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Sanità e Salute

Enzo Paolini presidente nazionale dell’AIOP

31/05 L'AIOP (Associazione italiana ospedalita' privata) ha eletto il nuovo presidente. Si tratta del cosentino Enzo Paolini, 48 anni, avvocato, succede a Emmanuel Miraglia, che negli ultimi sei anni e in due mandati, ha cercato di rilanciare l'associazione, alla quale aderiscono 600 case di cura in tutt'Italia e che impiega 100 mila operatori diretti. Il neo presidente e' stato eletto da una base elettorale espressione di oltre il 90 per cento delle case di cura associate. Paolini si e' impegnato a proseguire, in una linea di continuita', il lavoro tracciato dal suo predecessore, sottolineando che l'ospedalita' privata non puo' essere considerata componente residuale ma parte integrante del sistema sanitario nazionale. "Oltre alla soddisfazione personale, e' una soddisfazione perche' passa la linea della continuita' con il lavoro svolto in questi anni con Emmanuel Miraglia - ha commentato Paolini -. Ho la consapevolezza della responsabilita' che mi viene affidata, chiamato a rappresentare sia i grandi gruppi sia l'universo delle case di cura che operano in ogni angolo del paese garantendo prestazioni di alta qualita'. Appena possibile - ha concluso il nuovo presidente Aiop - chiedero' un incontro con il ministro della Salute Livia Turco per rappresentarle le questioni in sospeso che riguardano l'ospedalita' privata, cosi' come chiedero' un incontro alle organizzazioni sindacali per riaprire la trattativa interrotta sul contratto nazionale". Paolini, finora presidente dell'Aiop Calabria, oltre ad occuparsi di case di cura svolge la professione di avvocato in uno dei piu' importanti studi associati di Cosenza, che ha ereditato dal padre. È stato uno dei difensori di Giacomo Mancini quando il vecchio leader socialista fu processato dal Tribunale di Palmi per concorso esterno in associazione mafiosa. È da sempre vicino al Partito radicale, ma ha fatto parte anche dell'amministrazione comunale fin dai tempi in cui era sindaco Giacomo Mancini. È consigliere comunale uscente ma non si e' ricandidato alle elezioni dello scorso fine settimana. Tra le sue passioni c'e' anche il rugby: ex mediano di apertura del Rugby Cosenza, Paolini e' attualmente presidente della stessa societa' che quest'anno ha militato nel campionato di serie B.

Confermato lo sciopero delle farmacie del 5 giugno

31/05 La Federfarma Calabria ha confermato la chiusura per mezza giornata, lunedì prossimo, 5 giugno, delle farmacie aderenti all' associazione. "Duole constatare - è detto in un comunicato a firma del segretario di Federfarma Calabria, Alfonso Misasi - come il grave problema sociale dell' inevitabile interruzione del Servizio farmaceutico in Calabria, denunciato sin dallo scorso 16 maggio, a causa dei ritardi nei pagamenti ai titolari di farmacia, non sia stato affatto affrontato né dai diretti responsabili delle Aziende sanitarie, né dall' Assessorato regionale alla Sanità. Quest' ultimo non ha sentito nemmeno il bisogno di aprire un tavolo di confronto sulla proposta della categoria al fine di sventare la prossima, devastante necessità di erogazione dell' assistenza farmaceutica in forma indiretta, con l' anticipazione da parte dei cittadini delle somme necessarie per l' acquisto dei farmaci per poi richiedere improbabili, quanto defatiganti rimborsi". "A questo punto - conclude la nota - non resta che sperare che cittadini, sindacati e forze politiche facciano sentire la loro voce per ristabilire le corrette priorità nell' erogazione della spesa sanitaria al fine di evitare questo ulteriore, insopportabile insulto ai calabresi, che si vedrebbero altrimenti privati di uno strumento indispensabile per beneficiare del loro diritto alla salute".

Il Ministro Turco precisa “Nessuna dilazione per le Regioni in disavanzo”

27/05 "Le Regioni si mettano al passo. Non ci saranno dilazioni nei tempi". Il ministro della Salute Livia Turco ha escluso l' ipotesi di proroghe per gli adempimenti previsti per le Regioni che al 31 maggio sono gravate da un forte deficit sanitario. "Sono in una regione - ha detto il ministro parlando con i cronisti a Bologna a margine della sua visita a Exposanità - che ha dimostrato che si può coniugare stabilità finanziaria e conti pubblici insieme all' innovazione. Il ministro della Salute deve chiedere le giuste risorse. Noi lo faremo e il presidente Errani si è già fatto sentire in modo adeguato. Tra le eredità pesanti del centrodestra - ha osservato ancora Turco - c'é il deficit sanitario dovuto anche a una pesante sottostima del Fondo sanitario nazionale (Fsn). Ma nello stesso tempo - ha sottolineato il ministro - ci sono regioni che non sono virtuose come l' Emilia-Romagna e la Toscana. Allora il problema è che tutte diventino virtuose come Emilia-Romagna e Toscana". "La battaglia per il rigore e per la lotta agli sprechi - ha concluso Turco su questo punto - è una battaglia che sento come ministro della Salute. Solo in questo modo potrò fare la battaglia per il giusto finanziamento della sanità pubblica"

Scoppia il bubbone della distribuzione dei farmaci. La Finanza scopre un danno erariale per 62 milioni di euro, segnalate 34 persone alla Corte dei Conti. Coinvolta la Regione. L’indagine prosegue.

25/05 La Guardia di Finanza ha condotto in Calabria un' indagine in materia di spesa farmaceutica a conclusione della quale e' stato accertato un danno erariale per 62 milioni di euro, con la segnalazione alla Procura regionale della Corte dei Conti di 34 persone ''responsabili - secondo quanto riferito dalla Fiamme Gialle - della mancata adozione di idonee iniziative per conseguire importanti forme di risparmio mediante la distribuzione diretta dei farmaci da parte delle strutture ospedaliere''. L' indagine, condotta dal Nucleo regionale di Polizia tributaria, riguarda, in particolare, la mancata attuazione delle misure previste dalla legge 405 del 2001 che ha fissato al 13% il tetto massimo della spesa farmaceutica convenzionata rispetto alla spesa sanitaria totale. La vicenda, che e' ora anche al vaglio della magistratura penale, riguarda i cosiddetti farmaci ''a duplice via'', che, per le loro caratteristiche si prestano ad essere distribuiti direttamente dalle strutture sanitarie pubbliche consentendo, in tal modo, sia una maggiore continuita' assistenziale che un notevole risparmio economico. Questo perche', riferisce ancora la Guardia di Finanza, quando le aziende sanitarie acquistano i farmaci direttamente dalle industrie farmaceutiche, per distribuirli poi direttamente agli assistiti, godono di uno sconto minimo, previsto dalla legge, compreso tra il 40 e il 50% rispetto al prezzo al pubblico. Quando invece gli stessi farmaci vengono acquistati attraverso il canale delle farmacie convenzionate, le Asl devono affrontare un aggravio di costi che, nel caso specifico, corrisponde a quasi il prezzo intero del farmaco, beneficiando al massimo di uno sconto del 19%. Secondo la Guardia di Finanza la Regione Calabria, dopo avere varato la legge di contenimento dei costi dei farmaci e demandato alla Giunta l' adozione di una serie di provvedimenti, nulla ha fatto ne' in termini di rendiconto, ne' di controllo. Altre Regioni invece, tra cui l' Umbria, riferisce ancora la Guardia di Finanza, hanno puntato sulla distribuzione diretta dei farmaci ottenendo il rispetto dei parametri fissati dalla normativa e notevoli economie di spesa ed evitando inasprimenti fiscali nei confronti degli assistiti. La Guardia di Finanza non ha riferito ne' l' identita', ne' il ruolo delle persone che sono state segnalate alla Procura regionale della Corte dei Conti. Secondo quanto si e' appreso, comunque, si tratterebbe di persone la cui attivita' e' collegata alla gestione politica e amministrativa dell' Assessorato regionale alla Sanita'. L' indagine, inoltre, non riguarda soltanto l' attuale gestione dell' assessorato ma anche quella relativa alla precedente legislatura anche perche' i fatti oggetto degli accertamenti risalgono al periodo compreso tra il 2002, anno di approvazione della legge regionale di contenimento della spesa farmaceutica, ad oggi. Il danno erariale che viene contestato si concretizza, sempre secondo la Guardia di Finanza, nel mancato risparmio derivante dal fatto che i farmaci ''a duplice via'' non sono stati distribuiti direttamente attraverso le strutture pubbliche.

Summit sulla sanità al Ministero della Salute. Lo Moro “Per la prima volta si parla di sud”

