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Sindacati Archivio dal 1/2 al 31/5
Cigl, Cisl e Uil assicurano: “Nessun annullamento delle attività della Carime di Cosenza” 31/05 ''Non ci sono progetti finalizzati all'annullamento delle attivita'
di Banca Carime e del Polo Bpu localizzate nell'area direzionale di
Cosenza''. E' quanto scritto in una nota congiunta delle organizzazioni
sindacali della Falcri, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil, Uil e Dircredito. ''E'
necessario precisare - prosegue la nota - che gli assetti finali delle
due Direzioni di Banca Carime, nonche' dei poli di Bpu dislocati su
Bari e Cosenza, con le relative attivita' localizzate su ciascuna
sede, discendono dai due piani industriali Bpu, presentati nel 2003
e nel 2004, le cui ricadute sui lavoratori sono disciplinate dagli
accordi di Gruppo dell'agosto 2003 e del marzo 2005 che definiscono,
anche, importanti garanzie sia per quanto riguarda la mobilita' dei
lavoratori che il mantenimento delle attivita' sui poli coinvolti.
Tali assetti, impegni e garanzie, peraltro, sono stati confermati
dalla delegazione di Gruppo Bpu nel corso dell'incontro sindacale
tenuto a Bergamo in data odierna''. ''Il Sindacato - e' aggiunto nella
nota - vigilera' sulla corretta e completa applicazione di tali accordi,
intervenendo con tutti gli strumenti a disposizione per bloccare qualunque
disapplicazione degli stessi che dovesse intervenire da parte aziendale.
A fronte, inoltre, della perdurante diffusione di notizie che creano
allarme e sconcerto, il Sindacato chiede che Banca Carime in primis
ma la stessa Capogruppo Bpu individuino strumenti e modalita' per
garantire la corretta informazione sulle strategie che intendono perseguire
nel mezzogiorno, finalizzate a garantire a Banca Carime il ruolo di
banca di riferimento del territorio, rassicurando cosi' Istituzioni,
Operatori economici ed i Risparmiatori, oltre che le Lavoratrici e
i Lavoratori di Banca Carime, nel pieno rispetto degli accordi sottoscritti
con i sindacati''. La Sirti sferra l’ultimo colpo contro la Calabria. 30/05 “La Sirti negli ultimi dieci anni ha drasticamente ridotto
gli organici passando da 500 a 74 lavoratori.” È qunato
denuncia in una nota la UIL calabrese che aggiunge: “Ora la
Sirti intende dare l’ultimo colpo nei confronti di una sparuta
pattuglia di lavoratori. In questi giorni la Sirti ha attivato il
ricorso alla Cassa Integrazione per un presunto calo di commesse da
parte di Telecom Italia e congiuntamente ha avviato la procedura di
trasferimento per alcune decine di lavoratori nella zona Nord del
paese (Triveneto, Lombardia) Tutto ciò avviene utilizzando
anche la pratica di subappalto per una parte di commesse che potrebbero
essere lavorate da personale Sirti. Tale atteggiamento presuppone
il totale abbandono della Sirti della Calabria dopo 50 anni di presenza.
Il sindacato rivendica non solo il mantenimento ma anche il potenziamento
delle strutture operanti in Calabria (Pianopoli, Cosenza e Gioia Tauro)
con l’assegnazione da parte di Telecom Italia dell’attività
di rete e sviluppo impianti in quanto, ad oggi, l’unica attività
è solo quella relativa alla manutenzione della rete Telecom.
I lavoratori sono stanchi di subire da oltre un decennio continue
vessazioni, discriminazioni e lo spauracchio di un abbandono della
Calabria da parte Sirti per favorire oltre realtà nazionali.
Per tutto ciò, le RSU SIRTI, unitamente a FIM, FIOM, UILM e
CGIL, CISL, UIL, chiedono l’attivazione di un tavolo di confronto
con Telecom e la Regione per bloccare un processo che provocherebbe
ulteriori tagli di posti di lavoro, in una Regione ad altissimo tasso
di disoccupazione”. Cannataro (Uila) “La Regione intervenga al Consorzio Sibari-Crati” 30/05 ''Idee per affrontare la questione del Consorzio Sibari-Crati
c' e' ne sono, naturalmente, sappiamo che e' una situazione difficile
che richiede tempo e soprattutto un impegno costante''. E' quanto
sostiene in una nota il componente della segreteria provinciale della
Uila-Uil di Cosenza, Pino Cannataro. ''La Uila - ha aggiunto - e'
disponibile a svolgere, unitamente a tutto il sindacato confederale,
un ruolo attivo e propositivo per condividere un percorso finalizzato
al rilancio ed al risanamento del Sibari-Crati a condizione, pero',
che nelle more di cio' le istituzioni regionali garantiscano almeno
un periodo di copertura finanziaria per il pagamento dei lavoratori.
Non vorremmo che sulla drammatica situazione del mancato pagamento
di ben oltre nove mensilita', in mancanza di immediati e concreti
segnali, esploda una conflittualita' estrema che finirebbe per mettere
in discussione la prossima campagna irrigua''. Nella sede consortile
di Cosenza si e' svolta l' assemblea dei lavoratori del Sibari-Crati,
iscritti alla Uila-Uil, per discutere di aspetti organizzativi e per
affrontare la situazione complessiva del Consorzio con particolare
riferimento al mancato pagamento delle mensilita' maturate. All' assemblea
hanno partecipato Pino Cannataro e Antonio De Gregorio della segreteria
provinciale Uila e Salvatore Alberti della segreteria regionale del
Filbi-Uila. Alla fine dei lavori, l' assemblea degli iscritti ha eletto
i componenti della segreteria aziendale. Nel corso della riunione,
ampio spazio e' stato dato ai problemi che ormai da tempo stanno affliggendo
i lavoratori del Consorzio, in particolar modo l' attenzione e' stata
posta nei confronti di quelle mensilita', che ormai da troppo tempo
i lavoratori reclamano. Ne e' venuta fuori una situazione ormai insostenibile,
dal momento che i lavoratori hanno maturato e non percepito nove mensilita'
. La Uila-Uil nel condividere le forti preoccupazioni dei lavoratori
e nel comprendere le ragioni del diffuso malcontento, ritiene ''non
piu' procrastinabile - prosegue la nota della Uila-Uil - la questione
del Sibari-Crati ed invita le Istituzioni regionali, in primis l'
assessore regionale all'agricoltura Mario Pirillo e l' assessore all'
economia Nicola Adamo, ad occuparsi della vicenda in modo concreto
e definitivo che segni discontinuita' con quanto finora non fatto
dalla precedente Giunta Regionale, soprattutto sul versante del risanamento
finanziario del Sibari-Crati''. Giaimo (UGL) “La situazione alle Ferrovie della Calabria sta deteriorandosi” 29/05 ''Sta' velocemente deteriorandosi la situazione alle Ferrovie
della Calabria, dove la persecutoria protervia messa in atto per imporre
un regolamento avanzamenti e promozioni infarcito di errori marchiani
di cui a nessuno e' stato chiesto conto''. E' quanto sostiene in una
nota il segretario regionale dell'Ugl Autoferrotranvieri, Natale Giaimo.
''Certamente - ha aggiunto - la pedissequia osservanza del regolamento
ha portato disagi anche all'utenza ma, inutile ricordarlo, questa
e' una utenza che viene tartassata assai di piu' dalle condizioni
in cui, da decenni, e' costretta a viaggiare per colpa dei disservizi
aziendali e che subisce situazioni di scarsa sicurezza laddove la
filosofia e l'attenzione aziendale persegue piu' la ricerca e l'individuazione
delle responsabilita' che non la messa in atto di sistemi di prevenzione
che diano maggiore sicurezza al sistema. Finalmente la gente si e'
svegliata da un torpore che l'ha avvolta per alcuni decenni ed ha
cominciato a capire l'importanza del trenino delle Calabro-Lucane
che, tutte le mattine permette ai cittadini dei paesi piu' nascosti
dell'entroterra di raggiungere la scuola od il lavoro con puntualita'
quasi svizzera, puntualita' che i disagi di questi giorni non intaccano
in quanto i Lavoratori sono pronti a riprendere a fare i sacrifici
cui da sempre si sottopongono laddove la dirigenza aziendale e, anche
e soprattutto, le istituzioni ed i rappresentanti delle amministrazioni
pubbliche allontanino, piu' con i fatti concreti che con le parole,
lo spettro della chiusura che ormai aleggia sulla ferrovia''. ''Invitiamo
- ha concluso - la dirigenza delle Ferrovie della Calabria, i rappresentanti
degli utenti, i Prefetti delle province interessate, le Amministrazioni
Provinciali stesse, i Sindaci, i Presidi, i rappresentanti delle aziende
e dei commercianti, il Governo regionale ed i rappresentanti eletti
dal popolo, assieme a chiunque altro sia effettivamente interessato
alla sopravvivenza della ferrovia nella nostra Regione, a far si'
che si tenga al piu' presto una Conferenza dei servizi sulla ferrovia
secondaria in Calabria, per rilanciarne il ruolo e sfruttarne al meglio
le tantissime potenzialita'''. Sammarro (CGIL): “Il comune di Corigliano realizzi un patto sulla legalità” 27/05 ''Serve un patto sulla legalita' che dia fiducia e sicurezza
sia ai cittadini sia alle imprese e diventi un forte elemento di contrasto
alla micro e macro criminalita'''. E' quanto sostiene in una nota
il segretario della Camera del Lavoro di Corigliano, Giuseppe Sammarro,
circa alcune intimidazioni nei confronti di due commercianti. ''La
Cgil - ha aggiunto - nel condannare fortemente gli atti malavitosi
che si sono succeduti in questi ultimi tempi nella citta' di Corigliano
e nell'esprimere tutta la sua solidarieta' alle vittime di questi
incresciosi atti, invita le Istituzioni, le Forze dell'ordine, le
parti sociali, ma soprattutto la societa' civile a mantenere alto
il livello di guardia e rilancia l'istituzione di un tavolo permanente
sulla legalita' che coinvolga le forze dell'ordine, la scuola, la
Chiesa, i partiti e le associazioni''. Sammarro ha inoltre rivolto
un invito al sindaco di Corigliano, Giovanbattista Genova, a promuovere
un tavolo permanente sulla legalita' che dovra' essere ''elaborare
- prosegue il sindacalista - un vero e proprio programma che tiene
insieme le problematiche legate al disagio sociale, al degrado ambientale,
alle politiche di accoglienza degli immigrati, alla prevenzione e
al controllo del territorio''. Cgil, Cisl e Uil: Oltre mille operai avviati con il progetto speciale fondo sollievo 26/05 L'ex fondo sollievo diventato Progetto Speciale Fondo sollievo
scarl (societa' di emanazione Afor) ha ormai avviato al lavoro gli
oltre 1000 operai di Acri, San Giovanni in Fiore, San Demetrio Corone,
Longobucco e paesi della Comunita' Montana di Verbicaro, in provincia
di Cosenza. Una gestione unitaria ed omogenea concretizzata grazie
all'impegno combinato di Uila-Uil, Flai-Cgil, Fai-Cisl e dei consiglieri
regionali Luigi Incarnato, Franco Pacenza e Nicola Adamo che nella
fase finale dell'ultima legislatura del consiglio regionale della
Calabria si sono adoperati per risolvere le istanze dei lavoratori.
