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Proteste contro il decreto Gelmini

Decreto Gelmini, l’Onda va in piazza. Cortei ei manifestazioni in tutta Italia. A Cosenza in 3000 sotto la pioggia

07 nov 08 Questa mattina migliaia di studenti medi e universitari sono scesi in piazza per ribadire la propria contrarietà alle politiche sulla conoscenza del Governo Berlusconi. "Un' ulteriore riprova del fatto - sostiene l'Uds - che gli studenti non si fermano, a prescindere dalle fughe in avanti e dagli interventi strutturali approvati a colpi di decreto". Cortei si sono svolti a Napoli (oltre 60.000 persone in piazza), Genova (6000 studenti), Bari (sotto una pioggia battente hanno sfilato un migliaio di ragazzi), Roma (gli studenti medi e gli universitari de La Sapienza si sono incontrati con quelli di Roma Tre, e insieme hanno sfilato per le vie della Capitale), Cosenza (3000 manifestanti), Salerno (3000 manifestanti), Siena (1000). Altre iniziative anche pomeridiane si si sono tenute in moltissime città, tra cui segnaliamo Firenze. "Questo movimento non si ferma, e scenderà ancora in piazza il 14 novembre, in occasione dello sciopero generale dell'Università e della Ricerca; il messaggio che gli studenti stanno mandando al Ministro Gelmini e a tutto il Governo - osserva l'Uds - è chiaro e preciso, la legge 169 e la 133 devono essere ritirate immediatamente: per il libero accesso ai saperi, per tutti".

Cortei in tutta la Calabria. Manifestazioni di protesta degli studenti universitari e delle scuole medie superiori sono in corso da stamani a Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria. A Cosenza il corteo degli studenti è aperto da uno striscione con la scritta "Noi la crisi non la paghiamo". Universitari, studenti delle scuole della città, ricercatori e docenti dell'Unical si sono ritrovati a piazza Zumbini e stanno intonando cori contro il governo: "Una, dieci, cento, mille occupazioni" e poi ancora "Gelmini non ti vogliamo". A Cosenza sono giunte anche delegazioni di studenti universitari di Messina, Potenza e Reggio Calabria. "Stiamo partecipando molti docenti dell'ateneo - ha detto il preside della facoltà di Lettere dell'Unical, Raffaele Perrelli - Lo scopo principale è quello di arginare la politica del governo sia in tema di tagli che di trasformazioni delle fondazioni. E' importante la nostra presenza accanto agli studenti". A Catanzaro gli studenti dell'Università Magna Grecia e delegazioni delle scuole medie superiori stanno partecipando ad un corteo che sfilerà per le vie principali del capoluogo calabrese. A Reggio Calabria, a causa della pioggia delle scorse ore, gli studenti hanno deciso di trasformare il corteo in un Sit-In in corso nei pressi del lungomare.

Con il camice bianco a mimare elemosine. Con il camice bianco e un cappellino in mano per chiedere i soldi necessari alle loro ricerche. Così alcuni studenti in chimica e tecnologia farmaceutica dell'Unical hanno partecipato alla manifestazione di protesta a Cosenza. "Siamo qui con il camice - hanno detto - per esprimere la nostra rabbia perché non possiamo completare le nostre tesi di laurea sperimentali. Saremo costretti ad andare all'estero". Insieme ai laureandi con il camice anche il gruppo degli "invisibili". Una rappresentanza dei precari dell'Università della Calabria, infatti, è scesa in piazza indossando delle magliette con la scritta "Precari invisibili della ricerca" e la data di scadenza dei rispettivi contratti. Dopo i cori "La lotta è dura ma non ci fa paura" gli studenti hanno ricordato il loro "amico Carlo Giuliani" e, dopo una serie di interventi la manifestazione si è conclusa. A Catanzaro la protesta si è conclusa con un comizio tenuto da studenti e docenti. A Reggio Calabria il sit-in è stato sciolto dopo un volantinaggio.

Veltri “Il Governo ha paura e tratta”. "Sulla scorta del grande movimento nazionale nelle università il governo ha avuto paura e si è dichiarato pronto a trattare e dialogare". Ad affermare il docente dell'Università della Calabria, Massimo Veltri, ordinario della facoltà di ingegneria. "Il governo ha deciso di dialogare - aggiunge - e vedere come uscire da una situazione che molto preoccupa non tanto la signora ministro quanto il suo patron primo ministro, fino a ieri in luna di miele con il popolo italiano, con gradimenti e sondaggi con il vento in poppa, da oggi abbastanza allarmato. E' una vittoria del popolo universitario, ha dichiarato più di un politico del centrosinistra. E ha ragione, sperando si faccia tesoro nell'ascoltare l'opinione pubblica, nell'uscire dall'asfissia dei palazzi, nel rincorrere il politichese". Veltri ricorda inoltre che "pure è stato detto, e si legge a profusione, che questo movimento ha poco da spartire con il sessantotto. E ci mancherebbe pure, dopo quarant'anni! Ora comunque la Gelmini sta pensando alla riforma vera e propria. Non è facile dire quali e quanti soloni ci stanno mettendo mano". "Un paio di fatti però vanno affermati - prosegue - e difesi fino in fondo. Il primo: occorre tenere alta la guardia, forte la tensione, per far intendere bene a lorsignori, che qui, la tigre non s'é squagliata, anzi. Il secondo: qualsivoglia proposta deve passare al vaglio preventivo anche delle organizzazioni studentesche, oltre che della Crui e delle altre rappresentanze. Il terzo, che poi nel merito è il più importante: così com'é, nell'università non si può continuare. C'é un inverecondo e eccessivo scenario di offerta formativa con moltiplicazione di corsi e di corsi di laurea. Torniamo, o andiamo, verso l'essenziale; i concorsi devono tornare su base nazionale e gestiti con criteri veramente di merito; i concorsi si debbono fare, e al più presto; la ricerca deve vivere nell'università il suo momento fondante, con risorse ma anche possibilità di trasferimento al mondo della produzione e delle professioni"

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