24/05 "Condivido pienamente l' impostazione di Livia Turco, in particolare per quanto riguarda i problemi del Mezzogiorno, alla cui soluzione si attribuisce centralità strategica, intesa non solo come enunciazione". Lo ha sostenuto l' assessore alla Salute della Regione Calabria, Doris Lo Moro, al termine dell' incontro con la nuova titolare del dicastero alla sanità a cui hanno preso parte anche il ministro per gli Affari Regionali, Linda Lanzillotta, ed il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, oltre che gli assessori al ramo. "Sono molto soddisfatta - ha spiegato Doris Lo Moro al termine del vertice - Per la prima volta un ministro, nella sua relazione conclusiva, ha fatto riferimento per ben tre volte alle regioni meridionali. E' un elemento importante perché, finita la campagna elettorale, il ministro Turco si è dedicata all' attuazione pratica delle linee programmatiche dell' Unione". L' assessore si è soffermata in particolare sugli impegni assunti dal ministro in direzione del miglioramento del patrimonio edilizio sanitario e dell' innovazione tecnologica: "Livia Turco - ha detto - è consapevole del divario esistente fra Nord e Sud ed intende adoperarsi per eliminarlo garantendo al Mezzogiorno risorse aggiuntive accanto ad un' efficace azione amministrativa ordinaria". Doris Lo Moro ha apprezzato anche l' attenzione del ministro verso alcune richieste specifiche: "Come assessore calabrese - ha detto - ho posto l' esigenza di lanciare segnali concreti all' opinione pubblica rispetto al riconoscimento di qualche diritto in più, per cui ho proposto al ministro Turco misure rivolte al Sud in particolare, come il riconoscimento delle cure odontoiatriche ai giovani in età adolescenziale. Il ministro ha dimostrato di aver recepito questa esigenza, facendo un esplicito riferimento nel trarre le conclusioni". Lo Moro, unica donna presente in rappresentanza delle Regioni insieme con la collega della Sardegna, ha trovato un ulteriore elemento di positività nell' avere avuto un' interlocuzione con due ministre: "Lanzillotta e Turco - ha spiegato - sono i ministri con cui, come assessore alla Salute, dovrò lavorare maggiormente. Questo non potrà che giovare alla causa".
Russo inopportune le dichiarazioni della Bindi
''Assistiamo da alcuni giorni a inopportune e poco costruttive dichiarazioni del ministro Bindi, e allora ci chiediamo che fine hanno fatto gli appelli a rimboccarsi le maniche e lavorare? Abbiamo creato nei nostri elettori delle attese di cambiamento vero, non possiamo deluderle''. A sostenerlo e' stato Giovanni Russo, coordinatore dei giovani della Margherita calabrese, gia' candidato nella lista dell'Ulivo alla Camera dei Deputati, a proposito delle dichiarazioni del Ministro Rosy Bindi sul ministero dell'Istruzione. ''Mi sono speso con tutte le mie forze - ha aggiunto Russo - durante la campagna elettorale, per consentire al centrosinistra, una volta al governo, di affrontare i problemi veri dei giovani e di tutti degli italiani. In primo luogo la disoccupazione, il precariato, l'aumento della poverta' delle famiglie e invece assistiamo alle dichiarazioni del ministro Bindi''

Approvato il piano regionale sulla prevenzione degli infortuni

23/05 La Giunta regionale ha approvato il piano proposto dall' assessore alla Salute, Doris Lo Moro "Piano regionale di sorveglianza e prevenzine degli infortuni sul lavoro". " Attivare e potenziare la prevenzione e la sorveglianza del fenomeno degli infortuni sul lavoro in Calabria - è scritto in una nota dell' assessorato regionale Tutela della salute e Politiche sanitarie - è l' obiettivo del piano regionale approvato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale su proposta dell' assessore alla Salute, Doris Lo Moro. Il piano, a carattere triennale, si prefigge di realizzare un incremento delle attività di prevenzione e controllo nei luoghi di lavoro da parte delle aziende sanitarie, elaborando una precisa mappatura delle aziende e del numero dei lavoratori presenti. I dati del rapporto Inail 2004 evidenziano in Calabria un incremento degli infortuni denunciati, in controtendenza rispetto alla riduzione rilevata in ambito nazionale. I settori produttivi maggiormente interessati dal fenomeno infortunistico, secondo i dati dell' Istat, sono l' industria alimentare, l' industria del legno, l' industria della lavorazione dei minerali non metalliferi, l' industria dei metalli, le costruzioni. Il piano tende a modificare l' attuale cultura dei servizi di prevenzione, igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro, attivando la prevenzione partecipata, che dà ampio spazio al coinvolgimento ed alla conquista di adesioni al percorso preventivo". "Obiettivi specifici del piano - conclude la nota - sono: la riduzione degli infortuni sul lavoro, delle malattie professionali, delle patologie correlate al lavoro e dei loro effetti sfavorevoli; il miglioramento della qualità della vita nei luoghi di lavoro dal punto di vista psicologico, sociale, relazionale; la promozione della cultura della prevenzione fra tutti i soggetti sociali interessati. Fra le azioni previste dal piano rientra l'attivazione di un sistema informativo aziendale-regionale in grado di rispondere alle esigenze di programmazione delle politiche di pevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro. Altra azione individuata è l' attuazione della conferenza annuale di programmazione e verifica con le organizzazioni sindacali, le associazioni degli imprenditori, le aziende sanitarie, gli istituti di settore, le parti sociali; la formazione e l' aggiornamento dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e del personale delle aziende sanitarie. Le Aziende sanitarie dovranno a loro volta predisporre dei progetti aziendali".

Farmacie in stato di agitazione: Il 5 giugno chiuse mezza giornata

22/05 La Federfarma della Calabria ha proclamato lo stato di agitazione della categoria "in segno di protesta - è detto in un comunicato - contro molte aziende sanitarie della regione per lo stato di morosità nei pagamenti delle somme spettanti ai titolari di farmacia". Lo stato di agitazione si concretizzerà il 5 giugno prossimo con la chiusura delle farmacie per mezza giornata, dalle 8,30 alle 13. Nella nota di Federfarma Calabria si sottolineano "i gravi problemi in cui versa l' assistenza farmaceutica in Calabria, che rischia di collassare, con il conseguente passaggio all' assistenza farmaceutica in forma indiretta, a causa dei colpevoli inadempimenti delle stesse Aziende sanitarie. Anche l' ultimo accordo regionale, siglato il 5 aprile scorso con i responsabili degli assessorati regionali alla Sanità ed al Bilancio, alla presenza dell' assessore Doris Lo Moro, sta puntualmente naufragando, rendendo vano ogni sforzo per il raggiungimento di un bonario componimento di natura negoziale al grave problema che si è determinato. Federfarma - prosegue la nota - si augura che un fattivo e detrminante intervento delle autorità regionali e statali possa sventare le devastante necessità di erogazione dell' assistenza farmaceutica in forma indiretta, che diventerebbe indispensabile per evitare la paralisi del servizio farmaceutico, anche a pagamento, in tutte quelle aziende sanitarie che registrano ritardi dei rimborsi alle farmacie superiori ai sei mesi, livelli oltre i quali le banche non sono disposte a concedere ulteriore credito, con la conseguente impossibilità per le farmacie di rifornirsi dei medicinali necessari". "Come ulteriore dimostrazione di disponibilità - conclude la nota di Federfarma - abbiamo sottoposto agli assessorati competenti una nuova ipotesi di accordo che veda la Regione garantire le anticipazioni necessarie, fino ad ad un totale di dieci mesi, in modo da permettere in via continuativa l' assistenza farmaceutica in Calabria". Secondo Federfarma, le Aziende sanitarie morose nei confronti dei titolari di farmacia sono quelle di Palmi, che non liquida i rimborsi da dieci mesi, Locri (sei mesi), Paola, Rossano e Cosenza (cinque mesi), Castrovillari e Reggio Calabria (quattro mesi); Crotone (tre mesi) e Vibo Valentia (un mese).

Il carcinoma allo stomaco è uno dei più frequenti tumori maligni, spesso diagnosticato tardi

20/05 Il carcinoma dello stomaco rappresenta uno dei più frequenti tumori maligni nel mondo. In Italia è il sesto tumore più frequente fra gli uomini ed il quinto fra le donne, rappresentando, rispettivamente, la terza e la quinta causa di morte. In due terzi dei casi, inoltre, la malattia viene diagnosticata tardivamente. E' quanto emerso a Catanzaro in occasione dei lavori del primo corso regionale di aggiornamento in Oncologia del Gruppo oncologico italia meridionale sul tema "Il trattamento dei tumori dello stomaco e del pancreas". L' iniziativa, promossa dal direttore dell' Unità operativa di Oncologia medica dell'Azienda ospedaliera Pugliese - Ciaccio di Catanzaro, Stefano Molica, si è aperta con il saluto del direttore generale dell' Azienda sanitaria del capoluogo, Pasquale Clericò. "Il carcinoma dello stomaco - ha spiegato Annamaria Lavecchia dell' unità di Anatomia patologica dell' Azienda Pugliese Ciaccio - risponde poco alle attuali chemio e radioterapia. E' essenziale allora una diagnosi il più precoce possibile della malattia, quando questa viene definita iniziale. In questa fase infatti la possibilità di avere metastasi linfonodali e a distanza è estremamente bassa. Potere intervenire chirurgicamente in una fase precoce consente di effettuare un intervento radicale, che, vista la scarsa risposta a terapie adiuvanti, rappresenta ancora l' unica possibilità di ottenere la guarigione della malattia. La conoscenza delle alterazioni molecolari alla base della malattia - ha concluso la dott.ssa Lavecchia - apre la strada ad altre possibilità terapeutiche, al momento ancora in fase di sperimentazione". Parlando del trattamento del tumore gastrico, nelle forme avanzate, Molica ha sottolineato "il ruolo dei trattamenti comprendenti il platino nel miglioramento delle sopravvivenze globali dei pazienti con tumore gastrico avanzato". Domenico Pingitore, della Radioterapia dell'Azienda Ospedaliera Pugliese-Ciaccio, ha spiegato che "solo negli ultimi anni, con l' introduzione della radioterapia conformazionale tridimensionale, la radiologia stà assumendo un ruolo strategico nel migliorare la prognosi dei tumori gastrici. Inoltre, poiché con questo tipo di radioterapia conformazionale si riduce la tossicità agli organi sani circostanti al tumore, la radioterapia può essere usata in associazione alla chemioterapia per aumentare l' efficacia dei trattamenti antineoplastici".