Dai primissimi giorni di maggio la struttura tecnico-amministrativa
dell'Afor ha dovuto affrontare una vera e propria corsa contro il
tempo per consentire l'avviamento al lavoro degli operai nell'ambito
di tempi che consentissero l'effettuazione delle previste giornate
lavorative. La prima impressione che ne ricavano le organizzazioni
sindacali ''e' quella che la qualita' del lavoro degli operai va nella
giusta direzione sia per quanto riguarda quello svolto all'interno
della progettazione propria sia quello realizzabile, compatibilmente
con il Ccnl e con una compartecipazione,nell'ambito di una seria concertazione
con le amministrazioni locali''. Anche di questo i rappresentanti
provinciali e regionali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil hanno discusso,
nella sede dell'Afor di Cosenza, con i rappresentanti della suddetta
societa' convocata per affrontare argomenti relativi all'organizzazione
del lavoro sui singoli territori e cantieri. Le tre organizzazioni
sindacali di categoria, ''nel dare atto alla dirigenza di aver gestito,
in maniera adeguata e veloce, le procedure per la costituzione della
societa' e l'avviamento al lavoro'', hanno sottolineato che ''cio'
e' stato possibile anche grazie al grande senso di responsabilita'
e di collaborazione dei lavoratori e del sindacato il quale non si
e' tirato indietro all'atto di condividere e concertare le modalita'
di una prima organizzazione del lavoro necessaria al buon funzionamento
delle attivita'''. Le organizzazioni sindacali dopo aver ribadito
''la validita' e la sostenibilita' di precedenti accordi hanno convenuto
con la controparte di: confermare l'attuale, seppur temporanea, organizzazione
di lavoro richiedendo ai singoli capi squadra la necessaria documentazione
prevista per gli incarichi fiduciari con particolare riguardo ai carichi
pendenti''. Inoltre hanno stabilito di continuare a tenere aperto
il tavolo di confronto sull'ex fondo sollievo per affrontare le varie
problematiche inerenti alle norme contrattuali. Ed infine di sollecitare
le istituzioni regionali per un incontro a brevissima scadenza teso
a discutere sulla effettiva dotazione finanziaria. La CGIL Pollino incontra l’ass. Laudadio sul problema del nuovo caporalato 26/05 Il fenomeno del lavoro irregolare, in special modo il ''nuovo
caporalato'' che ''va sempre piu' allargandosi e assume la veste di
cooperative di produzione-lavoro che forniscono manodopera alle aziende
agricole della Piana di Sibari-Cammarata'', e' stato al centro di
un incontro tra una rappresentanza della segreteria comprensoriale
della Flai-Cgil comprensoriale Pollino-Sibaritide-Tirreno e l' assessore
al Lavoro della Provincia di Cosenza, Donatella Laudadio. ''I rappresentanti
della Flai - e' scritto in un comunicato - hanno riferito a Laudadio
che, in gran parte delle cooperative agricole, le violazioni contrattuali,
sia di ordine normativo che salariale, sono pesanti e all' ordine
del giorno e che i lavoratori interessati sono vittime di vessazioni
e sottoposti a un vero e proprio ricatto occupazionale. Inoltre hanno
ricordato l' iniziativa del settembre scorso che ha coinvolto le istituzioni
preposte alla vigilanza e al controllo, nonche' il Prefetto di Cosenza,
il quale sensibile alla problematica, ha costituito un tavolo tecnico
presso la Prefettura''. I sindacati, prosegue la nota, hanno chiesto
all' assessore Laudadio ''di farsi promotrice di iniziative politiche
e istituzionali e di coinvolgere l' assessore regionale all' Agricoltura
e tutti gli attori, istituzioni, forze sociali comprese le associazioni
datoriali di categoria, interessati alla questione e hanno anche illustrato
la proposta avanzata nel luglio scorso, come sindacato unitario regionale,
all' allora assessore regionale all' Agricoltura, Giovanni Dima, di
inserire nella stesura dei bandi relativi alle misure a sostegno delle
attivita' agricole e agroindustriali, la revoca delle agevolazioni
e dei finanziamenti alle aziende che utilizzino lavoratori a nero
o che non rispettano i contratti di lavoro vigenti''. Al termine dell'
incontro i rappresentanti della Flai hanno evidenziato la disponibilita'
del neo assessore regionale all' Agricoltura, Mario Pirillo, alla
costituzione di un ''tavolo verde'' di concertazione sulle tematiche
agricole e agroalimentari. ''L' assessore provinciale al Lavoro, allarmata
dalle proporzioni dal fenomeno del lavoro irregolare - conclude il
comunicato - si e' detta d' accordo che il sottosalario, il mancato
rispetto dei contratti e l' utilizzo di lavoro irregolare, oltre a
costituire una pratica moralmente e civilmente inaccettabile, costituisce
una preoccupante concorrenza sleale nei confronti di quelle aziende
che adempiono a tutti gli obblighi inerenti i normali rapporti di
lavoro''. Laudadio, nell' evidenziare che la lotta al nuovo caporalato
e' una battaglia di civilta' che va combattuta da tutti, nessuno escluso,
si e' dichiarata disponibile a organizzare, a breve, un'iniziativa
politica a livello regionale. Fiore (CISL) “Vigili del fuoco in agitazione a Scalea” 26/05 “Quanto sta avvenendo presso il distaccamento dei Vigili
del Fuoco di Scalea ha dell’assurdo e del paradossale. Tutti
certamente riconoscono la meritoria azione che i VV.FF svolgono sul
territorio, spesso costretti a lavorare nelle condizioni più
difficili, insalubri e a volte inumane per dipanare situazioni di
difficoltà, per proteggere le persone nel momento autentico
del bisogno”. E quanto dichiara il Segretario Territoriale dei
Vigili del Fuoco Damiano Fiore in una nota diffusa dall’Ufficio
Stampa della CISL provinciale. “Purtroppo, prosegue il dirigente
sindacale dei Vigili del Fuoco, quando a non essere messi nelle condizioni
di sicurezza ed igiene, verso i quali operiamo con grande zelo, siamo
noi stessi la vicenda assume contorni tragicomici e paradossali. Da
tempo, continua Fiore, stiamo denunciando lo stato di immobilismo
degli organi competenti sui problemi del distaccamento dei VV.FF di
Scalea, dove alle evidenti carenze strutturali di uomini, mezzi e
presidi si aggiungono le croniche anomalie di funzionamento del nostro
immobile adibito a sede in termini di servizi igienici e locali salubri
in ottemperanza al Dlgs 626/94. Per queste ragioni, conclude il Segretario
Territoriale dei Vigili del Fuoco della CISL Damiano Fiore, ci siamo
mossi con una serie di missive investendo il S.I.I.T di Sicilia-Calabria
(Settore infrastrutture), il Direttore regionale dei VV.F, il Comandante
Provinciale dei VV.F di Cosenza, i Ministri dell’Infrastrutture
e dell’Interno Lunardi e Pisanu, i Segretari nazionali e regionali
di Federazione per denunciare l’immobilismo che sta avvolgendo
l’intera vicenda, che ci ha portato a dichiarare lo stato di
agitazione e a non escludere ulteriori iniziative di lotta, al fine
di sollecitare un intervento diretto e risolutivo della spinosa vicenda.” La CGIL chiede un incontro urgente con la Regione per il porto di Gioia 25/05 ''La Cgil Calabria e la Cgil di Gioia Tauro ritengono urgente
l' incontro con la Giunta Regionale per affrontare i tanti problemi
che condizionano lo sviluppo del porto e dell' area industriale''.
