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Ridotta di meno della metà la perdita di esercizio dell'Annunziata
Ridotta di meno della metà la perdita di esercizio dell'Annunziata 07 lug 26 Una progressiva riduzione della perdita d'esercizio, ridotta di meno della metà e cioè di più del 60%, quella dell'Ospedale dell'Annunziata di Cosenza che è passata dai 32,3 milioni di euro del 2023 ai 13,4 milioni, a fronte di un aumento della produzione di salute - tra ricoveri e specialistica ambulatoriale - stimato in circa 20 milioni di euro; una pianta organica rafforzata con 414 assunzioni complessive tra il 2023 e il primo semestre del 2026 (con 81 unità nel 2023, 96 nel 2024, 120 nel 2025 e 117 nei primi sei mesi dell'anno in corso). I principali risultati del bilancio dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza sono stati presentati dal direttore generale dell'ente Vitaliano De Salazar. "Sul piano strettamente clinico le performance dell'Annunziata - ha dichiarato De Salazar - si attestano ormai stabilmente nei parametri di qualità identificati dall'Agenas, che qualifica la struttura come ospedale 'buono', posizionando l'anatomia patologica cosentina tra i primi tre centri in Italia per tempestività e accuratezza degli esami diagnostici oncologici, con tempi di attesa per i referti citologici ridotti a soli due giorni lavorativi". Tra i traguardi scientifici e terapeutici di maggior rilievo le 842 procedure complessive di chirurgia robotica eseguite dal 2023 a oggi, che vedono il nosocomio come unico centro del Mezzogiorno per i trattamenti avanzati Hipec, oltre al consolidamento dell'area cardiologica con l'avvio del centro Tavi, l'esecuzione nel solo 2025 di 700 angioplastiche (di cui 400 in infarto miocardico acuto) e l'impianto pionieristico di pacemaker bicamerali senza fili. "Un ruolo strategico - ha concluso il manager - e trainante in questo percorso di modernizzazione è rivestito dall'integrazione con l'Università della Calabria, un connubio che ha richiesto la costruzione di un preciso humus culturale e organizzativo e che oggi conta 26 docenti universitari attivi nell'assistenza, 10 scuole di specializzazione, 72 medici specializzandi integrati nelle corsie e 44 studi clinici attivi, a dimostrazione del legame indissolubile tra ricerca scientifica e cure al paziente". Infine De Salazar ha rimarcato come "l'ospedale sia un cuore pulsante in cui le criticità quotidiane vengono ampiamente superate dai benefici prodotti per la collettività", sottolineando che "la percezione positiva manifestata dai cittadini e dagli organi di informazione restituisce finalmente dignità e rispetto ai lavoratori; un risultato storico che non rappresenta un punto d'arrivo, ma disegna il futuro della sanità calabrese al di là dei singoli attori temporanei".
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