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Sanità e Salute
dal 3/11 al 10/02/05

 

A Cosenza sistema intelligente di radioterapia antitumorale IORT

10/02 Colpisce esclusivamente le cellule tumorali con un'alta dose di radiazioni, senza danneggiare le cellule sane: e' il nuovo sistema di radioterapia intelligente messo a punto dagli esperti dell'ENEA e che ha appena superato la fase di collaudo nell'l'Azienda Ospedaliera di Cosenza. E' il sistema attualmente piu' avanzato del mondo nella radioterapia e si chiama IORT-1 e rappresenta l'ultima generazione del Sistema Innovativo per Radioterapia IntraOperatoria (IORT). Quello installato nell'ospedale di Cosenza e' un prototipo innovativo rispetto a quelli finora commercializzati ed e' stato promosso e realizzato dall'ENEA nell'ambito del Progetto IORT, con il finanziamenti di ministero per l'Istruzione, l'universita' e la ricerca (MIUR) e dell'Unione Europea in base alla legge ex 488, che ne prevedeva l'installazione in un ospedale del Sud. La tecnica IORT utilizza un fascio di elettroni prodotto da un acceleratore per irradiare la zona colpita dal tumore direttamente durante l'intervento chirurgico. In questo modo diventa possibile colpire selettivamente e con grande precisione i tessuti tumorali utilizzando un'unica dose di radiazioni molto elevata (10-20 gray), preservando gli organi sani circostanti. La radioterapia eseguita durante l'intervento, rileva l'ENEA in una nota, permette di ottenere migliori tassi di controllo locale e di sopravvivenza libera da malattia, risultando piu' efficace di quella tradizionale, basata sul rilascio di diverse dosi ed alla quale i pazienti devono sottoporsi ripetutamente dopo l'intervento.

Altri quattro interventi di angioplastica a Cosenza

10/02 Altri quattro interventi di angioplastica (uno dei quali in emergenza) sono stati effettuati ieri dall' equipe diretta dal dott. Antonino Buffona, a Cosenza. Gli interventi sono perfettamente riusciti ed i pazienti sono in ottime condizioni. ''Stiamo ricevendo molte richieste dalla provincia - ha detto Gianfranco Scarpelli - considerando l' alta professionalita' dei nostri medici. Ci soddisfa registrare la fiducia che i colleghi nutrono nei confronti del nostro ospedale e la risposta dei pazienti, estremamente soddisfatti delle prestazioni somministrate''.

Senatore (FI) “L’ospedale di San Giovanni in Fiore non chiuderà”

10/02 ''Nel ricordare di essere stato il proponente e primo sottoscrittore di un emendamento al Piano sanitario regionale sugli ospedali di montagna, mi vedo costretto ad intervenire anche a San Giovanni in Fiore per ribadire che quest' importante struttura sanitaria non solo non chiudera', ma vedra' un miglioramento delle prestazioni gia' presenti e un ampliamento dei servizi offerti al
paziente-utente''. A sostenerlo e' stato il presidente della Commissione ambiente del Consiglio regionale, Raffaele Senatore. ''Nel costruire il nuovo strumento di organizzazione del Servizio sanitario regionale - ha aggiunto Senatore - abbiamo tenuto molto in considerazione il fatto che gli ospedali montani svolgono una funzione essenziale per le popolazioni interessate, sia dal punto di vista sanitario, che da quello sociale ed economico. Non a caso, l' azione che la maggioranza di centrodestra ha voluto intraprendere, sposando la mia proposta di organizzazione degli ospedali di montagna, mira alla loro valorizzazione, ponendosi in alternativa al pensiero di quanti ritengono, utilizzando parametri puramente economicistici di contenimento della spesa, tali strutture superflue e improduttive. Con il mio intervento in sede di redazione del Piano ho voluto fortemente che si mantenesse anche per San Giovanni in Fiore un presidio sanitario efficiente. Perche' questo ospedale e' una garanzia per la popolazione montana silana e per tutti i turisti che frequentano le nostre meravigliose montagne, oltre che essere uno strumento di pari opportunita' per quei cittadini che, a differenza dei residenti in citta', hanno meno possibilita' di curarsi in modo adeguato e di tutelare la propria salute senza dover intraprendere lunghi e costosi viaggi''. ''I cittadini nonche' gli operatori sanitari e non dell' ospedale di San Giovanni in Fiore - ha concluso Senatore - non hanno nulla da temere. Sappiamo bene quello che questa struttura rappresenta per il territorio, visto che esso costituisce per molte famiglie la maggiore fonte di lavoro, oltre ad essere una garanzia di sicurezza sanitaria del territorio e una struttura di attrazione di risorse umane e finanziarie. Ai sindacati e ai professionisti dell' allarme generalizzato lasciamo, invece, a loro disposizione, la luna: cosi' potranno continuare ad abbaiarvici, visto che altro non sanno fare''.

Lunedì la presentazione del direttore di Ematologia dell’Annunziata

10/02 Lunedi' 14 febbraio alle ore 11,30 nella biblioteca della direzione sanitaria dell' ospedale civile dell' Annunziata, sara' presentato alla stampa il direttore dell' Unita' operativa complessa di ematologia, costituita a Cosenza dopo l' approvazione del Piano sanitario regionale. Il nome del vincitore del concorso (che e' stato effettuato in questi mesi) sara' ufficializzato solo in concomitanza della presentazione. Parteciperanno, il direttore generale, Antonio Belcastro, ed il direttore sanitario, Gianfranco Scarpelli. ''Si tratta di un altro punto a favore della gestione Belcastro - ha detto Scarpelli - perche' l' ematologia e' una branca fondamentale, in grado di curare patologie come la leucemia. Anche in questo caso i nostri concittadini non dovranno piu' migrare verso altre citta'''. Alla conferenza stampa interverranno rappresentanti delle associazione di volontariato.

Liberal democratici: “La CDL penalizza la sanità”

10/02 Il Partito dei Liberaldemocratici, dopo le dichiarazione rilasciata dal candidato del centrodestra alla presidenza della Regione, Sergio Abramo attraverso, il messaggio al Welfaremed, in merito al sistema sanitario nel federalismo delle regioni, ''riscontrano come un confronto diretto con il candidato del centro sinistra Agazio Loiero avrebbe inevitabilmente spostato l'asse della ragione verso questo ultimo dal momento che ogni dichiarazione di Abramo e' stata tesa contro il Governo nazionale e contro quello Chiaravalloti''. ''In Calabria - secondo i Liberaldemocratici - oggi non si parla di sanita', anche se le inaugurazioni di nuovi reparti, le promesse di nuove ristrutturazioni e qualche interventuccio fanno la voce del padrone sui mezzi di comunicazione di massa; in Calabria vige tuttora la malasanita', con ospedali fatiscenti, tempi biblici per le prestazioni di routine come le tac e le risonanze, ticket spropositati in confronto alle prestazioni effettuate. Una sanita' di serie B per cittadini di serie B che il Governo di Berlusconi e Bossi ha voluto ed il centrodestra calabrese ha avallato''.

De Rose replica a D’Alessandro “fa confusione e polemiche sterili”

09/02 ''Dire che a Cosenza e' stata realizzata l' angioplastica e che questa pratica si usa in tanti ospedali italiani e' un' ennesima sterilita' di polemica che l' assessore D' Alessandro, preso dal protagonismo, porta avanti''. Lo sostiene, in una dichiarazione, Umberto De Rose, leader della Cdl nel Consiglio comunale di Cosenza. ''D' Alessandro - aggiunge De Rose - prima fa confusione ed accusa l' Azienda ospedaliera di essere in ritardo sulla questione psichiatrica. Poi si rende conto che le competenze sono dell' azienda sanitaria, poi ancora corregge il tiro e dice che ha collaborato proficuamente con il territorio sulla psichiatria: mi sembrano segni di stanchezza per i quali consiglio a D'Alessandro un po' di riposo. Altrettanto grave e' la completa assenza di senso istituzionale dell' assessore, che al famoso convegno di sabato scorso ha dichiarato che il Comune rappresenta una buona parte di cittadini (quando, invece, dovrebbe rappresentare tutti) ed oggi afferma di portare avanti la posizione del centrosinistra, anziche' di perseguire la logica dell' istituzionalita'. Se pensiamo a come si amministra il Comune trasecoliamo, ma tremiamo ancora di piu' al pensiero che gli amministratori comunali avrebbero potuto essere gli amministratori della sanita'''.

Ass. D’Alessandro: “Non bisogna utilizzare la sanità a fini elettorali”

09/02 L’Assessore alla salute del cittadino, Roberto D’Alessandro, interviene nuovamente sulla situazione della sanità cosentina.“È da sabato che la stampa locale riporta due modi diversi e contrastanti di valutare e intendere la sanità cittadina. La cosa non deve meravigliare, vista la diversa provenienza e la differente impostazione culturale cui le parti in causa fanno riferimento. Le considerazioni da me precedentemente espresse, e oggi perentoriamente confermate, sono quelle del centro sinistra sanità della città di Cosenza, una sorta di interforza dei partiti del centro sinistra appositamente costituitosi ed in permanente consultazione sui temi della sanità.
L’Amministrazione che rappresento ha tentato in maniera reiterata di avere un confronto con l’attuale management dell’azienda ospedaliera senza riuscire ad ottenere neppure un appuntamento per poter interloquire con il direttore generale. Diversamente sono andate le cose con l’azienda territoriale: con il direttore generale si è lavorato all’unisono, si sono create le giuste sinergie, si sono ottenuti risultati lusinghieri in breve tempo nel rispetto dei reciproci ruoli e delle reciproche posizioni. Mi riferisco alla casa famiglia per i disabili mentali, ai defibrillatori forniti alle farmacie utilizzando fondi di bilancio comunale, alla ristrutturazione del poliambulatorio specialistico territoriale, alla prossima apertura di uno sportello anonimo per il disagio da tossicodipendenza e da patologie psichiatriche nell’ambito del segretariato sociale che questo comune intende a presto avviare.
Questo abbiamo realizzato in pochi mesi. Altro che sonnacchiosi!
L’Amministrazione che rappresento ed il centro sinistra sanità sono lieti dell’avvento dell’angioplastica a Cosenza, ma non può essere spunto di trionfalismo ciò che riteniamo essere un approdo naturale e non una conquista copernicana. Né è tollerabile che questo argomento venga utilizzato a fini elettorali. Tutto ciò considerando che l’angioplastica in Italia viene praticata da decenni; anche a Cosenza è praticata da tempo in strutture accreditate in quella che a noi appare una discrasia, visto l’interesse, l’entusiasmo e il valore dei colleghi della divisione di cardiologia dell’ospedale dell’Annunziata. Tra l’altro, noi avremmo voluto e vorremmo che la cittadinanza fosse stata e fosse portata a conoscenza del fatto che la cardiochirurgia a Cosenza, così come a Reggio Calabria, si limita al ruolo riduttivo di selezionare i pazienti cardiopatici e a questi garantire la degenza post operatoria. La cardiochirurgia vera, quella integrata prevista dal piano sanitario regionale, risiede nella sua completezza nella struttura accreditata Sant’Anna di Catanzaro. Ci chiediamo perché il centro pulsante sia in una struttura accreditata. Forse che non vi erano fondi da investire e professionalità su cui puntare per organizzare il centro di elezione in una struttura pubblica?
Per parte nostra riteniamo che la sanità sia un bene comune che nessun federalismo può differenziare, per cui solo l’intervento pubblico può dare garanzia di uniformità.
In conclusione rinnovo al management dell’azienda ospedaliera l’invito ad aprire un dibattito pubblico sulla sanità cittadina. Un confronto da affrontare in maniera costruttiva, ma senza infingimenti, dinanzi ad un pubblico composto da cittadini e non con un uditorio preconfezionato”.

