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Sanità e Salute Enzo Paolini presidente nazionale dell’AIOP
Confermato lo sciopero delle farmacie del 5 giugno 31/05 La Federfarma Calabria ha confermato la chiusura per mezza
giornata, lunedì prossimo, 5 giugno, delle farmacie aderenti
all' associazione. "Duole constatare - è detto in un comunicato
a firma del segretario di Federfarma Calabria, Alfonso Misasi - come
il grave problema sociale dell' inevitabile interruzione del Servizio
farmaceutico in Calabria, denunciato sin dallo scorso 16 maggio, a
causa dei ritardi nei pagamenti ai titolari di farmacia, non sia stato
affatto affrontato né dai diretti responsabili delle Aziende
sanitarie, né dall' Assessorato regionale alla Sanità.
Quest' ultimo non ha sentito nemmeno il bisogno di aprire un tavolo
di confronto sulla proposta della categoria al fine di sventare la
prossima, devastante necessità di erogazione dell' assistenza
farmaceutica in forma indiretta, con l' anticipazione da parte dei
cittadini delle somme necessarie per l' acquisto dei farmaci per poi
richiedere improbabili, quanto defatiganti rimborsi". "A
questo punto - conclude la nota - non resta che sperare che cittadini,
sindacati e forze politiche facciano sentire la loro voce per ristabilire
le corrette priorità nell' erogazione della spesa sanitaria
al fine di evitare questo ulteriore, insopportabile insulto ai calabresi,
che si vedrebbero altrimenti privati di uno strumento indispensabile
per beneficiare del loro diritto alla salute". Il Ministro Turco precisa “Nessuna dilazione per le Regioni in disavanzo” 27/05 "Le Regioni si mettano al passo. Non ci saranno dilazioni
nei tempi". Il ministro della Salute Livia Turco ha escluso l'
ipotesi di proroghe per gli adempimenti previsti per le Regioni che
al 31 maggio sono gravate da un forte deficit sanitario. "Sono
in una regione - ha detto il ministro parlando con i cronisti a Bologna
a margine della sua visita a Exposanità - che ha dimostrato
che si può coniugare stabilità finanziaria e conti pubblici
insieme all' innovazione. Il ministro della Salute deve chiedere le
giuste risorse. Noi lo faremo e il presidente Errani si è già
fatto sentire in modo adeguato. Tra le eredità pesanti del
centrodestra - ha osservato ancora Turco - c'é il deficit sanitario
dovuto anche a una pesante sottostima del Fondo sanitario nazionale
(Fsn). Ma nello stesso tempo - ha sottolineato il ministro - ci sono
regioni che non sono virtuose come l' Emilia-Romagna e la Toscana.
Allora il problema è che tutte diventino virtuose come Emilia-Romagna
e Toscana". "La battaglia per il rigore e per la lotta agli
sprechi - ha concluso Turco su questo punto - è una battaglia
che sento come ministro della Salute. Solo in questo modo potrò
fare la battaglia per il giusto finanziamento della sanità
pubblica" Scoppia il bubbone della distribuzione dei farmaci. La Finanza scopre un danno erariale per 62 milioni di euro, segnalate 34 persone alla Corte dei Conti. Coinvolta la Regione. L’indagine prosegue. 25/05 La Guardia di Finanza ha condotto in Calabria un' indagine
in materia di spesa farmaceutica a conclusione della quale e' stato
accertato un danno erariale per 62 milioni di euro, con la segnalazione
alla Procura regionale della Corte dei Conti di 34 persone ''responsabili
- secondo quanto riferito dalla Fiamme Gialle - della mancata adozione
di idonee iniziative per conseguire importanti forme di risparmio
mediante la distribuzione diretta dei farmaci da parte delle strutture
ospedaliere''. L' indagine, condotta dal Nucleo regionale di Polizia
tributaria, riguarda, in particolare, la mancata attuazione delle
misure previste dalla legge 405 del 2001 che ha fissato al 13% il
tetto massimo della spesa farmaceutica convenzionata rispetto alla
spesa sanitaria totale. La vicenda, che e' ora anche al vaglio della
magistratura penale, riguarda i cosiddetti farmaci ''a duplice via'',
che, per le loro caratteristiche si prestano ad essere distribuiti
direttamente dalle strutture sanitarie pubbliche consentendo, in tal
modo, sia una maggiore continuita' assistenziale che un notevole risparmio
economico. Questo perche', riferisce ancora la Guardia di Finanza,
quando le aziende sanitarie acquistano i farmaci direttamente dalle
industrie farmaceutiche, per distribuirli poi direttamente agli assistiti,
godono di uno sconto minimo, previsto dalla legge, compreso tra il
40 e il 50% rispetto al prezzo al pubblico. Quando invece gli stessi
farmaci vengono acquistati attraverso il canale delle farmacie convenzionate,
le Asl devono affrontare un aggravio di costi che, nel caso specifico,
corrisponde a quasi il prezzo intero del farmaco, beneficiando al
massimo di uno sconto del 19%. Secondo la Guardia di Finanza la Regione
Calabria, dopo avere varato la legge di contenimento dei costi dei
farmaci e demandato alla Giunta l' adozione di una serie di provvedimenti,
nulla ha fatto ne' in termini di rendiconto, ne' di controllo. Altre
Regioni invece, tra cui l' Umbria, riferisce ancora la Guardia di
Finanza, hanno puntato sulla distribuzione diretta dei farmaci ottenendo
il rispetto dei parametri fissati dalla normativa e notevoli economie
di spesa ed evitando inasprimenti fiscali nei confronti degli assistiti.
La Guardia di Finanza non ha riferito ne' l' identita', ne' il ruolo
delle persone che sono state segnalate alla Procura regionale della
Corte dei Conti. Secondo quanto si e' appreso, comunque, si tratterebbe
di persone la cui attivita' e' collegata alla gestione politica e
amministrativa dell' Assessorato regionale alla Sanita'. L' indagine,
inoltre, non riguarda soltanto l' attuale gestione dell' assessorato
ma anche quella relativa alla precedente legislatura anche perche'
i fatti oggetto degli accertamenti risalgono al periodo compreso tra
il 2002, anno di approvazione della legge regionale di contenimento
della spesa farmaceutica, ad oggi. Il danno erariale che viene contestato
si concretizza, sempre secondo la Guardia di Finanza, nel mancato
risparmio derivante dal fatto che i farmaci ''a duplice via'' non
sono stati distribuiti direttamente attraverso le strutture pubbliche.
Summit sulla sanità al Ministero della Salute. Lo Moro “Per la prima volta si parla di sud” 24/05 "Condivido pienamente l' impostazione di Livia Turco,
in particolare per quanto riguarda i problemi del Mezzogiorno, alla
cui soluzione si attribuisce centralità strategica, intesa
non solo come enunciazione". Lo ha sostenuto l' assessore alla
Salute della Regione Calabria, Doris Lo Moro, al termine dell' incontro
con la nuova titolare del dicastero alla sanità a cui hanno
preso parte anche il ministro per gli Affari Regionali, Linda Lanzillotta,
ed il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, oltre
che gli assessori al ramo. "Sono molto soddisfatta - ha spiegato
Doris Lo Moro al termine del vertice - Per la prima volta un ministro,
nella sua relazione conclusiva, ha fatto riferimento per ben tre volte
alle regioni meridionali. E' un elemento importante perché,
finita la campagna elettorale, il ministro Turco si è dedicata
all' attuazione pratica delle linee programmatiche dell' Unione".
