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Grande attesa al teatro Ristori di Verona per il doppio appuntamento con “Kind of Miles” Paolo Fresu
Grande attesa al teatro Ristori di Verona per il doppio appuntamento con “Kind of Miles” 03 mar 26 (GD) C’è grande attesa, al Teatro Ristori di Verona, per il doppio appuntamento (sabato 7 e domenica 8 marzo) con “Kind of Miles”, l’opera teatral-musicale con la quale il grande trombettista sardo Paolo Fresu sta portando in tour nei teatri italiani l’ultimo atto della trilogia avviata da diversi anni con lo spettacolo “Tempo di Chet” dedicato alla figura di Chet Baker e dal quale è stato tratto il disco dallo stesso titolo e poi proseguita con “Tango Macondo”, esperienza anche in questo caso suggellata da un altro bellissimo cd. Ora Fresu rivolge il suo sguardo compiaciuto e rispettoso ad un’altra icona del jazz, che considera, insieme a Chet Baker, una sorta di nume tutelare. Si tratta di Miles Davis, cui Fresu ha dedicato il doppio album “Kind of Miles”, ed al quale ora riserva questo magnifico tributo teatrale e musicale che, sin dal titolo, richiama il capolavoro discografico inciso dal genio di Davis negli studi della Columbia Records nel 1959.
Paolo Fresu con accanto Bebo Ferra e, ultimo a destra, Stefano Bagnoli Non di certo un compito agevole indagare la personalità complessa di Miles e il suo multiforme percorso musicale, ma Fresu ha tante frecce al suo arco e tante valide motivazioni per accostarvisi sì con rispetto, ma alla sua maniera, immaginando una vera e propria opera jazz attraverso la quale scandagliare con accenti di autentico lirismo, cifra di riconoscibilità del trombettista, l’universo davisiano punteggiato da tante sfumature, continuamente sospese tra genio e sregolatezza. A rendere sicuramente accattivante tutto l’impianto sarà la regia che lo Stabile di Bolzano, che produce lo spettacolo, ha commissionato ad un nome di vaglia come Andrea Bernard, diretta espressione dello stesso Stabile e la cui ben nota poliedricità, che lo ha reso incline alla prosa come alla lirica (ha ricevuto anche il prestigioso premio Abbiati) riempie di aspettative lo spettacolo in scena al Ristori nel prossimo fine settimana. Paolo Fresu promette non solo numeri musicali di alta scuola, ma divenuto, com’è, maestro della narrazione, anche uno storytelling che si attaglia perfettamente al suo estro, non solo di grande musicista, ma anche di accattivante affabulatore. E’ suo, infatti, anche il contributo drammaturgico che offre all’opera jazz che ha concepito, chiamando a raccolta una rodata formazione di fedelissimi musicisti, alcuni dei quali già testati in innumerevoli concerti e in album particolarmente apprezzati. Dal chitarrista Bebo Ferra al batterista Stefano Bagnoli, entrambi autentiche colonne del celebre “Devil Quartet” di Fresu, da Dino Rubino, trombettista anch’egli, come il leader del progetto su Miles, ma qui utilizzato al pianoforte e al Fender Rhodes, a Marco Bardoscia, contrabbassista che compare spesso nelle formazioni di Paolo Fresu. Completano il quadro dei musicisti, Christian Meyer (batteria), Federico Malaman (basso elettrico) e Filippo Vignato (trombone, multieffetti e synth). Il fil rouge del racconto, non solo musicale, incentrato sulla vita di Miles Davis, contempla, però, anche scampoli di vita personale di Paolo Fresu che richiama alla memoria i suoi inizi ed anche il percorso che ne ha caratterizzato l’avvicinamento al jazz, rivelandosi determinante per la sua definitiva consacrazione come star internazionale del genere. A dare un tocco di visionarietà al tutto anche la parte visual curata da Marco Usuelli e Alexandre Cayuela, con una dimensione tecnologica che coniuga pagine storiche ad un’aura di suggestiva contemporaneità. Sarà uno degli eventi più apprezzati dell’anno e che lascerà l’amaro in bocca a chi non ha trovato posto al “Ristori” per il doppio sold out che “Kind of Miles” ha fatto registrare da più settimane. La nostra testata sarà presente e ne riferirà nei prossimi giorni. Intanto l’opera su Miles Davis approderà il prossimo 4 luglio al Teatro Morlacchi di Perugia, nell’ambito dell’edizione 2026 di “Umbria Jazz”.
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