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      Gratteri: Contro la violenza minorile investire in istruzione e welfare

       

       

      Gratteri: Contro la violenza minorile investire in istruzione e welfare

      16 mag 26 "Si sta abbassando sempre più il livello morale ed etico e si abbassa sempre più l'età dei soggetti che commettono reati. Crimini che fino a qualche anno fa venivano commessi da adulti, oggi vedono protagonisti ragazzini anche di 12, 13 o 14 anni che commettono omicidi. È un fenomeno che sta crescendo e sta sfuggendo di mano". Lo ha dichiarato il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, intervenendo all'Università della Calabria in occasione del seminario "Educare alla legalità tra prevenzione e recupero. Sulle seconde possibilità", promosso nell'ambito del master di secondo livello diretto dalla professoressa Teodora Pezzano. Secondo il magistrato, per invertire la rotta è necessario un approccio strutturale e coordinato. "Bisogna intervenire contestualmente su più fattori, anzitutto - ha sottolineato - con investimenti di medio e lungo periodo. Significa investire in istruzione, realizzare una scuola a tempo pieno e sostenere il terzo settore. Anche il volontariato ha dei costi di gestione e delle strutture da mantenere. La violenza è il risultato di una serie di concause e, proprio per questo, bisogna intervenire su ciascuna di esse". Sollecitato sul tema del convegno, dedicato al riscatto sociale, il procuratore ha ribadito l'importanza della riabilitazione per i minori. "Si può sbagliare - ha detto - ci si può rialzare e si deve dare una seconda possibilità. Abbiamo scritto un libro proprio per lanciare questo messaggio, che consideriamo una necessità assoluta, soprattutto per i ragazzi che si trovano nelle comunità o in carcere. Dobbiamo fare di tutto per garantire loro questa opportunità". "Ai ragazzi - ha concluso Gratteri - dico di studiare tanto per colmare il divario con i giovani del Nord, che beneficiano di maggiori opportunità e infrastrutture sul territorio. Proprio per questo sono fermamente contrario all'autonomia differenziata: prima di attuarla, lo Stato deve garantire al Sud le stesse infrastrutture di cui godono Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. Altrimenti è come correre i cento metri partendo dieci metri dietro agli altri. Noi vogliamo un'Italia unita, non una nazione ulteriormente separata, né sul piano formale né su quello sostanziale".

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