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      Maltrattamenti e minacce alla convivente, 31enne finisce in carcere a Corigliano Rossano

       

       

      Maltrattamenti e minacce alla convivente, 31enne finisce in carcere a Corigliano Rossano

      18 giu 26 Personale della Polizia di Stato della Squadra Volante del Commissariato P.S. di Corigliano-Rossano, coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, nel corso delle attività di prevenzione e repressione dei reati in materia di violenza di genere rientranti nel cd. “Codice Rosso”, traeva in arresto in flagranza di reato differita un trentunenne del posto per il presunto reato di maltrattamenti in famiglia in danno della compagna convivente. La vicenda è legata ad una relazione familiare turbolenta divenuta nel tempo insostenibile in danno della vittima, costernata da documentate ripetute condotte aggressive fisiche e verbali che sarebbero state operate dalla persona arrestata. Diversi gli episodi ricostruiti dalla Procura della Repubblica attraverso l'attività di polizia giudiziaria svolta dagli investigatori. Nel pomeriggio dello scorso 13 giugno la persona offesa riceveva numerosi messaggi dal compagno convivente dal tono intimidatorio, con epiteti volti al discredito della medesima. Con questi messaggi l’uomo l'avrebbe minacciata di ammazzarla se non avesse ritrattato tutto, anche a costo di farsi arrestare. Stante quanto appreso, al fine di salvaguardare l’incolumità della persona offesa, personale della Squadra Volante dopo aver acquisito il consenso dalla donna all’estrapolazione dei predetti messaggi, rintracciava l’uomo e lo traeva in arresto in flagranza di reato differita ex art. 382 C.P.P.. Quest’ultimo, su disposizione del Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Castrovillari, veniva tradotto presso la Casa Circondariale di Castrovillari in attesa delle determinazioni dell’A.G.. Lo scorso 16 giugno all’udienza di convalida, il Giudice per l’indagine preliminari, convalidava l’arresto applicando al medesimo la misura cautelare della custodia in carcere.

      Ancora una volta si configurano intolleranti odiose condotte di violenza c.d. di genere che è necessario denunciare e contrastare, con il sostegno dovuto alle presunte vittime di tali reati. In questo la rete interistituzionale di operatori della Giustizia, delle Forze dell'Ordine, dei Servizi Sociali, delle Associazioni di volontariato a tutela delle vittime, dei Medici, è sempre presente per accogliere e sostenere chiunque abbia bisogno di aiuto per uscire dalla spirale perversa della violenza fisica, morale, economica ecc.. Nessuno/a deve mai sentirsi solo/a e sconfortato/a ma deve sapere che le persone e gli strumenti per uscire da situazioni del genere ci sono e sono efficaci.

      Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari, l’odierno indagato è da ritenersi innocente fino a sentenza definitiva, nello sviluppo del procedimento, potrà anche emergere l’assenza di ogni forma di responsabilità in capo allo stesso.

      © RIPRODUZIONE RISERVATA

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