Frodi per 300 milioni di euro accertate dalla Finanza sulla spesa sanitaria

09/02 Oltre 300 milioni di euro in 3 anni è il bilancio delle irregolarità accertate dalla Guardia di finanza in materia di spesa sanitaria in tutte le regioni italiane. Con circa 12 mila persone denunciate dal 2002 al 2004 e 95 arrestati, per aver utilizzato o speso in modo illegale denaro pubblico. Il maggior numero di frodi è stato accertato in Calabria e Campania, mentre la regione più virtuosa è la Valle D'Aosta seguita dalla Sardegna e dalla Basilicata. Questi i numeri forniti dal colonnello Carlo Ricozzi, portavoce e capo ufficio stampa del Comando generale Guardia di Finanza, arma presente con uno stand al Sanit di Roma. ''La Guardia di Finanza -ha spiegato il colonnello Ricozzi- non ha solo il compito di controllare le entrate dell'erario. Vigiliamo anche su come vengono spesi i soldi pubblici. Perchè lo Stato, oltre a far pagare le tasse, spende molto per la Sanità, e i suoi amministratori devono utilizzare il denaro in maniera legittima e efficace. Per questo motivo tra i nostri ruoli c'è anche il controllo della spesa pubblica''. Ma in Sanità la Guardia di Finanza ha anche un ruolo attivo: ''offriamo -continua il colonnello Ricozzi- anche 25 stazioni Sagf (soccorso alpino della Guardia di finanza) che attraverso tecnologia e uomini preparati si occupa della ricerca dei dispersi e presta soccorso a chi si ferisce anche semplicemente sciando in montagna. Basti pensare che nel 2004 abbiamo realizzato circa 2000 interventi di soccorso''.

De Rose: “Se è vero che a Cosenza nasce cardiochirurgia D’Alessandro sia pronto a dimettersi”

08/02 ''Visto che l' assessore D' Alessandro vuole un confronto pubblico sulla cardiologia e' giusto che si tenga, ma che sia presente anche l' opposizione e siano invitati medici come Franco Plastina che avranno molto da dire. Se e' vero che a Cosenza nascera' cardiochirurgia, l' assessore sia pronto a dimettersi''. A sostenerlo, in una nota, e' il leader del centrodestra al Comune di Cosenza, Umberto De Rose. ''Forse - ha aggiunto De Rose - a qualcuno spiace che a Cosenza si effettuino interventi di angioplastica con la presenza del cardiochirurgo e che il Piano della Salute, grazie agli sforzi del centrodestra, preveda la cardiochirurgia. A D' Alessandro ricordo le importanti parole pronunciate da Plastina, primario sino al 2003, che ha detto di essere stato costretto ad emarginare medici che 'effettuavano riabilitazione a pazienti infartuati 20 anni prima'. E' giusto non sottovalutare queste parole ed evitare di lanciare sassi nello stagno, senza sapere quello che si dice''. ''Cosenza - ha concluso De Rose - ha una realta' ospedaliera in grande movimento che e' la compensazione di un Comune debole, mediocremente amministrato''.

Il Direttore della AO di Cosenza precisa “L’ospedale non è l’avversario del Comune”

08/02 ''Comune ed Azienda ospedaliera non sono avversari politici, ma soggetti istituzionali chiamati a collaborare nell' interesse comune. L' assessore D' Alessandro, del resto, e' intervenuto al convegno da noi organizzato sabato scorso, nel corso del quale il direttore generale, Antonio Belcastro, ha proiettato il Piano della salute regionale con dieci posti letto di cardiochirurgia assegnati a Cosenza''. A sostenerlo e' stato il direttore sanitario dell' Azienda ospedaliera di Cosenza, Gianfranco Scarpelli, in relazione alle dichiarazioni dell' assessore D' Alessandro. ''Che anche rispetto a cio' - ha aggiunto Scarpelli - ci si ostini a dichiarare il contrario e' un fatto che va lasciato al giudizio degli altri. A noi interessa garantire assistenza ai cittadini e gia' la cardiologia interventistica e' stato un grande passo in avanti. I confronti si fanno sulle certezze e partendo da esse. Altrimenti ci si imbatte in questioni politiche che a noi non riguardano e che, comunque, dovrebbero essere secondarie anche per l'amministrazione che D' Alessandro rappresenta''.

Tre milioni e mezzo di euro destinati nell’ospedale di Rogliano

07/02 Tre milioni e mezzo di euro e' la somma destinata dall' Azienda ospedaliera di Cosenza per alcune iniziative che trasformeranno il presidio Santa Barbara di Rogliano in un Ospedale che attrarra' tutta l'area sud di Cosenza. Lo ha reso noto il direttore generale dell' Azienda ospedaliera, Antonio Belcastro, intervenendo ad un incontro organizzato dal sindaco Pietro Oliveti. All' incontro hanno partecipato anche il sen. Antonio Gentile, l' assessore provinciale Ferdinando Aiello, l' on. Pierino Buffone, l' assessore comunale alla sanita' di Rogliano, Roberto Tosti, il sindaco di Parenti, Riga. ''Abbiamo gia' pubblicato - ha sostenuto Belcastro - la gara d' appalto per il polo neurologico del Cnr che sara' un fiore all' occhiello ed apriremo il centro dialisi con otto posti letto, l' ambulatorio di ortopedia con gli interventi di artroscopia. Rogliano avra' un' altra Tac ed apparecchi nuovi ed entro marzo sara' designato il vincitore del concorso di chirurgia generale''. Belcastro ha ringraziato ''il sindaco Oliveti, strenuo sollecitatore delle istanze roglianesi, un uomo generoso e capace''. Oliveti, dal canto suo, ha ringraziato ''Gentile, parlamentare attento, mediatore politico di interessi che sono veramente della cittadinanza''. ''Le differenze politiche - ha detto l' assessore Aiello - non devono portare a lavorare per obiettivi diversi: l' Ospedale e' una risorsa di tutti ed io, che pure sono di Rifondazione, non ho difficolta' ad ammettere che il sen. gentile si e' speso tanto per la nostra comunita'''.

Bartoletti (FI) “La sanità cosentina ha fatto tanti passi avanti”

07/02 ''Mi auguro che la sinistra riformista isoli gli esagitati e riconosca i grandi passi in avanti compiuti dalla sanita' ospedaliera''. E' quanto sostiene in una nota il segretario provinciale di Forza Italia di Cosenza, Sergio Bartoletti. ''Belcastro sta facendo un grande lavoro - ha aggiunto - per tutti i cosentini e lo fa con scrupolo e coscienziosita'. Prima non c'era l'angioplastica e oggi c'e' e fra poco ci sara' cardiochirurgia. Belcastro ha voluto l'ematologia ed a breve il reparto aprira' i battenti e meraviglia che l'assessore D'Alessandro ne metta addirittura in dubbio l'esistenza''. ''L'acceleratore lineare - ha concluso - e' stato appaltato cosi' come i lavori del Cnr di Rogliano ma i polemisti continuano a far finta di niente''.

Sindacati: “La Regione non rispetta l’accordo sui ticket”

07/02 Il mancato rispetto da parte della Regione degli accordi in merito all' esenzione dal ticket per i pazienti pediatrici e quelli anziani e' stato denunciato dai sindacati Filcea-Cgil, Fenca-Cisl e Uilcem-Uil Calabria alla quale aderiscono i circa mille informatori scientifici del farmaco. ''All' interno della spesa sanitaria - e' scritto in un comunicato - la spesa farmaceutica, per espressa ammissione dell' assessore alla Salute, Luzzo, e' rimasta al di sotto delle previsioni di spesa, effettuate nel mese di luglio 2004, sulla base dei costi registrati in quella data. Dal momento che la spesa farmaceutica e' stata con sacrificio di tutti contenuta al di sotto del preventivato e poiche' l' accordo del 2 agosto 2004, in occasione del quale e' stato ottenuto dai sindacati l' esenzione del ticket per i pazienti oncologici e per i farmaci generici, sanciva che entro il mese di novembre 2004 l' assessorato alla Salute e le organizzazioni sindacali si sarebbero incontrati per verificare i risultati ottenuti dall' accordo e nel caso di risultati positivi la Regione avrebbe escluso dal pagamento dei ticket i pazienti in eta' pediatrica e i pazienti anziani, i sindacati invitano l' Assessore alla Salute a rispettare l' impegno assunto e a eliminare i ticket almeno per tali categorie di pazienti''. ''Le organizzazioni sindacali, pertanto - prosegue la nota - denunciano il mancato rispetto degli accordi da parte della Regione che a fronte dei sacrifici effettuati dai cittadini non ha provveduto a restituire, cosi' come promesso, l' accesso ai servizi e all' assistenza farmaceutica garantita nelle altre Regioni, ove peraltro, il reddito pro capite e per famiglie e notevolmente piu' elevato. Le organizzazioni sindacali, attraverso gli accordi sottoscritti con l' Assessore alla Salute, ha gia' evitato numerosi disagi agli ammalati conseguendo il risparmio sulla spesa farmaceutica annunciato dall' assessore Luzzo e pertanto auspica un confronto a breve tra le parti per misurare gli obiettivi raggiunti, per poi estendere, come concordato, l' esenzione del ticket alle categorie piu' deboli, che, al momento, senza plausibili motivi e senza che ci siano gravi necessita' economiche, perche' superate con lo sforzo di tutti i cittadini, sono costretti a pagare somme di cui non dispongono, rinunciando quando possono ai beni di prima necessita' e quando nemmeno cio' e' sufficiente rinunciando a curarsi''.

