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      Operazione DDA antindrangheta, 54 misure cautelari eseguite da PS

       

       

      Operazione DDA antindrangheta, 54 misure cautelari eseguite da PS

      08 apr 26 La Polizia sta eseguendo, dalle prime ore di questa mattina, 54 misure cautelari a Vibo Valentia, Catanzaro, Reggio Calabria, Cosenza, Benevento, Milano, Rovigo e Viterbo, a carico di persone ritenute, a vario titolo, gravemente indiziate di una serie articolata di reati tra cui associazione per delinquere di stampo mafioso e finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, detenzione e porto in luogo pubblico di armi, detenzione di materiale esplodente, estorsione, tutti aggravati dal metodo o dall'agevolazione mafiosa. Nella vasta operazione di Polizia che, dalle prime ore di questa mattina, ha visto l'esecuzione di 54 misure cautelari è coinvolto anche, per gli aspetti legati al traffico di stupefacenti, uno degli indagati - un ex capo ultrà - dell'inchiesta 'Doppia curva' di Milano, che aveva fatto luce sulle attività illecite di appartenenti alle curve di Inter e Milan. L'inchiesta e l'operazione di questa mattina, invece, si sono concentrate sulla piena operatività della consorteria di 'ndrangheta nota come 'Locale dell'Ariola' e, in particolare, della 'ndrina facente capo alle famiglie Emanuele e Idà di Gerocarne, nel Vibonese, attive nei Comuni del comprensorio delle Serre vibonesi. L'operazione, coordinata dalla Procura distrettuale di Catanzaro e condotta dalla I divisione dello Sco, dalla Squadra mobile di Vibo Valentia e dalla Sisco di Catanzaro, vede attualmente impegnati circa 350 uomini, con l'impiego di tutti gli assetti specializzati del Servizio centrale operativo e la partecipazione di investigatori provenienti da diverse Squadre mobili. Presenti anche Unità operative di primo intervento, equipaggi del Reparto prevenzione crimine, unità cinofile antiesplosivo e antidroga, artificieri, specialisti della Polizia scientifica e del Reparto volo.

      Era Marco Ferdico, ex capo ultrà dell'Inter accusato dell'omicidio di Vittorio Boiocchi a Milano e coinvolto nell'inchiesta Doppia curva, il "terminale del narcotraffico a Milano e in Brianza per conto del locale di 'ndrangheta di Ariola". È questa la nuova accusa - ha spiegato in conferenza stampa il procuratore di Catanzaro Salvatore Curcio - che pende sul capo di Ferdico e gli viene contestata dalla Dda catanzarese. Oggi all'ex capo ultrà della Curva Nord dell'Inter è stata notificata un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nell'ambito di un'operazione condotta dal Servizio centrale operativo, dalla Squadra mobile di Vibo Valentia e dal Sisco di Catanzaro. Sono 54 le persone coinvolte, ritenute, a vario titolo, appartenenti alle cosche Emmanuele e Idà e accusate di associazione mafiosa, associazione per traffico di stupefacenti, estorsione, tentato omicidio, reati in materia di armi. Ferdico è accusato di essere "pusher di riferimento dell'organizzazione criminale nel Nord Italia", che i presunti vertici della cosca Idà chiamavano "il calciatore". "Il locale di Ariola - ha detto Curcio - trovava nel narcotraffico la principale fonte di finanziamento che versava nella cosiddetta bacinella comune, una sorta di welfare illecito della 'ndrangheta che permette anche il sostentamento delle famiglie dei detenuti". Sergio Leo, dirigente della Mobile di Vibo ha parlato dei rapporti tra la 'ndrangheta delle Serre vibonesi e Cosa Nostra siciliana. Il locale di Ariola, infatti, avrebbe favorito la latitanza di un soggetto perseguito dalla Procura di Catania. "Pervasiva e pericolosa" è stata definita la 'ndrangheta delle Serre dal questore di Vibo, Rodolfo Ruperti. Una criminalità fornita di un potente arsenale. Numerose le armi sequestrate tra le quali anche una mitraglietta. Sull'efferatezza dei modi, è stato detto in conferenza, è emblematico l'episodio che vede protagonista Michele Idà, classe '97, che esplodeva colpi d'arma da fuoco contro alcuni cani - perché infastidito dal loro abbaiare - uccidendone uno, la cui carcassa è stata poi riposta in un sacco di nero, del tipo di quelli utilizzati per i rifiuti. Questo a dimostrazione, scrive il gip Arianna Roccia, della "ferocia del soggetto e del totale disprezzo per il valore della vita". All'incontro con la stampa hanno partecipato il direttore dello Sco Marco Calì, quello della prima divisione dello Sco Marco Garofalo e la responsabile del Sisco di Catanzaro Paola Grazia Valeriani.

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