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      Ripristino del Parco Aecheologico di Sibari frenato dalla guerra

       

       

      Ripristino del Parco Aecheologico di Sibari frenato dalla guerra

      21 apr 26 “Il 'Parco del cavallo' riaprirà entro la prossima settimana, mentre per l'area di Casabianca attendiamo l'arrivo del nuovo sistema di drenaggio wellpoint che è stato frenato dalla crisi internazionale”. Lo ha dichiarato Filippo Demma, direttore del Parco archeologico di Sibari, facendo il punto sulla situazione dei siti archeologici sibariti dopo i recenti allagamenti e le difficoltà tecniche legate alla risalita delle acque di falda. “Nonostante l'area di Casabianca sia stata svuotata già un mese fa, dopo l'allagamento, il sito è tornato ad allagarsi nuovamente perché l'impianto wellpoint, che mantiene il livello dell'acqua al di sotto del piano del suolo, è stato completamente distrutto dall'alluvione”, ha spiegato Demma, ricordando come la piana di Sibari sia al di sotto del livello del mare. “Non è un problema di fondi - ha tenuto a chiarire - poiché il ministero ha stanziato immediatamente circa mezzo milione di euro che abbiamo, prontamente, impiegato incaricando un ingegnere idraulico di revisionare l'impianto e di ordinare le pompe necessarie. Ma la fornitura, legata all'industria pesante, è in ritardo a causa del contesto bellico internazionale". Nell'attesa, spiega Demma, sono state installate delle pompe a gasolio per mantenere sotto controllo il livello dell'acqua "ma la settimana scorsa l'impresa di manutenzioni ci ha segnalato che non riescono a garantire la fornitura di gasolio, necessaria per tenere le pompe in esercizio h24, per i problemi, anche in questo caso, connessi alla situazione internazionale. Alla luce di ciò la ditta di manutenzione ha reperito delle pompe a immersione elettroalimentate, che sono state installate già la settimana scorsa, e perciò l'area è in corso di svuotamento. Una volta che arriverà e sarà installato il nuovo impianto wellpoint, previsto per la fine del mese, inizieranno le lunghe operazioni di rimozione del fango accumulato dopo tre allagamenti consecutivi nel giro di due mesi". "Più di questo - ha concluso Demma - non si poteva fare. Noi siamo pronti a ripartire non appena la logistica internazionale consentirà la consegna dei pezzi necessari”.

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