Il Prof. Crea “Orgoglioso dei grandi passi che Cosenza ha compiuto nella cardiologia”

05/02 ''Sono orgoglioso dei grandi passi da gigante compiuti dalla mia citta' nella cardiologia, con l' introduzione dell' interventistica e le prime angioplastiche: un successo che va ascritto alla sensibilita' dei manager che lo hanno voluto, della regione, dei politici locali''. Lo ha detto stamani a Cosenza il direttore della cattedra di cardiologia dell' Universita' di Roma, cardiologo del papa, Filippo Crea, intervenendo al convegno organizzato dall' azienda ospedaliera. ''Le idee camminano sulle gambe degli uomini - ha detto Crea - e Cosenza e la Calabria oggi dispongono di medici che rendono prestigiosa la cardiologia''. Il convegno sulla cardiologia e' stato introdotto da un intervento del direttore generale, Antonio Belcastro, che ha ricordato come ''dall' angioplastica alla nuova neonatologia, sino all' ematologia, abbiamo realizzato il 100% del programma in appena dieci mesi''. Belcastro ha illustrato inoltre il Piano sanitario che prevede 10 posti letto di cardiochirurgia. Nel corso dei lavori sono poi interventi i primari De Rosa e Buffon, oltre al prof. Ciro Indolfi dell' universita' di Catanzaro e del cardiochirurgo Mauro Cassese. ''Con l' angioplastica il rischio di morte da infarto si riduce al 5% - ha detto il prof. Indolfi - e si realizza un' assistenza immediata e diretta che da' lustro a tutta la funzione medica''. I lavori sono stati conclusi dal sen. Antonio Gentile il quale ha ricordato ''le battaglie condotte insieme all' assessore Luzzo per portare a casa un risultato cosi' importante che appartiene alla cittadinanza. Non possono - ha aggiunto - esserci divisioni politiche sulla salute perche' il compito vero del politico e' quello di fare in modo che si possano realizzare gli investimenti adatti per far crescere una comunita'''.

Gli Italiani favorevoli all’uso delle cellule staminali per nuove terapie mediche

04/02 L’assessore del Comune di Cosenza, Vincenzo Gallo, commenta i risultati di una indagine che dà conto dell’elevata percentuale di italiani favorevoli all’uso delle cellule staminali per nuove terapie che possono ridare speranza a tante persone con disabilità gravi: “In base ad una recente indagine di “Observa”, pubblicata qualche giorno fa su TuttoScienzeTecnologia – La Stampa, quasi l’80% degli Italiani è favorevole all’utilizzo di cellule staminali di embrioni umani per la ricerca di nuove terapie mediche.Oltre un terzo (35%) lo è addirittura senza condizioni, mentre il 44% è favorevole ma solo su embrioni altrimenti destinati alla distruzione. Il 21% è invece contrario in ogni caso.
Decisamente scettici sulle biotecnologie agroalimentari, gli italiani confermano pertanto ancora una volta un orientamento più favorevole verso le ricerche e le applicazioni biotecnologiche in campo medico. Sorprende in questa indagine che la fede religiosa non pesi su questo giudizio in modo significativo.
Secondo “Observa- La Stampa” tra quanti si definiscono cattolici la quota dei contrari all’uso di cellule staminali di embrioni è praticamente identica a quella del campione generale (23%). Inoltre i cattolici favorevoli senza condizioni superano addirittura, seppur di poco, la media del campione (36%).
Questi dati e i continui progressi delle ricerche sulle cellule staminali, soprattutto all’estero, costituiscono un ulteriore stimolo a sostenere la campagna referendaria e altre iniziative a difesa della dignità umana e del diritto alla salute, a tutela del diritto di esistere dignitosamente per molte persone con disabilità gravissime, a sostegno della libera cura e della libertà di ricerca scientifica.
C’è da augurarsi, pertanto, che su questi temi ci sia l’attenzione necessaria e uno spazio adeguato anche nei programmi delle varie forze politiche, impegnate nelle prossime competizioni elettorali.”

Paolini (AIOP) “Case di cura in crisi per il mancato pagamento delle prestazioni dal 2001 ad oggi, da parte della Regione”

03/02 Uno dei problemi più seri che assilla le case di cura dell’ospedalità privata è il ritardo che le Aziende sanitarie hanno accumulato nel pagamento delle prestazioni che le case di cura hanno già erogato dal 2001 a data corrente. Una tale anomalia ha come diretta conseguenza che le case di cura, dopo avere impegnato tutte le riserve finanziarie ed aver fatto ricorso al credito bancario, si trovano oggi in una situazione di grave crisi finanziaria pur avendo maturato nei confronti delle Aziende sanitarie - cioè della Regione- un monte crediti che, per le case di cura che operano nella sola Cosenza ammontano, nel periodo 2001-2004, ad oltre 48 milioni di Euro. Più precisamente va detto che le case di cura accreditano dall’Azienda sanitaria 10 milioni di Euro per il 2001, 18 milioni circa per il 2002,9 milioni per il 2003 e, per il periodo maggio-dicembre 2004, 21 milioni di Euro. In pratica novantasei miliardi circa di vecchie lire. Sorprende, quindi, che i sindacati di categoria che assistono e tutelano i lavoratori delle case di cura vadano in giro agitando una lettera dell’AS4 nella quale si affermerebbe che l’Azienda ha provveduto alla liquidazione delle spettanze inducendo a ritenere che le case di cura sono nelle condizioni di pagare tutte le spettanze del personale dipendente. Inutile interrogarci se la lettera esiste e, se esiste, effettivamente vi si legga quanto vanno asserendo i sindacati. Resta il problema che non è vero.Purtroppo per le case di cura e per i dipendenti. E’,invece,vero che negli uffici regionali dell’assessorato il presidente dell’AIOP, Enzo Paolini, ha avuto un incontro con i dirigenti dell’ufficio per procedere alla preliminare verifica dei crediti vantati da ogni casa di cura al fine di inserirli nel progetto di cartolarizzazione che l’assessorato,insieme all’AIOP, sta studiando nella sua praticabilità come soluzione tecnica del problema. Ci si augura che si possa arrivare presto ad una svolta decisiva. Per intanto senso di responsabilità richiederebbe di non mettere in giro nebulose dichiarazioni che travisano la realtà delle cose, inducendo i sindacati in errore col rischio conseguente di innescare proteste di cui non si sente il bisogno. Stiamo lavorando alla cartolarizzazione dei crediti che, al momento, è l’unica soluzione praticabile. I crediti delle case di cura sono quelli che abbiamo indicato e di questa affermazione assumiamo piena responsabilità. Quanto alla temuta “moratoria” sull’applicazione dei trattamenti migliorativi previsti dal nuovo contratto collettivo, appare quanto mai evidente che i problemi si sommano e si intersecano fra di loro in dipendenza della massa debitoria che le aziende sanitarie hanno accumulato, alla quale, insieme all’assessorato regionale, si sta cercando soluzione appunto con la cartolarizzazione. L’AIOP, in ogni caso, è disponibile ad incontrarsi con le rappresentanze dei lavoratori davanti al Prefetto, interessato alla vicenda.-

Il Prefetto D'Amico incontra i sindacati sui problemi dei lavoratori della sanità privata

02/02 Il prefetto di Cosenza, Diego D' Amico, ha ricevuto stamani i segretari territoriali delle organizzazioni sindacali Fp-Cgil, Cisl-Fps e Uil-Fpl che hanno illustrato i motivi della preoccupazione in atto esistente tra i lavoratori del settore della sanita' privata. I sindacalisti, secondo quanto riferito in un comunicato, hanno evidenziato come il procedimento che ha portato al recente rinnovo del Comitato Collettivo nazionale del Lavoro, scaduto nel 2002, rischi di essere vanificato dalla posizione che avrebbe assunto l' imprenditoria locale dell' ospedalita' privata, che intenderebbe operare una moratoria sull' applicazione degli istituti migliorativi del trattamento economico dei lavoratori. Il Prefetto, dopo avere sentito le argomentazioni e rilevate le negative ripercussioni per i lavoratori e, indirettamente, anche per le prestazioni sanitarie che essi sono chiamati quotidianamente a svolgere, ha assicurato il proprio intervento nei confronti dell' Assessore regionale alla Sanita' sulla base di un documento che le stesse organizzazioni sindacali si sono impegnate a stilare nei prossimi giorni''.

Sabato a Cosenza convegno sulla Cardiologia

01/02 ''Le nuove frontiere della cardiologia: dall'angioplastica alla cardiochirurgia'' e' il tema di un convegno che si terra' sabato mattina nel teatro Rendano. L'iniziativa e' stata organizzata dall'azienda ospedaliera di Cosenza. Al convegno partecipera' l' ordinario di cardiologia all'Universita' del sacro cuore, Filippo Crea e l' ordinario alla Magna Graecia di Catanzaro, Ciro Indolfi. I lavori saranno conclusi dall'assessore regionale alla sanita', Giovanni Luzzo, e dal senatore Antonio Gentile. ''Incontreremo - ha detto il direttore generale, Antonio Belcastro - la citta' su tematiche di grande interesse collettivo e che riguardano tutti : la cardiologia interventistica e' gia' una realta' consolidata a Cosenza che ci porta ad immaginare un futuro prossimo dove ci sara' la cardiochirurgia''.

Gentile: “La premialità assegnata alla sanità calabrese è un successo per la Giunta Chiaravalloti”

31/01 ''Importante riconoscimento per la sanita' calabrese. I 90 milioni di euro assegnati in piu', come premialita', alla Regione Calabria dal Ministero della Salute rappresentano un grande successo per la Giunta di centrodestra e per l' assessore Luzzo''. Lo afferma in una nota Antonio Gentile, di Forza Italia, segretario della Commissione Finanze del Senato. ''Complessivamente, nel 2005 - continua Gentile - la sanita' calabrese disporra' di ben 244 milioni di euro in piu' rispetto al 2004 che garantiranno non solo il rispetto dei livelli di assistenza, ma anche la possibilita' di ulteriori investimenti. Nel 2003 e nel 2004, inoltre, la sanita' calabrese ha chiuso i conti in pareggio e questo ci inorgoglisce e ci induce a sperare in un futuro piu' sereno per la nostra sanita'. Secondo Gentile, infine, ''i dati positivi del bilancio potranno servire a potenziare le innovazioni e la ricerca ed a fare in modo che nei nostri ospedali cresca ancora di piu' la qualita' dei servizi da erogare''.

