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      Amministrazione giudiziaria per 6 società tra Calabria e Lazio, operazione Gdf

       

       

      Amministrazione giudiziaria per 6 società tra Calabria e Lazio, operazione Gdf

      03 mar 26 Su richiesta della Dda di Reggio Calabria la sezione Misure di prevenzione del Tribunale ha disposto l'amministrazione giudiziaria di sei imprese in Calabria e nel Lazio attive nel settore dell'edilizia e del mercato immobiliare.

      Le imprese sono tutte riconducibili a Giovanni Siclari imprenditore di 67 anni ritenuto, secondo gli inquirenti, "in stretti rapporti di contiguità con la locale criminalità organizzata". Il provvedimento è il risultato di una complessa indagine patrimoniale del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza che si è basata sulle risultanze investigative dell'inchiesta "Atto IV" del 2023, dove erano confluite le dichiarazioni di alcuni collaboratori e testimoni di giustizia nonché alcune conversazioni intercettate dalla Direzione distrettuale antimafia. Secondo il Tribunale, che ha disposto la misura di prevenzione, la figura di Siclari, è quella "di un imprenditore ben conscio delle regole mafiose e del fatto che, per poter lavorare senza avere problemi su un territorio contaminato dalla mafia, dovesse mantenere 'buoni rapporti' con i mafiosi, nella convinzione che diversamente gli sarebbe stata preclusa ogni possibilità di lavorare o comunque di lavorare in maniera proficua". Sebbene vittima di estorsione da parte della criminalità organizzata, infatti, Siclari avrebbe goduto e si sarebbe avvalso della protezione di una cosca egemone nella città di Reggio Calabria. Per gli inquirenti l'imprenditore "avrebbe offerto la sua disponibilità, con comportamenti improntati a reciproci favori". Stando alla ricostruzione della Guardia di finanza, infatti, un capo cosca lo avrebbe informato "delle sue attività estorsive e delle difficoltà che stava incontrando nel reperire denaro utile alla cosca e al mantenimento dei detenuti". Rilevando "la sussistenza del pericolo di infiltrazione mafiosa sul conto delle società" di Siclari, che hanno un valore complessivo di 10 milioni di euro, quindi, il Tribunale ha deciso di sottoporle ad amministrazione giudiziaria al fine di avviare un percorso di bonifica e di reinserimento delle stesse imprese nell'alveo dell'economia legale.

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