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Consiglio Comunale di Rende, pratiche approvate a maggioranza![]()
Consiglio Comunale di Rende, pratiche approvate a maggioranza 12 mag 26 In apparenza, una discussione breve: tre punti all’Ordine del Giorno. Nella sostanza, la seduta straordinaria del Consiglio Comunale di Rende, svoltasi la mattina del 12 maggio 2026, a partire dalle 10:00, è stata molto animata e dibattuta. Non poteva essere altrimenti, considerata l’importanza degli argomenti dibattuti: Progetto di fattibilità dell’Ospedale Nuovo-Conferenza dei Servizi, la Proroga termini all’adesione alla definizione agevolata per la rottamazione dei debiti tributari e l’approvazione del Regolamento dei Centri di Aggregazione Sociale. Questi tre punti sono stati preceduti dall’encomio, dichiarato dal Presidente del Consiglio Francesco Adamo, al Sottotenente Gianluca Serpa e all’Agente Scelto Elia Pellegrino, entrambi della Polizia Locale, per il soccorso prestato a un minore con tempistica ammirevole. Dopodiché l’assise è passata alla discussione del primo punto all’Ordine del Giorno, forse il più importante dell’ultimo decennio. Progetto di fattibilità Ospedale Nuovo-Conferenza dei Servizi Questa discussione è stata l’animatissimo punto terminale degli ultimi due anni. Non è un caso che abbiano illustrato il progetto tre persone: il Vicesindaco di Rende, l’Avv. Fabio Liparoti, il Responsabile del Settore gestione del territorio e ambiente del Comune, l’Architetto Marco Di Donna, e, infine, il Sindaco, l’Onorevole Sandro Principe. Relazione Liparoti: descrizione generale Oggi, ha spiegato il Vicesindaco, «discutiamo il Procedimento amministrativo relativo al progetto di fattibilità tecnico economica, per il quale il Rup (Responsabile unico del progetto) della Regione ha indetto la conferenza dei servizi decisoria con Modalità semplificata e asincrona». Ciò significa che gli enti coinvolti (i Comuni e le altre amministrazioni), decidono con tempistiche differite. Tutto questo perché, ha proseguito l’Avv. Liparoti, «tale intervento avviene con forti deroghe rispetto alla normativa, a causa dello stato d’emergenza dichiarato dal Consiglio dei Ministri sulle strutture sanitarie della Regione Calabria». La scelta della Regione è chiara, ha proseguito il Vicesindaco: «L’Ospedale andrà ad Arcavacata, la Città della Salute all’Annunziata». Ad Arcavacata ci sarà, quindi, una zona omogenea dedicata a tutti i servizi legati al nuovo nosocomio. «Il progetto», ha proceduto Liparoti, «prevede un Hub con un Dea di secondo livello, ambulatori specializzati e strutture universitarie». Inoltre, la nuova struttura «prevede 821 posti letto a regime». Ma ciò che può fare la differenza è «l’aspetto architettonico, è curato per contestualizzare l’Ospedale nel Contesto di Arcavacata». Relazione Di Donna: analisi tecnica Con l’aiuto di una sequenza di slide, l’Architetto Di Donna ha ripetuto, più nel dettaglio, gli aspetti salienti del progetto del nuovo Ospedale. La nuova struttura sorgerà su un’area importante, delimitata da contrada Rocchi, dal Torrente Settimo e, ovviamente, dal Campus dell’Università della Calabria. L’area è già espropriata, ha spiegato Di Donna, che ha illustrato varie migliorie infrastrutturali, che connetteranno al meglio quest’area al resto del territorio. Inoltre, ha proseguito l’Architetto, «Il progetto è ideato per inserirsi nel territorio senza impatti traumatici ed è caratterizzato da una forte «efficienza energetica e logistica», che emerge nel confronto con altre strutture: ad esempio l’Annunziata e il Mariano Santo, che arrivano al 45%, quando il «nuovo ospedale