L' assessore si è soffermata in particolare sugli impegni assunti
dal ministro in direzione del miglioramento del patrimonio edilizio
sanitario e dell' innovazione tecnologica: "Livia Turco - ha
detto - è consapevole del divario esistente fra Nord e Sud
ed intende adoperarsi per eliminarlo garantendo al Mezzogiorno risorse
aggiuntive accanto ad un' efficace azione amministrativa ordinaria".
Doris Lo Moro ha apprezzato anche l' attenzione del ministro verso
alcune richieste specifiche: "Come assessore calabrese - ha detto
- ho posto l' esigenza di lanciare segnali concreti all' opinione
pubblica rispetto al riconoscimento di qualche diritto in più,
per cui ho proposto al ministro Turco misure rivolte al Sud in particolare,
come il riconoscimento delle cure odontoiatriche ai giovani in età
adolescenziale. Il ministro ha dimostrato di aver recepito questa
esigenza, facendo un esplicito riferimento nel trarre le conclusioni".
Lo Moro, unica donna presente in rappresentanza delle Regioni insieme
con la collega della Sardegna, ha trovato un ulteriore elemento di
positività nell' avere avuto un' interlocuzione con due ministre:
"Lanzillotta e Turco - ha spiegato - sono i ministri con cui,
come assessore alla Salute, dovrò lavorare maggiormente. Questo
non potrà che giovare alla causa". Approvato il piano regionale sulla prevenzione degli infortuni 23/05 La Giunta regionale ha approvato il piano proposto dall' assessore
alla Salute, Doris Lo Moro "Piano regionale di sorveglianza e
prevenzine degli infortuni sul lavoro". " Attivare e potenziare
la prevenzione e la sorveglianza del fenomeno degli infortuni sul
lavoro in Calabria - è scritto in una nota dell' assessorato
regionale Tutela della salute e Politiche sanitarie - è l'
obiettivo del piano regionale approvato nei giorni scorsi dalla Giunta
regionale su proposta dell' assessore alla Salute, Doris Lo Moro.
Il piano, a carattere triennale, si prefigge di realizzare un incremento
delle attività di prevenzione e controllo nei luoghi di lavoro
da parte delle aziende sanitarie, elaborando una precisa mappatura
delle aziende e del numero dei lavoratori presenti. I dati del rapporto
Inail 2004 evidenziano in Calabria un incremento degli infortuni denunciati,
in controtendenza rispetto alla riduzione rilevata in ambito nazionale.
I settori produttivi maggiormente interessati dal fenomeno infortunistico,
secondo i dati dell' Istat, sono l' industria alimentare, l' industria
del legno, l' industria della lavorazione dei minerali non metalliferi,
l' industria dei metalli, le costruzioni. Il piano tende a modificare
l' attuale cultura dei servizi di prevenzione, igiene e sicurezza
negli ambienti di lavoro, attivando la prevenzione partecipata, che
dà ampio spazio al coinvolgimento ed alla conquista di adesioni
al percorso preventivo". "Obiettivi specifici del piano
- conclude la nota - sono: la riduzione degli infortuni sul lavoro,
delle malattie professionali, delle patologie correlate al lavoro
e dei loro effetti sfavorevoli; il miglioramento della qualità
della vita nei luoghi di lavoro dal punto di vista psicologico, sociale,
relazionale; la promozione della cultura della prevenzione fra tutti
i soggetti sociali interessati. Fra le azioni previste dal piano rientra
l'attivazione di un sistema informativo aziendale-regionale in grado
di rispondere alle esigenze di programmazione delle politiche di pevenzione
e sicurezza nei luoghi di lavoro. Altra azione individuata è
l' attuazione della conferenza annuale di programmazione e verifica
con le organizzazioni sindacali, le associazioni degli imprenditori,
le aziende sanitarie, gli istituti di settore, le parti sociali; la
formazione e l' aggiornamento dei rappresentanti dei lavoratori per
la sicurezza e del personale delle aziende sanitarie. Le Aziende sanitarie
dovranno a loro volta predisporre dei progetti aziendali". Farmacie in stato di agitazione: Il 5 giugno chiuse mezza giornata 22/05 La Federfarma della Calabria ha proclamato lo stato di agitazione
della categoria "in segno di protesta - è detto in un
comunicato - contro molte aziende sanitarie della regione per lo stato
di morosità nei pagamenti delle somme spettanti ai titolari
di farmacia". Lo stato di agitazione si concretizzerà
il 5 giugno prossimo con la chiusura delle farmacie per mezza giornata,
dalle 8,30 alle 13. Nella nota di Federfarma Calabria si sottolineano
"i gravi problemi in cui versa l' assistenza farmaceutica in
Calabria, che rischia di collassare, con il conseguente passaggio
all' assistenza farmaceutica in forma indiretta, a causa dei colpevoli
inadempimenti delle stesse Aziende sanitarie. Anche l' ultimo accordo
regionale, siglato il 5 aprile scorso con i responsabili degli assessorati
regionali alla Sanità ed al Bilancio, alla presenza dell' assessore
Doris Lo Moro, sta puntualmente naufragando, rendendo vano ogni sforzo
per il raggiungimento di un bonario componimento di natura negoziale
al grave problema che si è determinato. Federfarma - prosegue
la nota - si augura che un fattivo e detrminante intervento delle
autorità regionali e statali possa sventare le devastante necessità
di erogazione dell' assistenza farmaceutica in forma indiretta, che
diventerebbe indispensabile per evitare la paralisi del servizio farmaceutico,
anche a pagamento, in tutte quelle aziende sanitarie che registrano
ritardi dei rimborsi alle farmacie superiori ai sei mesi, livelli
oltre i quali le banche non sono disposte a concedere ulteriore credito,
con la conseguente impossibilità per le farmacie di rifornirsi
dei medicinali necessari". "Come ulteriore dimostrazione
di disponibilità - conclude la nota di Federfarma - abbiamo
sottoposto agli assessorati competenti una nuova ipotesi di accordo
che veda la Regione garantire le anticipazioni necessarie, fino ad
ad un totale di dieci mesi, in modo da permettere in via continuativa
l' assistenza farmaceutica in Calabria". Secondo Federfarma,
le Aziende sanitarie morose nei confronti dei titolari di farmacia
sono quelle di Palmi, che non liquida i rimborsi da dieci mesi, Locri
(sei mesi), Paola, Rossano e Cosenza (cinque mesi), Castrovillari
e Reggio Calabria (quattro mesi); Crotone (tre mesi) e Vibo Valentia
(un mese). Il carcinoma allo stomaco è uno dei più frequenti tumori maligni, spesso diagnosticato tardi 20/05 Il carcinoma dello stomaco rappresenta uno dei più frequenti
tumori maligni nel mondo. In Italia è il sesto tumore più
frequente fra gli uomini ed il quinto fra le donne, rappresentando,
rispettivamente, la terza e la quinta causa di morte. In due terzi
dei casi, inoltre, la malattia viene diagnosticata tardivamente. E'
quanto emerso a Catanzaro in occasione dei lavori del primo corso
regionale di aggiornamento in Oncologia del Gruppo oncologico italia
meridionale sul tema "Il trattamento dei tumori dello stomaco
e del pancreas". L' iniziativa, promossa dal direttore dell'
Unità operativa di Oncologia medica dell'Azienda ospedaliera
Pugliese - Ciaccio di Catanzaro, Stefano Molica, si è aperta
con il saluto del direttore generale dell' Azienda sanitaria del capoluogo,
Pasquale Clericò. "Il carcinoma dello stomaco - ha spiegato
Annamaria Lavecchia dell' unità di Anatomia patologica dell'
Azienda Pugliese Ciaccio - risponde poco alle attuali chemio e radioterapia.
