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      Smantellata dalla Questura a Reggio C. piazza di spaccio attiva H24, 32 arresti

       

       

      Smantellata dalla Questura a Reggio C. piazza di spaccio attiva H24, 32 arresti

      26 mag 26 La Questura di Reggio Calabria ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 32 soggetti accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio, porto e detenzione di armi da fuoco, estorsione, furto e danneggiamento. L'operazione, alla quale partecipano più di 200 uomini della Polizia di Stato coordinati della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, ha colpito una piazza di spaccio, con i suoi fornitori, a Reggio, attiva 24 ore su 24, in grado di rifornire anche 300 clienti al giorno.

      Piazza di spaccio in un condominio

      ra un vero e proprio supermarket della droga, aperto 24 ore su 24. E alle 3.30 di questa notte, al momento del blitz della Polizia, intervenuta con oltre 200 uomini, era pienamente aperto e funzionante. Trentadue le persone arrestate - una ai domiciliari - accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio, porto e detenzione di armi da fuoco, estorsione, furto e danneggiamento. "La cosa significativa - ha spiegato il procuratore di Reggio Calabria incontrando i giornalisti - è notare come in realtà una parte della città fosse stata, di fatto, dedicata quasi esclusivamente a questa attività con pregiudizio anche dei cittadini per bene che si trovavano a vivere in quella zona e che venivano limitati nelle loro possibilità di spostamento, ovviamente oltre ad essere impediti a formulare qualunque tipo di protesta o di opposizione". "Un vero e proprio punto di attrazione - ha aggiunto - che veniva chiamato 'saletta', ricavato abusivamente al piano terra di un condominio di edilizia popolare in via sbarre inferiori 8. Spesso si formava una calca di gente che infastidiva i condomini. Chi protestava veniva pesantemente minacciato". La vendita era totalmente gestita da appartenenti della comunità Rom cittadina. "Interi nuclei familiari che vivevano di questo traffico", ha sottolineato il pm Nicola De Caria. "Il locale - ha riferito Borrelli - era munito di sistemi di videosorveglianza per accertare in anticipo il sopraggiungere delle forze di Polizia. E proprio questo si è ritorto contro gli indagati. Entrando nel sistema abbiamo acquisito immagini inequivocabili e potuto identificare alcuni acquirenti". Per il procuratore di Reggio Calabria "è inconcepibile il fatto che determinate aree del territorio, in parte bonificato dal punto di vista delle manifestazioni esteriori e della criminalità organizzata, siano tuttora delle enclave di persone che finiscono poi per condizionare anche persone evidentemente per bene. Le condizioni di legalità non possono essere ripristinate unicamente dalla magistratura. Serve un'opera di risanamento urbano anche attraverso un'opera di ridefinizione delle condizioni di legalità nell'utilizzazione di una serie di alloggi che sono stati di fatto occupati abusivamente". Assieme a Borrelli e De Caria, il procuratore aggiunto Walter Ignazzitto, il questore Paolo Sirna, il capo della Squadra mobile Gianfranco Minissale.

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