FPS-CISL: “Disagi per gli stipendi della AO in ritardo”

28/01 “Irresponsabile l’atteggiamento dei vertici dell’Azienda Ospedaliera in ordine al pagamento degli stipendi”. E’ quanto dichiara in una nota diffusa dall’Ufficio Stampa della CISL il Segretario Generale della FPS-CISL Ugo De Rose. “Quanto sta accadendo nell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, afferma De Rose, meriterebbe ben pochi commenti data la gravità della situazione e lo scarso senso di responsabilità dei propri amministratori. Oggi registriamo amaramente che la scellerata e irresponsabile politica di gestione delle risorse finanziarie, continua il Segretario della FPS-CISL, in merito al personale e ai servizi, degli attuali vertici dell’Azienda Ospedaliera sta arrecando disagi ai dipendenti e alle rispettive famiglie, costretti quotidianamente a fare i conti con il problema del carovita e delle difficoltà finanziarie, nonché con una politica governativa dissennata che non ha saputo dare risposte adeguate ai rinnovi contrattuali ormai scaduti da due anni. Purtroppo, precisa De Rose, in mancanza di rinnovi contrattuali, cioè di adeguamento dei salari al costo della vita, e in considerazione degli effetti gravissimi del carovita e del non controllo sui prezzi, i dipendenti pubblici di qualunque settore, i pensionati si sono impoveriti notevolmente.
Non è la prima volta, sottolinea De Rose, che sollecitiamo la puntuale erogazione delle mensilità, ma sistematicamente registriamo ritardi e lentezze che, oltre a snervare il personale, rischiano di causare disagi anche ai cittadini-utenti.
Quanto sta succedendo, conclude Ugo De Rose, è grave e non può non chiamare in causa il senso di responsabilità dei dirigenti chiamati a non aggiungere disagi ad una situazione già di per se compromessa. Per queste ragioni, conclude la nota della FPS-CISL, in mancanza di risposte adeguate la nostra federazione si riserva ogni forma di azione utile e necessaria a far valere i sacrosanti diritti dei dipendenti

Interrogazione di Mancini sull'impedito trattenimento in servizio del Prof. Guerresi all’Annunziata

24/01 Giacomo Mancini ha presentato un’interrogazione al ministro della salute, prof. Girolamo Sirchia e al ministro della Funzione Pubblica Mario Baccini per sollecitare una soluzione al groviglio legislativo che impedirebbe il trattenimento in servizio di personalità riconosciute nel campo della medicina come il prof. Ernesto Guerresi, direttore dell’unità operativa di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Cosenza, a favore del quale, in questi giorni, si sono espresse tante donne cosentine che hanno apprezzato il suo lavoro positivo che ha permesso al suo reparto di diventare punto di riferimento della sanità calabrese.
L’articolo 1-quater del decreto legge 28 maggio 2004 n. 136 convertito con modificazioni dalla legge 27 luglio 2004 n. 186, dispone, infatti, il trattenimento in servizio fino al compimento del settantesimo anno di età per coloro i quali abbiano già raggiunto l’età pensionabile. L’articolo 1 comma 99 della legge finanziaria 2005 stabilisce, al contrario, che le disposizioni in materia di assunzioni di cui i commi da 93 a 107, che sanciscono il divieto per le pubbliche amministrazioni di assumere nuovo personale, si applicano anche al trattenimento in servizio di cui al sopra citato articolo.
Come è evidente esiste un netto contrasto tra le finalità che ciascuna delle suddette disposizioni intende perseguire: nel primo caso il legislatore tende a tutelare la prosecuzione di un rapporto di lavoro già in essere, avente un termine finale fisiologicamente determinato così da ipotizzare un caso che di certo non integra gli estremi di una nuova assunzione; nel secondo caso, al contrario, il legislatore fissa il divieto per le pubbliche amministrazioni di contrarre nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato, con la dichiarata finalità di contenere la spesa pubblica.
La ratio dell’istituto del trattenimento in servizio oltre il sessantasettesimo anno di età e fino al settantesimo è quella di permettere alle pubbliche amministrazioni di continuare ad utilizzare risorse umane altamente qualificate dal punto di vista scientifico, sia per la professionalità che per l’esperienza acquisita sul campo.
L’applicazione del divieto di funzionamento dell’istituto introdotto con la legge finanziaria, sta già provocando una serie di disservizi che creano notevole disagio ai cittadini, soprattutto nel settore della sanità a causa del fatto che ad alcune personalità non è consentito più di continuare ad offrire la propria preziosa prestazione lavorativa, come nel caso della mancata proroga al direttore dell’unità operativa di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Cosenza annunciata dai vertici dell’azienda sanitaria.
Per questi motivi Giacomo Mancini ha sollecitato i ministri ad indicare ‘se e quali urgenti provvedimenti intendano prendere al fine di consentire che settori nevralgici della pubblica amministrazione, come quello della sanità, non perdano risorse umane e professionali indispensabili per poter continuare a offrire alla comunità servizi adeguati e di primo livello’.

Bartoletti (FI) “Angiplastica a Cosenza e la Risonanza a Castrovillari, alto livello della sanità nel cosentino”

22/01 ''La sanita' cosentina e' di altissimo livello: l'angioplastica a Cosenza e la risonanza a Castrovillari, dimostrano che Antonio Belcastro ed Antonio Crusco stanno lavorando molto bene in due territori certo non facili e che i viaggi della speranza saranno sempre di meno nel prossimo futuro''. E' quanto sostiene in una nota il segretario provinciale di Forza Italia, Sergio Bartoletti. ''Devo ringraziare - ha aggiunto - il senatore Antonio Gentile , che a Roma e Catanzaro si e' battuto strenuamente per ottenere l'angioplastica e la cardiochirurgia che sorgera' a breve come passo definitivo, spegnendo tante inutili polemiche''. ''Crusco ha mantenuto fede - ha concluso Bartoletti - all'impegno di dotare Castrovillari della Risonanza Magnetica: un fatto altamente importante che non congestionera' Cosenza e che consentira' autonomia a tutto il Pollino''.

Garofalo (Ap) “Grave il taglio del servizio dialisi all’Ospedale di Trebisacce”

19/01 ''E' un atto di grande gravita' la decisione assunta dall' azienda sanitaria di Rossano di tagliare il servizio dialisi presso l' ospedale 'G. Chidichimo' di Trebisacce''.E' quanto sostiene il presidente del gruppo provinciale di Alleanza Popolare, Luigi Garofalo. ''Una delibera dell' As rossanese - ha aggiunto - limita, infatti, l' assistenza ai dializzati solo per alcune ore della giornata. Non vorremmo che questo sia il primo passo verso la sospensione dell' importante servizio sanitario di cui usufruiscono numerosi cittadini dell' Alto Jonio. Auspichiamo che la dirigenza dell' As di Rossano possa rivedere la sua delibera, in caso contrario si aprirebbe una vertenza politica che sara' portata prima in consiglio provinciale, con un apposito ordine del giorno, e successivamente saranno promosse tutte le opportune iniziative politiche per dare risoluzione a questa importante problematica presente nel territorio''.

Saranno migliorati i servizi sanitari a Trebisacce. Il Sindaco Mundo incontra il Direttore AS

19/01 Il sindaco di Trebisacce, Antonio Mundo, ha incontrato il Direttore Generale dell'Asl n. 3 di Rossano, Achille Gentile, con il quale ha concordato un programma per il miglioramento del servizio sanitario e il potenziamento del locale ospedale. Nel corso dell'incontro e' stato deciso di intraprendere un impegno comune affinche' l' Assessorato Regionale alla Sanita' autorizzi la copertura dei posti di primario nelle divisioni di Chirurgia e Medicina da tempo vacanti. Si e' inoltre deciso di potenziare il reparto di Dialisi, ristrutturando i locali e ripristinando la disponibilita' medica notturna onde garantire l' assistenza ai pazienti dializzati di tutto il comprensorio. Sara' potenziato anche il reparto di cardiologia con due nuovi posti di terapia intensiva e la ristrutturazione di due sale operatorie collegate direttamente con l' area di degenza.

Paolini (Aiop) “Case di cure ininfluenti sulla spesa sanitaria regionale”

17/01 Dichiarazione del Presidente dell’AIOP avv. Enzo Paolini: “Bisogna sempre porre molta attenzione alle segnalazioni che periodicamente la sezione calabrese della Corte dei Conti fornisce attraverso le sue relazioni. Sul finire dell’anno, in occasione di un contraddittorio con la Regione sulla contrattazione integrativa nel comparto sanitario, la Corte ha fornito il dato che la spesa del personale, in Calabria, incide nella misura del 42,5 per cento sull’ammontare globale del comparto, a fronte di una media nazionale del 34,6 per cento. Il dato in sé, per gli addetti ai lavori, non presenta nulla di sconvolgente ma per chi coltiva l’hobby di affrontare , in maniera estemporanea, il complesso problema della spesa sanitaria nella nostra regione, spesso incorrendo in inesattezze e grossolanità che non aiutano a trovare una soluzione, quel 42,5 per cento di spesa per il personale dell’ospedalita’ pubblica qualche considerazione dovrebbe suggerirla.
Abbiamo spiegato in più occasioni, replicando a sortite sulla stampa di qualche politico che vede nell’ospedalità privata l’antagonista dell’ospedalità pubblica cui sottrarrebbe risorse, che l’incidenza del “fatturato” delle case di cura sulla spesa sanitaria regionale è di scarso significato tant’è che se, per paradosso, le case di cura dovessero scomparire, il problema della spesa sanitaria regionale, con i suoi buchi neri ed i suoi sprechi, resterebbe interamente irrisolto.
Per ragioni, non solo di stile, è nostro intendimento evitare, finchè è possibile, di fare i conti all’ospedalità pubblica e di rilevarne incongruenze e inefficienze, limitandoci ad affermare con diplomazia che sull’ospedalità pubblica gravano “costi impropri” che appartengono a quella zona opaca in cui avviene la commistione fra politica sanitaria e politica tout court.
Se gli ospedali hanno surplus di personale vuol dire che qualcuno ha fatto assumere unità lavorative fuori dalle compatibilità gestionali e, quindi, con conseguenze dirette sui bilanci.
Si pensi, tanto per citarne uno, a quell’ospedale in provincia di Reggio dove per ogni ammalato ci sono in organico otto elementi fra personale medico ed ausiliario. Il problema è noto agli uffici dell’assessorato regionale ma le resistenze politiche alla chiusura di quell’ospedale sono forti e politicamente trasversali e non certamente per la tutela della salute del cittadino.
Ora che la Corte dei Conti di Catanzaro con la sua autorevolezza rende ufficiale il dato di quanto costa il personale negli ospedali, c’è da auspicare che il dibattito politico sulla sanità e le sue “emergenze” tenga conto di questo dato e ci risparmi le incursioni di qualche improvvisato conoscitore della materia convinto che il problema della scarsa produttività degli ospedali si può risolvere togliendo spazio e risorse all’ospedalità privata alla quale, guarda caso, per la buona immagine che si è guadagnata, viene richiesto un ulteriore impegno per arginare la fuga fuori regione di cittadini bisognosi di cure.”