E' essenziale allora una diagnosi il più precoce possibile
della malattia, quando questa viene definita iniziale. In questa fase
infatti la possibilità di avere metastasi linfonodali e a distanza
è estremamente bassa. Potere intervenire chirurgicamente in
una fase precoce consente di effettuare un intervento radicale, che,
vista la scarsa risposta a terapie adiuvanti, rappresenta ancora l'
unica possibilità di ottenere la guarigione della malattia.
La conoscenza delle alterazioni molecolari alla base della malattia
- ha concluso la dott.ssa Lavecchia - apre la strada ad altre possibilità
terapeutiche, al momento ancora in fase di sperimentazione".
Parlando del trattamento del tumore gastrico, nelle forme avanzate,
Molica ha sottolineato "il ruolo dei trattamenti comprendenti
il platino nel miglioramento delle sopravvivenze globali dei pazienti
con tumore gastrico avanzato". Domenico Pingitore, della Radioterapia
dell'Azienda Ospedaliera Pugliese-Ciaccio, ha spiegato che "solo
negli ultimi anni, con l' introduzione della radioterapia conformazionale
tridimensionale, la radiologia stà assumendo un ruolo strategico
nel migliorare la prognosi dei tumori gastrici. Inoltre, poiché
con questo tipo di radioterapia conformazionale si riduce la tossicità
agli organi sani circostanti al tumore, la radioterapia può
essere usata in associazione alla chemioterapia per aumentare l' efficacia
dei trattamenti antineoplastici". Non solo in Ospedale la cura dello scompenso cardiaco
La Cisl medici lamenta la stagnazione sui contratti della dirigenza 17/05 "E' con profondo rammarico che la Cisl medici regione
Calabria denuncia una fase di stagnazione della contrattazione regionale
e aziendale della dirigenza medica calabrese". A sostenerlo è
stato Mario Marino, segretario generale Cisl Medici regione Calabria.
"Dopo l' insediamento delle nuove direzioni generali nelle Aziende
salutari calabresi, avvenuto non senza polemiche - ha proseguito Marino
- si aspetta di giorno in giorno la pubblicazione delle linee guida
sull' atto aziendale, che rappresenta un atto di natura privata che
disciplina l' organizzazione della struttura aziendale e il funzionamento
della stessa. Malgrado ci siano stati incontri sulla bozza proposta
dall' Assessore alle organizzazioni sindacali della dirigenza medica
è mancata una preventiva concertazione sul contenuto dello
stesso documento che dovrebbe rappresentare lo strumento per la programmazione
del futuro della sanità calabrese. Il mancato preventivo confronto
con i sindacati della dirigenza medica ha sminuito l' importanza e
l' efficacia dell' atto adottato, più volte rivisitato dalla
stesso dipartimento della sanità. La preoccupazione di questa
organizzazione è che l' impianto complessivo, licenziato di
recente dalla Giunta Regionale, preveda una contrazione di Unità
Operative ospedaliere e territoriali a discapito della efficacia ed
efficienza dei servizi e delle professionalità mediche. E desta
preoccupazione l' adozione di alcuni atti deliberativi regionali che
stabiliscono un aumento delle risorse finanziarie agli erogatori privati,
a prescindere dalla qualità delle prestazioni e mettono in
serie difficoltà le stesse aziende sanitarie a trovare la relativa
copertura finanziaria". "Se tale modo di gestire la programmazione
della sanità in Calabria non subisce una netta inversione di
tendenza e una decisa scelta di campo verso il potenziamento della
sanità pubblica - ha sostenuto Marino - la Cisl Medici è
pronta a mobilitare l' intera dirigenza medica calabrese per elevare
la protesta nelle sedi opportune. Fa discutere inoltre il tempismo
di tali linee guida in relazione a una rielaborazione del Psr entro
l' anno 2006, secondo quanto dichiarato dall' Assessore regionale
alla Salute. Un nuovo Psr necessita del pieno coinvolgimento degli
attori sociali ed istituzionali e la sua commisurazione con i bisogni
crescenti di salute della popolazione calabrese". "La Cisl
Medici - ha concluso Marino - rivendica un ruolo di protagonista della
dirigenza medica calabrese in grado di proporre soluzioni rispetto
alle tre questioni della sanità calabrese: spesa farmaceutica,
migrazione sanitaria e accreditamento. Diventa prioritaria e non più
differibile una riqualificazione organica della sanità calabrese,
una rivisitazione della spesa con investimenti mirati all' innovazione
tecnologica ed obiettivi strategici che coinvolgono l' intero tessuto
regionale, nonché alla formazione professionale al superamento
delle liste d' attesa ed al miglioramento della qualità delle
prestazioni" Ai calabresi il primato negativo di Diabete, artrosi e ulcera 15/05 I calabresi hanno anche il primato in negativo di diabete,
artrosi-artrite e ulcera. E non basta. La bilancia rivela tanti chili
in più. Ed irrompono, inoltre, due grandi sorprese: la sindrome
di Vico o del malato ping pong e la sindrome di Giobbe. E' quanto
emerge dal Rapporto "L' Italia dice 33", presentato a Roma
alla vigilia del Congresso della Federazione associazioni dirigenti
ospedalieri internisti. "Sono tanti i malati - spiega il presidente
della Fadoi, Giovanni Mathieu - che, una volta dimessi dall' ospedale
sono costretti a breve termine ad un nuovo ricovero perché
sul territorio non c'é continuità assistenziale. Sono
i malati ping pong, quelli complessi e critici. Un ping pong che si
gioca fra la corsia e la casa: ci si ammala, si va in ospedale, si
viene curati e poi dimessi. Ma il territorio non dà sufficiente
assistenza, per di più a casa c'é la solitudine e così
si torna in ospedale. Per alcuni è una storia senza fine. Il
malato è anche colpito dalla sindrome di Giobbe perché
deve sempre aspettare: per una visita, un' analisi, un letto, un'
operazione. Pazienti sì, ma non si sta esagerando?". Ecco
come - è scritto in una nota - la Calabria dice 33 attraverso
i dati, gli ultimi disponibili di Istat, del Ministero della Salute
e Osservasalute. Alla domanda 'come va in generale la salute?' il
74,1 per cento dei calabresi intervistati dall' Istat nel 2003 ha
risposto di godere di un buono stato di salute, meno della media nazionale
(75,4). Un anno prima a dichiarare di sentirsi in buona salute in
Calabria era stato il 72,1 per cento. In Calabria il 37,4 per cento
degli intervistati dall' Istat nel 2003 ha denunciato di soffrire
di almeno una malattia cronica e 22,9 su cento hanno dichiarato almeno
due malattie croniche. Dei malati cronici in Calabria 44,9 su cento
hanno dichiarato di sentirsi in buona salute. La Calabria, per quanto
riguarda i multicronici, è al secondo posto in Italia dopo
la Liguria (23,1). In Calabria le malattie croniche indicate agli
intervistatori dell' Istat hanno percentuali tutte più alte
della media nazionale. Fa eccezione l' osteoporosi che in Calabria
interessa 6,8 persone su cento, un dato in linea con quello nazionale.