Non solo in Ospedale la cura dello scompenso cardiaco

19/05 Lo scompenso cardiaco è temibile non meno delle neoplasie, ciò nonostante sono decisamente inferiori le risorse riservate a questa diffusa patologia. Nello stesso tempo, una prassi terapeutica che privilegia il ricovero in Ospedale ne fa una delle malattie più costose del comparto sanitario.
Il dottor Gianfranco Misuraca, cardiologo dell’ Ospedale Civile di Cosenza e referente in Calabria dell’ Associazione Scompenso Cardiaco, ne ha parlato al Club Cosenza nord del Rotary, introdotto dal Presidente Nicola De Napoli.
La relazione del dottor Misuraca non a caso già nel titolo faceva riferimento allo scompenso come ad una “sfida per i medici e le istituzioni”.
La sfida consiste nell’abbattere pregiudizi e lavorare per ottenere una migliore gestione della cura attraverso alcuni passi fondamentali: una più chiara informazione per pazienti e medici; quindi, l’incentivazione dell’assistenza a domicilio o in ambulatorio; infine, la riduzione dei ricoveri in Ospedale, senza per questo provocare danni, ma anzi ottenendo più vantaggi per tutti.
“Lo scompenso cardiaco viene oggi curato meglio e la sopravvivenza è decisamente aumentata –ha spiegato il dottor Misuraca- ma aumenteranno sensibilmente in Europa nei prossimi decenni anche gli ammalati, per effetto dell’invecchiamento della popolazione: si prevede che, dai 5,3 milioni del 2000, nel 2030 si passerà a 10,6 milioni di persone affette dalla patologia.
Nei Paesi sviluppati lo scompenso cardiaco grava oggi per il 2% sulla spesa sanitaria globale. Di questa percentuale piuttosto rilevante, ben i due terzi sono costi da ospedalizzazione. E una regione come la Calabria fa registrare un numero di ricoveri molto più alto rispetto alla Lombardia.”
Tutto ciò a fronte di una malattia che non trae maggiore beneficio da lunghi e ripetuti ricoveri ospedalieri, spesso anzi inutili.
“Il nostro sforzo –ha detto il dottor Misuraca- è oggi quello di diffondere linee terapeutiche chiare sia tra i medici di base che tra i pazienti, per rendere più efficace la gestione della cura in ambulatorio e a casa”.
L’obiettivo è, quindi, un’assistenza più diffusa, vicina al malato in ogni momento della sua vita, con cure appropriate, ma anche attraverso un’accurata informazione e la possibilità di accedere non tanto fisicamente quanto sfruttando le nuove tecnologie telematiche, come già avviene in altri Paesi europei, alle strutture e agli specialisti in grado di seguire e consigliare. A volte, può essere felicemente determinante una semplice telefonata. Sempre opportuno, naturalmente, uno stile di vita tale da prevenire o, comunque, rallentare nel tempo gli effetti dello scompenso.
L’ospedale, insomma, va riservato solo ai casi più gravi, nell’interesse dello stesso paziente.

La Cisl medici lamenta la stagnazione sui contratti della dirigenza

17/05 "E' con profondo rammarico che la Cisl medici regione Calabria denuncia una fase di stagnazione della contrattazione regionale e aziendale della dirigenza medica calabrese". A sostenerlo è stato Mario Marino, segretario generale Cisl Medici regione Calabria. "Dopo l' insediamento delle nuove direzioni generali nelle Aziende salutari calabresi, avvenuto non senza polemiche - ha proseguito Marino - si aspetta di giorno in giorno la pubblicazione delle linee guida sull' atto aziendale, che rappresenta un atto di natura privata che disciplina l' organizzazione della struttura aziendale e il funzionamento della stessa. Malgrado ci siano stati incontri sulla bozza proposta dall' Assessore alle organizzazioni sindacali della dirigenza medica è mancata una preventiva concertazione sul contenuto dello stesso documento che dovrebbe rappresentare lo strumento per la programmazione del futuro della sanità calabrese. Il mancato preventivo confronto con i sindacati della dirigenza medica ha sminuito l' importanza e l' efficacia dell' atto adottato, più volte rivisitato dalla stesso dipartimento della sanità. La preoccupazione di questa organizzazione è che l' impianto complessivo, licenziato di recente dalla Giunta Regionale, preveda una contrazione di Unità Operative ospedaliere e territoriali a discapito della efficacia ed efficienza dei servizi e delle professionalità mediche. E desta preoccupazione l' adozione di alcuni atti deliberativi regionali che stabiliscono un aumento delle risorse finanziarie agli erogatori privati, a prescindere dalla qualità delle prestazioni e mettono in serie difficoltà le stesse aziende sanitarie a trovare la relativa copertura finanziaria". "Se tale modo di gestire la programmazione della sanità in Calabria non subisce una netta inversione di tendenza e una decisa scelta di campo verso il potenziamento della sanità pubblica - ha sostenuto Marino - la Cisl Medici è pronta a mobilitare l' intera dirigenza medica calabrese per elevare la protesta nelle sedi opportune. Fa discutere inoltre il tempismo di tali linee guida in relazione a una rielaborazione del Psr entro l' anno 2006, secondo quanto dichiarato dall' Assessore regionale alla Salute. Un nuovo Psr necessita del pieno coinvolgimento degli attori sociali ed istituzionali e la sua commisurazione con i bisogni crescenti di salute della popolazione calabrese". "La Cisl Medici - ha concluso Marino - rivendica un ruolo di protagonista della dirigenza medica calabrese in grado di proporre soluzioni rispetto alle tre questioni della sanità calabrese: spesa farmaceutica, migrazione sanitaria e accreditamento. Diventa prioritaria e non più differibile una riqualificazione organica della sanità calabrese, una rivisitazione della spesa con investimenti mirati all' innovazione tecnologica ed obiettivi strategici che coinvolgono l' intero tessuto regionale, nonché alla formazione professionale al superamento delle liste d' attesa ed al miglioramento della qualità delle prestazioni"

Ai calabresi il primato negativo di Diabete, artrosi e ulcera

15/05 I calabresi hanno anche il primato in negativo di diabete, artrosi-artrite e ulcera. E non basta. La bilancia rivela tanti chili in più. Ed irrompono, inoltre, due grandi sorprese: la sindrome di Vico o del malato ping pong e la sindrome di Giobbe. E' quanto emerge dal Rapporto "L' Italia dice 33", presentato a Roma alla vigilia del Congresso della Federazione associazioni dirigenti ospedalieri internisti. "Sono tanti i malati - spiega il presidente della Fadoi, Giovanni Mathieu - che, una volta dimessi dall' ospedale sono costretti a breve termine ad un nuovo ricovero perché sul territorio non c'é continuità assistenziale. Sono i malati ping pong, quelli complessi e critici. Un ping pong che si gioca fra la corsia e la casa: ci si ammala, si va in ospedale, si viene curati e poi dimessi. Ma il territorio non dà sufficiente assistenza, per di più a casa c'é la solitudine e così si torna in ospedale. Per alcuni è una storia senza fine. Il malato è anche colpito dalla sindrome di Giobbe perché deve sempre aspettare: per una visita, un' analisi, un letto, un' operazione. Pazienti sì, ma non si sta esagerando?". Ecco come - è scritto in una nota - la Calabria dice 33 attraverso i dati, gli ultimi disponibili di Istat, del Ministero della Salute e Osservasalute. Alla domanda 'come va in generale la salute?' il 74,1 per cento dei calabresi intervistati dall' Istat nel 2003 ha risposto di godere di un buono stato di salute, meno della media nazionale (75,4). Un anno prima a dichiarare di sentirsi in buona salute in Calabria era stato il 72,1 per cento. In Calabria il 37,4 per cento degli intervistati dall' Istat nel 2003 ha denunciato di soffrire di almeno una malattia cronica e 22,9 su cento hanno dichiarato almeno due malattie croniche. Dei malati cronici in Calabria 44,9 su cento hanno dichiarato di sentirsi in buona salute. La Calabria, per quanto riguarda i multicronici, è al secondo posto in Italia dopo la Liguria (23,1). In Calabria le malattie croniche indicate agli intervistatori dell' Istat hanno percentuali tutte più alte della media nazionale. Fa eccezione l' osteoporosi che in Calabria interessa 6,8 persone su cento, un dato in linea con quello nazionale. Inoltre, fra tutte le regioni, la Calabria presenta l' incidenza più alta di persone con diabete, artrosi-artrite, disturbi nervosi e ulcera gastrica o duodenale. Il primato dei disturbi nervosi - prosegue la nota - è condiviso con l' Umbria. Le malattie croniche più frequentemente indicate in Calabria sono l' artrosi e l' artrite (23,1 per cento) e l' ipertensione (16,2), in entrambi i casi i valori sono al di sopra della media nazionale. Seguono le malattie allergiche con il 8,7 per cento; la bronchite cronica, inclusa l'asma bronchiale, con il 7,5 per cento; i disturbi nervosi con il 6,0 per cento; il diabete con il 5,7 per cento; l' ulcera gastrica o duodenale con il 4,4 per cento; le malattie del cuore con il 4,2 per cento. In Calabria sono in crescita il diabete; l' ipertensione; le malattie del cuore e i disturbi nervosi; le malattie allergiche. Mentre sono in calo la bronchite cronica, inclusa l' asma bronchiale; l' artrosi-artrite; l' ulcera gastrica o duodenale. Nel 2003 il consumo di farmaci ha interessato il 34,2 per cento dei calabresi, meno della media nazionale. Diminuisce in Calabria il ricorso all' ospedale: nel 2003 i ricoveri ogni mille persone nei tre mesi precedenti l'intervista dell'Istat sono stati 39,8, mentre nel 2002 avevano interessato il 41,1 per mille della popolazione. In Calabria - prosegue la nota - il dato del ricorso all'ospedale nel 2003 è al di sopra della media nazionale. Nel 2003 la percentuale di calabresi di 18 anni e più in condizione di normo-peso è maggioritaria con il 50,5 per cento, in calo rispetto a un anno prima. Tra le regioni con il più alto eccesso ponderale (sovrappeso e obesità) la Calabria si colloca al quarto posto con il 47,0 per cento della popolazione: il 37,3 per cento è in sovrappeso e il 9,7 per cento è obeso. In Calabria fumano 29,5 maschi e 13,0 femmine. Secondo un'analisi di Osservasalute per il 2004 in Calabria sono 75mila i non coniugati di 65 anni e più che vivevano da soli, mentre sono 51mila quelli di 75 anni e più.