E' quanto sostengono in una nota congiunta i segretari della Cgil
Nino Zumbo e Pasquale Larosa. ''Il confronto nell' incontro di lunedi'
che il sottosegretario Nola e il presidente Loiero hanno tenuto con
l' Autorita' portuale e i rappresentati degli Enti Locali e il Presidente
dell' Asi di Reggio Calabria - hanno aggiunto - ha interessato, a
quanto si e' appreso dalla stampa, solo l' istituzione della Dogana
e la modifica della societa' di gestione dell' interporto. Il mancato
confronto, in tutti questi anni di Governo del centrodestra, ha portato
ad accumulare molti problemi che interessano l' operativa del porto
per gli interventi infrastrutturali da realizzare e i servizi, in
particolare della logistica che meritano la giusta attenzione''. ''Il
porto di Gioia Tauro - hanno proseguito Zumbo e Larosa - ha necessita'
di avere il Master Plan in modo tale che tutti gli interventi infrastrutturali
di cui necessita siano realizzati in coerenza all' obiettivo di consolidamento
e di sviluppo del porto. Se il porto di Gioia Tauro, come noi pensiamo,
dovra' diventare la porta di ingresso del Mediterraneo e delle merci
provenienti dai paesi Asiatici, oltre all' adeguamento dei Piazzali
per aumentare la capienza dei container, occorre migliorare i fondali,
la bocca di entrata del porto e valutare, a seguito dello studio di
fattibilita', l' apertura di una nuova uscita a nord. E' altrettanto
necessario l' impegno verso la logistica con il completamento dell'
Interporto, l' adeguamento della societa' di gestione con la partecipazione
di Trenitalia, altre imprese di carattere nazionale e internazionale
e la realizzazione del ''Distretto della Logistica''. ''Il sindacato
rivendica - hanno concluso Zumbo e Larosa - politiche adeguate per
il porto di Gioia Tauro, per non trattare la chiusura di aziende o
per assistere solo alla costruzioni di stabilimenti che non ospitano
alcun posto di lavoro. La Cgil regionale e la Cgil di Gioia Tauro
ritengono che un giusto, efficace e adeguato governo dell' area portuale
e' possibile se sara' portato avanti un confronto sereno, di merito
fra tutte le parti interessate, pur nella distinzioni dei ruoli, per
creare sinergie e fare massa critica''. Castagna (UIL) sul Ponte: “Loiero ha le idee chiare. Alcuni assessori no” 24/05 Per il Segretario Generale della UIL Calabrese,Roberto Castagna
“Il Presidente Loiero dimostra di avere le idee chiare ma meno
chiare sono le idee di alcuni Assessori” è quanto ribadito
dal Segretario della UIL all’apertura dei lavori dell'Esecutivo
Regionale tenutosi in qul di Lamezia Terme. “La questione Ponte
- ha poi affermato Castagna - e' una delle prime contraddizioni che
emergono nel rapporto tra alcuni Assessori e il Presidente. Bene ha
fatto il Presidente Loiero a smentire alcune posizioni anche se il
problema rimane e, al momento opportuno, va affrontato con grande
equilibrio e altrettanta saggezza. La UIL, da tempi non sospetti,
ha, sul piano nazionale e regionale, speso innumerevoli iniziative
a favore della costruzione del Ponte sullo Stretto. Per la UIL Calabrese,
oggi come ieri, l'opera non e' da considerarsi sostitutiva alle priorita'
infrastrutturali che esistono sul territorio anzi diventa un vero
e proprio acceleratore del completamento dell'Autostrada, dell'ammodernamento
dei Porti e degli Aeroporti e una sicura spinta verso investimenti
cospicui nelle Ferrovie per migliorare le tratte e garantire un moderno
mezzo di comunicazione. Chi si oppone al Ponte, escludendo la nobile
posizione degli Ambientalisti, anche se e' in buona fede, porta avanti
una visione ottocentesca dello sviluppo e aiuta, inconsapevolmente,
coloro che puntano ad un Sud arretrato e marginale nei futuri processi
di sviluppo a livello mondiale. Sì, mondiale, inquanto un opera
del genere avrebbe una visibilita' in tutto il pianeta, oltre che
rappresentare un modo diverso di concepire lo sviluppo di un' area
che, conseguenzialmente, richiede sostanziali modifiche strutturali
e organizzative”. Castagna ha anche ribadito che “il Mezzogiorno,
ma la Calabria in particolare, per uscire da una condizione di arretratezza
atavica, ha bisogno anche di un effetto schock, di una rottura con
una politica che, scientemente, anche sul versante del Turismo non
vuole il Sud competitivo con il resto del Paese, e di conseguenza
con il resto dell'Europa. Una spettacolare opera quale il Ponte, di
sicuro diverrebbe, sul piano mondiale, attrattiva e collante di un
turismo che, ben collegato alle riconosciute bellezze naturali, non
sarebbe occasionale ma diffuso e pervasivo oltre la tradizionale stagionalita'.
Per questi motivi, unitamente a tanti altri che sono stati ben rappresentati
in iniziative e manifestazioni, le ragioni del Ponte sullo Stretto
meritano, da parte del Presidente e della Giunta, una attenta valutazione
e una scelta che sia coerente, non tanto con le esigenze di singoli
partiti o movimenti, ma nell'interesse esclusivo dei Calabresi. Il
Ponte non ha colori politici, visto che i consensi ci sono stati sia
dal Governo nazionale di centro sinistra e successivamente dal Governo
di centro destra. Pertanto, l'unica cosa da evitare e' di sacrificarlo
sullo sfondo di piccoli interessi di natura ideologica-elettoralistica.
“Al Presidente Loiero,quindi, l'invito ad affrontare con buon
senso e autorevolezza un problema che, quanto prima, dato che le procedure
sono gia' in movimento, richiedera' delle scelte e un adeguato protagonismo.
Sul resto delle questioni, Castagna ha ribadito che, per la UIL, importante
e' affrontare e superare il precariato dilagante; predisporre un Piano
per il Lavoro capace di dare risposte concrete a chi cerca un lavoro
ma altrettanto capace di frenare l'esodo dei circa diecimila diplomati
e laureati che annualmente, dal 1995 ad oggi, lasciano la Calabria
per altre regioni; un Piano per lo Sviluppo e il sostegno delle Imprese
che contenga l'impegno alla costituzione dei Distretti Industriali;
una politica a favore delle famiglie piu' deboli; una buona politica
sanitaria; l'affidamento delle deleghe alle Provincie e ai Comuni
e, contestualmente, una adeguata politica del personale; una politica
ambientale capace di affrontare e risolvere i problemi relativi alla
depurazione delle acque e alle esigenze energetiche presenti sul territorio;
una politica di difesa e di manutenzione del territorio capace di
valorizzare il lavoro indispensabile dei circa undicimila forestali.
Queste le priorita' da affrontare, utilizzando il metodo della concertazione,
strumento, quest'ultimo, che ha permesso al nostro paese di uscire
da una condizione di grande crisi. In tale direzione, la UIL, attraverso
aggiornamenti delle proprie elaborazioni e approfondimenti seminariali,dara'
il suo contributo per la costruzione di proposte unitarie sui singoli
argomenti che saranno oggetto di discussione nei prossimi incontri
con il Governo Regionale.” CISL: “La Regione risolva i problemi degli LSU-LPU” 24/05 Sono in stato di agitazione e di insoddisfazione, secondo la
componente della segreteria regionale della Cisl, Rosetta Raso, i
lavoratori Lsu-Lpu i cui rappresentanti incontreranno domani l'assessore
regionale al Lavoro. Gli Lpu, inoltre, non percepiscono il sussidio
dal mese di gennaio 2005 ed alcuni dal mese di dicembre 2004. ''Questo
grave ed ingiustificato ritardo - sostiene in una nota Rosetta Raso
- e' dovuto ad una delibera di compensazione fatta dalla ex Giunta
regionale con la quale compensava agli Enti Locali interessati somme
da destinare al pagamento dei sussidi per gli Lpu riportando un credito
verso la Regione per mancata rendicontazione da parte degli Enti Locali.
Questa delibera ha provocato un vero problema ed un autentico dramma
per quanti non percepiscono il sussidio da 5 mesi o piu' in quanto
i Comuni a seguito della delibera di compensazione di fatto si sono
trovati a non avere le somme necessarie per il pagamento del sussidio
corrente in quanto precedentemente utilizzate per il pagamento di
una integrazione economica rapportata ad una maggiore prestazione
di lavoro''. ''Il primo atto - prosegue la nota - che il nuovo Assessore
al Lavoro dovra' risolvere e' il pagamento del Sussidio per i mesi
Gennaio - Maggio 2005 agli LPU in quanto un contenzioso fra la Regione
Calabria ed i Comuni interessati non puo' essere fatto pagare ai lavoratori
ma deve essere, caso mai, risolto fra le parti con i mezzi legali
a disposizione dell'uno o dell'altro. Quello successivo e' la proroga
delle attivita' socialmente utili sino al 31-12-2005 in quanto nell'ultimo
periodo si e' andati avanti a proroghe trimestrali ritornando indietro
nel tempo. La sfida per la nuova Giunta regionale ed il nuovo Assessore
e' forte ma e' possibile vincerla se tutti insieme si mettono all'opera
per effettuare una seria programmazione di stabilizzazione che entro
il 31dicembre del 2007 portera' alla stabilizzazione di tutti i lavoratori
socialmente utili e di pubblica utilita' per come prevede la legge
regionale n. 20/03''. ''Chiediamo - ha concluso - con forza all'Assessore
al Lavoro ed alla Giunta regionale di affrontare la problematica dei
Lsu-Lpu con la tempestivita' che la gravita' del problema richiede.