Inoltre, fra tutte le regioni, la Calabria presenta l' incidenza più
alta di persone con diabete, artrosi-artrite, disturbi nervosi e ulcera
gastrica o duodenale. Il primato dei disturbi nervosi - prosegue la
nota - è condiviso con l' Umbria. Le malattie croniche più
frequentemente indicate in Calabria sono l' artrosi e l' artrite (23,1
per cento) e l' ipertensione (16,2), in entrambi i casi i valori sono
al di sopra della media nazionale. Seguono le malattie allergiche
con il 8,7 per cento; la bronchite cronica, inclusa l'asma bronchiale,
con il 7,5 per cento; i disturbi nervosi con il 6,0 per cento; il
diabete con il 5,7 per cento; l' ulcera gastrica o duodenale con il
4,4 per cento; le malattie del cuore con il 4,2 per cento. In Calabria
sono in crescita il diabete; l' ipertensione; le malattie del cuore
e i disturbi nervosi; le malattie allergiche. Mentre sono in calo
la bronchite cronica, inclusa l' asma bronchiale; l' artrosi-artrite;
l' ulcera gastrica o duodenale. Nel 2003 il consumo di farmaci ha
interessato il 34,2 per cento dei calabresi, meno della media nazionale.
Diminuisce in Calabria il ricorso all' ospedale: nel 2003 i ricoveri
ogni mille persone nei tre mesi precedenti l'intervista dell'Istat
sono stati 39,8, mentre nel 2002 avevano interessato il 41,1 per mille
della popolazione. In Calabria - prosegue la nota - il dato del ricorso
all'ospedale nel 2003 è al di sopra della media nazionale.
Nel 2003 la percentuale di calabresi di 18 anni e più in condizione
di normo-peso è maggioritaria con il 50,5 per cento, in calo
rispetto a un anno prima. Tra le regioni con il più alto eccesso
ponderale (sovrappeso e obesità) la Calabria si colloca al
quarto posto con il 47,0 per cento della popolazione: il 37,3 per
cento è in sovrappeso e il 9,7 per cento è obeso. In
Calabria fumano 29,5 maschi e 13,0 femmine. Secondo un'analisi di
Osservasalute per il 2004 in Calabria sono 75mila i non coniugati
di 65 anni e più che vivevano da soli, mentre sono 51mila quelli
di 75 anni e più. Diciottomila calabresi soffrono di celiachia, solo 3000 lo sanno 14/05 Un calabrese su cinque consuma almeno un pasto quotidiano fuori
casa. Ma per chi soffre di celiachia, l' intolleranza al glutine contenuto
in molti cereali, mangiare al ristorante o al bar puo' diventare un
vero rischio per la salute. Oggi pero' l' 87% dei ristoratori della
Calabria dichiara di conoscere la celiachia e sono sempre piu' numerosi
gli esercizi dove e' possibile trovare interi menu o cibi privi di
glutine, come segnala l' Associazione Italiana Celiachia (Aic) in
occasione della Giornata internazionale della celiachia, prevista
sabato e domenica prossimi. In Calabria, secondo l' Aic, sono almeno
18 mila le persone affette da celiachia, ma solo 3.000 lo sanno. Sabato
e domenica prossimi, i volontari dell' Aic saranno presenti nelle
piazze per informare e sensibilizzare i celiaci, i medici e l' opinione
pubblica. ''Nelle piazze - ha sostenuto il presidente dell' Aic Calabria,
Claudio Picarelli - distribuiremo, a chi versera' un contributo volontario,
materiale informativo e prodotti alimentari privi di glutine, il cui
ricavato sara' devoluto per finanziare progetti di ricerca e attivita'
rivolte a facilitare la vita quotidiana del celiaco, come l' informazione
e sensibilizzazione dei ristoratori. Per tutti coloro, oggi diagnosticati,
e per tutti quelli che lo saranno, e' infatti di fondamentale importanza
avere la possibilita' di consumare pasti privi di glutine anche fuori
casa. Oltre il 30% del consumo alimentare avviene al bar o al ristorante
per ragioni di lavoro, tempo libero e studio: per il celiaco questa
necessita' puo' trasformarsi pero' in un rischio per la salute''.
Infatti, e' scritto in una nota dell' Aic, e' solo evitando i cereali
''proibiti'' (frumento, segale, orzo, farro, spelta, kamut) e gli
alimenti preparati con essi (dagli insaccati ai formaggi, dalle salse
ai dolci) che il paziente celiaco puo' evitare la comparsa di alterazioni
della mucosa intestinale e il deficit di assorbimento dei nutrienti
associati all' ingestione di glutine. Inoltre, per consentire ai celiaci
di andare al ristorante in tutta sicurezza, l' Aic ha da tempo realizzato
in Calabria il ''Progetto Ristorazione'', che conta ad oggi circa
40 esercizi informati sulla celiachia e sulle modalita' di preparazione
delle pietanze per evitare rischi di contaminazione, in grado di offrire
menu idonei al consumo da parte dei celiaci. L' associazione ha anche
promosso il progetto ''Gelaterie Informate'' allo scopo di creare
una catena di gelaterie che conoscano le problematiche della malattia.
''Non solo la nostra cultura gastronomica fa del gelato artigianale
una delle piu' importanti specialita' - afferma Picarelli - ma nell'
immaginario dell' infanzia il gelato occupa un posto particolare e
si candida ai primi posti nella lista delle rinunce dolorose dei piccoli
celiaci, con tutte le conseguenze nell' accettazione corretta della
malattia e nella conseguente fedelta' alla dieta''. Le gelaterie che
partecipano al progetto in Calabria sono 16. Una lista completa dei
ristoranti e delle gelaterie aderenti ai progetti Aic e' consultabile
sul sito www.celiachia.it. Nonostante le iniziative, sostiene l' Associazione,
la celiachia resta ancora una malattia poco diagnosticata: secondo
le stime dell' Aic, benche' ogni anno il numero dei celiaci accertati
cresca del 10%, le diagnosi in Calabria continuano ad avere un' incidenza
bassa, soltanto 1 caso su 10. ''La celiachia - ha sostenuto Picarelli
- e' come unn iceberg: appena 3.000 diagnosi certe a fronte di oltre
18.000 i calabresi che non sanno di essere malati. Inoltre l' incidenza
della patologia si conferma sempre piu' elevata. Moltissimi sono quindi
i celiaci che continuano ad assumere glutine esponendosi a gravissimi
rischi e complicanze. Due le principali cause della mancata diagnosi:
la scarsa conoscenza della malattia e la difficolta' di riconoscere
i soggetti a rischio dovuta alla complessita' e alla possibile assenza
di sintomi''. I sintomi associati, infatti, spiega l' Aic, possono
essere vari oppure mancare totalmente. Si distinguono cosi' forme
classiche, tipiche nei bambini e caratterizzate da perdita di peso,
vomito, diarrea e arresto dell' accrescimento, e forme atipiche, piu'
frequenti negli adulti, con i sintomi piu' comuni, soprattutto nelle
donne, che sono stanchezza cronica, anemia, osteoporosi. ''L' esordio
della malattia - ha concluso Picarelli - puo' avvenire in ogni eta'
della vita e non mancano casi anche oltre i 60 anni. In attesa che
la pillola anti-celiachia ed eventualmente il vaccino aprano, in tempi
non stimabili, nuove importanti prospettive per un trattamento alternativo
della malattia, l' unico rimedio resta una dieta rigorosa senza glutine''.
