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      Monumento ai Caduti di Nassirya inaugurato dai CC a Reggio Calabria

       

       

      Monumento ai Caduti di Nassirya inaugurato dai CC a Reggio Calabria

      04 giu 26 "E' un monumento che cammina per terra. Non è su un basamento. Cammina sul terreno, in mezzo alla gente. Lo skyline, sullo sfondo, rappresenta la comunità non solo la città. Un monumento che nonostante la caparbietà dell'Associazione Nazionale Carabinieri non è stato imposto. È frutto di una convergenza di interessi, di principi". Queste le parole che il comandante della Legione "Calabria" generale Riccardo Sciuto ha dedicato al monumento ai Caduti di Nassirya, inaugurato nella piazza "Caduti di Nassirya", oggi intitolata sul Lungomare Genoese Zerbi. L'opera in bronzo, collocata sulla passeggiata dal waterfront cittadino, rappresenta un carabiniere in alta uniforme che tende la mano a un ragazzino. È stata realizzata su progetto del prof. Luigi Citarella, docente di tecniche artistiche della scultura, dagli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, unica in Italia dotata di un laboratorio di fonderia. Alla realizzazione ha contribuito anche l'Università Mediterranea di Reggio Calabria. La scultura, intitolata "Per la gente, tra la gente", "incarna l'essenza - ha spiegato Citarella - del servizio reso dell'arma alla comunità con un mondo in rapida evoluzione. Dietro le due figure alcuni elementi architettonici astratti simboleggiano il caos e la complessità delle sfide del mondo". Il mantello che ricopre, le spalle del carabiniere raffigurato, per metà si trasforma in un'ala di Angelo. "In ricordo di quei caduti, che dalla legione di appartenenza sono adesso nella legione dei cieli" ha sottolineato il capitano Gianfranco Aricò, ispettore regionale dell'Associazione nazionale Carabinieri, che ha definito l'opera "un sogno che perseguivamo da vent'anni". Dopo la scopertura, Sciuto, la prefetta di Reggio Calabria Clara Vaccaro ed il sindaco facente funzioni Mimmo Battaglia, nel suo ultimo giorno di mandato, hanno deposto una corona d'alloro al monumento. "Quando le nostre vedove sono presenti - ha detto Sciuto - è un momento da un lato naturalmente commemorativo, ma dall'altro anche di grande apprensione, di grande dolore, perché ogni volta che noi ricordiamo, commemoriamo, o scopriamo una Targa che ricorda Nassirya, noi scopriamo un dolore fisico, circostante di disagio, ricordi, memoria. Oggi, però, questo sentimento è un po' mitigato dal fatto che oltre a dedicare la piazza ad un evento così importante per la storia patria, scopriamo un monumento dedicato all'Arma dei Carabinieri". "Ogni monumento è memoria - ha concluso Sciuto - ricordo. Ricorda che l'Arma esiste perché esiste. L'Arma normalmente non arretra mai, non si ferma mai. Se si ferma, se arretra è perché deve aspettare qualcuno: una figura fragile, un bambino al quale il Carabiniere dà la propria mano ed è la mano che è cercata da questo bambino". Al termine, è stata inaugurata al Museo Archeologico Nazionale, la mostra storico-documentale sui Carabinieri, "Eroi quotidiani".

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