Pirillo (Margherita): “Sanità privata in crisi per colpa della disastrosa politica sanitaria regionale”

17/01 Dichiarazione dell’on. Mario Pirillo sulla crisi della sanità privata calabrese: “Ancora una volta siamo costretti a denunciare lo stato di crisi in cui versa la sanità privata calabrese dell’alto tirreno cosentino, e ciò a causa della disastrosa politica sanitaria portata avanti dalla Regione Calabria che non riconosce alle Case di Cura gli insindacabili diritti economici acquisiti. Oltre al taglio dei fondi, le strutture private non hanno ancora ricevuto il saldo degli importi del primo semestre 2004 e continuano a subire le pesanti conseguenze legate ai ritardi dei pagamenti che sono fermi al mese di giugno 2004.
In tale contesto esiste il serio pericolo di riduzione dell’impiego di risorse umane, e di riflessi in ambito economico che trovano nel campo sanitario l’asse portante di sviluppo.
Dopo il settore tessile, ora la crisi potrebbe interessare le Case di Cura private: a rischio ci sono centinaia di posti di lavoro. Ignorare tale situazione, come sta facendo la Regione, significa voler trascurare uno stato di fatto socialmente esplosivo che fa capolino dietro alle crisi già presenti sul territorio del tirreno cosentino, le cui esigenze non hanno trovato logica corrispondenza nella politica regionale, che nulla ha predisposto per la difesa dell’occupazione.
L’assessorato alla sanità e la Regione stanno portando alla fame le strutture private: alle risorse altamente professionali a disposizione non corrisponde una adeguata risposta alle esigenze dei cittadini – utenti, e tutto ciò a causa di una politica regionale che non riesce a garantire nemmeno l’assistenza sanitaria di base.
Le strutture private hanno sempre sopperito alle carenze dell’assistenza pubblica: alla tanto decantata “sanità di qualità” ha fatto da contraltare la “malasanità”, il balletto dei commissariamenti e la spartizione politica delle poltrone alle Aziende Sanitarie e Ospedaliere, calpestando l’innegabile diritto alla salute dei cittadini.

L’avv. Enzo Paolini rieletto presidente degli industriali della sanità privata

17/01 Si e’ tenuta a Catanzaro, nella sede sociale, l’assemblea degli associati AIOP Calabria per definire gli aspetti connessi al rinnovo del contratto nazionale dei dipendenti delle Case di cura e per procedere al rinnovo delle cariche sociali.
Enzo Paolini, presidente dell’AIOP Calabria e membro dell’esecutivo nazionale, ha illustrato la bozza del nuovo contratto che verra’ firmato a Roma nei prossimi giorni ottenendo l’approvazione dell’assemblea. Paolini ha inoltre relazionato sui rapporti con le singole Aziende sanitarie e con gli uffici dell’assessorato regionale alla Sanita’ per quanto attiene ai budget annuali, alle tariffe e alla firma dei contratti. Il presidente nazionale dell’AIOP, Emmanuel Miraglia, giunto da Roma per partecipare all’assemblea, ha ringraziato Enzo Paolini per il lavoro che svolge negli organismi nazionali e lo ha proposto per la riconferma nella carica di presidente dell’AIOP Calabria mentre per la vice-presidenza ha proposto la riconferma del prof. Franco Frontera. L’assemblea ha approvato all’unanimita’, per entrambi, la riconferma. Ai lavori dell’assemblea ha portato il suo saluto l’assessore regionale alla Sanità, Gianfranco Luzzo, il quale ha dato atto del ruolo importante che l’ospedalità privata rappresentata dall’AIOP svolge nel servizio sanitario regionale di cui e’ componente essenziale ed alla quale viene richiesto un maggiore impegno mirato a recuperare i flussi migratori di quei cittadini, bisognosi di cure, che si rivolgono a strutture di altre regioni.

Il 56% dei genitori separati con figli soffre di disturbi dell’umore

14/01 Il 56% dei separati con figli soffre di disturbi dell' umore o di disturbi d' ansia nel periodo che va dal sesto al diciottesimo mese successivo alla separazione. E' quanto emerso da un sondaggio realizzato dal sen. Antonio Gentile, parlamentare di Fi e autore di un DDL sull' affidamento condiviso, e dal giornalista Mario Campanella. L'indagine e' stata realizzato nel periodo maggio-novembre 2004. ''Abbiamo scelto volutamente - sostiene Gentile - otto citta' di provincia: Aosta (che detiene il record delle separazioni), Mantova, Treviso, Pistoia, Campobasso, Foggia, Cosenza e Siracusa, per monitorare un mondo che ha degli aspetti diversi dalle metropoli: non pretendiamo di avere una mappa indicativa del Paese, ma vogliamo solo offrire un contributo affinche' si porti avanti la riforma sull' affidamento e la mediazione che garantisca i genitori ed i bambini e che non trasformi un atto doloroso, ma civile, quale il divorzio, in tragedie, come purtroppo spesso accade''. Per il sondaggio sono state intervistate 386 persone di eta' tra i 35 ed i 55 anni la gran parte delle quali in possesso del diploma di scuola media superiore. ''I disturbi denunciati - sostiene Campanella - andavano dalla depressione, all'ansia, con una marcata tendenza all'automedicazione, e specialmente al disturbo d'attacchi di panico all'ipocondria, ai disturbi di ansia generalizzata, al disturbo ossessivo-compulsivo''. Il senatore di Forza Italia evidenzia inoltre che ''molte di queste persone lamentavano tristezza e senso di abbandono ed e' importante sottolineare come se da un lato i padri potevano esprimere il disagio per la lontananza dai figli, le donne intervistate univano all'ansia dell'incertezza (paura di precarieta' e di mancato sostegno economico e morale) la consapevolezza di dover tutelare il futuro dei figli. Si fa largo la necessita' di un affidamento condiviso che sta superando l' assurda dicotomia uomo-donna, per far assumere alla genitorialita' la sua centralita'''. ''Per quanto concerne i disturbi lamentati - ha concluso, dal canto suo, Campanella - l'aspetto che prevale ed e' omogeneo fra tutte le aree del Paese e' la domanda che il 56% delle persone rivolge, chiedendo un intervento di terapia familiare che non sempre viene erogato dal servizio pubblico''. Gentile e Campanella hanno scritto un libro di prossima pubblicazione che racconta ''il dramma di un padre separato alla ricerca del figlio, che riscopre la serenita' ed il rapporto con la moglie attraverso un percorso di lacerazione''.

Tripodi (Pdci) “No alla soppressione della Guardia medica della ASL 2”

14/01 Un intervento del Presidente della Giunta regionale e dell' Assessore alla Sanita' per annullare la delibera del direttore generale dell' Asl 2 di Castrovillari che prevede la ''soppressione ed l' accorpamento delle postazioni di guardia medica ricadenti nel territorio di competenza del distretto di San Marco Argentano (Cosenza)'', e' stato chiesto dal capogruppo di Pdci alla Regione, Michelangelo Tripodi, in una interrogazione agli stessi Chiaravalloti e Luzzo. ''La deliberazione - ha sostenuto Tripodi nell' interrogazione - prevede la riduzione da dieci a cinque postazioni di guardia medica nel Distretto di San Marco Argentano e, in particolare, la soppressione di quelle presenti nei Comuni di S. Agata di Esaro e S. Donato di Ninea e l' accorpamento in un' unica postazione di guardia medica di quelle attualmente presenti nei comuni di Terranova da Sibari, Tarsia, San Lorenzo del Vallo e Spezzano Albanese. La deliberazione che accorpa e sopprime le guardie mediche e' stata adottata senza alcuna concertazione con le organizzazioni sindacali, con gli amministratori locali ed i medici convenzionati. In tal modo vengono soppresse ed accorpate importanti postazioni di guardia medica in un territorio molto vasto, che comprende zone di campagna e numerose frazioni distanti tra loro e mal collegate. Il bacino di utenza che si rivolge a queste postazioni e' quasi esclusivamente composta da popolazione anziana e di eta' avanzata. Tra le motivazioni adottate, viene preso in considerazione un non meglio specificato cambio di funzioni della guardia medica che in base ad alcuni atti della Giunta regionale dovrebbero essere trasformate in un cosiddetto 'Servizio di Continuita' Assistenziale'. In realta' le funzioni della Guardia Medica sono regolamentate dal Dpr 270/00 che stabilisce, tra l' altro, che il servizio e' finalizzato alle 'urgenze notturne, festive e prefestive attraverso interventi ambulatoriali, domiciliari e territoriali richiesti dall' utente o dalla centrale operativa'''. ''La soppressione e l' accorpamento delle guardie mediche - ha proseguito Tripodi - ha suscitato numerose proteste ed un vasto malcontento tra i residenti, tant' e' che e' stata promossa una petizione popolare contro la scelta del direttore generale dell' Asl 2 di Castrovillari. La scelta adottata dal direttore generale, di fatto, colpisce il diritto allo salute dei cittadini dei comuni colpiti dal provvedimento di soppressione o accorpamento del servizio''. Tripodi ha chiesto, quindi, di sapere da Chiaravalloti e Luzzo ''se sono a conoscenza dei fatti suesposti; se non ritengano che la scelta adottata dal direttore generale dell' Asl 2 sia discriminatoria e mina fortemente il diritto alla salute delle popolazioni coinvolte; se quella adottata dal direttore generale e' una scelta fatta in autonomia oppure e' stata adottata a seguito di indicazioni impartite dagli uffici regionali competenti; se e' stato redatto un piano regionale che preveda l' accorpamento e/o la soppressione delle postazioni di guardia medica in Calabria''.

