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      Intitolato a Vincenzo Ziccarelli l’Anfiteatro dell’area di Piazza Amendola

       

       

      Intitolato a Vincenzo Ziccarelli l’Anfiteatro dell’area di Piazza Amendola

      17 apr 26 Una grande festa, molto partecipata, che ha consegnato alla città due importanti presidi culturali che spianano una volta di più la strada affinché Cosenza torni ad essere, come è nei desiderata del Sindaco Franz Caruso e dell’Amministrazione comunale, l’Atene della Calabria. Questa nuova alba culturale è racchiusa in due nomi: l’anfiteatro intitolato a Vincenzo Ziccarelli, inaugurato ieri, e il Cinema Italia-Tieri, riconsegnato alla città e tornato a nuova vita, nella stessa serata di ieri, dopo quasi un decennio di oblìo. E’ stato il Sindaco Franz Caruso a scoprire, insieme ai figli del grande drammaturgo, scrittore e regista cosentino, Domenico e Davide Ziccarelli, e al Prefetto Rosa Maria Padovano, la targa delll’anfiteatro che sorge nelle immediate adiacenze di Piazza Amendola, del Cinema Italia-Tieri, della Casa della Musica e a pochi passi dalla scuola elementare di Via Milelli e del Liceo artistico-musicale “Lucrezia Della Valle”. La cerimonia di intitolazione dello spazio culturale è stata introdotta e coordinata da Antonietta Cozza, consigliera delegata alla Cultura del Sindaco Franz Caruso. “Lo scorso anno – ha detto il Sindaco - abbiamo inaugurato Piazza Amendola e adesso inauguriamo questo anfiteatro dedicato a Vincenzo Ziccarelli. La sua figura – ha sottolineato Franz Caruso – ha attraversato il Novecento calabrese con una densità rara, tenendo insieme politica, cultura e impegno civile in un equilibrio che oggi appare quasi inattuale. Non fu semplicemente un uomo delle istituzioni, ma un interprete profondo del proprio tempo e della propria terra, capace di abitare la dimensione pubblica con serietà e misura. Socialista per convinzione e per formazione – ha aggiunto Franz Caruso - Ziccarelli visse la politica come strumento di trasformazione reale, lontano tanto dal cinismo quanto dalla retorica”. Quindi il Sindaco ha ricordato gli anni in cui Vincenzo Ziccarelli fu Presidente della Provincia di Cosenza. “Esercitò la sua funzione con un senso concreto della responsabilità, in un’epoca in cui le istituzioni locali erano ancora luoghi di decisione e non meri passaggi formali”. Franz Caruso ha ricordato, inoltre, l’impegno di Vincenzo Ziccarelli nel denunciare le condizioni del manicomio di Nocera Inferiore, “simbolo di un sistema sanitario e sociale ormai al tramonto”, negli anni in cui il dibattito nazionale era attraversato dalle idee rivoluzionarie di Franco Basaglia. Ma è sul drammaturgo ed uomo di teatro che il primo cittadino si è poi soffermato nel suo intervento “perché – ha spiegato - ridurre la sua figura alla sola dimensione politica sarebbe una deminutio”. “Vincenzo Ziccarelli – ha rimarcato ancora Franz Caruso - fu anche un intellettuale attento e partecipe, dotato di un’autonomia di pensiero che non sacrificò mai alle logiche di appartenenza”. Ricordata a questo proposito la battaglia che intraprese per l’amico e scrittore Saverio Strati, costretto a vivere a Scandicci nei limiti dell’indigenza, perché gli venisse riconosciuto il vitalizio previsto dalla legge Bacchelli. “La vocazione culturale di Ziccarelli – ha aggiunto Franz Caruso - trovò nel teatro uno dei terreni più fertili. Drammaturgo di valore, sostenuto da critici autorevoli e pubblicato su riviste prestigiose, Ziccarelli fu uno dei pochi a vantare un intero numero monografico dedicatogli dalla rivista “Sipario”, diretta da Mario Mattia Giorgetti, una sorta di “bibbia” del teatro italiano e nella quale si trova racchiusa e sintetizzata la sua produzione teatrale. Fu tra i promotori del Teatro Stabile di Calabria, esperienza ambiziosa, ma destinata a scontrarsi con le difficoltà economiche e le fragilità del sistema culturale della Prima Repubblica”. Franz Caruso non ha esitato a ricordare i testi più celebri di Ziccarelli che divennero apprezzati allestimenti: “Un caso di morte apparente”, “Francesco e il Re” “Signori, la mafia!”, “La casa di pietra” fino a “Cristina ‘a spedesa”, titolo, quest’ultimo, che collezionò ininterrotte repliche al “Rendano” e un totale di circa 50 mila spettatori e che ebbe anche il privilegio di essere replicato per un’intera settimana al Piccolo Eliseo di Roma, primo lavoro in dialetto calabrese ad essere rappresentato nei circuiti ufficiali dei teatri della capitale. E poi l’uomo Vincenzo Ziccarelli, al di là delle opere e delle cariche pubbliche. “Fu persona di grande dignità, capace di attraversare anche momenti difficili senza cedere al risentimento o al protagonismo. Un intellettuale impegnato, ma mai ideologico; un politico rigoroso, ma mai distante dalla realtà concreta; un autore capace di parlare al proprio popolo senza semplificarlo. Ricordare Vincenzo Ziccarelli significa, in fondo – ha concluso Franz Caruso - riportare alla luce una stagione in cui la politica poteva ancora essere pensata come spazio di elaborazione culturale e di responsabilità civile. E significa anche riconoscere quanto quella lezione, oggi, resti aperta e necessaria”. “E’ con orgoglio – ha poi detto il Prefetto Rosa Maria Padovano - che si apprende delle grandi doti di questo personaggio che non è stato soltanto un politico di spessore dei suoi tempi, ma anche di riferimento per le generazioni future. Un grande drammaturgo e, insieme, un grande scrittore e uomo di cultura. E’ veramente con commozione e partecipazione sincera che mi congratulo con i figli e i nipoti a memoria imperitura di una grande persona, non solo dell’uomo politico, quanto e soprattutto per le sue doti culturali che mi auguro possano rappresentare un faro per il futuro”. In rappresentanza della famiglia è poi intervenuto uno dei figli presenti, Domenico Ziccarelli. “Non è facile – ha detto - parlare del proprio padre, nel senso che per tutti i figli, i padri sono i migliori, ma ritengo che mio padre sia stato un padre un po' per tutti e lo testimonia l’affetto che ho incontrato oggi in questa occasione. Ogni tanto ho punzecchiato il Sindaco Franz Caruso (era l’unico strumento che avevo a disposizione) per ricordare mio padre. Mi perdonerà, come io prendo atto dell’impegno che aveva preso qualche anno fa. Un impegno che ha mantenuto, cosa non scontata di questi tempi. Mi auguro che questo spazio – ha concluso Domenico Ziccarelli - faccia nascere altri Vincenzo Ziccarelli, che sia da stimolo per i calabresi e che non si fermi alla semplice apertura. Sono sicuro che il Sindaco si renderà promotore di iniziative che promuoveranno il teatro. Questo è il posto ideale”.

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