Diciottomila calabresi soffrono di celiachia, solo 3000 lo sanno

14/05 Un calabrese su cinque consuma almeno un pasto quotidiano fuori casa. Ma per chi soffre di celiachia, l' intolleranza al glutine contenuto in molti cereali, mangiare al ristorante o al bar puo' diventare un vero rischio per la salute. Oggi pero' l' 87% dei ristoratori della Calabria dichiara di conoscere la celiachia e sono sempre piu' numerosi gli esercizi dove e' possibile trovare interi menu o cibi privi di glutine, come segnala l' Associazione Italiana Celiachia (Aic) in occasione della Giornata internazionale della celiachia, prevista sabato e domenica prossimi. In Calabria, secondo l' Aic, sono almeno 18 mila le persone affette da celiachia, ma solo 3.000 lo sanno. Sabato e domenica prossimi, i volontari dell' Aic saranno presenti nelle piazze per informare e sensibilizzare i celiaci, i medici e l' opinione pubblica. ''Nelle piazze - ha sostenuto il presidente dell' Aic Calabria, Claudio Picarelli - distribuiremo, a chi versera' un contributo volontario, materiale informativo e prodotti alimentari privi di glutine, il cui ricavato sara' devoluto per finanziare progetti di ricerca e attivita' rivolte a facilitare la vita quotidiana del celiaco, come l' informazione e sensibilizzazione dei ristoratori. Per tutti coloro, oggi diagnosticati, e per tutti quelli che lo saranno, e' infatti di fondamentale importanza avere la possibilita' di consumare pasti privi di glutine anche fuori casa. Oltre il 30% del consumo alimentare avviene al bar o al ristorante per ragioni di lavoro, tempo libero e studio: per il celiaco questa necessita' puo' trasformarsi pero' in un rischio per la salute''. Infatti, e' scritto in una nota dell' Aic, e' solo evitando i cereali ''proibiti'' (frumento, segale, orzo, farro, spelta, kamut) e gli alimenti preparati con essi (dagli insaccati ai formaggi, dalle salse ai dolci) che il paziente celiaco puo' evitare la comparsa di alterazioni della mucosa intestinale e il deficit di assorbimento dei nutrienti associati all' ingestione di glutine. Inoltre, per consentire ai celiaci di andare al ristorante in tutta sicurezza, l' Aic ha da tempo realizzato in Calabria il ''Progetto Ristorazione'', che conta ad oggi circa 40 esercizi informati sulla celiachia e sulle modalita' di preparazione delle pietanze per evitare rischi di contaminazione, in grado di offrire menu idonei al consumo da parte dei celiaci. L' associazione ha anche promosso il progetto ''Gelaterie Informate'' allo scopo di creare una catena di gelaterie che conoscano le problematiche della malattia. ''Non solo la nostra cultura gastronomica fa del gelato artigianale una delle piu' importanti specialita' - afferma Picarelli - ma nell' immaginario dell' infanzia il gelato occupa un posto particolare e si candida ai primi posti nella lista delle rinunce dolorose dei piccoli celiaci, con tutte le conseguenze nell' accettazione corretta della malattia e nella conseguente fedelta' alla dieta''. Le gelaterie che partecipano al progetto in Calabria sono 16. Una lista completa dei ristoranti e delle gelaterie aderenti ai progetti Aic e' consultabile sul sito www.celiachia.it. Nonostante le iniziative, sostiene l' Associazione, la celiachia resta ancora una malattia poco diagnosticata: secondo le stime dell' Aic, benche' ogni anno il numero dei celiaci accertati cresca del 10%, le diagnosi in Calabria continuano ad avere un' incidenza bassa, soltanto 1 caso su 10. ''La celiachia - ha sostenuto Picarelli - e' come unn iceberg: appena 3.000 diagnosi certe a fronte di oltre 18.000 i calabresi che non sanno di essere malati. Inoltre l' incidenza della patologia si conferma sempre piu' elevata. Moltissimi sono quindi i celiaci che continuano ad assumere glutine esponendosi a gravissimi rischi e complicanze. Due le principali cause della mancata diagnosi: la scarsa conoscenza della malattia e la difficolta' di riconoscere i soggetti a rischio dovuta alla complessita' e alla possibile assenza di sintomi''. I sintomi associati, infatti, spiega l' Aic, possono essere vari oppure mancare totalmente. Si distinguono cosi' forme classiche, tipiche nei bambini e caratterizzate da perdita di peso, vomito, diarrea e arresto dell' accrescimento, e forme atipiche, piu' frequenti negli adulti, con i sintomi piu' comuni, soprattutto nelle donne, che sono stanchezza cronica, anemia, osteoporosi. ''L' esordio della malattia - ha concluso Picarelli - puo' avvenire in ogni eta' della vita e non mancano casi anche oltre i 60 anni. In attesa che la pillola anti-celiachia ed eventualmente il vaccino aprano, in tempi non stimabili, nuove importanti prospettive per un trattamento alternativo della malattia, l' unico rimedio resta una dieta rigorosa senza glutine''.

L’AS di Cosenza promuove iniziative sulla donazione degli organi

11/04 Prosegue il programma di iniziative dedicate alla donazione degli organi ed ai trapianti, organizzato dall' Azienda sanitaria 4 di Cosenza in collaborazione con l' Azienda ospedaliera, la Banca degli occhi e le Associazioni Asit, Aned ed Aido. Particolare rilevanza ed interesse avranno quelle programmate per domani con l' istituzione di due punti informativi. Il primo sarà allestito a Rende, in piazza Martin Luter King alle ore 17; il secondo a Cosenza, alla piazza 11 Settembre, ove sosterranno le auto storiche della Scuderia Brutia e si potrà assistere all' esibizione della Banda musicale Città di Luzzi. In occasione delle manifestazioni l'Azienda Sanitaria consegnerà una targa alle Associazioni di volontariato quale riconoscimento del loro impegno, sempre in prima linea, e spesso indispensabile.

In Calabria cinquantamila persone sono affette da psoriasi

11/05 Sono oltre cinquantamila le persone colpite in Calabria da psoriasi, pari a circa il 3% dei malati italiani. Il 13 e 14 maggio a Reggio Calabria giungerà il camper del progetto 'In viaggio per conoscere la psoriasi', la nuova campagna informativa itinerante sulla psoriasi, organizzata dalla Fondazione Cesare Serono, in collaborazione con l'Associazione per la Difesa degli Psoriasici, l'Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani e la Società Italiana di Dermatologia medica e chirurgica e Malattie Sessualmente Trasmesse. La psoriasi è una malattia della pelle che colpisce senza distinzione uomini e donne, con un'insorgenza maggiore in età giovanile. Si caratterizza per la comparsa di chiazze rossastre, ricoperte da squame, che spesso possono persistere a lungo, determinando forti ripercussioni sulla qualità di vita del paziente e sulle sue relazioni sociali. "Uno degli obiettivi della campagna - ha detto il Dottor Paolo Grillo, Vice Presidente della Fondazione Cesare Serono - è quello di far aumentare la conoscenza della psoriasi, patologia molto diffusa e purtroppo ancora poco conosciuta che colpisce il 3% della popolazione mondiale e che solo in Italia interessa oltre 2 milioni di persone. E' importante stimolare l'interesse dell'opinione pubblica e promuovere la diffusione di informazioni corrette affinché si rompa quella catena di pregiudizi che spesso rende la vita dei pazienti più difficile di quanto non faccia la malattia stessa". Nel corso del tour, oltre 50 medici dermatologi, 20 volontari Adipso e 10 esperti della Fondazione Cesare Serono, offriranno consulenze gratuite, materiale informativo e sensibilizzeranno l'opinione pubblica affinché non si ripetano episodi di emarginazione. "In Calabria - ha detto Maria Carmela Arcidiaco, Responsabile della Unità Operativa di Dermatologia dell'Azienda Ospedaliera Bianchi - Melacrino - Morelli di Reggio Calabria - la psoriasi colpisce più di 50 mila persone, circa il 3% di tutti gli psoriasici in Italia e da noi, nell'anno 2005, si è registrata l'affluenza di circa 450 pazienti affetti da Psoriasi di vario grado. Per loro oggi in alcune città della nostra regione sono attivi centri di cura specializzati di altissima qualità che partecipano al progetto Psocare, presso i quali i malati possono ricevere le cure più idonee, incluse le più innovative terapie biologiche".

Incontro sulla sanità in Provincia

11/05 Incontro, questa mattina presso la Provincia, tra il Presidente, onorevole Mario Oliverio, l’Assessore ai Rapporti con gli Ordini Professionali, avvocato Oreste Morcavallo ed il Presidente dell’Ordine dei Medici di Cosenza , dottor Eugenio Corcioni. Una preliminare disamina sul complessivo quadro della sanità provinciale, alcuni approfondimenti ed un confronto su questioni specifiche, al centro dei colloqui al termine dei quali si è deciso di avviare una fattiva collaborazione.
In questo ambito, il Presidente Oliverio, l’Assessore Morcavallo ed il dottor Corcioni hanno inteso stabilire in maniera congiunta la futura delineazione di una serie di iniziative che avranno a scopo un contributo per la definizione di un programma sanitario sul quale aprire un ulteriore confronto con la Regione Calabria.
Un utile approccio operativo- è stato considerato- valutando l’ampia dimensione territoriale espressa dalla Provincia di Cosenza, l’entità delle popolazione, la necessità di una dotazione adeguata di servizi qualificati per corrispondere al concreto fabbisogno di prestazioni sanitarie sì da ridurre in maniera consistente, a vantaggio dei cittadini, l’emigrazione in questo delicato ed essenziale settore.

