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      Blitz dei CC nel vibonese, 15 arresti, tra loro autori omicidio Ceravolo

       

       

      Blitz dei CC nel vibonese, 15 arresti, tra loro autori omicidio Ceravolo

      15 apr 26 Un provvedimento cautelare emesso contro 15 persone - di cui 5 già detenute - è stato eseguito dai carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia, insieme a personale dello Squadrone eliportato Cacciatori "Calabria" e dell'8° Nucleo Elicotteri, nelle Province di Vibo, Catanzaro, Cosenza, Torino, Sassari, Teramo, Terni e Viterbo. Nel provvedimento, emesso dal Gip di Catanzaro, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia catanzarese, si ipotizzano, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, tentato omicidio, omicidio, estorsione aggravata dal metodo mafioso e detenzione e porto illegale di armi comuni e da guerra. Nell'operazione eseguita questa mattina dai carabinieri e coordinata dalla Dda di Catanzaro, nell'ambito della quale sono stati eseguiti 15 provvedimenti cautelari nel Vibonese, viene contemplato anche l'omicidio di Filippo Ceravolo, vittima innocente di mafia. Ceravolo, 19 anni, è morto il 25 ottobre 2012 in seguito a un agguato mentre si trovava in macchina con il vero obbiettivo dei killer, Domenico Tassone, il quale si è salvato gettandosi fuori dall'abitacolo. Tassone è stato tratto in arresto, con l'accusa di associazione mafiosa, lo scorso 8 aprile nel corso dell'operazione denominata 'Jerakarni'.

      "Oggi il cielo è plumbeo ma è una gran bella giornata. Pur con il limite della fase in cui ci troviamo riteniamo di aver fatto un gran passo sull'omicidio di una vittima innocente di mafia: Filippo Ceravolo che ha perso tragicamente la vita la sera del 25 ottobre 2012 e che era assolutamente avulso da qualunque contesto di criminalità organizzata. Possiamo dire con una certa soddisfazione di aver quantomeno contribuito fattivamente a restituire dignità al dolore di due genitori, perché io penso che sopravvivere a un figlio sia una delle disgrazie peggiori che possa affrontare un essere umano". Così il procuratore di Catanzaro Salvatore Curcio nel corso della conferenza stampa per illustrare l'operazione che ha portato all'arresto di 15 persone. Tra queste vi sono Nicola Ciconte, Bruno Lazzaro e Giovanni Alessandro Nesci ritenuti, rispettivamente, i due basisti e uno dei killer che hanno partecipato all'agguato nel quale morì Ceravolo, 19 anni, di Soriano Calabro (Vibo Valentia), che si trovava al posto sbagliato nel momento sbagliato: in auto col vero obbiettivo dei killer, Domenico Tassone, ritenuto intraneo alla cosca Emanuele in guerra con il clan rivale dei Loielo per il controllo del territorio delle Serre Vibonesi. Tassone, che guidava, si lanciò fuori dall'abitacolo mentre Filippo venne colpito mortalmente al collo e al viso. Indagati in stato di libertà i presunti mandanti nei confronti dei quali il gip non ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza. "Perdere un figlio in queste circostanze è ancora più doloroso specie se per 13 anni hai aspettato per avere una risposta sulle ragioni che hanno portato alla perdita del tuo caro" ha aggiunto Curcio che poi ha rivolto un pensiero "a tutte le vittime innocenti di mafia" e in particolare ai genitori del piccolo Dodò, ucciso a 11 anni mentre giocava a calcetto a Crotone nel corso di un agguato in cui il vero obiettivo dei sicari scampò alla morte. Curcio ha rivelato di avere ricevuto alcuni mesi fa la visita di Martino Ceravolo, papà di Filippo. "L'ho sollecitato ad avere fiducia nella giustizia. Nessuno resta indietro. Noi stiamo riaprendo fascicoli anche risalenti nel tempo" ha detto il magistrato.

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