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      La Calabria dice no al ponte sullo Stretto, in 15mila in piazza

       

       

      La Calabria dice no al ponte sullo Stretto, in 15mila in piazza

      29 nov 25 Nonostante la pioggia battente la manifestazione contro il ponte sullo Stretto, a Messina, ha avuto una grande partecipazione. “Siamo in 15.000, un record” dicono gli organizzatori del corteo che è arrivato in piazza Duomo per il comizio cui partecipa la segretaria del Pd Elly Schlein. "Ringraziamo i 15.000 che hanno partecipato al corteo", afferma Pietro Patti, segretario provinciale della Cgil. "La lotta continua", dice Daniele Ialacqua del comitato No Ponte - Capo Peloro.

      "Questa è un'opera inutile e devastante. Lo Stretto di Messina è una zona sacra a protezione speciale. Non si può toccare. Se dovessero aprire i cantieri faremmo la disobbedienza civile. Non siamo la minoranza rumorosa siamo la maggioranza contagiosa. Abbiamo parlato con le persone casa per casa convincendo le persone con i dati. Qui abbiamo bisogno di acqua, non ci sono le strade, le autostrade, le ferrovie sono a binario unico, non ci sono i collegamenti con gli aeroporti". Lo ha detto l'ex sindaco di Messina, Renato Accorinti, uno dei leader dei No ponte che partecipa al corteo contro il ponte sullo Stretto a Messina organizzato da oltre 80 fra associazioni e movimenti. "Non è vero che col ponte c'è sviluppo - ha aggiunto - La Calabria è già legata all'Italia e all'Europa ed è la regione più povera d'Europa. Il Giappone è un complesso di isole non collegato con la terra ferma ed è la quarta economia del mondo. Non dobbiamo farci prendere in giro. E se la Sinistra andrà al governo noi saremo ancora più duri nel pretendere i diritti per i siciliani". "Conte e Landini dove sono? - ha concluso - Dovevano essere qui. In una battaglia come questa devono stare uniti. Oggi è una giornata importante".

      "Un conto sono le infrastrutture, un altro conto sono le iniziative industriali. Le infrastrutture pubbliche sono necessarie. Il capitale pubblico è importante, in tutti i Paesi, per rafforzare i mezzi di trasporto, ad esempio. Rispetto alla realizzazione del ponte sullo Stretto va valutato se i soldi vanno spesi per fare il ponte, oppure per rafforzare le reti stradali, ferroviarie, ecc". Lo ha detto l'economista Carlo Cottarelli intervenendo in video collegamento, al Convegno "Connessioni Mediterranee - Nuovo bilancio europeo porti, ponte e politiche per il Sud, organizzato nell'ambito del Festival Euromediterraneo dell'economia e dal quotidiano "L'Altravoce". "Io penso - ha aggiunto - che la priorità sarebbe quella di mettere a posto le reti stradali, le reti ferroviarie locali della Sicilia e della Calabria, dove c'è anche un problema molto serio, che diventerà sempre più serio per il riscaldamento globale, per le reti idriche. È quella, secondo me, la priorità. Poi se rimangono soldi anche per fare il ponte sullo Stretto, bene. Io non ho mai fatto un approfondimento per capire se questo ponte è meglio di altri. Sapete che la questione è molto controversa. Non è mai stata fatta una analisi costi/benefici indipendente per il ponte sullo Stretto. Sono state fatte dalla società del ponte, e sono ovvii i risultati. Comunque, la priorità, secondo me, è un'altra".

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