Questi lavoratori vivono con un sussidio di 480 euro al mese, per
la maggior parte di loro hanno famiglie a carico e vivono in una condizione
di quasi indigenza ed al limite della poverta' estrema''. Ad Amantea il primo congresso CISL-Università 20/05 Si apre martedi', ad Amantea, per proseguire fino a giovedi',
il primo congresso della federazione della Cisl Universita'. Nel corso
dei lavori, grande attenzione sara' riservata ai problemi della docenza
universitaria. Infatti, il congresso si svolge alla vigilia della
discussione e votazione del disegno di legge governativo di riforma
dello stato giuridico dei docenti universitari, in calendario dal
24 al 26 maggio nell'Aula della Camera. Inoltre, si affrontera' anche
la questione delle vicende contrattuali del settore dell'alta formazione
artistica e musicale e del comparto universitario, accordi ormai scaduti
da quasi 18 mesi. Nella prima giornata del congresso, oltre a Marsilia,
interverranno il segretario confederale della Cisl, Annamaria Furlan,
Salvatore Venuta, rettore dell'universita' di Catanzaro, Ferdinando
di Iorio, rettore dell'universita' dell'Aquila, Bruno Civello, direttore
generale per l'Alta formazione artistica, musicale e coreutica del
Miur, Luigi Sbarra, segretario generale Usr Calabria. Saranno, inoltre,
presenti il vicesegretario generale della Flc-Cgil, Marco Broccati,
e Alberto Civica, segretario generale Uilpa-Uil. ''Abbiamo scelto
la Calabria come sede del nostro congresso -ha detto Antonio Marsilia,
segretario generale della Cisl Universita'- per sottolineare come
il mondo dell'universita' e della ricerca possa offrire un grande
contributo di sviluppo democratico e solidale alle diverse aree del
Paese e, in particolare, alle regioni del Mezzogiorno''. Il valore
strategico del mondo universitario e del Meridione, denuncia Marsilia,
sono pero' troppo spesso dimenticati. ''Il Paese ha la necessita'
di dedicare maggiore attenzione alle problematiche del Sud -avverte-
e, al contempo, di rivalutare il contributo del sistema universitario
per il rilancio di territori svantaggiati. Deve essere fatta la scelta
strategica di valorizzare il sistema universitario, o diventeremo
un Paese senza innovazione che rischia un pesante arretramento. E
i dati recenti sullo stato di recessione della nostra economia sono
il primo grave campanello d'allarme''. Siglato il contratto integrativo all’Arpacal 18/05 E' stato sottoscritto il contratto integrativo per il 2004 per il personale del comparto dipendente dell' Arpacal. Lo ha reso noto il segretario generale della Fps-Cisl della Calabria, Domenico Cubello. ''Dopo una lunga ed estenuante trattativa - e' scritto in una nota - sono stati definititi i fondi relativi al salario accessorio, recuperando risorse importanti e necessarie per riconoscere e valorizzare le professionalita' presenti all' interno dell' Agenzia. Sia per quanto riguarda l' istituto della produttivita' collettiva che per lo sviluppo economico di carriera sono stati raggiunti gli obiettivi che le parti sociali si erano prefisse ed in particolare la Cisl. E' stata infatti riconosciuta, a tutto il personale dipendente del comparto, una progressione orizzontale con decorrenza dall'1 gennaio 2004. ''Sono state inoltre messi in cantiere - conclude la nota - ulteriori momenti di confronto fra le parti per raggiungere una migliore qualita' dei servizi e della loro organizzazione. Da oggi sara' rivolta la medesima attenzione per giungere nel piu' breve tempo possibile alla definizione del contratto decentrato relativo all' area della Dirigenza''. Convegno della CGIL sul welfare il 18 a Castrovillari 16/05 Il ''welfare che vogliamo'': e' questo il tema di un convegno
in programma giovedi' prossimo a Castrovillari, organizzato dalla
Cgil e dalle categorie della funzione pubblica e dello Spi del Comprensorio
Pollino-Sibari-Tirreno con il coinvolgimento di rappresentanti istituzionali
e degli enti locali, dell' associazionismo laico e cattolico e con
la presenza di Achille Passoni Segretario nazionale Cgil. ''E' possibile
- si chiedono gli organizzatori in una nota - parlare di un welfare
che sia corrispondente ai bisogni dei cittadini, dei lavoratori, dei
pensionati e, soprattutto, delle fasce piu' deboli della nostra societa',
dopo la 'cura' Berlusconi? Quali sono le azioni e/o interventi realizzati
e le strutture nate sul nostro territorio in attuazione delle normative
vigenti in materia di sanita', assistenza e cura alla persona? Come
puo' intervenire il sindacato, con gli strumenti propri della contrattazione
confederale territoriale e della contrattazione sociale, per migliorare
un sistema rendendolo sempre piu' inclusivo e che guardi con maggiore
attenzione alle fasce deboli del tessuto sociale? Qual e' il welfare
che vogliamo? A queste domande tentera' di rispondere il convegno
in programma''. Soddisfazione della FLAI CGIL per l’accordo sul Mercure dell’Enel” 14/05 ''Salutiamo con viva soddisfazione l' accordo sottoscritto
tra l' Enel e il Consorzio di Bonifica Pollino riguardante il conferimento
di biomasse per il funzionamento della centrale del Mercure a Laino
Borgo. E' un' iniziativa che avevamo piu' volte sollecitato ad ogni
livello''. Lo ha detto, in una dichiarazione, Vincenzo Laurito, segretario
generale comprensoriale della Flai Cgil Pollino-Sibari-Tirreno. ''E'
da apprezzare, in particolare - ha aggiunto Laurito - il comportamento
del Consorzio di bonifica Pollino, unico ente in Calabria che ha saputo
raccogliere le sollecitazioni provenienti dalla Flai-Cgil e sfruttare
l' opportunita' fornitagli dall' Enel circa l' approvvigionamento
di biomasse da utilizzare presso la centrale del Mercure''. Riunione sul lavoro nero il 18 a Castrovillari 14/05 Le problematiche legate al lavoro nero, ai diritti dei lavoratori
agricoli e alle forme subdole di lavoro all'interno delle cooperative
agricole saranno al centro di una riunione di quadri e delegati di
Cgil Cisl e Uil che si terra' mercoledi' 18 maggio a Castrovillari.
A darne notizia e' Vincenzo Laurito, segretario generale comprensoriale
della Flai Cgil. L' iniziativa fa seguito alla recente presentazione
di un rapporto stilato dalla Cgil sul lavoro nero e le cooperative
agricole dal quale e' venuto fuori un quadro allarmante sul fenomeno
dello sfruttamento dei lavoratori agricoli nel comprensorio. Intanto,
il sindacato di categoria sara' impegnato la prossima settimana la
risoluzione della vertenza che coinvolge i lavoratori agricoli dell'azienda
''Doria''. Il 17 maggio, infatti, e' stato fissato un incontro con
il prefetto di Cosenza per discutere della questione scoppiata nei
giorni scorsi dopo il mancato richiamo, da parte dell' azienda, di
alcune lavoratrici stagionali utilizzate nelle attivita' agricole.
''Questo fatto - afferma Laurito - e' l'ennesima dimostrazione di
come l' azienda 'Doria' considera i lavoratori e i loro diritti, ignorando
il diritto alla riassunzione sancito dall'articolo 7 del contratto
provinciale agricolo''. Rapporto della FIT CISL sui trasporti: i treni locali ritardano di quasi 4 secondi a km 14/05 Un ritardo di tre secondi e sei decimi viene registrato per
ogni chilometro da ogni treno del trasporto ferroviario locale in
Italia. Lo afferma la Fit Cisl della Lombardia, che ha reso noti i
dati relativi al primo trimestre del 2005. Detto cosi' sembrerebbe
qualcosa di assolutamente trascurabile. Ma - fa notare il sindacato
dei lavoratori dei trasporti aderenti alla Cisl, che ha elaborato
e diffuso i dati - e' solo una media che tradotta, per esempio, su
un viaggio di 100 chilometri fa gia' 6 minuti, e un'ora per ogni 1000
chilometri. Secondo il sindacato a stare peggio, almeno dal punto
di vista della puntualita', sono i pendolari del Lazio che subiscono
98 minuti di ritardo medio ogni 1000 km di spostamenti, seguiti da
Liguria (91), Piemonte (80), Lombardia (78), Campania (68), Emilia
Romagna (64), Marche (62), Toscana (60), Umbria (58 ), Molise (45),
Puglia (42), Calabria (40), Veneto (33), Trentino e Friuli (28) e
Sardegna (20). La Lombardia guiderebbe invece la poco ambita classifica
dei guasti ai locomotori, con 48 soccorsi richiesti ogni milione di
chilometri percorsi nel 2005, e fatta pari a 32 la media nazionale.
Il resto della classifica vede 42 guasti in Liguria e Friuli Venezia
Giulia, 34 in Piemonte, 31 nelle Marche, 30 nel Lazio, 29 in Calabria
e Toscana, 28 in Emilia Romagna e Campania, 27 in Toscana, 26 per
Veneto e Abruzzo, 25 in Puglia, 18 in Sardegna. ''A conferma del fatto
che il trasporto pendolari sia il fanalino di coda di Trenitalia -
sostiene ancora Dario Balotta, segretario generale della Fit Cisl
lombarda - c' e' il numero di guasti rilevati nel mese di marzo in
confronto agli altri tre settori operativi dell'azienda ferroviaria''.
Infatti su 2.178 guasti totali rilevati nel mese di marzo, 1.454 (il
66,8%) sono relativi al trasporto regionale, 412 (18,9%) alla rete
ferroviaria, 28 (1,3%) al settore merci-cargo e 24 (1,1%) ai treni
intercity. Infine 260 (l'11,9%) anomalie dipendono da 'eventi straordinari',
come l'occupazione dei binari, il maltempo ecc.). Da questo quadro,
secondo il sindacato, emerge la necessita' di un tempestivo e organico
intervento. Cubello (Cisl) alla Giunta “Attuare la legge regionale 34/02” 13/05 ''Ci sembra che i primi atti, al di la' del dato formale e
giuridico, forzato ma consentito, non hanno dato seguito al metodo
assunto nel programma elettorale e non sono condivisibili dal punto
di vista politico''. E' quanto sostiene in una nota il segretario
generale della Fps-Cisl, Mimmo Cubello. ''Ci riferiamo - ha aggiunto
- alla nuova struttura della Giunta Regionale, varata come primo atto
dal Presidente Loiero che, aldilà della rivisitazione delle
competenze assegnate ai vari assessorati, poteva e doveva essere oggetto
di informazione preventiva con le organizzazioni sindacali, impegnate
negli anni a sostenere gli stessi obbiettivi della Giunta attuale.