Pirillo (Margherita) scrive all’ass. Luzzo: “Evitare la chiusura delle Guardie Mediche”

13/01 Il Capogruppo in Consiglio Regionale della Margherita, On. Mario Pirillo, ha inviato una lettera all’assessore alla Sanità, Giovanni Luzzo, in merito alla paventata chiusura delle postazioni di guardia medica sul territorio regionale. Nella missiva viene sottolineata la situazione di forte sofferenza presente nel sistema sanitario, in costante ed inesorabile affanno anche a causa di un esorbitante deficit che compromette finanche la sua dignitosa tenuta. “Nonostante i numerosi punti di criticità – scrive l’On. Pirillo nella lettera - il Piano Regionale per la Salute 2004 – 2006, nella misura in cui riesce a discostarsi dall’adozione di meri criteri ragionieristici, assurge, non di rado, a strumento di governo razionale del sistema. In tale ottica, desta non poche perplessità la recente Delibera della Giunta Regionale n. 850 del 15 novembre 2004 “Determinazioni per l’ulteriore fabbisogno ed il definitivo finanziamento dei piani attuativi e dei bilanci economico – preventivi delle aziende sanitarie ed ospedaliere per l’anno 2004 – nonché ai fini degli adempimenti di cui all’art. 3, comma 33, della legge n. 350/2003”, con cui vengono, fra l’altro, impartite alle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere alcune prescrizioni al fine di contenere le perdite di esercizio.Secondo il capogruppo della Margherita pur essendo condivisibile e da sostenere con grande senso di responsabilità ogni iniziativa che miri ad eliminare diseconomie ed inefficienze, non può non rilevarsi che il provvedimento in questione, nella parte in cui paventa il “taglio” delle guardie mediche, cozza con l’obiettivo, questo si ineliminabile, di garantire i livelli essenziali di assistenza nei riguardi dell’intera comunità regionale. Ciò ha creato comprensibile allarme tra le comunità, soprattutto quelle dei piccoli centri, esposte così al rischio di una disagevole oltre che mortificante migrazione sanitaria verso presidi, a volte lontani decine di chilometri”.“Con la presente – scrive in ultimo il capogruppo della Margherita - le chiedo di voler attivare ogni possibile iniziativa al fine di evitare il rischio di chiusura delle guardie mediche sul territorio regionale, esonerando espressamente i Direttori Generali delle Aziende Sanitarie da un obbligo di chiusura e/o accorpamento che si pone in stridente contrasto con la logica di garantire un più efficiente servizio nei riguardi della comunità calabrese”.

Sgobio (Pdci) “Vogliono ridurre le guardie mediche sul tirreno cosentino”

10/01 ''In materia di salute e di assistenza, in Calabria e soprattutto in provincia di Cosenza, alcune aziende sanitarie, come quelle di Castrovillari e di Paola, vogliono mettere in atto un pericoloso piano di razionalizzazione del servizio di guardia medica''. Lo sostiene, in una dichiarazione, Pino Sgobio, capogruppo alla Camera dei Comunisti italiani, che sull' argomento ha presentato un' interrogazione al Ministro della Salute. ''Il piano di razionalizzazione - afferma Sgobio - comportera' la chiusura e l' accorpamento di alcune postazioni in diversi Comuni, tra cui Sant'Agata d' Esaro, San Donato di Ninea, Acquappesa, San Nicola Arcella e Fiumefreddo Bruzio. Tale sciagurato disegno (che ne pensa la Regione?) va contrastato, a tutela della salute dei cittadini. Per questo chiediamo al ministro della Salute, Girolamo Sirchia, d' intervenire urgentemente presso gli organi competenti al fine di scongiurare questo piano di intervento che, se attuato, avrebbe conseguenze pesanti sulle cittadinanze coinvolte, sapendo bene che la materia e' di competenza regionale''. Secondo Sgobio, ''in alcuni Comuni, ad esempio Terranova di Sibari, Tarsia, San Lorenzo del Vallo e Spezzano Albanese, tutti ricadenti sotto la competenza dell' Asl di Castrovillari, le postazioni di guardia medica dovrebbero essere eliminate e sostituite da una sola, che dovrebbe funzionare per tutta la popolazione facente parte del comprensorio, un piano davvero inconcepibile. La riduzione e il conseguente accorpamento delle postazioni di guardia medica, che pare siano state adottate senza alcuna concertazione ne' con i sindaci dei comuni interessati, ne' con le rappresentanze sindacali dei medici convenzionati, avvengono in un territorio abitato per lo piu' da anziani e in un' area vasta che comprende molte campagne e numerosissime frazioni, distanti tra loro e non sempre facilmente raggiungibili''. ''Il provvedimento - conclude Pino Sgobio - che sarebbe la conseguenza diretta del disastrato bilancio economico in cui versa la sanita' calabrese, rischia di creare una grave danno alla tutela della salute pubblica e di produrre un pericoloso vuoto di assistenza per le popolazioni coinvolte''.

La modifica alla legge regionale per gli ambulatori in Consiglio regionale

10/01 La modifica della legge regionale n.30 (prevede norme di tipo ordinamentale e finanziario) chiesta, questa mattina, dal presidente delle strutture ambulatoriali aderenti all’Anisap calabrese, Edoardo Macino nel corso di un incontro svoltosi a Palazzo Campanella (introdotto dal presidente del Consiglio regionale Luigi Fedele che si è espresso a favore della modifica “entro e non oltre il mese di gennaio per una serie di problematiche inerenti il migliore adempimento degli impegni da parte delle strutture ambulatoriali”), sarà inserita direttamente nel prossimo ordine del giorno del Consiglio regionale. All’incontro hanno partecipato gli esponenti degli ambulatori aderenti all’Anisap regionale, i capigruppo consiliari e l’assessore alla Sanità, Gianfranco Luzzo.“La modifica, contenente l’ipotesi di accordo conseguito con l’assessorato, per noi riveste carattere d’urgenza - ha spiegato Macino - perciò va approvata dal Consiglio entro gennaio, cosi da consentirci di stipulare i contratti con i nostri dipendenti per il 2005 in tempo utile. Il settore versa in gravi difficoltà, sia per l’insufficienza delle risorse, sia perché nessuno dei direttori generali delle undici Asl calabrese ha finora rispettato i contratti stipulati. Noi, in sostanza, chiediamo un riequilibrio finanziario all’interno della spesa sanitaria. Constatato che la percentuale della spesa destinata al settore ambulatoriale pubblico e privato dell’anno 2004 è stata in Calabria dell’8,88 per cento, contro una media nazionale del 12,5 per cento, abbiamo convenuto un aumento del 10 per cento in più, nella speranza che nel corso di qualche tempo si possa conseguire la percentuale nazionale”. In merito alla decisione di inserire all’ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale la modifica della legge regionale n. 30 che prevede un aumento della percentuale di spesa destinata al settore ambulatoriale pubblico e privato, il capogruppo di Alleanza nazionale, Egidio Chiarella ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Condivido l’impostazione dell’assessorato alla Sanità sul tema in oggetto e sono favorevole all’approvazione di un progetto di legge ad hoc nel prossimo Consiglio regionale, avviando subito le contrattazioni nel settore per evitare di interferire con la campagna elettorale”.

Il CUMI dice no alla chiusura di tre postazioni di Guardia Medica nel paolano

05/01 Una ''vibrata protesta'' e' stata espressa presidente del sindacato medico Cumi, Cosmo De Matteis, in relazione alla proposta del direttore generale dell' As 1 di Paola di chiudere tre postazioni di guardia medica a Fiumefreddo Bruzio, Acquappesa e San Nicola Arcella. ''Tale deleteria iniziativa - ha sostenuto De Matteis - e' calata dall' alto, a sorpresa, proprio il giorno della vigilia dell' Epifania senza essere stata discussa ne' concordata con la conferenza dei sindaci e con il sindacato. Per ogni postazione sono quattro i medici che perdono il posto. Ancora una volta ad essere colpita e' la categoria piu' debole dei medici, cioe' la guardia medica. Certamente si aprira' una vertenza sindacale''.

Niente di fatto alla conferenza dei sindaci ASL di Castrovillari

05/01 Ancora un nulla di fatto, a Castrovillari, al termine della riunione della conferenza dei sindaci dell' Azienda sanitaria 2 che avrebbe dovuto eleggere comitato di rappresentanza e presidente dell' organismo. Un' altra occasione mancata dopo mesi di attesa caratterizzati da polemiche tra destra e sinistra. ''I sindaci del centrosinistra - ha affermato Franco Blaiotta , sindaco di Castrovillari - nel corso del dibattito hanno chiaramente messo in evidenza che non avrebbero consentito che il sindaco della citta' del Pollino potesse diventare presidente della conferenza dei sindaci perche', a loro dire, vi sarebbe una maggioranza palesemente orientata a sinistra nel comprensorio e che, pertanto, bisognava di prendere atto di questa realta'''. Per Blaiotta, al contrario, ''siamo in presenza di una vicenda triste ed amara, che si perpetua da oltre due anni e che rivela mancanza di idee e non offre alcuna prospettiva. Una politica che non ha precedenti e che rivela la scarsa considerazione degli interessi territoriali ed il prevalere della logica della lotta politica anche a discapito delle problematiche complesse e di grande respiro che riguardano la sanita'''. Giovanni Manoccio, sindaco di Acquaformosa, parla, invece, di ''comportamento antidemocratico'' del sindaco di Castrovillari. ''E' giusto innanzitutto evidenziare - sottolinea Manoccio - che Blaiotta ha convocato la conferenza dopo sei mesi dalle elezioni amministrative, dopo due anni di vacatio e solo dopo varie sollecitazioni di molti sindaci e dopo una presa di posizione pubblica del presidente della comunita' montana. Il sindaco di Castrovillari ha minato, con il suo atteggiamento, un accordo istituzionale della zona - ha concluso - che si e' retto sulla pari dignita' di tutte le amministrazioni e di tutti i cittadini della zona del Pollino e dell'Esaro''.

Bilancio positivo per il 2004 dell’Azienda Sanitaria cosentina

04/01 ''Il 2004 e' stato un anno estremamente positivo per l' Azienda sanitaria di Cosenza. Abbiamo realizzato tanti progetti ponte che nel 2005 vedranno la luce''. Lo ha detto, stamani, nel corso della conferenza stampa sulla situazione dell'AS nel 2004, il direttore generale dell' Azienda sanitaria di Cosenza, Francesco Buoncristiano. ''Abbiamo potenziato - ha aggiunto Buoncristiano - il centro unico di prenotazione e ridotto le liste d'attesa, dando vita all'Hospice per i malati temrinali i cui lavori inizieranno in questo mese di gennaio. Abbiamo inoltre potenziato l' assistenza domiciliare integrata e quella ai malati oncologici, predisponendo un protocollo con l' Azienda ospedaliera per evitare i ricoveri inappropriati''. Buoncristiano ha parlato anche del Centro di sclerosi multipla, dicendo di augurarsi che ''possa diventare centro di riferimento regionale. L' ospedale di Acri e' stato potenziato e stiamo predisponendo i concorsi per i posti vacanti di primario vacanti, mentre per il 2005 acquisteremo una risonanza magnetica nucleare che installeremo a Serra Spiga. Infine con l' Unione ciechi abbiamo dato vita ad un programma di riabilitazione che non ha eguali in tutta l'Italia meridionale''.

