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      Truffa al Servizio Sanitario Nazionale, 12 misure cautelari operate dai CC

       

       

      Truffa al Servizio Sanitario Nazionale, 12 misure cautelari operate dai CC

      12 gen 26 Non avevano mai consegnato le bombole di ossigeno che erano state prescritte e così sono scattate le misure cautelari. Dodici in tutto per associazione per delinquere, falso ideologico e materiale, esercizio abusivo della professione sanitaria, accesso abusivo a sistema informatico, truffa aggravata in danno del sistema sanitario, favoreggiamento personale, peculato e corruzione sono i reati contestati dalla Procura di Reggio Calabria, guidata da Giuseppe Borrelli, nell'ambito di un'inchiesta dei carabinieri del Nas che stamattina hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di quattro persone.

      Si tratta di Francesco e Fortunato Macheda, Stefania Callipari e Giuseppe Villa. Su richiesta dei pm, inoltre, nei confronti degli altri otto indagati il Gip ha disposto altre misure cautelari. n particolare, il divieto temporaneo di esercitare determinate attività professionali o imprenditoriali per 12 mesi nei confronti di Cristian Aragona, Maria Anna Zumbo e Antonio Demetrio Pellicanò; l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Giovanni Mallamaci, Isabella Maida e Rossana Spina e la sospensione dall'esercizio dell'ufficio pubblico e della professione per 12 mesi nei confronti di Francesco Scopelliti e Attilio Fulgido. Nel corso dell'inchiesta i carabinieri del Nas hanno raccolto gravi indizi sull'esistenza di un'associazione per delinquere, operante a Reggio Calabria e provincia, composta dal titolare e dai dipendenti di un'azienda, la Macheda trasporti, dal responsabile commerciale per la Regione Calabria di una multinazionale operante nel campo della fornitura di gas medicali per ossigeno-terapia e, ancora, da farmacisti, medici specialisti dipendenti dall'Asp, medici di medicina generale, faccendieri vari e pazienti conniventi. Stando alla ricostruzione della Procura, attraverso l'impiego di piani terapeutici, prescrizioni mediche e documenti di trasporto falsi, il sodalizio criminale certificava la consegna di numerosissime di bombole di gas medicale, generalmente utilizzato per patologie pneumologiche o terminali, a pazienti compiacenti, ignari o inesistenti, ponendo il costo del menzionato dispositivo sanitario a carico del Sistema sanitario nazionale e di quello regionale. Oltre alle misure coercitive personali e interdittive, il Gip ha disposto il sequestro della Macheda trasporti, titolare della gestione, commercializzazione e distribuzione del gas medicale, nonché della somma di 48mila euro nei confronti della VitalAire Italia Spa, la multinazionale fornitrice del dispositivo medico.

      Il procedimento relativo alle accennate ipotesi di reato è attualmente nella fase delle indagini preliminari, ragion per cui le persone sottoposte a misura cautelare dall’Autorità Giudiziaria devono ritenersi presunte innocenti fino all’eventuale definitivo accertamento della loro colpevolezza nella successiva sede processuale.

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