Ci appare strana questa metodologia che non puo' essere giustificata
dall' urgenza e va recuperata da una sospensiva dell' efficacia dell'
atto di modifica della struttura organizzativa della Giunta Regionale,
attivando subito il tavolo di concertazione con le organizzazioni
sindacali''. ''Nel condividere - ha concluso - l' esigenza espressa
dal Vice Presidente Nicola Adamo di procedere alla razionalizzazione
della spesa, sollecitiamo un intervento su quanto denunciato da questa
organizzazione sui trasferimenti e i inquadramenti illegittimi attivati
dalla precedente Giunta Regionale, che e' una strada che non puo'
essere ripercorsa se si vuole dare credibilita', trasparenza ed esempi
positivi in una fase di attuazione della legge regionale 34/02, che
riteniamo sia da attuare con immediatezza''. Assemblee del pubblico impiego in tutta la Calabria 12/05 ''Riteniamo che ci siano le condizioni e che si debbano chiudere
i rinnovi contrattuali in maniera positiva per i lavoratori e con
la giusta attenzione verso i problemi generali del paese''. E' quanto
sostiene Luigi Veraldi, segretario generale della Funzione pubblica-Cgil
della Calabria, facendo riferimento alla vertenza dei lavoratori del
pubblico impiego. ''Cgil, Cisl e Uil e tutti i sindacati dei settori
pubblici - aggiunge Veraldi - hanno fatto ogni sforzo per dare finalmente
una risposta positiva alle attese di milioni di lavoratori, lavoratrici
e delle loro famiglie che vedono i contratti scaduti da tempo troppo
lungo. Riteniamo inoltre che Confindustria commetta un errore gravissimo
a interferire e condizionare l' esito dei negoziati, dicendo falsita'
sui rapporti fra contratti pubblici e privati, anche perche' la soluzione
prospettata si muove in linea con le conclusioni contrattuali definite
dall' organizzazione degli imprenditori privati. In questo modo si
assume una responsabilita' diretta molto pesante che determinera'
un inasprimento di rapporto con l' intero movimento sindacale. Il
Governo fino ad ora non ha consentito il conseguimento di una conclusione
positiva dei contratti, in ragione di difficolta' e divisioni presenti
al proprio interno, dopo che la delegazione governativa aveva considerato
accettabile la mediazione. Chiediamo pertanto che il Governo dica
una parola conclusiva sulla vicenda, con chiarezza se puo' e vuole
firmare i contratti. Un si' o un no al punto finale della mediazione
che per Cgil, Cisl e Uil non e' modificabile. Tocca in modo particolare
al Presidente del Consiglio assumersi la responsabilita' della scelta,
anche alla luce delle cose dette in Parlamento. E' in gioco la credibilita'
del Governo come interlocutore affidabile e leale. Cgil, Cisl e Uil
hanno ricevuto un mandato esplicito dall' assemblea dei delegati,
alla presenza dei tre esecutivi confederali. In caso di risposta negativa,
sara' esercitato il mandato in modo forte e adeguato alla straordinaria
gravita' della situazione. ''. Veraldi rende noto inoltre che ''domani,
in concomitanza con la riunione del Consiglio dei Ministri, anche
in Calabria si terranno assemblee dei lavoratori in tutti i posti
di lavoro della Pubblica amministrazione che serviranno ad un ulteriore
sensibilizzazione rispetto alla mancata chiusura della vertenza e
per ricevere un chiaro sostegno alla stessa a cura di tutte le istituzioni
locali''. CGIL: “La Regione assuma il governo del settore telecomunicazioni, per uscire dalla crisi” 12/05 Il Sindacato lavoratori della comunicazione e la Cgil regionale
chiedono, in una nota, che ''la nuova Giunta regionale assuma il governo
del settore delle telecomunicazioni per porre fine alla crisi del
settore in Calabria e all'eccessiva presenza di lavoro irregolare''.
''A tal fine - e' detto ancora nel comunicato - e' anche importante
la creazione di un 'Osservatorio' composto da rappresentanti del sindacato,
della Regione e delle aziende del settore, con compiti di monitoraggio
dell'andamento della filiera produttiva delle telecomunicazioni in
Calabria''. Slc, Cgil e Rsu criticano, in particolare, la Telecom,
accusando l' azienda di non svolgere una ''politica industriale di
settore capace di arginare il crescente divario in termini di investimenti,
di dotazioni infrastrutturali e di qualita' del servizio tra il nord
ed il sud del Paese''. In un comunicato si fa anche riferimento alla
''crescente precarizzazione dei rapporti di lavoro, all' incremento
del lavoro nero, all' esagerato ricorso alle esternalizzazioni, alle
cessioni di rami d'azienda ed al peggioramento delle condizioni lavorative
degli addetti. Si tratta di problematiche che, in assenza di un' adeguata
programmazione nel settore delle telecomunicazioni e della societa'
dell' informazione, hanno provocato in Calabria il trasferimento di
importanti attivita' lavorative e di centri direzionali della Telecom
verso altri territori del Mezzogiorno e del nord del Paese che presentano
mercati piu' vantaggiosi. Per contrastare i processi negativi in atto,
e' necessaria un' inversione di tendenza nelle politiche del settore
delle comunicazioni attraverso un' adeguata programmazione e la decisione
d' attuare un piano d' azione per migliorare le infrastrutture e le
reti della comunicazione al fine di sviluppare l' economia della conoscenza,
offrire un servizio di qualita' e migliorare la competitivita' del
territorio calabrese. Emilio Miceli, segretario generale della Slc,
in una dichiarazione, sottolinea ''l' importanza strategica del settore
delle comunicazioni, soprattutto per una regione come la Calabria
in ritardo di sviluppo. Gli strumenti messi in campo dal sindacato
sono l' estensione del contratto comunicazioni alle imprese di call
center, informatica e contenuti; il rafforzamento della normativa
contrattuale; il miglioramento delle condizioni di lavoro; la diminuzione
della precarieta' dei rapporti di lavoro; le risposte alle esigenze
salariali ed inquadramentali ed il rafforzamento delle relazioni industriali,
potenziando il ruolo delle Rsu e delle strutture territoriali''. Sbarra (CISL) “Undicimila operai forestali per il controllo di 650.00 ettari di bosco non sono molti” 12/05 Bollati come categoria assistita, additati come simbolo degli
sprechi consumati nel Mezzogiorno, spesso accusati di contiguita'
con la malavita organizzata, gli 11.000 operai idraulico-forestali
calabresi, protagonisti nel dicembre del 2004 di una mobilitazione
che paralizzo' per alcuni giorni la Calabria, secondo la Cisl sono
invece una grande risorsa economica. Ed anzi, afferma il segretario
regionale Luigi Sbarra, "non e' vero che sono troppi". Alla
vigilia dell'incontro dei sindacati con il nuovo presidente della
Giunta regionale, Agazio Loiero, in programma a Catanzaro per lunedi'
prossimo, il numero uno della confederazione sindacale cattolica invita
il nuovo governo della regione ad avviare subito politiche di rilancio
del comparto forestale e ad attivarsi con il governo nazionale per
assicurare i finanziamenti necessari "al fine di evitare che
quanto e' avvenuto nel dicembre scorso (quando il governo nego' i
fondi ed i lavoratori scesero in piazza, ndr) possa ripetersi".
La nuova Giunta regionale, dice Sbarra all'Agenzia Italia, "deve
impegnarsi seriamente per una forestazione produttiva. Difenderemo
il futuro degli 11.000 forestali calabresi con i denti. Guai a pensare
che questo numero sia abnorme. Non siamo disponibili ad un ridimensionamento
della forza lavoro e possiamo dimostrarlo con esempi concreti".
Il numero uno della Cisl calabrese ricorda che l'80% della Calabria
e' area montana e che la regione ha un patrimonio boschivo di oltre
650.000 ettari, con un territorio costantemente esposto al rischio
del dissesto "come insegna - spiega - il caso di Cerzeto".
Dunque, dice Sbarra, "non e' esagerata una forza lavoro di 11.000
persone, tanto piu' che dal 1984 ad oggi sono stati persi nel comparto
ben 25.000 posti. Il problema vero - afferma il sindacalista - e'
che occorre rendere questo settore produttivo, lavorando per filiere.
Per esempio, sviluppando quella del legno e quella dell'energia legata
all'impiego dei prodotti del sottobosco per le biomasse, a quella
della valorizzazione delle foreste a fini turistico-ambientali e agroalimentari".
Castagna (UIL) “Ogni anno 10.000 giovani lasciano la Calabria” 11/05 Ci sono il dramma di una nuova emigrazione di massa verso il
Centro-Nord ed il dilagare del lavoro nero, intrecciati a livelli
di disoccupazione cronica ed alla costante estensione dell'area della
poverta', dietro al crescente disagio sociale della Calabria. Roberto
Castagna, segretario regionale della Uil, teme una deflagrazione delle
tensioni ed invita il nuovo governo regionale ad approntare le giuste
contromisure: "Ogni anno - spiega all'Agenzia Italia - 10.000
giovani calabresi diplomati o laureati lasciano la Calabria per tentare
fortuna altrove. E non e' la manovalanza che si allontana, perche'
se ne vanno i cervelli, la classe dirigente del futuro, coloro che
dovrebbero programmare e garantirne il progresso di questa terra".
E c'e' poi un paradosso: "In una situazione sociale sfilacciata
– dice Castagna - l'unico collante e' rappresentato dal lavoro
nero. I dati Istat indicano in 180.000 le posizioni irregolari, che
garantiscono un reddito in una regione in cui 300.000 famiglie vivono
sotto la soglia di sussistenza. Ma si tratta di un collante troppo
debole, che prima o poi e' destinato a venire meno con il rischio
di tensioni molto forti, al limite della ribellione. Esiste un sommerso
esteso che copre gran parte della disoccupazione. Poi ci sono le pensioni
che, sebbene falcidiate dal caro vita, sono in Calabria l'unico ammortizzatore
sociale". Le risposte da dare dunque, sono urgenti ed il segretario
della Uil invita il neo presidente Agazio Loiero a non perdere tempo,
perche', il sindacato non e' disponibile a concedergli attenuanti:
"Noi non faremo sconti a nessuno. Continueremo a fare il nostro
mestiere, anche quello - avverte - conflittuale. C'e' bisogno di confronto,
dopo cinque anni in cui non si e' potuto dialogare con l'istituzione
regionale. Guardiamo con interesse alla nuova Giunta se e' intenzionata
a lavorare bene. Diversamente saremo i primi a lottare. In cinque
anni l'unica opposizione al governo Chiaravalloti l'ha esercitata
il sindacato, con la Confindustria e con la Chiesa che di tanto in
tanto e' scesa in campo ed ha detto la sua con determinazione”.