Staminali: Donare il cordone è importante. Chiesta l’abrogazione della norma che lo vieta

10/05 La legge lo prevede, pur con limitazioni di varia natura. Ma i fatti spesso la smentiscono. Donare il sangue placentare, cosi' si chiama quello contenuto nel cordone ombelicale, preziosissimo per la ricchezza di staminali, in Italia non e' un'impresa facile. Non ovunque. Il sangue del cordone ombelicale e' ricco di cellule staminali: dette emopoietiche perche' possono dare vita a tutti i componenti del sangue, sono identiche a quelle del midollo osseo, e sono percio' un'alternativa importante al trapianto contro malattie del sangue come leucemia, anemia, talassemia. Netti i vantaggi rispetto al trapianto di midollo: questo richiede una compatibilita' del 100% tra donatore e recettore, per il sangue del cordone ombelicale basta il 70%. Che significa maggiore probabilita' per i malati di trovare un donatore. Il procedimento per la donazione del sangue placentare e' semplice: il sangue viene prelevato subito dopo l'asportazione del cordone ombelicale e conservato, anche per piu' di 10 anni, sotto azoto. Semplice, almeno a parole: la donna deve avvertire la struttura dove intende partorire dell'intenzione di effettuare la donazione, e soprattutto sperare che questa struttura sia attrezzata per la raccolta. La via piu' breve per scoprirlo e' consultare il sito web dell'Adisco, Associazione donatrici italiane di sangue cordone ombelicale (www.adisco.it), che offre informazioni utili e una mappa aggiornata dei centri in cui e' possibile effettuare la donazione. Partorire in Val d'Aosta, ad esempio, vuol dire dover gettare il proprio sangue placentare tra i rifiuti: perche' la regione non offre strutture ospedaliere attrezzate per la raccolta. Stesso discorso per Molise, Basilicata, Puglia. Diverso la situazione in Piemonte, con 13 ospedali attrezzati, in Lombardia, con 18, in Veneto, dove i centri sono 15, 11 in Emilia, 32 in Toscana, 10 nel Lazio, 19 in Campania, 12 in Calabria. In Sicilia solo un ospedale garantisce il servizio. Quattro quelli che lo fanno in Abruzzo, altrettanti in Friuli, 3 in Trentino. Una situazione non certo rosea, soprattutto se pensiamo che, come racconta una delle principali fonti d'informazioni sull'argomento, il sito www.staminali.aduc.it, la Banca di sangue del cordone ombelicale italiana- Cordon Blood Bank- e' stata fondata a Milano nel 1993, ed e' stata una delle prime al mondo insieme a quelle di New York e di Duesseldorf.
- Abrogare l'ordinanza sulle ''misure urgenti in materia di cellule staminali da cordone ombelicale'', pubblicata oggi sulla Gazzetta Ufficiale e ''aprire la strada anche alle banche private accreditate per la crioconservazione del sangue del cordone ombelicale'': e' quanto intende chiedere al nuovo governo la parlamentare della Rosa nel pugno, Donatella Poretti. ''Solo in questo modo la normativa italiana potra' adeguarsi a quella di numerosi Paesi europei'', rileva Poretti in una nota. ''Secondo l'attuale Governo - prosegue la parlamentare, responsabile del Notiziario dell'Aduc sulle cellule staminali - solo le strutture pubbliche possono garantire un piu' 'giusto' utilizzo delle cellule staminali del cordone ombelicale. Ma la spiegazione che la donazione anonima e gratuita nelle banche pubbliche sia molto piu' utile per la societa' e per le persone che hanno bisogno di ricorrere ad un trapianto, evidentemente - rileva - non e' bastata a frenare i tanti genitori che, nonostante i divieti, hanno deciso di ricorrere alle banche private presenti e legali negli altri Paesi''. La conseguenza del divieto, secondo Poretti, ''ha prodotto il semplice risultato che ci sono stati, tra i tanti casi anonimi anche alcuni famosi, che hanno ammesso di avere aggirato questo divieto''. A questo, prosegue la nota, si aggiunge il fatto che donare il sangue del cordone e' ''praticamente impossibile in molte regioni italiane''. Di conseguenza, secondo la parlamentare, ''questa ordinanza non fa altro che continuare a 'vietare' questa pratica ed incentivare il ricorso alle banche private estere''. Secondo Poretti l'apertura all'uso autologo decisa dall'ordinanza ''e' un limite alle innovazioni della ricerca scientifica che, in continua evoluzione, potrebbe scoprire altri usi di questo sangue per altre patologie, non indicate nelle motivazioni del deposito autologo; oppure il deposito autologo non sarebbe deciso perche' non ancora conosciuto l'uso per patologie non considerate guaribili in quel momento''

La FP CISL annuncia uno sciopero massiccio della sanità privata

10/05 "Non è consentito alle Associazioni di categoria di mortificare dopo 28 mesi i lavoratori della sanità privata che con professionalità ed impegno garantiscono qualità ed assistenza nelle strutture". E' quanto sostengono in una nota il segretario generale della Fp-Cisl, Mimmo Cubello, e del segretario regionale, Rosario Portulesi. "I lavoratori calabresi della sanità privata - hanno aggiunto - parteciperanno massicciamente allo sciopero nazionale dell'11 maggio 2006 proclamato da Cgil, Cisl e Uil a sostegno delle lotte per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro ormai scaduto da 28 mesi. Delegazioni di tutte le strutture private Calabresi saranno presenti alla manifestazione che si terrà a Roma con partenza da Piazza della Repubblica e con corteo che si concluderà in Piazza Madonna di Loreto. E' inaccettabile che, nonostante le azioni di lotta e le assicurazioni date, le associazioni datoriali aderenti ad Aiop, Aris e Fondazione Don Gnocchi continuano a dilazionare i tempi della trattativa a discapito dei redditi dei lavoratori che, con professionalità ed impegno, garantiscano la qualità che le stesse strutture si vantano di avere". "Non è possibile, inoltre - hanno proseguito i sindacalisti - che a fronte di richieste sempre più pressanti di parità tra pubblico e privato messo in atto dalle Associazioni si speculi sui salari dei lavoratori. I contrasti e le rivendicazioni tra la pretesa di garanzia del finanziamento pubblico da parte delle Regioni non può essere scaricato sui lavoratori che sono la sola e vera 'capacita' imprenditorialé delle strutture private. Per la soluzione di tale vertenza saremo impegnati e di fronte ad ulteriori ed intollerabili ritardi attiveremo, in ogni struttura del nostro territorio, ulteriori momenti di mobilitazione e di lotta".

Ass. Lo Moro: Sul piano di riparto della sanità nessun contrasto in Giunta

09/05 "Sono molto grata al presidente Agazio Loiero e a tutti i colleghi di Giunta per la discussione sul piano di riparto perché a me offre la certezza e la possibilità di fare un Piano sanitario". Lo ha detto Doris Lo Moro, assessore regionale alla Tutela della Salute, incontrando i giornalisti a Catanzaro per un resoconto sul primo anno di attività. "Alle persone che lavorano con me - ha aggiunto l' assessore Lo Moro - avevo detto che, se non fossero passate le 16 delibere all' interno delle quali c' erano provvedimenti che complessivamente cambiano la sanità calabrese in maniera strutturale e consentono veramente di guardare con fiducia al futuro, avrei avuto delle difficoltà a pensare che si potesse completare la svolta avviata nel settore. Posso dire, quindi, che non c' è stato alcun contrasto in Giunta. Sul piano di riparto ho proposto criteri tecnici che sono stati accettati senza osservazioni, condivisi e particolarmente apprezzati dai colleghi dell' esecutivo che, per la prima volta, hanno avuto la possibilità di decidere sulla base di criteri e non di considerazioni empiriche di vecchio stampo". Quella del consigliere regionale dell' Udeur Antonio Borrello sul riparto dei fondi della Sanità "é una posizione di aggressione che considero eccessiva". Ha infine detto l' assessore regionale alla Tutela della saluta, Doris Lo Moro, nel corso della conferenza stampa tenuta stamattina a Catanzaro. "Le richieste di collaborazione - ha aggiunto Doris Lo Moro - le faccio mie, ma ritengo di dover respingere le polemiche gratuite"

In Calabria sono 300 gli affetti da talassemia

08/05 In Calabria sono 300 le persone affette da talassemia, mentre 200 mila sono i portatori sani, cioé coloro i quali hanno un' anomalia genetica pur non essendo malati. Il dato è emerso nel corso della presentazione di un nuovo metodo terapeutico per la cura della talassemia, che è stato presentato, oggi a Roma, in occasione della Giornata mondiale della lotta alla talassemia. I pazienti affetti da talassemia, è scritto in una nota, costretti a sottoporsi a continue trasfusioni e pesanti terapie, hanno avuto poche e concrete prospettive di guarigione. Il trapianto di midollo osseo potrebbe essere una soluzione, ma per la maggior parte dei pazienti non si riesce a trovare un donatore compatibile. Oggi però, prosegue la nota, sono stati raggiunti i primi risultati per una cura definitiva della talassemia attraverso la terapia genica in cellule staminali. La nuova terapia è frutto della collaborazione fra la divisione di Ematologia II dell' Ospedale 'Cervello' di Palermo, diretta dal professor Aurelio Maggio e l' equipe del professor Michael Sadelain del dipartimento di Genetica umana del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, responsabile e coordinatore del progetto "Terapia Genica". I risultati degli esperimenti sono stati pubblicati recentemente sulla rivista Nature Biotechnology e sono stati condotti con il supporto della Fondazione italiana per la Talassemia "Leonardo Giambrone", la Fondazione "Piera Cutino" e la Società per lo studio delle Talassemie ed Emoglobinopatie (So.s.t.e.). Il metodo si basa sulla modificazione genetica delle cellule staminali adulte emopoietiche, ovvero di quelle cellule che si trovano nel midollo osseo e sono deputate alla produzione di emoglobina. A causa di un gene difettoso nei pazienti affetti da anemia mediterranea, le cellule staminali emopoietiche non riescono a produrre un'emoglobina normale, di conseguenza i globuli rossi sono piccoli, deboli e incapaci di trasportare sufficiente ossigeno ai tessuti. I ricercatori hanno perciò pensato di risolvere il problema 'alla radice' e sostituire il gene difettoso, eliminando le sequenze 'malate' e sostituendole con quelle 'terapeutiche', per procedere, poi, ad una specie di autotrapianto. Per farlo hanno messo a punto un vettore virale, chiamato G9, derivato dal lentivirus HIV-1. Il virus, una volta inattivato, agisce come una sorta di cavallo di Troia: è cioé in grado di 'entrare' nelle cellule, ma i geni che lo renderebbero pericoloso vengono rimpiazzati con due sequenze progettate per risolvere l' anemia mediterranea.