supererà il 90%». Inoltre, ci sarà una superficie per gli elicotteri e le strutture, che ospiteranno anche aule e laboratori universitari, avranno le loro zone per bambini. Una sintesi estrema dell’intervento dell’Architetto Marco di Donna, che merita molti approfondimenti. Esame politico: la parola all’Onorevole Sandro Principe «Penso che questa sia una giornata importante per la nostra città e per il consiglio comunale, per i consiglieri e per la struttura burocratica e tecnica», ha esordito il Sindaco. Questa è «una missione che abbiamo portato avanti per la città, per le famiglie, i bambini e le tante persone che soffrono». Inoltre, Rende «Non è stata una scelta casuale». Infatti, se «la Regione ha individuato ad Arcavacata il luogo, vuol dire che la comunità rendese, che ha saputo accogliere l’Università e si è sacrificata per mantenerla al massimo livello, si è impegnata il più possibile». Quindi l’Onorevole Sandro Principe elenca una serie di iniziative non facili, che hanno portato traguardi importanti: dall’Università alla Facoltà di Medicina, per finire, appunto con l’Ospedale: «Avere espropriato 250 ettari per accogliere l’Unical non è cosa di poco conto: si consideri che all’epoca le Amministrazioni riformiste lo fecero in piena pace sociale». Cosa ben diversa, a proposito di strutture sanitarie, di quel che accadde col primo tentativo di spostare l’Ospedale dal Capoluogo Infatti, ha proseguito il Sindaco, «l’Ospedale nuovo doveva sorgere 35 anni fa a Mendicino. Si espletò addirittura la Gara d’Appalto, che fu vinta da Bocoge. Tutttavia, l’Azienda ospedaliera dell’epoca pagò 35 milioni di euro perché non fu capace di espropriare 15 ettari. Anche accogliere l’Ospedale non è facile per Rende: «Questo Comune dà servizi a circa 80mila utenti e lo Stato non ci ha riconosciuto un euro in più rispetto ai 37mila abitanti d’anagrafe». Ancora: «Le altre istituzioni, fino a 2-3 anni fa, non si sono mai accorte dell’esistenza dell’Unical: l’hanno considerata una specie di scuola elementare del Comune di Rende». Non è da sottovalutare il dibattito complesso con gli ambienti accademici di Catanzaro: «Io scrissi che Cz poteva soddisfare solo la metà del bisogno di medici», ha dichiarato il Sindaco. Ma, per fortuna, «il Professor Sebastiano Andò ci ha aiutato a ideare la facoltà». Inoltre, per maggiore fortuna, l’ex Rettore dell’Unical Nicola Leone «è riuscito a “entrare” nella “fortezza” catanzarese e a convincere i vertici della Mediterranea a realizzare una specialità scienfica». Perciò, ha incalzato l’Onorevole Principe, «noi non abbiamo fatto nessuno scippo: l’ipotesi di Vaglio Lise non regge giuridicamente né a livello geografico». Infatti, «non è possibile separare il Policlinico Universitario dall’Ospedale, perché quella che si sta per realizzare è una Azienda policlinica universitaria». Invece, chiede il Sindaco, «come mai Cosenza ha scelto Vaglio Lise, che è fuori dalla cinta muraria della città? Che senso ha scegliere comunque in direzione Nord? Non sarebbe stato meglio seguire la scelta dell’ex Sindaco Mario Occhiuto di Potenziare l’Annunziata e, quindi, i collegamenti e le infrastrutture a Sud»? Il problema è che «Cosenza ha fatto alcune scelte urbanistiche e, per agevolare l’edilizia privata, ha sacrificato le aree direzionali». Invece noi «abbiamo fatto la scelta opposta». Perciò «la nostra città dovrà essere ringraziata da tutta la provincia e noi ci siamo attrezzati a livello infrastrutturale». Al riguardo, Il Comune finirà la sua parte di opere (il potenziamento di viale Principe, il nuovo svincolo di Cosenza Nord e i collegamenti con la nuova Stazione ferroviaria di