L’AS di Cosenza promuove iniziative sulla donazione degli organi 11/04 Prosegue il programma di iniziative dedicate alla donazione
degli organi ed ai trapianti, organizzato dall' Azienda sanitaria
4 di Cosenza in collaborazione con l' Azienda ospedaliera, la Banca
degli occhi e le Associazioni Asit, Aned ed Aido. Particolare rilevanza
ed interesse avranno quelle programmate per domani con l' istituzione
di due punti informativi. Il primo sarà allestito a Rende,
in piazza Martin Luter King alle ore 17; il secondo a Cosenza, alla
piazza 11 Settembre, ove sosterranno le auto storiche della Scuderia
Brutia e si potrà assistere all' esibizione della Banda musicale
Città di Luzzi. In occasione delle manifestazioni l'Azienda
Sanitaria consegnerà una targa alle Associazioni di volontariato
quale riconoscimento del loro impegno, sempre in prima linea, e spesso
indispensabile. In Calabria cinquantamila persone sono affette da psoriasi 11/05 Sono oltre cinquantamila le persone colpite in Calabria da
psoriasi, pari a circa il 3% dei malati italiani. Il 13 e 14 maggio
a Reggio Calabria giungerà il camper del progetto 'In viaggio
per conoscere la psoriasi', la nuova campagna informativa itinerante
sulla psoriasi, organizzata dalla Fondazione Cesare Serono, in collaborazione
con l'Associazione per la Difesa degli Psoriasici, l'Associazione
Dermatologi Ospedalieri Italiani e la Società Italiana di Dermatologia
medica e chirurgica e Malattie Sessualmente Trasmesse. La psoriasi
è una malattia della pelle che colpisce senza distinzione uomini
e donne, con un'insorgenza maggiore in età giovanile. Si caratterizza
per la comparsa di chiazze rossastre, ricoperte da squame, che spesso
possono persistere a lungo, determinando forti ripercussioni sulla
qualità di vita del paziente e sulle sue relazioni sociali.
"Uno degli obiettivi della campagna - ha detto il Dottor Paolo
Grillo, Vice Presidente della Fondazione Cesare Serono - è
quello di far aumentare la conoscenza della psoriasi, patologia molto
diffusa e purtroppo ancora poco conosciuta che colpisce il 3% della
popolazione mondiale e che solo in Italia interessa oltre 2 milioni
di persone. E' importante stimolare l'interesse dell'opinione pubblica
e promuovere la diffusione di informazioni corrette affinché
si rompa quella catena di pregiudizi che spesso rende la vita dei
pazienti più difficile di quanto non faccia la malattia stessa".
Nel corso del tour, oltre 50 medici dermatologi, 20 volontari Adipso
e 10 esperti della Fondazione Cesare Serono, offriranno consulenze
gratuite, materiale informativo e sensibilizzeranno l'opinione pubblica
affinché non si ripetano episodi di emarginazione. "In
Calabria - ha detto Maria Carmela Arcidiaco, Responsabile della Unità
Operativa di Dermatologia dell'Azienda Ospedaliera Bianchi - Melacrino
- Morelli di Reggio Calabria - la psoriasi colpisce più di
50 mila persone, circa il 3% di tutti gli psoriasici in Italia e da
noi, nell'anno 2005, si è registrata l'affluenza di circa 450
pazienti affetti da Psoriasi di vario grado. Per loro oggi in alcune
città della nostra regione sono attivi centri di cura specializzati
di altissima qualità che partecipano al progetto Psocare, presso
i quali i malati possono ricevere le cure più idonee, incluse
le più innovative terapie biologiche". Incontro sulla sanità in Provincia 11/05 Incontro, questa mattina presso la Provincia, tra il Presidente,
onorevole Mario Oliverio, l’Assessore ai Rapporti con gli Ordini
Professionali, avvocato Oreste Morcavallo ed il Presidente dell’Ordine
dei Medici di Cosenza , dottor Eugenio Corcioni. Una preliminare disamina
sul complessivo quadro della sanità provinciale, alcuni approfondimenti
ed un confronto su questioni specifiche, al centro dei colloqui al
termine dei quali si è deciso di avviare una fattiva collaborazione. Staminali: Donare il cordone è importante. Chiesta l’abrogazione della norma che lo vieta 10/05 La legge lo prevede, pur con limitazioni di varia natura. Ma
i fatti spesso la smentiscono. Donare il sangue placentare, cosi'
si chiama quello contenuto nel cordone ombelicale, preziosissimo per
la ricchezza di staminali, in Italia non e' un'impresa facile. Non
ovunque. Il sangue del cordone ombelicale e' ricco di cellule staminali:
dette emopoietiche perche' possono dare vita a tutti i componenti
del sangue, sono identiche a quelle del midollo osseo, e sono percio'
un'alternativa importante al trapianto contro malattie del sangue
come leucemia, anemia, talassemia. Netti i vantaggi rispetto al trapianto
di midollo: questo richiede una compatibilita' del 100% tra donatore
e recettore, per il sangue del cordone ombelicale basta il 70%. Che
significa maggiore probabilita' per i malati di trovare un donatore.