Da settembre a Cosenza 40 esami di amniocenetsi effettuati

03/01 Sono state 40 le amniocentesi effettuate, nel periodo compreso tra il primo settembre ed il 31 dicembre 2004, dall' unita' operativa di ostetricia e ginecologia dell' Ospedale di Cosenza in collaborazione con il laboratorio convenzionato di genetica Biogenet. Fra i 40 casi esaminati, ne sono stati individuati tre di trisomia del cromosoma 21 (sindrome di down). ''Per il 2005 - ha detto il direttore generale, Antonio Belcastro - prevediamo la possibilita' di 220 prestazioni circa e si tratta di un intervento fondamentale, che prima veniva effettuato solo a Reggio Calabria e che da quattro mesi e' a disposizione delle donne cosentine. La convenzione in atto con il laboratorio di biologia prevede anche l' effettuazione di alcuni test genetici specifici''. Per Belcastro ''riteniamo di avere adempiuto ad una richiesta civile che completa il quadro delle offerte alle donne in gravidanza e che recupera anche una funzione sociale e preventiva dell' ospedale''.

La Regione stanzia 61 milioni di euro per gli ospedali calabresi

03/01 La Giunta regionale della Calabria ha deliberato finanziamenti per gli Ospedali calabresi, previsti dall'Accordo di programma stralcio, di cui all'art. 20, 61 milioni di euro, in base alle proposte 'concrete', avanzate dalle Aziende Ospedaliere. Lo rende noto il Portavoce della Presidenza della Giunta regionale. Nel caso specifico della Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria, la Giunta, su proposta dell'Assessore alla Sanita', pur mantenendo le risorse complessive richieste con un finanziamento previsto di circa 20 milioni di euro, non ha potuto finanziare alcune opere perche' ''non proponibili'' e, quindi, non sarebbero state accettate dal Ministero della Salute. Inoltre, per l'Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria, sono a ''rischio di revoca'' i fondi di cui all'art. 71, che riguardano sempre l'edilizia ospedaliera, gia' disponibili da un anno e che ammontano a 11,5 milioni di euro, non ancora utilizzati dalla medesima Azienda reggina.

Martedì conferenza stampa sul consuntivo 2004 della AS di Cosenza

02/01 Il direttore generale dell'azienda sanitaria territoriale di Cosenza, Francesco Buoncristiano, terra' martedi' 4 gennaio una conferenza stampa di consuntivo del 2004 e di linee programmatiche per il 2005. All'incontro parteciperanno il direttore amministrativo, Alfonso Cosentino, ed il direttore sanitario, Romano Musacchio.

Con la finanziaria, per i cittadini del centro sud, la sanità costerà di più

29/12 ''Per i cittadini delle regioni del centro-sud il diritto alla salute nel 2005 costera' di piu'. Quasi ventidue milioni gli italiani che rischiano di ricevere minori prestazioni e pagare per colpe che non hanno''. Queste le dichiarazioni di Stefano Inglese, responsabile nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, in merito alle misure previste per la sanita' dalla legge finanziaria approvata definitivamente dal Senato. ''Anche se il 2004 si chiude con qualche euro in piu' per la sanita' pubblica'', ha proseguito Inglese, ''alcune regioni del centro-sud, tra le quali Calabria, Sicilia, Campania, Lazio, Sardegna, potrebbero non essere in grado, come gia' lo scorso anno, di rispettare tetti di spesa e vincoli di bilancio imposti per ottenere una parte dei finanziamenti. Il fondo sanitario nazionale passera', nel 2005, ad 88,2 miliardi di euro, con un incremento consistente (+8,4%), e ci saranno anche 2 miliardi di euro in piu' per il ripiano dei debiti pregressi. Ma nel 2004 si sono gia' spesi 89 miliardi di euro, le regioni avevano chiesto all'unanimita' 5 miliardi per il ripiano dei debiti pregressi e mancano ancora all'appello i soldi per il rinnovo dei contratti di medici ospedalieri e di famiglia e dei pediatri di libera scelta.'' ''Chi non sara' in grado di rispettare gli obblighi di programmazione riguardanti la riduzione del numero di posti letto ospedalieri, i tetti di spesa prefissati, compreso quello per la farmaceutica, e l'equilibrio dei bilanci'', ha concluso Inglese, ''potra' scegliere tra l'incudine della rinuncia a parte del finanziamento, e il conseguente taglio dei servizi per i cittadini, e il martello dell'aumento delle tasse per ripianare i bilanci. Se a tutto cio' si aggiunge la riduzione delle risorse a disposizione degli enti locali e i finanziamenti ridotti per il fondo per le politiche sociali, si comprende come, in realta', non ci siano molte ragioni per stare allegri. Con buona pace delle buone intenzioni in favore di standard di qualita' e uniformita' ed omogeneita' dei servizi sul territorio, sbandierate, almeno a parole, dalla stessa finanziaria''.

Siglato l’accordo decentrato per i medici di base

29/12 L' assessore regionale alla Sanita', Giovanni Luzzo, e le associazioni di categoria hanno sottoscritto l' accordo decentrato dei medici di medicina generale in ottemperanza dell' accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale. Il riordino del Servizio sanitario nazionale, e' scritto in una nota dell' Ufficio stampa della Giunta regionale, prevede una riorganizzazione complessiva dell' area della medicina generale ed accentua il ruolo delle Regioni, delle Aziende e delle organizzazioni sindacali nelle loro diverse articolazioni territoriali. Pertanto il medico di medicina generale diventa parte integrante dell' organizzazione sanitaria secondo le modalita' scaturite dalla programmazione regionale. A tale proposito, con l' accordo regionale stipulato il 28 dicembre, sono state attuate le strategie operative miranti alla riqualificazione del ruolo del medico di base, in una visione improntata all' ottimizzazione degli interventi sanitari e sociali. ''Si tratta - ha sottolineato Luzzo - di un' intesa di grande rilievo sul piano giuridico ed economico, stipulato tempestivamente al fine di assicurare continuita' nell' applicazione degli istituti contrattuali previsti in favore della categoria. In linea con le previsioni del Piano sanitario regionale il quadro degli interventi di parte pubblica rende possibile il totale recupero delle funzioni delle cure primarie e l' acquisizione di specifiche competenze clinico-assistenzili, consentendo di pervenire in tempi rapidi al miglioramento dell' organizzazione dell'assistenza territoriale, attraverso la valorizzazione delle cure primarie, creando nel territorio opportunita' tali da soddisfare la maggior parte dei bisogni di salute della cittadinanza e di ridurre il ricorso improprio alle strutture ospedaliere''. Dall' altra parte, conclude la nota, i rappresentanti sindacali hanno condiviso le proposte formulate dalla parte pubblica intese a tutelare al meglio gli interessi dei medici di medicina generale e, di conseguenza, quelli della popolazione assistita.

Ass. Luzzo “Il Polo Oncologico migliorerà l’offerta dei servizi sanitari”

28/12 ''Non stiamo facendo torto ad alcuno, ma puntiamo a lavorare per offrire servizi migliori e sempre piu' efficaci a tutti i calabresi'': lo ha detto Gianfranco Luzzo, assessore regionale alla Sanita', rispondendo ad una domanda sulle polemiche relative alla nascita della Fondazione che gestira' il polo oncologico di Catanzaro. ''Qui a Catanzaro, come negli altri reparti ospedalieri della regione, - ha detto ancora Luzzo - si fa un' ottima oncologia, ma non si riesce comunque ad esaurire le richieste che provengono dal territorio calabrese. Il nostro obiettivo, ferma restando la validita' delle oncologie attualmente esistenti nei presidi della regione, e' quello di dare una risposta positiva alla Calabria intera, che verra' dotata di una struttura di alto livello''.

Leone (FI) “Felici per l’attestazione di centro di eccellenza al centro trapianti di Cosenza”

23/12 ''Siamo felici per il riconoscimento che il Consiglio regionale, nella sua interezza, ha voluto riservare all' azienda ospedaliera di Cosenza per avere mantenuto un livello di eccellenza nel centro trapianti: ne diamo atto al direttore generale, Belcastro, ed al management''. Ad affermarlo, in una nota, e' il capogruppo regionale di Forza Italia, Gianfranco Leone. ''Non era facile mantenere questa eccellenza - ha aggiunto Leone - dopo che illustri nomi della chirurgia cosentina sono andati in pensione: evidentemente c' e' stata una buona scuola e c' e' stata una forte volonta' direzionale di procedere con alta qualita'. Il lavoro di Antonio Belcastro e' positivo, anche e soprattutto se si considerano altri elementi di valutazione: i problemi ospedalieri restano e certo non si possono risolvere tutti in un attimo, ma e' importante che si proceda bene. Fra qualche mese Cosenza avra' il padiglione di malattie infettive ed il dipartimento di emergenza: si tratta di due punti che porteranno grande beneficio all' utenza''. ''La sanita' e' di tutti - ha concluso Leone - e le critiche costruttive sono utili: quelle pretestuose e sterili si commentano da sole e non fanno giustizia del lavoro dei medici e dei manager''.

