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      Bagno di folla per il Capodanno di Brunori, nonostante il gelo, a Cosenza

       

       

      Bagno di folla per il Capodanno di Brunori, nonostante il gelo, a Cosenza

      01 gen 26 Tantissimi in piazza a Cosenza, nonostante il freddo gelido, per il Capodanno 2026 del cosentinissimo Dario Brunori SAS. Il nostro ha confessato di cantare con sottotuta a protezione polare ai tantissimi che hanno sfidato il freddo per il concertone, riempiendo il centro cittadino. Cori, risate, appalusi, come uno di casa, il vincitore virtuale di Sanremo, almeno così è stato per i tanti calabresi e cosentini che lo hanno sostenuto al festival canoro, ha dato il meglio di sè. In venti/venticinquemila, ma forse anche più, lo hanno accompagnato cantando mentre si sbizzarriva sul palco con un trenino solitario. Esilarante la scenetta con la sua Simona "costretta" a fare la "mossa". Dal 'Morso di Tyson' a 'Canzone contro la paura' il nostro non ha mancato di sottolineare la sua appartenenza cantando anche una strofa di "Bella ciao" augurandosi che sia l'anno che che "ci libera da paure e manipolazioni". La sua ironia, quel suo modo di fare sempre "interessato", come gli piace sottolineare, accolta con fragorose risate ed applausi del pubblico, i suoi "brunoriani", che, nonostante il gelo, hanno tenuto botta fino alla fine del concerto, terminato poco prima delle tre. Non sono mancati i momenti del cuore quando con 'Come Stai', canzone dedicata agli ultimi momenti del padre scomparso in cui ne rivive la sofferenza di entrambi, è calato un fragoroso silenzio che ha ammantato per un attimo la piazza. E' sempre il solito giocherellone che si diverte con le note, passando con nonchalance dalla chitarra al pianoforte, mostrando di saperle gestire davvero bene, da profondo conoscitore qual'è della musica. Sempre sorridendo, bacchetta i tantissimi che hanno avuto il coraggio di portare in piazza i bambini, nonostante il freddo, sfidandoli: "rivolgetevi a telefono azzurro" consiglia ai piccoli. Un richiamo alla nostra terra non poteva mancare sottoloneato dal suo "Lamezia-Milano" il dramma "dei viaggi della speranza di noi calabri emigranti".

      Fa bella scena di sè, incastonato nel centro del concerto, il capolavoro dedicato alla piccola Fiammetta l' "Albero delle noci" cantato quasi in coro dai tantissimi e quel "Guardia 82" canzone iconica della sua gioventù marinara. Ma anche "Per due che come noi", profonda canzone d'amore, e l'ironica "Pomeriggi catastrofici" hanno scaldato la piazza che con queste canzoni si è sentita coccolare dal suo cantante che va oltre l'appartenenza. Un afflato che ha fatto sparire quel "-1" mostrato dal termometro della farmacia. Immancabili i saluti alla mamma, Mammarella Sas, "non è potuta venire per l'influenza" con tanto di applauso della piazza. Chiusura, non quasi a sorpresa, con "Buonanotte Cosenza", la mitica canzone con cui ha voluto sottolineare, per chi ancora non l'avesse capito, la sua appartenenza a questa città, a questa regione, a questa terra.
      "Perchè noi pensiamo di cambiare il mondo con un pugno di poesie".
      Grazie di tutto, Dario.
      Buon anno.

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