Il procedimento per la donazione del sangue placentare e' semplice:
il sangue viene prelevato subito dopo l'asportazione del cordone ombelicale
e conservato, anche per piu' di 10 anni, sotto azoto. Semplice, almeno
a parole: la donna deve avvertire la struttura dove intende partorire
dell'intenzione di effettuare la donazione, e soprattutto sperare
che questa struttura sia attrezzata per la raccolta. La via piu' breve
per scoprirlo e' consultare il sito web dell'Adisco, Associazione
donatrici italiane di sangue cordone ombelicale (www.adisco.it), che
offre informazioni utili e una mappa aggiornata dei centri in cui
e' possibile effettuare la donazione. Partorire in Val d'Aosta, ad
esempio, vuol dire dover gettare il proprio sangue placentare tra
i rifiuti: perche' la regione non offre strutture ospedaliere attrezzate
per la raccolta. Stesso discorso per Molise, Basilicata, Puglia. Diverso
la situazione in Piemonte, con 13 ospedali attrezzati, in Lombardia,
con 18, in Veneto, dove i centri sono 15, 11 in Emilia, 32 in Toscana,
10 nel Lazio, 19 in Campania, 12 in Calabria. In Sicilia solo un ospedale
garantisce il servizio. Quattro quelli che lo fanno in Abruzzo, altrettanti
in Friuli, 3 in Trentino. Una situazione non certo rosea, soprattutto
se pensiamo che, come racconta una delle principali fonti d'informazioni
sull'argomento, il sito www.staminali.aduc.it, la Banca di sangue
del cordone ombelicale italiana- Cordon Blood Bank- e' stata fondata
a Milano nel 1993, ed e' stata una delle prime al mondo insieme a
quelle di New York e di Duesseldorf. La FP CISL annuncia uno sciopero massiccio della sanità privata 10/05 "Non è consentito alle Associazioni di categoria
di mortificare dopo 28 mesi i lavoratori della sanità privata
che con professionalità ed impegno garantiscono qualità
ed assistenza nelle strutture". E' quanto sostengono in una nota
il segretario generale della Fp-Cisl, Mimmo Cubello, e del segretario
regionale, Rosario Portulesi. "I lavoratori calabresi della sanità
privata - hanno aggiunto - parteciperanno massicciamente allo sciopero
nazionale dell'11 maggio 2006 proclamato da Cgil, Cisl e Uil a sostegno
delle lotte per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro ormai
scaduto da 28 mesi. Delegazioni di tutte le strutture private Calabresi
saranno presenti alla manifestazione che si terrà a Roma con
partenza da Piazza della Repubblica e con corteo che si concluderà
in Piazza Madonna di Loreto. E' inaccettabile che, nonostante le azioni
di lotta e le assicurazioni date, le associazioni datoriali aderenti
ad Aiop, Aris e Fondazione Don Gnocchi continuano a dilazionare i
tempi della trattativa a discapito dei redditi dei lavoratori che,
con professionalità ed impegno, garantiscano la qualità
che le stesse strutture si vantano di avere". "Non è
possibile, inoltre - hanno proseguito i sindacalisti - che a fronte
di richieste sempre più pressanti di parità tra pubblico
e privato messo in atto dalle Associazioni si speculi sui salari dei
lavoratori. I contrasti e le rivendicazioni tra la pretesa di garanzia
del finanziamento pubblico da parte delle Regioni non può essere
scaricato sui lavoratori che sono la sola e vera 'capacita' imprenditorialé
delle strutture private. Per la soluzione di tale vertenza saremo
impegnati e di fronte ad ulteriori ed intollerabili ritardi attiveremo,
in ogni struttura del nostro territorio, ulteriori momenti di mobilitazione
e di lotta". Ass. Lo Moro: Sul piano di riparto della sanità nessun contrasto in Giunta 09/05 "Sono molto grata al presidente Agazio Loiero e a tutti i colleghi di Giunta per la discussione sul piano di riparto perché a me offre la certezza e la possibilità di fare un Piano sanitario". Lo ha detto Doris Lo Moro, assessore regionale alla Tutela della Salute, incontrando i giornalisti a Catanzaro per un resoconto sul primo anno di attività. "Alle persone che lavorano con me - ha aggiunto l' assessore Lo Moro - avevo detto che, se non fossero passate le 16 delibere all' interno delle quali c' erano provvedimenti che complessivamente cambiano la sanità calabrese in maniera strutturale e consentono veramente di guardare con fiducia al futuro, avrei avuto delle difficoltà a pensare che si potesse completare la svolta avviata nel settore. Posso dire, quindi, che non c' è stato alcun contrasto in Giunta. Sul piano di riparto ho proposto criteri tecnici che sono stati accettati senza osservazioni, condivisi e particolarmente apprezzati dai colleghi dell' esecutivo che, per la prima volta, hanno avuto la possibilità di decidere sulla base di criteri e non di considerazioni empiriche di vecchio stampo". Quella del consigliere regionale dell' Udeur Antonio Borrello sul riparto dei fondi della Sanità "é una posizione di aggressione che considero eccessiva". Ha infine detto l' assessore regionale alla Tutela della saluta, Doris Lo Moro, nel corso della conferenza stampa tenuta stamattina a Catanzaro. "Le richieste di collaborazione - ha aggiunto Doris Lo Moro - le faccio mie, ma ritengo di dover respingere le polemiche gratuite" In Calabria sono 300 gli affetti da talassemia 08/05 In Calabria sono 300 le persone affette da talassemia, mentre
200 mila sono i portatori sani, cioé coloro i quali hanno un'
anomalia genetica pur non essendo malati. Il dato è emerso
nel corso della presentazione di un nuovo metodo terapeutico per la
cura della talassemia, che è stato presentato, oggi a Roma,
in occasione della Giornata mondiale della lotta alla talassemia.
I pazienti affetti da talassemia, è scritto in una nota, costretti
a sottoporsi a continue trasfusioni e pesanti terapie, hanno avuto
poche e concrete prospettive di guarigione. Il trapianto di midollo
osseo potrebbe essere una soluzione, ma per la maggior parte dei pazienti
non si riesce a trovare un donatore compatibile. Oggi però,
prosegue la nota, sono stati raggiunti i primi risultati per una cura
definitiva della talassemia attraverso la terapia genica in cellule
staminali. La nuova terapia è frutto della collaborazione fra
la divisione di Ematologia II dell' Ospedale 'Cervello' di Palermo,
diretta dal professor Aurelio Maggio e l' equipe del professor Michael
Sadelain del dipartimento di Genetica umana del Memorial Sloan Kettering
Cancer Center di New York, responsabile e coordinatore del progetto
"Terapia Genica". I risultati degli esperimenti sono stati
pubblicati recentemente sulla rivista Nature Biotechnology e sono
stati condotti con il supporto della Fondazione italiana per la Talassemia
"Leonardo Giambrone", la Fondazione "Piera Cutino"
e la Società per lo studio delle Talassemie ed Emoglobinopatie
(So.s.t.e.). Il metodo si basa sulla modificazione genetica delle
cellule staminali adulte emopoietiche, ovvero di quelle cellule che
si trovano nel midollo osseo e sono deputate alla produzione di emoglobina.
A causa di un gene difettoso nei pazienti affetti da anemia mediterranea,
le cellule staminali emopoietiche non riescono a produrre un'emoglobina
normale, di conseguenza i globuli rossi sono piccoli, deboli e incapaci
di trasportare sufficiente ossigeno ai tessuti. I ricercatori hanno
perciò pensato di risolvere il problema 'alla radice' e sostituire
il gene difettoso, eliminando le sequenze 'malate' e sostituendole
con quelle 'terapeutiche', per procedere, poi, ad una specie di autotrapianto.
Per farlo hanno messo a punto un vettore virale, chiamato G9, derivato
dal lentivirus HIV-1. Il virus, una volta inattivato, agisce come
una sorta di cavallo di Troia: è cioé in grado di 'entrare'
nelle cellule, ma i geni che lo renderebbero pericoloso vengono rimpiazzati
con due sequenze progettate per risolvere l' anemia mediterranea.