Il primo problema da risolvere e' quello delle infrastrutture. "Si
registrano ritardi enormi. Il problema dei cantieri sull'autostrada
Salerno-Reggio Calabria - afferma Castagna - rischia di penalizzare
ancora per molti anni l'economia turistica. La Regione deve esercitare
un monitoraggio costante sulle opere pubbliche, costituendo un vero
e proprio osservatorio sui cantieri, e deve imporre ai livelli nazionali
il completamento delle opere in corso". Castagna sposta poi l'attenzione
sul lavoro precario: quello rappresentato dai lavoratori socialmente
utili e di pubblica utilita' "per i quali non si intravede una
soluzione ne' immediata ne' in prospettiva" e quello ancora assicurata
dai pochi poli produttivi della regione che rischiano di essere letteralmente
cancellati: "Cio' - spiega -riguarda non solo il tradizionale
comparto tessile, nel quale abbiamo una situazione di grande allarme
e non solo nell'ambito della piccola e media impresa, l'unica presente
in Calabria, ma c'e' il comparto informatico che rischia di subire
contraccolpi enormi senza una risposta sia a livello centrale sia
a livello regionale. Penso a Finsiel, Carisiel, l'ex Crai e la Dne,
un pacchetto innovativo che sta rischiando di subire colpi mortali.
C'e' una condizione di disagio e di poverta' aumentata negli ultimi
anni, espressa da dati preoccupanti". Dunque, "occorrono
misure forti per fare emergere il lavoro nero e ci vuole una politica
di superamento graduale del precariato insieme ad una capacita' di
rivendicare dal governo nazionale il completamento delle infrastrutture".
Ma la nuova Giunta regionale, afferma Castagna, "deve in primo
luogo rivisitare le proprie risorse, sia ordinarie che comunitarie,
approntando un progetto di sviluppo capace di dare un segnale per
l'occupazione in Calabria. Occorre sapere spendere bene i fondi che
ci sono. Questa capacita' di spesa finora e' mancata. Occorre che
questa Giunta riduca le spese, gli sprechi, come ha fatto ad esempio
in Campania Bassolino, che ha ridotto le spese di palazzo ed ha destinato
250 euro in piu' alle famiglie che rientrano nella fascia di poverta'.
Io penso che invece di continuare lo sperpero e le consulenze ultramilionarie
volute dalla precedente Giunta, e facendo le cose con razionalita'
e gradualita', si possono spendere meglio i soldi destinandoli a chi
ne ha bisogno o incentivando quei giovani che invece preferisce andare
fuori". Per quanto riguarda le prime mosse del nuovo governatore,
Castagna si dice perplesso in ordine all'affidamento di alcune deleghe:
"Se devo rispondere a caldo, qualche perplessita' ce l'ho"
dice. "C'e' stata - sottolinea - una distribuzione non proprio
mirata agli uomini disponibili e, nello stesso tempo, c'e' stata forse
qualche redistribuzione di deleghe eccessiva. Ma di fronte alle cose
concrete che si potranno fare, eviteremo di esprimere giudizi negativi
sulla Giunta". Come primo segnale d'attenzione verso il mondo
del lavoro, il segretario della Uil chiede alla Giunta regionale di
istituzionalizzare il sistema della concertazione, rendendo operativo
il Crel, il consiglio regionale dell'economia e del lavoro, organo
di confronto fra il governo regionale e le parti sociali previsto
dal nuovo statuto regionale. "Quella spiega - e' la sede che
puo' consentire alla Giunta un confronto costante con tutti i soggetti
dello sviluppo". Pignataro (CGIL) “In Calabria quattro famiglie su dieci sono povere” 10/05 Quattro famiglie calabresi su dieci sono povere: e' questo
il dato che preoccupa maggiormente la Cgil Calabria e che il segretario
generale Fernando Pignataro intende portare al tavolo del confronto
con la nuova Giunta regionale. Un dato che si inserisce in un processo
di progressivo ridimensionamento della fragile intelaiatura che sorregge
l'economia calabrese, costretta a misurarsi con altri indicatori negativi,
come una percentuale di lavoro sommerso che arriva al 30%, ed una
quota di export sul prodotto interno lordo fra i piu' bassi in Italia.
"C'e' - dice Pignataro all'Agenzia Italia - un'economia stagnante
a livello nazionale che ha qualche elemento di depressione a livello
calabrese. Se in Italia non c'e' crescita, in Calabria siamo addirittura
in una fase di decrescita. Siamo sicuramente al di sotto di una situazione
nazionale gia' abbastanza preoccupante. In questo contesto il dato
piu' significativo e' quello delle esportazioni. In questa regione
si assiste ad un depauperamento dell'apparato produttivo, ad un processo
di deindustrializzazione. Questo incide fortemente sull'altro dato
preoccupante che riguarda la partita del lavoro. Fino alla meta' del
2004 - dice Pignataro - la ricaduta della programmazione negoziata
e di alcuni incentivi alle imprese volute dai governi precedenti,
come quelli destinati ai giovani imprenditori, hanno prodotto un effetto
di aumento dell'occupazione. Ma da oltre un anno c'e' una inversione
di tendenza e l'occupazione diminuisce. E' questa la ricaduta piu'
immediata dell'impoverimento dell'apparato produttivo, della deindustrializzazione
in atto, dell'abbandono della Calabria da parte di grandi aziende
nazionali che operano nel settore pubblico, da Telecom alle Poste
A fianco a questo elemento Pignataro pone il sommerso "che gli
ultimi dati - osserva -danno oltre il 30%. Siamo in una situazione
di grandissima difficolta', con un precariato che non trova risposte
a causa delle ristrettezze di bilancio. Questo lo scenario a tinte
fosche che abbiamo tratteggiato negli ultimi mesi. C'e' poi - aggiunge
- un'altra peculiarita' calabrese: quattro famiglie su dieci hanno
superato la soglia di poverta'. Insomma, il 40% delle famiglie calabresi
e' povero, come dimostra il ricorso ad alcune forme di sollievo della
poverta' per categorie che prima non ne avevano bisogno. Si e' impoverito
il ceto medio calabrese". Da qui la necessita' di misure adeguate
da parte del nuovo governo regionale: "Una prima cosa che noi
chiediamo - dice Pignataro - e' la costituzione di una task force
che ragioni su come affrontare le questioni che quotidianamente scoppiano,
dal reddito alle aziende che chiudono. Occorre un salario minimo di
inserimento che integri le misure esistenti a livello nazionale; una
politica di welfare di grande inclusione ed una politica che veda
di pari passo pubblico e privato per recuperare il precariato. Ma
soprattutto occorrono politiche di incentivo a quelle aziende o a
quei lavoratori interessati dal fenomeno del lavoro nero. Individuando
e attivando in tempi rapidi i fondi necessari facendo leva sui fondi
strutturali. Cosa da fare in tempi rapidi, sconvolgendo la burocrazia.
Occorre individuare strategie, facendo un salto di qualita' verso
un sistema di concertazione fattiva che individui punti di eccellenza".
A questo proposito, il segretario della Cgil calabrese giudica favorevolmente
alcune decisioni del Presidente della Regione in ordine alla distribuzione
delle deleghe agli assessori, esprimendo riserve su altre."Noi
- spiega – valutiamo positivamente alcuni accorpamenti, come
quello relativo al lavoro ed alla formazione. Vi avremmo semmai aggiunto
la pubblica istruzione per dare il segno di un percorso unico che
va dall'istruzione, alla formazione ed al lavoro. Non comprendiamo
invece alcune altre scelte, come la divisione di trasporti ed infrastrutture
che continuano a rimanere separate, cosi' come il bilancio e la programmazione
dei fondi strutturali, dato che questi ultimi sono un pezzo fondamentale
della programmazione di questa ragione, non foss'altro perche' hanno
ormai sostituito i fondi pubblici nella programmazione delle politiche
di sviluppo. Ci sembra che queste scelte - osserva - rientrino piu'
in una logica politica e siano servite piu' per far quadrare il cerchio
che per avviare una logica di coordinamento seria". Pignataro
critica, in particolare, la scelta di Vincenzo Falcone come delegato
( o "sottosegretario") ai fondi strutturali: "Un uomo
- dice - sicuramente esperto, ma troppo legato alla vecchia gestione".
Anche in merito alla delega per Gioia Tauro, pure affidata ad un "sottosegretario"
alla presidenza, il leader della Cgil calabrese esprime riserve. "Io
- spiega - avrei piuttosto pensato ad una delega per i punti d'eccellenza,
o magari per le politiche legate all'area del Mediterraneo. Pero'
puntare su un punto d'eccellenza come Gioia Tauro, riconoscendogli
un ruolo guida, dopo che la Giunta regionale passata, non solo non
e' riuscita nell'intento di collegare il porto all'entroterra, ma
ha anche rischiato di perdere dei finanziamenti, sia comunque un fatto
positivo". Cavallaro (Cisal) “Il rapporto di Unioncamere evidenzia la diminuzione delle infrastrutture nel Sud” 10/05 ''Con il dato di Unioncamere sullo stato infrastrutturale del
Paese, si alza un altro velo sulle vergogne d' Italia che scopre quanto
sono state grandi le menzogne sulle politiche meridionaliste per lo
sviluppo''. Lo ha detto, in una dichiarazione, Francesco Cavallaro,
segretario generale del sindacato Cisal. ''Sono dati assolutamente
sconcertanti - ha aggiunto Cavallaro - considerato che denunciano,
addirittura, una diminuzione delle dotazioni infrastrutturali nel
sud negli ultimi 13 anni. Di questo si e' accorta in modo particolare
la Calabria sui tre fronti del trasporto: stradale, aereo e portuale.
