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Nuova strage di migranti, Corbelli punta il dito contro la UE
Nuova strage di migranti, Corbelli punta il dito contro la UE 05 apr 26 Dopo le nuove tre tragedie al largo di Lampedusa, nel Mare Igeo e, in queste ultime ore, davanti le coste della Libia costate la vita a più di un centinaio di migranti (tra morti recuperati e dispersi), il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo aver espresso cordoglio e ribadito l’impegno a completare al più presto il Cimitero internazionale dei Migranti in costruzione a Tarsia, in Calabria, si è recato, oggi, nel giorno di Pasqua, proprio nel sito dove si sta realizzando la grande opera umanitaria e in un breve video su Fb ha lanciato un atto di accusa contro l’Europa, i Paesi dell’Ue e i loro governanti chiamandoli alle loro responsabilità per i loro disumani provvedimenti e le strette crudeli contro i migranti che non servono certamente a scongiurare queste tragedie in mare”. «Queste sciagure – ha detto poi Corbelli, nella nota– dimostrano quanto sia urgente questa grande opera di civiltà, nata proprio per dare dignità a chi muore nei naufragi e viene sepolto senza nome, con un semplice numerino in tanti piccoli sperduti cimiteri, quasi tutti calabresi e siciliani, che di fatto ne cancellano così ogni ricordo e riferimento per tutti i loro parenti dei lontani Paesi del mondo che non sapranno mai dove andare un giorno a cercarli per portare un fiore e dire una preghiera. Una disumanità questa che sarà cancellata grazie alla monumentale opera umanitaria di Tarsia». I lavori, iniziati alla vigilia del Natale 2018 e che erano fermi da anni a causa della pandemia e di lungaggini burocratiche, sono stati ripresi, nell’ottobre dello scorso anno, grazie al sostegno della Regione Calabria e del Comune di Tarsia. Il memoriale, voluto da Corbelli fin dal 2013, con una ininterrotta campagna iniziata subito dopo la tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, sorgerà su una collina di circa 30mila metri quadrati, in un luogo storico e fortemente simbolico, di fronte al Lago e al vecchio camposanto comunale, in parte ebraico, ad un tiro di schioppo dall’ex Campo di Concentramento fascista più grande d’Italia, quello di Ferramonti , luogo di prigionia durante la seconda guerra mondiale, ma anche di solidarietà e umanità, dove nessuno degli oltre 3000 internati subì mai alcuna violenza e, soprattutto, per questo straordinario valore umano, scelto come sito. La grande opera umanitaria, conosciuta e apprezzata in Italia e nel mondo, sarà intitolata al piccolo Alan Kurdi, simbolo delle tragedie dell’immigrazione. “Spero che questa opera possa restare, senza più stragi in mare, solo come simbolo, monumento e monito per il futuro per l’intera umanità e che soprattutto serva oggi, come ho detto prima e ribadisco nel video su Fb, a richiamare alle loro responsabilità i Paesi dell’Ue che con le loro politiche ingiuste e strette disumane sui migranti non aiutano certo a evitare i tragici naufragi”!
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