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      Il Crati rompe argini, allagata sibaritide, sindaco Co-Ro "fondi sicurezza fermi da anni"

       

       

      Il Crati rompe gli argini, allagate contrade, sindaco Co-Ro: fondi sicurezza fermi da anni

      14 feb 26 Come previsto, purtroppo, il Crati nella notte ha rotto gli argini ed ha sommerso d'acqua la Piana di Sibari, tra i Comuni di Cassano allo Ionio e Corigliano-Rossano, sulla fascia ionica cosentina. Le contrade Thurio, Ministalla e Foggia, evacuate preventivamente ieri dal sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, sono state raggiunte dalla piena. Abitazioni, stalle e terreni agricoli sono completamente sommersi nell'acqua. Ingenti i danni. "Sono almeno tre i punti in cui l'argine destro è crollato - ha scritto il sindaco Stasi sulla pagina social dell'ente - uno poco più sopra della ferrovia e due a valle della statale 106. All'arrivo dell'acqua molti erano già fuori dalle abitazioni, mentre altri sono stati raggiunti grazie al Comune, Protezione civile, carabinieri, Polizia e Vigili del fuoco".

      Fondi sicurezza fermi da anni

      "C'è rabbia oltre che stanchezza: lo dico senza giri di parole e senza ipocrisia. C'è rabbia perché la furia della piena ha rotto un argine che avrebbe già dovuto essere messo in sicurezza, perché ci sono i soldi fermi da anni proprio per questi tratti, perché lo abbiamo chiesto ripetutamente". Lo scrive il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi sulla sua pagina Facebook dopo che il fiume Crati ha rotto gli argini invadendo alcune frazioni della città che lo stesso sindaco aveva invitato ad evacuare nella serata di ieri in considerazione della piena del corso d'acqua. "Stiamo lavorando - prosegue - per rallentare, fermare, mitigare, senza sosta, ma c'è gente che per la seconda volta in pochi anni ha perso tutto, che aspetta di poter tornare in casa per capire quali mobili deve buttare, che aspetta di raggiungere i campi e gli animali con la speranza di trovare ancora qualcosa. Spero almeno che stavolta questa gente, almeno, venga tenuta in considerazione e gli venga data la possibilità di ripartire, perché l'ultima volta hanno dovuto rifare tutto da soli". "Molta gente - ha scritto Stasi che ha seguito sul posto le operazioni - è ancora fuori di casa, al freddo, perché non ha voluto altre sistemazioni: ne sto incontrando a Ministalla, a Thurio, a Foggia. Siamo qui e siamo stati qui durante tutta la notte, lavorando per consentire alle imprese di intervenire sull'argine rotto, in condizioni difficili ed al buio, perché ogni ora è preziosa. Una delle rotture, forse la più impressionante a monte della ferrovia, è stata già fortemente ridotta e si sta lavorando contemporaneamente sulle altre".

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