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      Presidio propal al porto di Gioia Tauro per dei container sospetti per Israele

       

       

      Presidio propal al porto di Gioia Tauro per dei container sospetti per Israele

      29 mag 26 Presidio davanti all'ingresso del Porto di Gioia Tauro, a San Ferdinando attuato nel pomeriggio da una serie di movimenti che sostengono la causa palestinese e dall'Usb per dire "no al transito di materiale militare attraverso il porto di Gioia Tauro". "Da circa due mesi - hanno ricordato i manifestanti - 16 container con sospetto materiale militare sono sottoposti a ispezione nello scalo portuale e oggi la nave Msc Manasvi avrebbe dovuto procedere al carico. Proprio per questo motivo siamo in presidio davanti al porto. Perché si fa sempre più urgente e necessario monitorare e denunciare la catena della guerra che parte dai nostri territori. Dalle informazioni attualmente in nostro possesso, al momento il carico di container resterà nel porto, e non verrà caricato sulle navi cargo Msc". Alla manifestazione partecipano Global Intifada - Disarmare il Genocidio, Coordinamento Calabria con la Palestina, Bds Calabria, Global Sumud Calabria, Thousand Madleens to Gaza e Usb. "L'iniziativa di oggi, già programmata per mantenere alta l'attenzione sui 16 container contenenti acciaio balistico e bloccati da tempo al porto di Gioia Tauro - ha detto Peppe Marra, sindacalista USB Calabria - si è intrecciata per forza di cose con il ribaltamento di uno straddle carrier avvenuto due giorni fa e il grave ferimento di un operatore portuale, Alessandro Cortese. Dietro ogni 'incidente sul lavoro' ci sono ritmi insostenibili, manutenzione carente, sicurezza sacrificata alla produttività". "In questo Paese - ha aggiunto - c'è una guerra silenziosa che ammazza tre lavoratori al giorno, e centinaia e centinaia di feriti e mutilati. È figlia di quello stesso sistema che eleva a dio il profitto e a niente la vita, che sia di un operaio o di un bimbo di Gaza. Lavoro insicuro e traffici di guerra sono facce di questo stesso sistema. Per questo siamo qui fuori dal porto, con le bandiere della Palestina, per dire basta morti per il profitto".

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