La Giunta regionale riorganizza le attività di coordinamento di trapianti e donazioni

05/05 La giunta della Calabria, nel corso di una delle ultime riunioni, ha approvato la delibera relativa alla riorganizzazione delle attivita' di coordinamento delle donazioni, dei prelievi e trapianti di organi, di tessuti e cellule in ambito regionale. Il provvedimento prevede, tra l'altro, ''di avviare un rilancio complessivo delle attivita' di donazione con l'obiettivo di raggiungere, nell'anno 2006, almeno 12 donazioni multiorgano per milioni di abitanti'' e punta alla riorganizzazione dell'attivita' di trapianto, in Calabria ''al fine di garantire una risposta efficiente ed efficace dell'intero sistema alla domanda dei cittadini calabresi in attesa di trapianto''. La delibera dispone la riorganizzazione del centro di Coordinamento Regionale per i Trapianti assegnando all'azienda ospedaliera di Reggio Calabria, sede principale di servizio del coordinatore, ''adeguate risorse'' per dotare il Centro di locali idonei allo svolgimento dell'attivita'. I programmi di trapianto attualmente attivi in Calabria riguardano il rene, il midollo osseo e la cornea. Il programma per il trapianto di rene prevede una lista d'attesa unica regionale, con poli chirurgici nelle aziende ospedaliere di Catanzaro, Cosenza e Reggio. Allo stato attuale sono attivi quelli di Reggio e Cosenza , per cui, e' scritto nella delibera, ''saranno predisposte tutte le azioni necessarie a soddisfare la domanda esistente''. Il trapianto di midollo osseo e' previsto nel centro unico regionale trapianti di cellule staminali e terapie cellulari dell'azienda ospedaliera di Reggio Calabria. Per quanto concerne gli innesti corneali, ne e' prevista la realizzazione nelle unita' operative di oculistica. I contenuti della delibera hanno ottenuto l'approvazione della commissione nazionale nominata dal Centro Nazionale per i Trapianti. ''La recentissima emanazione di una delibera regionale - si legge nelle valutazioni della commissione - che ristruttura profondamente l'impostazione organizzativa e gestionale dell'attivita' del Centro Regionale Trapianti, fa ritenere che ci siano tutti i presupposti per iniziare un percorso adeguato alle esigenze ed alle aspettative della regione''. Un riconoscimento che l'assessore Doris Lo Moro commenta con soddisfazione. ''Il nostro obiettivo principale - spiega - e' diffondere quella cultura della donazione che in questa regione risulta deficitaria. L'obiettivo di 12 donazioni per milione di abitanti punta ad avvicinare la Calabria, finora attestata su un dato statistico di 6,5 donazioni per milione di abitanti, agli standard nazionali. Questo comporta naturalmente l'esigenza di poter fare affidamento su aziende sanitarie ed ospedali attrezzati dal punto di vista delle strutture e delle competenze''. ''In questo contesto - aggiunge - registro come un fatto positivo la ripresa, avvenuta proprio in questi giorni, dell'attivita' nel centro trapianti di Cosenza, cosi' come non si puo' che esprimere gratitudine verso i familiari del donatore che hanno consentito un espianto multiorgano, realizzato sempre nella citta' bruzia, dal quale hanno tratto beneficio diversi pazienti in attesa di trapianto''.

Presto il CUP all’AS di Lamezia

05/05 Entrerà in funzione nel mese di luglio e andrà a regime entro dicembre, un nuovo sistema di prenotazione attualmente allo studio dell' Azienda sanitaria di Lamezia Terme. "Il nuovo Centro unico di prenotazione (Cup) per tutte le prestazioni offerte in relazione alle branche della medicina preventiva - è detto in un comunicato - consentirà all' Azienda, che oggi si trova nella difficoltà di rendere ai pazienti il percorso più agevole, non solo di prenotare ma di monitorare automaticamente le liste di attesa per conoscere, gestire e controllare un insieme di dati che permetteranno, tra le altre cose, di aumentare l' offerta sulla base delle richieste dei cittadini". "L' apparato di controllo oggi completamente carente - riporta la nota dell' azienda - sarà dunque presto sostituito implementando un nuovo Cup, che diventerà un sistema articolato in vari punti sul territorio: ospedali, distretti, poliambulatori. Uno strumento che semplificherà l' accesso alla sanità e che sarà operativo come un' agenzia di intermediazione tra l' utenza, che esprime la domanda, e l' insieme dei servizi offerti. Un salto di qualità che a breve l' Azienda realizzerà per rendere più rapida ed efficiente l' erogazione della prestazione richiesta".

L’ass. Tripodi chiede un confronto sulle coop sociali al lavoro presso l’AS di Palmi

04/05 "Il direttore generale dell' Azienda sanitaria di Palmi, Giuseppe Putortì deve valutare la necessità di procedere alla sospensione dell' appalto di servizi per ciò che attiene le convenzioni con le cooperative sociali che si occupano di disabili mentali e convocare un tavolo di confronto per dare ascolto alle giuste rivendicazioni portate avanti dalla Legacoop e dalle stesse cooperative sociali al fine di garantire la salvaguardia dei livelli di assistenza e nel contempo il mantenimento dei posti di lavoro degli operatori socio-sanitari". Lo ha detto Michelangelo Tripodi assessore regionale all' Urbanistica. "In questi anni, nonostante le gravi inadempienze dell' Asl di Palmi, - ha aggiunto Tripodi - che non effettua il pagamento delle rette ormai da svariati anni, le cooperative sociali hanno tenuto in vita, seppur tra mille difficoltà, servizi socio - sanitari di buon livello andando incontro alle esigenze dei malati psichiatrici e delle loro famiglie. Voglio ricordare, ad esempio, che solo la cooperativa Humanitas di Polistena vanta crediti per gli anni 2004, 2005 e 2006 di oltre 500 mila euro e nelle stesse condizioni si trova la cooperativa Futura di Maropati che vanta notevoli crediti da parte dell' Asl 10". E' davvero singolare che l' Asl 10 invece di procedere a saldare i propri debiti con le cooperative sociali per dare respiro agli ammalati ed agli operatori, abbia deciso di attivare una procedura che invece di risolvere i problemi rischia di accentuare i vecchi e di crearne perfino di nuovi". "L' Azienda sanitaria locale di Palmi non può - sostiene ancora Tripodi - non tenere conto di tutto questo nell' appalto di servizio, che per quanto mi riguarda va riformulato tenendo conto ed istituendo dei parametri che salvaguardino chi fin ad oggi ha gestito questi servizi. Si rende necessario assicurare una equa distribuzione delle risorse per fare in modo che le rette erogate alle cooperative che si occupano dei servizi sociali siano omogenee su tutto il territorio, superando antichi squilibri che non hanno più ragione d' essere".

In Calabria oltre ottomila casi di Parkinson

19/04 In Calabria oltre ottomila persone soffrono di Parkinson o di Parkinsonismi. La malattia colpisce, in pratica, quattro calabresi su mille. Il dato emerge dal "Dossier Parkinson 2006" elaborato dall' Associazione italiana parkinsoniani e dalla Limpe e presentato a Roma nel corso di una conferenza stampa. Il dato calabrese è in linea con quello nazionale: in Italia sono 220.000 i malati, di cui diecimila hanno meno di 40 anni. In Calabria, secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2003 si sono avuti 246 ricoveri in regime ordinario e 23 in day hospital (il dato italiano è di 11.197 ricoveri ordinari e 3.576 in day hospital). La fascia di età più interessata dai ricoveri in Calabria è stata quella intorno ai 65 anni, anche se non sono mancati ricoveri di persone dai 15 a 64 anni, compreso un ricovero ordinario nella fascia di età fino a 14 anni. In linea con il dato nazionale la Calabria vede il maggior numero di ricoveri tra gli uomini. "Oltre ottomila calabresi affetti da Parkinson - è scritto in un comunicato - ma è solo la punta di un iceberg. Si calcola anche in Calabria un sommerso più ampio: un esercito di malati, più uomini e molti giovani. Per questi malati è disponibile, ora anche in Calabria, un farmaco, il tolcapone-tasmar, che li rimette in moto quando la malattia li blocca e li salva dalla depressione. Si tratta di un farmaco indispensabile che il servizio sanitario distribuisce gratuitamente. Nel corso della presentazione a Roma del Dossier Parkinson 2006 che fotografa la malattia, regione per regione, è emerso che, anche in Calabria, la malattia insorge intorno ai 57 anni, ma si registrano sempre più malati colpiti sotto i quarant'anni". "E' un' età, lontana dai capelli bianchi - spiega il presidente dell' Associazione italiana parkinsoniani, professor Gianni Pezzoli - in cui il paziente vive uno dei momenti più produttivi per la famiglia e per la società. I sintomi del Parkinson rendono drammatico questo momento. Adesso in aiuto arriva il rivoluzionario tolcapone-tasmar. Il malato deve assumere un farmaco base, la levodopa, che agisce sui sintomi, dal tremore, alla rigidità, alla lentezza dei movimenti. E' questa la 'fase on', ma la levodopa perde di efficacia nel corso della giornata e il paziente ritrova i suoi sintomi e ricade nella fase off. Il tolcapone-tasmar evita questa fluttuazione e permette al malato di non avere ricadute durante la giornata; in pratica rende quasi costante la fase on"

Cherubino (Rnp) “Evitare disservizi nell’area della Locride”

14/04 ''La sanita' e' un bene di tutti e la tutela della salute un diritto primario per i cittadini: chi lavora in questo settore, ed in particolare chi opera nelle realta' piu' difficili del territorio calabrese, va percio' tutelato e garantito''. Lo afferma Cosimo Cherubino, capogruppo regionale di Unita' Socialista-Sdi-Rosa nel Pugno, in relazione ad un provvedimento che dispone il rientro presso la postazione originaria di Guardia medica di 34 medici che da diversi anni svolgono ruoli importanti nelle strutture sanitarie della Locride. Per Cherubino, che sollecita l' intervento dell' assessore regionale alla Salute, Doris Lo Moro, il provvedimento ''andra' a comportare non solo una grave carenza di medici nei nosocomi della Locride, ma anche un pesante disservizio nella gia' delicata situazione sia sanitaria che territoriale dell' ASL 9. Mi sembra inoltre assolutamente ingiustificato andare a colpire proprio chi da anni e' impegnato in prima linea e, con grande spirito di servizio, garantisce l' efficienza di importanti funzioni sanitarie specialistiche, rendendo un servizio utile ai cittadini in punti strategici del sistema sanitario territoriale''. ''L' obiettivo di una sanita' piu' rispettosa delle esigenze di questo martoriato territorio - sostiene ancora Cherubino - e' oggi un' esigenza non piu' procrastinabile ed una priorita' che chi rappresenta il popolo calabrese ed in particolare i cittadini della Locride, deve avere come punto principale della propria azione politica e questo si puo' raggiungere solo attraverso un miglioramento dei servizi ed eventualmente un potenziamento di quelle che sono le strutture presenti sul territorio attraverso un lavoro di concertazione tra i diversi soggetti in causa: medici, sindacati, operatori sanitari e politici''. Per il capogruppo di Unita' socialista- Sdi - Rosa nel Pugno ''c' e' la necessita' che l' assessore regionale alla Salute Doris Lo Moro si renda protagonista di una nuova stagione della politica sanitaria che metta al centro le esigenze dei cittadini mediante una forte azione mirante a sanare una situazione gravosa che si protrae da decenni, provocando una grave emigrazione sanitaria verso centri di eccellenza che purtroppo ad oggi si trovano solo fuori regione. La Locride ha bisogno immediato di interventi ed e' per questo che sarebbe augurabile un percorso comune tra le varie parti in causa alla presenza dell' Assessore, per stabilire una volta per tutte un cammino di rilancio della sanita' nella Riviera dei Gelsomini e in tutta la Calabria''.