La Giunta regionale riorganizza le attività di coordinamento di trapianti e donazioni 05/05 La giunta della Calabria, nel corso di una delle ultime riunioni,
ha approvato la delibera relativa alla riorganizzazione delle attivita'
di coordinamento delle donazioni, dei prelievi e trapianti di organi,
di tessuti e cellule in ambito regionale. Il provvedimento prevede,
tra l'altro, ''di avviare un rilancio complessivo delle attivita'
di donazione con l'obiettivo di raggiungere, nell'anno 2006, almeno
12 donazioni multiorgano per milioni di abitanti'' e punta alla riorganizzazione
dell'attivita' di trapianto, in Calabria ''al fine di garantire una
risposta efficiente ed efficace dell'intero sistema alla domanda dei
cittadini calabresi in attesa di trapianto''. La delibera dispone
la riorganizzazione del centro di Coordinamento Regionale per i Trapianti
assegnando all'azienda ospedaliera di Reggio Calabria, sede principale
di servizio del coordinatore, ''adeguate risorse'' per dotare il Centro
di locali idonei allo svolgimento dell'attivita'. I programmi di trapianto
attualmente attivi in Calabria riguardano il rene, il midollo osseo
e la cornea. Il programma per il trapianto di rene prevede una lista
d'attesa unica regionale, con poli chirurgici nelle aziende ospedaliere
di Catanzaro, Cosenza e Reggio. Allo stato attuale sono attivi quelli
di Reggio e Cosenza , per cui, e' scritto nella delibera, ''saranno
predisposte tutte le azioni necessarie a soddisfare la domanda esistente''.
Il trapianto di midollo osseo e' previsto nel centro unico regionale
trapianti di cellule staminali e terapie cellulari dell'azienda ospedaliera
di Reggio Calabria. Per quanto concerne gli innesti corneali, ne e'
prevista la realizzazione nelle unita' operative di oculistica. I
contenuti della delibera hanno ottenuto l'approvazione della commissione
nazionale nominata dal Centro Nazionale per i Trapianti. ''La recentissima
emanazione di una delibera regionale - si legge nelle valutazioni
della commissione - che ristruttura profondamente l'impostazione organizzativa
e gestionale dell'attivita' del Centro Regionale Trapianti, fa ritenere
che ci siano tutti i presupposti per iniziare un percorso adeguato
alle esigenze ed alle aspettative della regione''. Un riconoscimento
che l'assessore Doris Lo Moro commenta con soddisfazione. ''Il nostro
obiettivo principale - spiega - e' diffondere quella cultura della
donazione che in questa regione risulta deficitaria. L'obiettivo di
12 donazioni per milione di abitanti punta ad avvicinare la Calabria,
finora attestata su un dato statistico di 6,5 donazioni per milione
di abitanti, agli standard nazionali. Questo comporta naturalmente
l'esigenza di poter fare affidamento su aziende sanitarie ed ospedali
attrezzati dal punto di vista delle strutture e delle competenze''.
''In questo contesto - aggiunge - registro come un fatto positivo
la ripresa, avvenuta proprio in questi giorni, dell'attivita' nel
centro trapianti di Cosenza, cosi' come non si puo' che esprimere
gratitudine verso i familiari del donatore che hanno consentito un
espianto multiorgano, realizzato sempre nella citta' bruzia, dal quale
hanno tratto beneficio diversi pazienti in attesa di trapianto''.
Presto il CUP all’AS di Lamezia 05/05 Entrerà in funzione nel mese di luglio e andrà
a regime entro dicembre, un nuovo sistema di prenotazione attualmente
allo studio dell' Azienda sanitaria di Lamezia Terme. "Il nuovo
Centro unico di prenotazione (Cup) per tutte le prestazioni offerte
in relazione alle branche della medicina preventiva - è detto
in un comunicato - consentirà all' Azienda, che oggi si trova
nella difficoltà di rendere ai pazienti il percorso più
agevole, non solo di prenotare ma di monitorare automaticamente le
liste di attesa per conoscere, gestire e controllare un insieme di
dati che permetteranno, tra le altre cose, di aumentare l' offerta
sulla base delle richieste dei cittadini". "L' apparato
di controllo oggi completamente carente - riporta la nota dell' azienda
- sarà dunque presto sostituito implementando un nuovo Cup,
che diventerà un sistema articolato in vari punti sul territorio:
ospedali, distretti, poliambulatori. Uno strumento che semplificherà
l' accesso alla sanità e che sarà operativo come un'
agenzia di intermediazione tra l' utenza, che esprime la domanda,
e l' insieme dei servizi offerti. Un salto di qualità che a
breve l' Azienda realizzerà per rendere più rapida ed
efficiente l' erogazione della prestazione richiesta". L’ass. Tripodi chiede un confronto sulle coop sociali al lavoro presso l’AS di Palmi 04/05 "Il direttore generale dell' Azienda sanitaria di Palmi,
Giuseppe Putortì deve valutare la necessità di procedere
alla sospensione dell' appalto di servizi per ciò che attiene
le convenzioni con le cooperative sociali che si occupano di disabili
mentali e convocare un tavolo di confronto per dare ascolto alle giuste
rivendicazioni portate avanti dalla Legacoop e dalle stesse cooperative
sociali al fine di garantire la salvaguardia dei livelli di assistenza
e nel contempo il mantenimento dei posti di lavoro degli operatori
socio-sanitari". Lo ha detto Michelangelo Tripodi assessore regionale
all' Urbanistica. "In questi anni, nonostante le gravi inadempienze
dell' Asl di Palmi, - ha aggiunto Tripodi - che non effettua il pagamento
delle rette ormai da svariati anni, le cooperative sociali hanno tenuto
in vita, seppur tra mille difficoltà, servizi socio - sanitari
di buon livello andando incontro alle esigenze dei malati psichiatrici
e delle loro famiglie. Voglio ricordare, ad esempio, che solo la cooperativa
Humanitas di Polistena vanta crediti per gli anni 2004, 2005 e 2006
di oltre 500 mila euro e nelle stesse condizioni si trova la cooperativa
Futura di Maropati che vanta notevoli crediti da parte dell' Asl 10".
E' davvero singolare che l' Asl 10 invece di procedere a saldare i
propri debiti con le cooperative sociali per dare respiro agli ammalati
ed agli operatori, abbia deciso di attivare una procedura che invece
di risolvere i problemi rischia di accentuare i vecchi e di crearne
perfino di nuovi". "L' Azienda sanitaria locale di Palmi
non può - sostiene ancora Tripodi - non tenere conto di tutto
questo nell' appalto di servizio, che per quanto mi riguarda va riformulato
tenendo conto ed istituendo dei parametri che salvaguardino chi fin
ad oggi ha gestito questi servizi. Si rende necessario assicurare
una equa distribuzione delle risorse per fare in modo che le rette
erogate alle cooperative che si occupano dei servizi sociali siano
omogenee su tutto il territorio, superando antichi squilibri che non
hanno più ragione d' essere". In Calabria oltre ottomila casi di Parkinson 19/04 In Calabria oltre ottomila persone soffrono di Parkinson o
di Parkinsonismi. La malattia colpisce, in pratica, quattro calabresi
su mille. Il dato emerge dal "Dossier Parkinson 2006" elaborato
dall' Associazione italiana parkinsoniani e dalla Limpe e presentato
a Roma nel corso di una conferenza stampa. Il dato calabrese è
in linea con quello nazionale: in Italia sono 220.000 i malati, di
cui diecimila hanno meno di 40 anni. In Calabria, secondo i dati del
Ministero della Salute, nel 2003 si sono avuti 246 ricoveri in regime
ordinario e 23 in day hospital (il dato italiano è di 11.197
ricoveri ordinari e 3.576 in day hospital). La fascia di età
più interessata dai ricoveri in Calabria è stata quella
intorno ai 65 anni, anche se non sono mancati ricoveri di persone
dai 15 a 64 anni, compreso un ricovero ordinario nella fascia di età
fino a 14 anni. In linea con il dato nazionale la Calabria vede il
maggior numero di ricoveri tra gli uomini. "Oltre ottomila calabresi
affetti da Parkinson - è scritto in un comunicato - ma è
solo la punta di un iceberg. Si calcola anche in Calabria un sommerso
più ampio: un esercito di malati, più uomini e molti
giovani. Per questi malati è disponibile, ora anche in Calabria,
un farmaco, il tolcapone-tasmar, che li rimette in moto quando la
malattia li blocca e li salva dalla depressione. Si tratta di un farmaco
indispensabile che il servizio sanitario distribuisce gratuitamente.