Questa cruda realta' deve fare riflettere sui comportamenti dei Governi
che si sono succeduti in questi ultimi anni e che sulle politiche
meridionali hanno sventolato iniziative e interventi soltanto a fini
propagandistici. La situazione sulle condizioni di autentica emergenza
economica e sociale del Mezzogiorno e delle isole maggiori deve essere
responsabilmente presa in considerazione dalle istituzioni locali
in coordinamento tra loro, cominciando dalle Regioni, che dovranno
lanciare segnali forti di denuncia, di attenzione e d' iniziativa,
soprattutto, verso l' Europa, associando in questo le forze sociali''.
''Non disgiunto dal problema infrastrutturale nel Mezzogiorno - ha
concluso Cavallaro - e' quello del carovita e dell' occupazione, questioni
che saranno al centro di iniziative particolari della Cisal che abbiamo
annunciato il primo maggio, a Roma, in occasione della nostra manifestazione
nazionale''. Castagna (UIL): “Il Ponte sullo stretto non sostituisce la priorità delle infrastrutture” 09/05 La questione Ponte sullo Stretto torna a diventare una odiosa
querelle nella quale tutto e il contrario di tutto si confronta in
uno scenario quasi surreale. Il Segretario Generale della UIL calabrese,
Roberto Castagna, da tempo sostiene la validita' dell'opera in quanto,
aldila' delle legittime, o meno legittime, tesi contrarie, il Ponte
di sicuro non sostituisce le priorita' infrastrutturali di cui la
Calabria ha necessita' bensi' puo' rappresentare un acceleratore dell'avvio
di ammodernamento e del completamento di strade, autostrade, porti,
aeroporti e ferrovie senza le quali l'opera rappresenterebbe una vera
e propria assurdita'. La questione Ponte, quindi, va inquadrata in
un contesto a valle sapendo che a monte bisogna affrontare e risolvere
i problemi infrastrutturali di base. CISL “Positivo l’aumento dei collegamenti con la Sila” 09/05 Le segreteria provinciali della Ust-Cisl e quella della federazione
dei trasporti (Fit) di Cosenza, in una nota, hanno espresso ''viva
soddisfazione per l' implementazione dei servizi di collegamento pubblico
delle Ferrovie della Calabria da e per la Sila''. ''Gia' a suo tempo
- e' scritto nella nota congiunta - evidenziammo come servisse a poco
decantare continuamente le tante bellezze del nostro territorio quando
poi si faceva poco per rimuovere tutti quegli ostacoli che impedivano
di rendere fruibili le nostre bellezze primi fra tutti i collegamenti
con le aree di maggiore interesse. Dopo tante battaglie un primo importante
passo e' stato fatto nella direzione del potenziamento dei collegamenti
da e per la Sila con l' inserimento di due ulteriori corse quotidiane,
una dalla citta' di San Giovanni in Fiore per Cosenza, al mattino,
e l' altra dalla stessa citta' per San Giovanni in Fiore alla sera''.
''Quanto realizzato - si afferma nella nota - e' soltanto il primo
obiettivo di un programma di impegno concreto che deve sensibilizzare
tutti per far si' che i sistemi ambientali e l' inestimabile ricchezza
culturale e storico-architettonica della nostra provincia entrino
in una organica politica di valorizzazione, che deve comprendere collegamenti
adeguati specie nei giorni di domenica e festivi, il potenziamento
dei servizi complessivi e un' adeguata politica di marketing del territorio''.
Anastasio eletto segretario Generale Clacs CISL 09/05 Davanti ai delegati delle cinque province Calabresi, al Segretario
Nazionale di categoria, Paolo Tesi, e al Segretario Generale della
Cisl Calabria, Luigi Sbarra, si e' svolto il primo congresso regionale
del CLACS-CISL. Angelo Anastasio e' stato eletto Segretario Generale,
Francesco Colloca Segretario Generale Aggiunto, Michele Gigliotti,
Luciano Vona e Daniela Fusaro componenti la Segreteria. Il Segretario Generale della CISL Pezzotta in Calabria: “Sbagliata la politica economica” 06/05 ''Avevamo detto con molta chiarezza che se il Governo avesse
assunto determinate posizioni come quelle assunte nella Finanziaria,
ci saremmo trovati con un oscuramento del debito pubblico. La cosa
e' avvenuta ed e' chiarissima. C' e' una politica economica, negli
ultimi due, tre anni, sbagliata e i dati si vedono con molta chiarezza''.
Cosi' il segretario della Cisl, Savino Pezzotta, ha commentato, parlando
con la stampa a Vibo, l' allarme sul deficit lanciato dalla Corte
dei Conti. ''La relazione della Corte dei conti - ha aggiunto Pezzotta
- non fa altro che confermare le critiche e le osservazioni che il
sindacato aveva fatto dimostrando anche che quando il sindacato dice
certe cose non e' per partito preso, perche' e' schierato. Il sindacato
fa certe osservazioni perche' guarda la realta'. Anche il Governo,
invece di avere sempre il dubbio che facciamo certi interventi perche'
siamo contro o siamo amici dell' opposizione o non so quant' altro,
dovrebbe tener conto delle nostre osservazioni perche' alla fine,
come e' stato dimostrato in questi ultimi anni, si verificano sempre.
Noi guardiamo la realta' dei fatti da un punto di vista particolare
che e' quello degli interessi della gente normale, dei lavoratori,
delle lavoratrici, dei piu' deboli, dei giovani, delle donne. Cioe'
di coloro che hanno necessita' di avere un futuro sicuro. E' per quello
che siamo molte volte critici. Perche' coloro che noi rappresentiamo
devono rimanere in Italia a lavorare e abbiamo l' interesse ad avere
un Paese che funzioni''. Sbarra “La Cisl impegnata in una grande prospettiva di sviluppo” 05/05 ''La Cisl e' fortemente impegnata a rilanciare una grande prospettiva
di sviluppo, nonostante la forte escalation mafiosa che distrugge
l' occupazione ed il lavoro e mortifica la dignita' dei singoli cittadini''.
Lo ha detto il segretario generale della Cisl della Calabria, Luigi
Sbarra, nella relazione tenuta in apertura del congresso regionale
dell' organizzazione. Domani, al congresso, interverra' il segretario
generale, Savino Pezzotta. Sbarra ha fatto anche un riferimento a
Papa Giovanni Paolo II, ricordandone le tre encicliche, definite ''importantissime''
sulle problematiche sociali. Il segretario generale della Cisl Calabria
ha sottolineato anche ''la necessita' di un confronto democratico
in una situazione in cui l' economia e la finanza si globalizzano
sempre piu'. Per noi - ha aggiunto - un' Unione europea forte economicamente
e politicamente, e salda sul piano dei principi e dei diritti delle
persone, puo' essere un importante momento di coesione internazionale
che contribuisca a costruire le basi di una convivenza politica che
coniughi sviluppo economico e benessere sociale, definendo regole
comuni che riguardino l' economia e la finanza in qualsiasi parte
del mondo''. Sbarra ha anche detto che ''l' abbandono della concertazione
e' una grande responsabilita' che si e' assunto il governo perche'
ha rinunciato a forme di democrazia che potevano garantire un consenso
sociale e ha limitato la ricerca del consenso al solo ambito degli
interessi di partito. Questa strada porta la politica ad allontanarsi
dalla societa' e dagli interessi dei cittadini''. Un riferimento il
segretario della Cisl Calabria lo ha fatto anche alla Costituzione,
sostenendo che ''deve essere modificata solo con maggioranze trasversali
a quelle di turno. Per quanto ci riguarda, comunque, ribadiamo la
nostra preferenza per un federalismo che esalti le vocazioni territoriali
ed incentivi la responsabilita' fiscale e la correttezza amministrativa.
Non serve l' assistenzialismo, ma l'esercizio della solidarieta' e
dell' integrazione''. Affrontando il tema del Mezzogiorno, Sbarra
ha detto che ''la sconfitta del centrodestra alle ultime elezioni
e' il risultato di una mancata risposta a difficolta' crescenti che
investono il nostro Paese dal punto di vista economico, sociale, produttivo
ed occupazionale, da una ingiusta politica di redistribuzione della
ricchezza interna, da un'economia asfittica e da un Sud senza lavoro''.
''Proprio al Sud - ha detto ancora Sbarra - si giochera' la partita
decisiva delle prossime elezioni, del 2006 o prima. Lo scontento e'
forte e giustificato. Per far riemergere il Mezzogiorno ci vogliono
piu' iniziative private e piu' Stat. Stato inteso come bene pubblico
in grado di fornire cio' che nessun privato, legale o criminale, potra'
mai dare. Piu' Stato che programma, sceglie e controlla; piu' mercato
che trova risorse, seleziona progetti, soddisfa domande e remunera
capitali''. Sui temi relativi alla Calabria il segretario regionale
della Cisl ha detto che ''questa e' una regione di grandi prospettive,
che l' inerzia dei recenti governi non ha aiutato e 'il responso degli
elettori e' stato di condanna e senz'appello. Occorre nuovo slancio
e una spinta forte verso il cambiamento. Un nuovo patto dei calabresi
per i calabresi. 'Dobbiamo smettere ha proseguito di guardare alla
Calabria come ad un problema e fare leva sulle sue opportunita''.
''Gli elettori calabresi - ha concluso Sbarra - con il loro voto hanno
decretato la fine dell' esperienza di centrodestra alla guida della
Regione e hanno espresso un giudizio di totale fallimento del governo
Chiravalloti che negli ultimi 5 anni con arroganza e colpevole responsabilita'
ha sacrificato ed annullato il confronto e la concertazione con il
sistema della rappresentanze sociali sui temi dello sviluppo economico,
produttivo ed occupazionale''. I Sindacati chiedono una nuova politica di sviluppo per le ferrovie 05/05 Rilanciare una nuova politica per lo sviluppo del trasporto
ferroviario in Calabria: e' quanto chiedono in una nota i segretari
regionali dei sindacati confederali ed autonomi del settore trasporti.
Al presidente della giunta regionale ed ai parlamentari calabresi
i sindacati chiedono di costituire un tavolo istituzionale attraverso
il quale affrontare i problemi del trasporto ferroviario calabrese.