Diminuiscono i casi di AIDS in Calabria. Iniziativa ANLAIDS "un bonsai per la ricerca"

12/04 Diminuiscono, nel 2005, i casi di Aids in Calabria: erano 16 quelli registrati nel 2004, sono 13 nel 2005. Non ci sono casi riguardanti bambini. Su scala provinciale, in particolare, si rileva un calo a Cosenza, Crotone e Vibo Valentia, mentre c' e' una crescita a Catanzaro e Reggio Calabria. Il quadro emerge dagli ultimi dati forniti dall' Anlaids in occasione della Campagna Bonsai che l' associazione promuovera' nelle piazze della regione da venerdi' 14 aprile fino alla domenica di Pasqua. ''E' una buona notizia per la Calabria - afferma Fernando Aiuti, presidente dell' Anlaids - Un trend positivo che va sostenuto aiutando la ricerca e aiutando la nostra associazione che diffonde la cultura della prevenzione anche in Calabria. Nella geografia dell' Aids in Italia la Calabria e' al quindicesimo posto con un' incidenza pari a 0,9 casi ogni centomila abitanti. Il calo dei casi di Aids rappresenta un' inversione di tendenza rispetto al 2004 e ci deve convincere ad andare avanti, l' Aids fa ancora paura''. Dal 1982 al 2005, in Calabria, si sono avuti 559 casi di Aids. Nella classifica per tasso di incidenza ogni centomila abitanti, la Calabria si colloca al quindicesimo posto in Italia con lo 0,9. La provincia in cui si registra il tasso di incidenza piu' alto e' Crotone (1,7); seguono Vibo Valentia (1,2), Reggio Calabria (1,1), Cosenza (0,8) e Catanzaro (0,5). In Calabria, nel 2005, non si sono registrati casi pediatrici, l'ultimo e' del 1999. Dall'inizio dell' epidemia al 2005 in Calabria i casi pediatrici di Aids sono stati 11. A Catanzaro da un solo caso registrato nel 2004 si passa ai due dello scorso anno con un tasso di incidenza che e' il piu' basso su scala regionale 0,5. In totale i casi, dall' inizio dell' epidemia, sono stati 169. Raddoppiano, in un anno, anche i casi registrati a Reggio: dai tre del 2004 si passa a sei con un totale di 126. In discesa i dati relativi a Cosenza: tre casi a fronte dei sette del 2004 e un totale di 119; Crotone: un caso contro tre del 2004 e totale di 117 e Vibo un caso contro due del 2004 e 38 casi in tutto. Anche a livello nazionale, come documenta l' ultimo rapporto del Centro operativo Aids dell' Istituto superiore di Sanita', il trend di incidenza della malattia e' al ribasso: i casi nell' ultimo anno sono stati 1.141 meno di quelli dell' anno precedente quando furono 1.573. Da venerdi' a domenica prossima, fanno sapere dall' associazione, saranno molte le piazze calabresi nelle quali l' Anlaids proporra' l' acquisto di un bonsai per sostenere la ricerca. L' associazione, inoltre, ha rivolto un appello per la destinazione del 5 per mille alla ricerca, per finanziare borse di studio, realizzare campagne di educazione, case alloggio e sostenere persone sieropositive e malati.

La CISL medici alla Lo Moro: “Liquidare gli arretrati ai dirigenti”

11/04 Il segretario regionale della Cisl medici, Mario Marino, ha scritto una lettera aperta all' assessore regionale alla Sanita', Doris Lo Moro, in cui esprime ''profondo disappunto per il mancato rispetto dell' accordo del 21 novembre scorso, accordo con il quale il dirigente generale dell' assessorato, Faillace, si era impegnato a corrispondere entro febbraio scorso gli arretrati contrattuali della dirigenza sanitaria. ''Per questo motivo la Cisl medici - rende noto Marino - proclama lo stato di agitazione generale dei propri iscritti riservandosi di adire le dovute azioni legali per il mancato pagamento degli arretrati contrattuali e per le nomine dei direttori sanitari e amministrativi sprovvisti dei requisiti di legge''. ''Dalle continue pressioni e lamentele che quotidianamente riceviamo - afferma Marino - abbiamo avuto modo di appurare che solo qualche Azienda sanitaria calabrese ha provveduto a liquidare le spettanze contrattuali. Se il peso di un' inefficiente gestione politico-burocratica della Sanita' deve ricadere soltanto sulla pelle dei medici, allora bisogna certamente evidenziare che il perpetrarsi di certi comportamenti non ha avuto alcuna discontinuita' rispetto al passato, malgrado qualche apertura protesa al dialogo con le forze sociali e sindacali che tuttavia ancora stenta a decollare. Nessun cambiamento rilevante nella gestione della sanita' puo' essere avviato e puo' trovare sostanziale attuazione senza la dovuta e necessaria concertazione con i sindacati medici. A tutt' oggi bisogna rilevare che la gestione, prima commissariale e poi dei direttori generali, di molte aziende sanitarie calabresi, ha prodotto soltanto incertezze e confusione. Nella maggior parte delle aziende sanitarie non sono stati ancora accertati i reali deficit di gestione del passato. Alcuni direttori generali, forse dietro input politici, hanno nominato direttori sanitari ed amministrativi privi dei requisiti di legge. Nessuna azienda finora ha avviato la contrattazione decentrata a quattro mesi dalla firma del contratto collettivo nazionale di lavoro''.

Istituito un centro di prelievi a Sibari

11/04 La giunta comunale di Cassano allo Ionio ha approvato il testo di un protocollo d' intesa che dovra' essere sottoscritto tra il comune di Cassano Ionio e l' Azienda sanitaria di Rossano per l' istituzione di un centro prelievi a Sibari. L' iniziativa e' frutto di una proposta avanzata dall' assessore comunale delegato alle politiche Sociali e Sanitarie, Cecilia Renne. L' intesa che sara' firmata dal sindaco di Cassano, Gianluca Gallo, e dal direttore del distretto sanitario di Trebisacce, Francesco Tarsia ''prevede - e' detto in una nota del Comune di Cassano - che gli enti in questione, oltre a dichiararsi fortemente interessati all' istituzione del centro prelievi, assicurino che il servizio erogato sara' finalizzato esclusivamente alla tutela e alla salvaguardia del diritto alla salute. I prelievi saranno effettuati a titolo gratuito, ogni venerdi', presso l' ambulatorio medico ubicato nella delegazione municipale di Sibari. L' azienda sanitaria di Rossano, con la sottoscrizione dell' atto, si impegna a fornire tutto il materiale occorrente per l' effettuazione dei prelievi''. ''L' istituzione del centro prelievi a Sibari - affermano in una dichiarazione congiunta Gallo e Renne - rappresenta un altro obiettivo importante centrato dall' amministrazione comunale a beneficio della comunita' cassanese. Con il funzionamento del centro prelievi verranno alleviati i disagi, soprattutto ai tanti concittadini affetti da patologie croniche, ai disabili e a quanti altri necessitano di controlli frequenti''.

La Provincia di Cosenza acquista un mezzo attrezzato per lo screening del seno

08/04 La Provincia di Cosenza acquisterà un mezzo mobile attrezzato per lo screening del tumore alla mammella che metterà a disposizione delle aziende sanitarie del territorio per una intensa campagna di prevenzione. Allo scopo é stato già stanziato uno speciale capitolo del Bilancio 2006, approvato dal Consiglio, che prevede la somma di 180.000 euro. Lo rende noto la stessa Provincia. Le modalità di utilizzo dello speciale camper diagnostico saranno stabilite in appositi protocolli d' intesa che verranno a breve stretti tra l' Amministrazione e le singole As per definire al meglio un servizio rispondente al territorio. "L' iniziativa - prosegue la nota - dall' altissima valenza per la salute delle donne, in una regione che registra una minore incidenza dei tumori femminili, ma un maggiore mortalità rispetto al resto d' Italia, nefasta proporzione frutto di una prevenzione sottovalutata, è stata discussa nel corso di un incontro che ha riunito i nuovi manager delle aziende ospedaliere e sanitarie della provincia, su iniziativa del presidente della Provincia, Mario Oliverio". A discutere dell' azione in difesa della salute, oltre a Oliverio, erano presenti il vice presidente dell' Ente Perugini, il coordinatore dello staff di presidenza, Franco Iacucci, il consigliere Giovanbattista Genova, il direttore generale dell' Azienda ospedaliera di Cosenza, Cesare Pelaia, i direttori generali delle AS di Paola, Ivan Cavallo, di Castrovillari, Ernesto Gigliotti, di Cosenza, Battista Aquino, di Rossano, Giuseppe Carbone, i direttori sanitari delle Aziende ospedaliere di Cosenza, Giovanni Nicotera, di Castrovillari, Serafino Conforti, di Rossano, Giovanni Aloisio, dell' Azienda sanitaria di Cosenza, Antonio Scalzo, i direttori amministrativi della As di Castrovillari, Giuseppe Altomare, dell' Azienda ospedaliera di Cosenza, Giancarlo Carci. Presenti ancora le dottoresse Anna Giorno e Nella Ruffolo, rispettivamente coordinatrice e responsabile del Centro di Riferimento Screening tumori femminili dell' As 4 che avrà un ruolo fondante nel progetto che si avvia. "Quella della tutela della salute pubblica, in questo caso delle donne - ha sostenuto Oliverio - non è certo una funzione istituzionale che risale alle competenze della Provincia di Cosenza. Per essa sentiamo tuttavia che siano richiesti attenzione ed assunzione di impegno, guardando il settore fondamentale della società che fa capo alla salute stessa. Considerata la dimensione della area territoriale, la sua orografia, la presenza di centri interni, una resistenza culturale verso un approccio corretto alla prevenzione, abbiamo pensato a fornire un doveroso contributo che oltre istituzionale é soprattutto sociale. Non da ultimo, poi, è da ricordare che nel quadro della programmazione regionale sanitaria, la Provincia è chiamata ad esprimersi, di concerto con le strutture sanitarie per effettuare scelte di rilievo per un uso oculato e centrato delle risorse e per una qualità ottimale di risposte. Non una facoltà, quest' ultima ma un obbligo, nel quadro di un attento sforzo da compiere". "La campagna di sensibilizzazione e prevenzione contro un tumore che miete ancora troppo vite che possono e debbono essere preservate - ha proseguito Oliverio - non sarà certo un binario parallelo, ma l' occasione di un fondamentale appoggio ad un processo che vede parimenti impegnati i responsabili sanitari per un servizio da rendere al territorio, alla provincia, alla Calabria". Più che favorevoli, è scritto nel comunicato, le reazioni dei manager e delle responsabili sanitarie verso "la lodevole iniziativa provinciale che, nel commento generale, è stata salutata come fondamentale nella tutela di una categoria di cittadini, le donne in questo caso, che possono essere a giusto titolo considerate a rischio senza una adeguata attività di coinvolgimento nella prevenzione della salute". Nei prossimi giorni, è stato deciso al termine dell' incontro, verranno definite le modalità per la sottoscrizione dei vari protocolli che permetteranno, insieme all' acquisto del camper attrezzato, la partenza dell' iniziativa nei singoli Comuni appartenenti alla varie aziende sanitarie, a vantaggio delle donne della provincia di Cosenza.