Santa Maria di Settimo) prima dell’Inail, che gestirà i lavori dell’Ospedale. I risultati sperati ripagheranno i sacrifici: maggiore assistenza e abbattimento dell’emigrazione sanitaria. Per finire, «approveremo le nostre opere in variante al Prg per dedicare quest’area alla struttura ospedaliera». È seguito un dibattito articolatissimo, durante il quale hanno preso la parola il Professor Massimo La Deda, Capogruppo di Rende Avanti, l’Ingegner Giovanni Bilotti, Capogruppo di GenerAzione, Valerio Cavaliere, di Rende Avanti, l’Avvocato Gianluca Garritano, del gruppo Futuro, l’Ing, Clelio Gelsomino, Capogruppo di Innova Rende, Francesco Tenuta (Avanti Rende Libera-Psi), Emilio De Bartolo (Idm). Nella sua replica, il Sindaco ha rievocato l’impegno delle Amministrazioni riformiste nei confronti dell’Unical e ha riconosciuto al Presidente della Regione Roberto Occhiuto il merito di essersi impegnato assieme all’ex Rettore Nicola Leone per ottenere il Corso di Laurea in Medicina nell’Ateneo di Arcavacata. L’unica dichiarazione di voto, tra l’altro favorevole, è pervenuta da Eugenio Trombino (Fdi). Il punto, al netto delle polemiche, è passato all’unanimità. «Sono orgoglioso di aver presieduto una seduta così importante», ha commentato in chiusura del dibattito il Presidente dell’Assise civica Dr. Francesco Adamo. Proroga termini adesione alla definizione agevolata Niente dibattito e velocità lampo per il secondo Punto dell’Odg, sulla Proroga dei termini per l’adesione alla definizione agevolata alla rottamazione, presentato col consueto stile sobrio e sintetico dall’Assessore al Bilancio Federico Jorio. Su richiesta dell’Assessore, il termine per aderire, slitterà al 10 luglio. La richiesta è passata all’unanimità. Approvazione regolamento dei centri di aggregazione sociale Dibattito animato (e quasi tutto al femminile) per il terzo e ultimo Punto dell’Odg, relativo al Regolamento dei centri di aggregazione sociale. Relatrice, l’Assessore al Welfare, Dottoressa Daniela Ielasi. «Quando ci siamo insediati», ha spiegato l’Assessore Ielasi, «abbiamo trovato il deserto: i locali dei centri sociali erano utilizzati come depositi o archivi, organizzati alla meno peggio dal Comune o da alcune Scuole». La riapertura del Centro Sociale Dattoli e del Centro Sociale Lanzino, quest’ultimo a Saporito, «è stato l’esito di un iter complesso durato undici mesi». La desertificazione, ha proseguito Ielasi, ha due responsabilità: una del Comune, l’altra esterna. Ma entrambe «devono essere superate in maniera consona». Il problema, secondo l’Assessore, è stato uno: «La socialità era passata in secondo piano». Al contrario, ora «le daremo una nuova centralità. E per questo rinnovato impegno ringrazio il Sindaco, che ha fornito continui stimoli». Nell’ordine, sono intervenuti il Consigliere di minoranza Dr. Stefania Galassi (Forza Italia), che ha proposto un emendamento, e il Sindaco, che ha reputato inopportuna la proposta. A questo punto, il Presidente Adamo ha chiesto la sospensione del Consiglio, che ha ripreso i lavori dopo dieci minuti, con il rigetto dell’emendamento. È seguito un intervento polemico dell’Avvocato Rossella Gallo (M5S), con relativa replica dell’Assessore Ielasi. Quindi ci sono state le dichiarazioni di voto di Galassi, di Eugenio Trombino e dell’Avvocato Rossella Gallo (M5S) e dell’Avv. Francesco Tenuta. Galassi e Trombino hanno dichiarato l’astensione, Gallo il voto contrario, Tenuta è stato favorevole. Alla fine del dibattito, la maggioranza ha votato a favore compatta, la minoranza si è astenuta tranne Gallo, che ha votato contro.
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