità sui temi della giustizia sociale, dell'inclusione e della tutela del lavoro, conferisce a questa iniziativa un significato ancora più forte. Così come è particolarmente importante la partecipazione del segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, da sempre impegnato nella difesa dei lavoratori e nel contrasto a ogni forma di sfruttamento. Insieme alla CGIL, alle associazioni e alle istituzioni presenti, vogliamo affermare con determinazione che il caporalato e il lavoro irregolare rappresentano una ferita profonda per il nostro Paese e un'offesa ai principi costituzionali sui quali si fonda la Repubblica. Da socialista e riformista mi sono sempre battuto per garantire i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, contro ogni forma di sfruttamento, illegalità e irregolarità. Oggi più che mai è necessario trasformare l'indignazione in azioni concrete, rafforzando i controlli, promuovendo la legalità e assicurando condizioni di lavoro dignitose e sicure per tutti”. “Restare umani – conclude Franz Caruso – deve significare anche costruire una società più giusta, nella quale nessuno debba rischiare la vita per lavorare. Questo è l'impegno che dobbiamo assumere tutti insieme e fare in modo che ciò avvenga”.

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