''Chiediamo - sostengono i sindacati - che il Gruppo Fs, nella elaborazione
del nuovo Piano di Impresa, preveda le opportune correzioni per una
diversa presenza sul territorio calabrese affinche' la ferrovia recuperi
la sua funzione di asse portante per e nel nuovo sistema dei trasporti
in Calabria. Con la politica aziendale avviata nei primi anni novanta
si e' avuto la chiusura di quasi tutte le stazioni Fs dell'ex compartimento
di Reggio Calabria, a seguito dell'attivazione del sistema di controllo
del traffico ferroviario centralizzato che ha prodotto una considerevole
riduzione del personale addetto alla circolazione nonche' un continuo
degrado del patrimonio immobiliare della stazioni. La quantita' dei
servizi ferroviari si e' andata via via assottigliando anche sul versante
del traffico in ambito nazionale. A tutto cio' ha notevolmente contribuito
la reiterata politica di ottimizzazione delle risorse che ha prodotto
una evidente diminuzione dei collegamenti, in special modo sul versante
Jonico, dove si continuano a registrare insensate scelte di politica
aziendale, come quella gia' annunciata per giugno che prevede la sostituzione
dei cosiddetti treni 'antenna' con 'servizi navetta regionali' che
sicuramente saranno causa di notevoli disagi alla clientela costretta
al cambio treno a Lamezia Terme''. Non meno preoccupante, per i segretari
regionali di Filt-Cgil, Laura Neri; Fit-Cisl, Annibale Fiorenza; Uilt-Uil,
Giovanni Itri; Fast-Confsal,Enzo Galluccio; Ugl-Ferrovie, Angelo Chirico;
e Orsa, Francesco Piazza, e' la situazione sul fronte del trasporto
merci dove da ''un'analisi sommaria del traffico merci effettuato
sul territorio calabrese - sostengono i sindacalisti - si puo' facilmente
desumere e quindi registrare il graduale disimpegno, ieri dalla Divisione
Cargo ed oggi dalla Direzione Operativa Logistica che a pochi mesi
dal suo insediamento e' stata capace di perdere il contratto per il
trasporto della ''barbabietola'' prodotta nell'area del Crotonese
e che per circa dieci anni e' stata una positiva attivita' che ha
permesso di mantenere un discreto livello occupazionale accompagnato
da alti indici di produzione''. ''Non possono essere - concludono
le organizzazioni sindacali - trascurati o ulteriormente rinviati,
gli investimenti che riguardano la sicurezza del trasporto ferroviario
nella nostra regione dove, anche se negli ultimi incidenti ferroviari
non si sono registrate conseguenze ancor piu' tragiche di quelle occorse,
non possono non leggersi alcuni elementi inquietanti, ne' puo' sfuggire
l'esigenza che alla continua riduzione delle risorse umane, che ha
portato la nostra regione in vetta a tutti gli indici di produttivita',
si contrapponga una efficace politica sulla sicurezza in grado di
evitare che la contemporanea riduzione delle risorse umane nei diversi
settori, in assenza di adeguate tecnologie, divenga motivo di insicurezza
in quanto rende irreparabile un eventuale errore umano''. La CGIL di Cosenza chiede agli iscritti quattro si per i referendum 05/05 ''La Cgil di Cosenza, dopo avere partecipato alla raccolta
delle firme per far indire il referendum sulla legge 40 sulla procreazione
medicalmente assistita, dando un contributo importante al raggiungimento
del numero di firme necessarie, da' indicazione agli iscritti e ai
simpatizzanti di impegnarsi direttamente nelle iniziative di informazione
per il referendum del 12 e 13 giugno''. E' quanto afferma, in una
nota, la Cgil di Cosenza. 'Respingiamo la sollecitazione che viene
da piu' parti - afferma ancora la Cgil - di disertare il voto, nella
convinzione cosi' di non far raggiungere il quorum previsto dalla
legge sui referendum, partendo dal presupposto che circa il 30% degli
aventi diritto al voto organicamente non partecipa alla votazione.
Il diritto al voto per tutti, e' la massima espressione di democrazia,
strumento individuale inestimabile, per esprimere il proprio pensiero
e, nella sua segretezza, libero da ogni condizionamento. La Cgil di
Cosenza, dunque, e' per votare quattro si' ai referendum sulla fecondazione
assistita''. Savino Pezzotta al Congresso regionale della CISL 03/05 Si terra' il 5 e 6 maggio a Vibo Valentia il nono congresso
regionale della Cisl. Le conclusioni dei lavori congressuali saranno
affidate al segretario nazionale, Savino Pezzotta. Al congresso prenderanno
parte 300 delegati provenienti dalle cinque Province della Calabria
e dalle Federazioni Regionali di Categoria, in rappresentanza di oltre
170.000 iscritti. Nel corso dei lavori sara' affrontato il tema: ''Concertazione,
Partecipazione, Sviluppo, Occupazione. Piu' Solidarieta', Piu' Legalita'
per costruire la nuova Calabria''. Ai lavori della prima giornata
sara' presente il segretario nazionale Confederale Gigi Bonfanti.
La relazione della Segreteria sara' svolta da Luigi Sbarra, Segretario
Generale Cisl Calabria, che si soffermera' sulle Tesi Confederali
e sulla situazione Regionale. ''Saranno anche ribadite - e' scritto
in una nota della Cisl - le linee strategiche d'azione che sono: Concertazione
e Contrattazione a tutti i livelli per dare concrete soluzioni ai
gravi problemi Economici e Sociali e confermando il modello partecipativo
quale strumento essenziale del modo di fare sindacato. Solo cosi'
si potra' puntare ad una dignitosa qualita' della vita, concretizzando
Politiche Sociali che valorizzino la famiglia e garantiscano interventi
a sostegno delle fasce piu' deboli. Sara' pure necessario intervenire
costantemente sulla leva fiscale degli Enti Locali, sulla dinamica
dei prezzi e delle tariffe dei servizi a domanda per evitare aumenti
indiscriminati e superiori al tasso di inflazione programmato''. ''Alla
nuova Giunta Regionale - prosegue - sara' chiesto l'avvio di corrette
relazioni sindacali, aprendo da subito un tavolo di trattative sui
problemi piu' urgenti che riguardano lo Sviluppo e l' Occupazione
, la Sanita' e la Legalita' . Inoltre si dovra' dare piena attuazione
alle Politiche di Decentramento, assicurando agli Enti Locali, contestualmente
alle deleghe, l'assegnazione delle risorse finanziarie e umane. L'auspicio
e' che si creino da subito le condizioni per il confronto e la concertazione
tra Governo Regionale, Sindacato ed Imprese. A tale scopo la Cisl
considera importante la rapida approvazione della Legge Regionale
Istitutiva del Consiglio Regionale dell'Economia e del Lavoro gia'
previsto dallo Statuto Regionale. Il Sindacato e' fortemente impegnato
per rilanciare attraverso la Concertazione e la Partecipazione la
battaglia per lo Sviluppo ed il Lavoro e per costruire nella solidarieta'
e nella legalita' una nuova e diversa prospettiva di crescita della
nostra Regione''. ''Disponibilita' quindi al dialogo - conclude la
nota - ed al confronto ma anche severita' e determinazione nel raggiungimento
degli obiettivi legati alla Crescita Economica , allo Sviluppo ed
alla Occupazione in Calabria''. Il primo maggio i sindacati a Nardodipace davanti lo stabilimento della Cassarese 29/04 Cgil, Cisl e Uil si mobilitano per il Primo Maggio in favore
della Cassarese, l' industria dolciaria, fondata da una cooperativa
composta da giovani, distrutta nei giorni scorsi da un attentato incendiario.
Davanti allo stabilimento si terra' la manifestazione centrale promossa
da Cgil, Cisl e Uil nella provincia di Vibo Valentia in occasione
della Festa dei lavoratori. Un' iniziativa cui i sindacati confederali
attribuiscono una forte valenza simbolica ''per ribadire il diritto
allo sviluppo ed al lavoro e contro le pressioni della criminalita'''.
Alla manifestazione davanti alla Cassarese interverra' il segretario
generale della Cisl della Calabria, Luigi Sbarra, che parlera' anche
a nome dei segretari generali di Cgil e Uil, Fernando Pignataro e
Roberto Castagna. Nel corso dell' iniziativa interverranno anche i
segretari generali della provincia di Vibo Valentia di Cgil e Uil,
Raffaele Mammoliti e Luciano Prestia. ''Mentre il sindacato nazionale
celebra la Festa del lavoro a Scampia per riproporre i temi dello
sviluppo e della legalita' e della sicurezza nel Paese e nel Mezzogiorno
- ha detto Luigi Sbarra - il sindacato confederale calabrese sara'
a Nardodipace, che rappresenta simbolicamente la piazza ideale per
rilanciare, in occasione della Festa del Primo maggio, l' iniziativa
politica e sociale e la battaglia sindacale per lo sviluppo, il lavoro,
la legalita' e la sicurezza in Calabria. Un filo invisibile, dunque,
terra' insieme domenica Scampia e Nardodipace per rilanciare con forza
il nostro no alla violenza, alla prevericazione ed alle intimidazioni
della mafia, che rappresenta un ostacolo per lo sviluppo economico
e produttivo, una minaccia per le istituzioni democratiche ed un fenomeno
che distrugge lavoro ed occupazione, mettendo in discussione i diritti
e le liberta' della nostra comunita'''. ''Il primo maggio - ha concluso
Sbarra - saremo dunque a Nardodipace per denunciare l' attacco della
mafia che ha distrutto l' industria dolciaria Cassarese, mettendo
in discussione il lavoro di tante famiglie, cosi' come il 21 maggio
saremo a Lamezia Terme per una grande manifestazione regionale per
rilanciare la nostra iniziativa contro la mafia e per la legalita',
lo sviluppo ed il lavoro in Calabria''. Castagna (UIL) “Da Loiero ci aspettiamo una inversione di rotta radicale” 29/04 “Il Governo Berlusconi bis giustifica una sua riedizione
con un impegno straordinario sul Mezzogiorno, oltre che sui problemi
della famiglia e delle imprese. |