Aumenta la spesa per i ricoveri fuori regione

06/04 "Sono settantamila i calabresi che nel 2004 hanno scelto di ricoverarsi fuori Regione; mentre la spesa farmaceutica risulta fuori controllo, con uno sforamento del 13% per il 2005 del tetto del fondo sanitario regionale, di 3 punti circa". E' quanto emerge da uno studio sulla sanità calabrese realizzato dalla struttura del presidente della Commissione "Bilancio, programmazione economica ed attività produttive", Demetrio Naccari Carlizzi, ed illustrato in un servizio di Cristina Cortese, pubblicato su CalabriaInforma, l' Agenzia settimanale di notizie e commenti del Consiglio regionale. Dallo studio emerge inoltre che "dei 70 mila calabresi che nel 2004 hanno affrontato il viaggio cosiddetto della speranza, il 15 % lo ha intrapreso per avere 'media assistenza', (cardiologia, nefrologia, neurologia); il 45% per la 'specialita' di basé (dermatologia, oculistica, geriatria): risulta chiaramente che l' emigrazione sanitaria si riscontra purtroppo anche nei casi di patologie di minore gravità. Sempre nell' anno 2005 si rileva una ripartizione non coerente delle risorse tra le Aziende ospedaliere calabresi, con un rapporto in negativo tra percentuale assegnata e popolazione, per le province di Cosenza -4,49% e Reggio Calabria -2,37; mentre per Catanzaro, in positivo con un + 6,86%. Precisamente in termini monetari Cosenza riceve 22.472.495 euro in meno della quota complessiva che invece spetterebbe in proporzione agli abitanti; Reggio Calabria perde 11.862.111 euro".

Dopo il DDL Lo Moro la sanità privata sospende ogni rapporto con l’assessorato

28/03 Si e' riunito a Catanzaro, sotto la Presidenza di Enzo Paolini l'Assemblea dei titolari delle Case di cura associati all'AIOP con all'ordine del giorno le decisioni da assumere dopo l'iniziativa dell'Assessore Lo Moro di inviare al Consiglio regionale un disegno di legge che ha come obiettivo quello di ridurre, l'attivita' e la produttivita' delle Case di cura. ''L'Assessore regionale - e' detto in una nota - ha di fatto predisposto un disegno di legge per scaricare sulla sanita' privata le inefficienze e le passivita' della sanita' pubblica. E' una iniziativa avventata e politicamente irresponsabile che mette a rischio il servizio sanitario regionale essendo a tutti noto che l'ospedalita' privata offre oggi, per qualita' di prestazioni e rispetto dell'ammalato, una alternativa a chi, diversamente, si vedrebbe costretto a farsi curare fuori regione. L'iniziativa assunta dall'Assessore Lo Moro di penalizzare le case di cura nella speranza di restituire agli ospedali pubblici una affidabilita' fortemente compromessa dagli sprechi e dai costi impropri della politica, mette a rischio migliaia di posti di lavoro, inevitabile conseguenza dell'imposizione alle case di cura di una ridotta attivita'. I titolari delle case di cura prendono atto dell'indirizzo politico dell'assessorato regionale che viola deliberatamente il principio della libera scelta del cittadino e avvertono la responsabilita' di convocare le delegazioni sindacali per valutare realisticamente le conseguenze in termini di salvaguardia dei posti di lavoro di chi opera alle dipendenze delle case di cura. Di fronte all'iniziativa prevaricatrice dell'assessore Lo Moro l'assemblea dell'AIOP ha deliberato di sospendere ogni rapporto con l'assessorato alla Sanita' sino a quando non saranno rispettati gli impegni e ritirato o emendato il disegno di legge recante le recenti disposizioni discriminatorie in materia sanitaria''. L'Assemblea Regionale AIOP Calabria del 28.03.2006 ''preso atto della assoluta inadempienza di tutte le AA.SS.L.. e della Regione Calabria rispetto a tutte le regole e le scadenze dalle stesse fissate; considerate le iniziative legislative dell'Assessorato alla Sanita' finalizzate esplicitamente a ridurre sia i margini di libera scelta dei cittadini che l'attivita' del comparto sanitario rappresentato dalle Case di Cura private che e' il primo settore in Calabria per qualita' di prestazioni, fatturato e livelli occupazionali delibera di sospendere ogni rapporto con l'Assessorato alla Sanita' sino a quando non saranno rispettati gli impegni e ritirato o emendato il disegno di Legge recante le recenti disposizioni in materia sanitaria; di dare mandato al Presidente e all'Esecutivo di convocare immediatamente un confronto con le rappresentanze sindacali finalizzato alla valutazione delle inevitabili conseguenze di tali iniziative in termini di riduzione del personale e di sopravvivenza stessa delle aziende''.

Il Sindaco di Montalto dona due defibrillatori all’AS 4

27/03 Due defribillatori sono stati consegnati dal sindaco di Montalto, Ugo Gravina al direttore del distretto sanitario Media-Valle Crati dell' Azienda sanitaria 4 di Cosenza, Domenico Greco, nel corso di un convegno sulla sanita', che si e' svolto a Montalto. Lo rende noto l' Azienda sanitaria 4 di Cosenza. ''I due preziosi apparecchi salvavita - e' scritto in una nota - troveranno sistemazione nelle due postazioni di continuita' assistenziale di Taverna e di Montalto Uffugo centro. La direzione generale dell' Azienda sanitaria evidenzia la sensibilita' del primo cittadino di Montalto riguardo alle complesse problematiche in materia di sanita' del proprio territorio, auspicando una sempre piu' stretta collaborazione''.

Il 29 marzo l’ass. Lo Moro a Cosenza

27/03 Si terra' il prossimo 29 marzo alle ore 17,00 presso il Cinema Italia a Cosenza un incontro pubblico sui problemi della sanita' cosentina al quale partecipera' l'Assessore Regionale al ramo on. Doris Lo Moro. A commento dell'iniziativa il Responsabile Provinciale dell'Area Tematica Sanita' dei DS di Cosenza, Franco Boncompagni, rileva come ''i DS prendono atto con fiducia della volonta' espressa dalla dirigenza aziendale di tornare a un clima di normalita', di chiarezza, di trasparenza, clima assente da troppi anni nel nostro plesso ospedaliero''.

All’Holiday Inn si è parlato della gestione del galucoma

26/03 La Gestione del Glaucoma. È stato il tema centrale del convegno organizzato a Cosenza nei saloni dell’Holiday Inn. Al convegno hanno partecipato gran parte degli oculisti calabresi assieme ad altri colleghi provenienti da altre regioni. Il seminario scientifico è stato organizzato in collaborazione con Pfizer Italia e con il patrocinio dell’ordine dei medici chirurghi ed odontoiatri di Cosenza e della S.O.C. Il direttore del corso Prof. Giovanni Scorcia, direttore Clinica Oculistica Università Magna Graecia di Catanzaro, ha manifestato la sua soddisfazione sulla riuscita del convegno –soprattutto per l’impegno dell’organizzatore e ideatore nonché responsabile scientifico, il dr. Sante Luigi Formoso – al quale ha rivolto l’invito che questa giornata possa diventare di cadenza annuale per la categoria medica specifica ma anche occasione conoscitiva per i calabresi che troppo spesso non sono a conoscenza dei grandi passi compiuti in materia dagli specialisti territoriali. Il tema ha trattato la gestione del paziente affetto da glaucoma, una malattia che investe il sociale anche perché presente nel 2% della popolazione italiana. Una patologia solitamente asintomatica per cui risulta per il paziente psicologicamente difficile ed inspiegabile utilizzare farmaci per combatterla portandolo in molti casi alla cecità. In questo senso il glaucoma diventa una malattia del tutto singolare e complessa. Altro punto di discussione, il dialogo diretto tra medico e paziente, fondamentale per offrire all’ammalato la possibilità di utilizzare una terapia mirata che possa nel tempo porre sotto controllo l’evoluzione della patologia. Questa azione educativa del medico non può prescindere anche dalla estrema diligenza di esecuzione dei controlli e dalla strategia terapeutica che comunque è sempre personalizzata in base a tutti i fattori di rischio. Nel corso del dibattito sono state poi presentate due relazioni di notevole spessore scientifico concernenti le Nuove Frontiere Farmacologiche della terapia del glaucoma e le Interazioni tra terapia glaucomatosa e sistemica. Infine l’ultima sessione è