La Corte dei Conti giudica insufficiente la Regione sulla Sanità

22/12 Non ha ripianato i disavanzi accumulati dal 2001; non ha conseguito gli obiettivi di risparmio; non è riuscita a frenare l'emigrazione sanitaria dei calabresi; non sa ridurre la spesa farmaceutica che tocca una quota pro capite di 215 euro, alta rispetto a molte altre regioni. Questi i principali rilievi mossi oggi alla Regione dalla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti che ha incentrato la sua relazione, in contraddittorio con la Regione stessa, sulla gestione della Sanità in Calabria, settore che consuma il 46 percento dell'intero bilancio regionale, pari a circa 2 miliardi e mezzo di euro. Altri dati negativi messi in luce dalla Corte dei Conti : le scelte operative del Piano sanitario regionale appaiono poco chiare; permane in regione una forte mobilità dei direttori generali delle aziende sanitarie calabresi. Tre Asl, inoltre, (Lamezia Terme, Palmi e Vibo Valentia) hanno avuto annullati i bilanci annuali per aver agito in contrasto con le direttive dell'assessorato regionale alla Sanità e per aver violato i principi contabili fondamentali, ha reso noto la Corte. Accanto ai deficit ci sono stati anche lievi miglioramenti, secondo i magistrati contabili: la spesa corrente è aumentata, nel 2002, dell'1,06% rispetto al 2001 ma è diminuita dell'0,66% nel 2003 rispetto al 2002; il disavanzo, nella spesa sanitaria è passato dai 100 milioni di euro del 2002 a 16 milioni di euro per il 2003; infine è positivo "l'aver ristrutturato la rete sanitaria senza aver creato nuove strutture". Anche per il costo del personale si è registrata una lieve diminuzione. Alla seduta, svoltasi in adunanza pubblica, hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Sezione di Controllo Gian Giorgio Paleologo, il presidente della Giunta regionale calabrese Giuseppe Chiaravalloti e l'assessore regionale alla Sanita' Gianfranco Luzzo. ''Le scelte operate dal Piano - e' scritto nella relazione letta dal magistrato Anna Bombino - appaiono poco incisive, in quanto non prevedono l'effettivo accorpamento delle strutture esistenti che erogano i medesimi servizi ed attivita', l'unificazione dei servizi di diagnosi e cura per una migliore razionalizzazione dell'offerta sanitaria, l'attivazione dei centri di eccellenza e di alta specializzazione per riqualificare l'assistenza ospedaliera e riassorbire la mobilita' extraregionale''. La relazione della Corte dei conti riconosce tuttavia che l'aspetto importante affrontato dal Piano ''e' costituito dalla ristrutturazione dell'intera rete sanitaria, ospedaliera e territoriale, confermata nelle sue attuali componenti costituite dalle Aziende sanitarie (11) e aziende ospedaliere (4) e dalla rete delle strutture private accreditate'' e dalla ''riconversione degli attuali presidi ospedalieri (15) in ospedali di comunita' o di distretto''. L'indagine della magistratura contabile ha esaminato aspetti quali ''Organizzazione programmazione e gestione dell'assistenza sanitaria''; ''Assistenza ospedaliera e territoriale'' e ''Controlli interni nelle aziende sanitarie e ospedaliere''. ''Per quanto sia meritevole di apprezzamento il risultato perseguito dalla Regione nel 2003, l' andamento della spesa corrente regionale, comprensiva dei livelli essenziali di assistenza, ha registrato nel confronto 2002/2003 sui pagamenti di cassa, un incremento passando da 3 milioni 144 mila euro a 3 milioni 438 mila euro, con uno scostamento negativo pari a 294 mila 592 euro'': a sostenerlo e' la Sezione di controllo per la Calabria della Corte dei conti che, a Catanzaro, ha presentato stamani la relazione sull' assistenza sanitaria con particolare riferimento alla gestione ospedaliera nel 2002 e stime 2003. Grande attenzione e' stata riservata nell' indagine all' esame del nuovo Piano regionale per la Salute 2004-2006, recentemente approvato. ''La sezione - e' detto nella relazione - ha rilevato il rispetto del patto di stabilita' tenendo presente che il valore delle spese correnti trimestrali soggette a vincolo, e' risultato minore dell' obiettivo programmatico. I differenziali positivi in valore assoluto sono stati pari a 4 milioni 652 mila euro per i pagamenti e a 80 milioni 327 mila per gli impegni. La spesa sanitaria- secondo quanto si rileva dalla lettura del documento - e' passata da 2 milioni 339 mila euro a 2 milioni 552 mila euro con uno scostamento negativo di 213 mila 108 euro; la spesa corrente, al netto della sanita', e' passata da 608 milioni 898 mila euro a 615 milioni 260 mila euro con uno scostamento negativo di 6 milioni 362 mila euro. I provvedimenti adottati in sede di manovre finanziarie regionali, dal 2002 al 2004, nonostante i parziali risultati raggiunti, non hanno conseguito gli attesi obiettivi di risparmio. In merito ai disavanzi sanitari - ha messo in evidenza la Corte - il deficit di 127 milioni di euro relativo alla gestione finanziaria 2001 non ha ancora trovato adeguata copertura; per il 2002 il disavanzo registrato e' di 100 milioni per il quale la Regione ha avuto l' integrazione di 250 milioni che ha consentito di riportare l' equilibrio; per il 2003 il disavanzo e' stato di 16 milioni e 892 mila euro. Sulla spesa corrente sanitaria, che e' aumentata nel 2002 del 1,06% rispetto al 2001 ed e' diminuita dello 0,66% nel 2003 rispetto all' anno precedente, ha pesato molto il personale. Questo ambito nel 2003 ha avuto un costo pari a oltre un milione 41 mila euro. Tra gli altri elementi di maggiore incidenza c' e' la spesa farmaceutica che ha evidenziato un andamento discontinuo passando da 323 milioni circa del 2000 a 465 milioni del 2001; poi si e' registrato un dato relativo a 459 milioni nel 2002 e 436 milioni nel 2003. La spesa netta procapite si e' attestata sui 215 euro, valore tra i piu' elevati a livello interegionale, con un numero di ricette di media dell' 8,3% con una spesa netta a ricetta di 27 euro. Per beni e servizi, dal 2202 al 2203, l' esborso e' passato da 433 a 446 milioni di euro. La spesa per mobilita' extraregionale ha evidenziato, nel 2002, una crescita fino a 195 milioni 514 mila euro in peggioramento rispetto al saldo dell' anno precedente (174 milioni 818 mila euro). Nel biennio 2001-2002 si e' registrata una diminuzione di ricoveri per acuti (da 337.737 a 321.878), un aumento dei ricoveri in day hospital (da 78.476 a 95.379) che si accompagna ad una diminuzione dei giorni di degenza per acuti (da 2.029.880 a 1.960.229) e un aumento della riabilitazione (da 109.489 a 138.898). Dalla relazione emerge, in particolare, che l' incidenza dei parti cesarei e' stata del 39% nel 2002 in aumento rispetto al 36% registrato nel 2001. La sezione di controllo della Corte, prendendo in esame in appendice il quadro dei controlli interni alle aziende, ha messo in evidenza ''l' annullamento preventivo dei bilanci economici preventivi e consuntivi di alcune As (Crotone, Lamezia, Palmi, Locri,Vibo) riferiti agli anni 2002 e 2003 perche' emanati in violazione delle norme e dei principi contabili fondamentali oltre che in contrasto con le direttive regionali''. Sempre per quanto riguarda i controlli e' emerso ''il ritardo nell' attuazione degli stessi nonche' le differenti modalita' nel' organizzazione, nell' attivita' svolta e nelle logiche perseguite all' interno di ciascuna azienda. In una situazione ambigua, ondivaga, critica ed eterogenea, come quella rilevata e' fondamentaler che i controlli interni inizino a produrre sostanziali e visibili effetti migliorativi sulla gestioni''.
Chiaravalloti “Agiamo su di un terreno minato, ma il trend è positivo”. ''Quello della sanita' e' un terreno minato e subisce l' influenza di opzioni di natura politica; la nostra sensazione, pero', e' che il trend del sistema sanitario sia positivo pur tra lentezze e fatica dovute alla presenza di un' architettura complessa e gravata di incrostazioni ultradecennali''. Lo ha detto Giuseppe Chiaravalloti, presidente della Giunta regionale, presente stamani all' adunanza pubblica della Sezione di controllo della Corte che ha reso nota la relazione sull' assistenza sanitaria con particolare riferimento alla gestione ospedaliera. ''Nella relazione della Corte - ha detto ancora Chiaravalloti - le luci prevalgono sulle ombre e si da' atto dello sforzo che e' stato compiuto per tentare di razionalizzare il sistema sanitario della Calabria. Non dico che abbiamo raggiunto risultati esaltanti, eppero' quello che conta e' la tendenza e il coraggio di avere avviato una svolta e un' inversione. Inoltre - ha aggiunto il presidente - va sottolineato il coraggio di bandire pratiche clientelari e demagogiche di spesa a tutti i costi, di sostegno di interessi 'particulari' confliggenti con quelli collettivi. Da rilevare anche la denuncia della resistenze e delle barriere demagogiche all' attuazione di un sistema compiuto e razionale. Mi pare che la Corte - ha detto ancora Chiaravalloti - abbia rilevato e inteso riconoscere questo aspetto. I calabresi devono comunque essere messi al corrente di quello che accade, delle difficolta' e degli impegni. Mi auguro che gli impegni proseguano e si possa giungere ad una sanita' a misura di una societa' intellettualmente evoluta come quella calabrese anche se frenata da numerose barriere e zavorre''. Per Chiaravalloti, infatti, ''quando si paventa la riduzione non tanto e non solo degli ospedali ma anche di un solo posto letto, c' e' un tentativo di sovrapporre la cultura piazza a quella della legalita'. Intere comunita' guidate da sindaci demagoghi e agitatori di professione sono mobilitate''.
Pacenza (DS) “Giunta regionale inefficiente”. 'Non basta accusare i sindaci di demagogia per coprire l'inefficienza politica della giunta regionale sulla sanita' calabrese''. E' quanto sostiene in una nota il consigliere regionale dei Ds, Franco Pacenza, dopo la relazione della Corte dei Conti sulla sanita'. ''La Corte dei Conti - ha aggiunto - mette in relazione i bilanci bocciati di molte Aziende sanitarie e l'inerzia della Giunta regionale nell'assumere la pur minima azione: che c'entrano i sindaci con queste omissioni ? Che c'entra la paventata cultura di piazza di fronte a palesi violazioni di norme e regole? Siamo in presenza, ancora una volta, persino dell'incapacita' di assumersi le proprie responsabilita' e di riconoscere di non essere stati all'altezza del compito. Ormai, la sanita' e' fuori controllo e questa Giunta regionale non e' in grado di introdurre nel settore nessun elemento di razionalita', affidabilita' e credibilita'''. ''Il presidente Chiaravalloti e l'assessore Luzzo - ha proseguito Pacenza - anziche' tacere e cercare rimedi, si esibiscono in grottesche esternazioni e finiscono sempre con l'incolpare altri per le loro macroscopiche inadempienze politiche ed amministrative. Ancora una volta, e questa volta col definitivo suggello dell'autorevole Corte dei Conti, si dimostra l'inesistenza di regole e di procedure certe nella sanita'. La relazione della Corte, dimostra, infatti, a chiare lettere l'inesistenza di strategie certe e di obiettivi programmatici da parte del Governo regionale nella sanita' . Mentre non sembra che siano finiti gli ammiccamenti tra la Giunta e precisi settori clientelari nella sanita' a scapito degli interessi generali. Anzi, temo che siano possibili altri assalti alla diligenza''. ''Anche il Piano sanitario di recente approvazione - ha concluso - al quale sono state mosse critiche serie e pertinenti, si rivela un blocco di carta inutile, inadeguato e incapace ad affrontare le molteplici emergenze che creano problemi ai cittadini e agli operatori della sanita'''.
Ass. Luzzo “Per la prima volta regione dotata di strumento serio di programmazione”. ''Abbiamo dovuto mediare certamente tra tutte le forze politiche quello che e' il testo definitivo che il Consiglio regionale ha approvato impegnandoci per fare il Piano sanitario in modo da dare ai calabresi una base certa di programmazione sanitaria'' ''La verita' - ha aggiunto Luzzo - e' che tutti vogliamo i grandi piani in questa regione, salvo