Nel corso della presentazione a Roma del Dossier Parkinson 2006 che
fotografa la malattia, regione per regione, è emerso che, anche
in Calabria, la malattia insorge intorno ai 57 anni, ma si registrano
sempre più malati colpiti sotto i quarant'anni". "E'
un' età, lontana dai capelli bianchi - spiega il presidente
dell' Associazione italiana parkinsoniani, professor Gianni Pezzoli
- in cui il paziente vive uno dei momenti più produttivi per
la famiglia e per la società. I sintomi del Parkinson rendono
drammatico questo momento. Adesso in aiuto arriva il rivoluzionario
tolcapone-tasmar. Il malato deve assumere un farmaco base, la levodopa,
che agisce sui sintomi, dal tremore, alla rigidità, alla lentezza
dei movimenti. E' questa la 'fase on', ma la levodopa perde di efficacia
nel corso della giornata e il paziente ritrova i suoi sintomi e ricade
nella fase off. Il tolcapone-tasmar evita questa fluttuazione e permette
al malato di non avere ricadute durante la giornata; in pratica rende
quasi costante la fase on" Cherubino (Rnp) “Evitare disservizi nell’area della Locride” 14/04 ''La sanita' e' un bene di tutti e la tutela della salute un
diritto primario per i cittadini: chi lavora in questo settore, ed
in particolare chi opera nelle realta' piu' difficili del territorio
calabrese, va percio' tutelato e garantito''. Lo afferma Cosimo Cherubino,
capogruppo regionale di Unita' Socialista-Sdi-Rosa nel Pugno, in relazione
ad un provvedimento che dispone il rientro presso la postazione originaria
di Guardia medica di 34 medici che da diversi anni svolgono ruoli
importanti nelle strutture sanitarie della Locride. Per Cherubino,
che sollecita l' intervento dell' assessore regionale alla Salute,
Doris Lo Moro, il provvedimento ''andra' a comportare non solo una
grave carenza di medici nei nosocomi della Locride, ma anche un pesante
disservizio nella gia' delicata situazione sia sanitaria che territoriale
dell' ASL 9. Mi sembra inoltre assolutamente ingiustificato andare
a colpire proprio chi da anni e' impegnato in prima linea e, con grande
spirito di servizio, garantisce l' efficienza di importanti funzioni
sanitarie specialistiche, rendendo un servizio utile ai cittadini
in punti strategici del sistema sanitario territoriale''. ''L' obiettivo
di una sanita' piu' rispettosa delle esigenze di questo martoriato
territorio - sostiene ancora Cherubino - e' oggi un' esigenza non
piu' procrastinabile ed una priorita' che chi rappresenta il popolo
calabrese ed in particolare i cittadini della Locride, deve avere
come punto principale della propria azione politica e questo si puo'
raggiungere solo attraverso un miglioramento dei servizi ed eventualmente
un potenziamento di quelle che sono le strutture presenti sul territorio
attraverso un lavoro di concertazione tra i diversi soggetti in causa:
medici, sindacati, operatori sanitari e politici''. Per il capogruppo
di Unita' socialista- Sdi - Rosa nel Pugno ''c' e' la necessita' che
l' assessore regionale alla Salute Doris Lo Moro si renda protagonista
di una nuova stagione della politica sanitaria che metta al centro
le esigenze dei cittadini mediante una forte azione mirante a sanare
una situazione gravosa che si protrae da decenni, provocando una grave
emigrazione sanitaria verso centri di eccellenza che purtroppo ad
oggi si trovano solo fuori regione. La Locride ha bisogno immediato
di interventi ed e' per questo che sarebbe augurabile un percorso
comune tra le varie parti in causa alla presenza dell' Assessore,
per stabilire una volta per tutte un cammino di rilancio della sanita'
nella Riviera dei Gelsomini e in tutta la Calabria''. Diminuiscono i casi di AIDS in Calabria. Iniziativa ANLAIDS "un bonsai per la ricerca" 12/04 Diminuiscono, nel 2005, i casi di Aids in Calabria: erano 16 quelli registrati nel 2004, sono 13 nel 2005. Non ci sono casi riguardanti bambini. Su scala provinciale, in particolare, si rileva un calo a Cosenza, Crotone e Vibo Valentia, mentre c' e' una crescita a Catanzaro e Reggio Calabria. Il quadro emerge dagli ultimi dati forniti dall' Anlaids in occasione della Campagna Bonsai che l' associazione promuovera' nelle piazze della regione da venerdi' 14 aprile fino alla domenica di Pasqua. ''E' una buona notizia per la Calabria - afferma Fernando Aiuti, presidente dell' Anlaids - Un trend positivo che va sostenuto aiutando la ricerca e aiutando la nostra associazione che diffonde la cultura della prevenzione anche in Calabria. Nella geografia dell' Aids in Italia la Calabria e' al quindicesimo posto con un' incidenza pari a 0,9 casi ogni centomila abitanti. Il calo dei casi di Aids rappresenta un' inversione di tendenza rispetto al 2004 e ci deve convincere ad andare avanti, l' Aids fa ancora paura''. Dal 1982 al 2005, in Calabria, si sono avuti 559 casi di Aids. Nella classifica per tasso di incidenza ogni centomila abitanti, la Calabria si colloca al quindicesimo posto in Italia con lo 0,9. La provincia in cui si registra il tasso di incidenza piu' alto e' Crotone (1,7); seguono Vibo Valentia (1,2), Reggio Calabria (1,1), Cosenza (0,8) e Catanzaro (0,5). In Calabria, nel 2005, non si sono registrati casi pediatrici, l'ultimo e' del 1999. Dall'inizio dell' epidemia al 2005 in Calabria i casi pediatrici di Aids sono stati 11. A Catanzaro da un solo caso registrato nel 2004 si passa ai due dello scorso anno con un tasso di incidenza che e' il piu' basso su scala regionale 0,5. In totale i casi, dall' inizio dell' epidemia, sono stati 169. Raddoppiano, in un anno, anche i casi registrati a Reggio: dai tre del 2004 si passa a sei con un totale di 126. In discesa i dati relativi a Cosenza: tre casi a fronte dei sette del 2004 e un totale di 119; Crotone: un caso contro tre del 2004 e totale di 117 e Vibo un caso contro due del 2004 e 38 casi in tutto. Anche a livello nazionale, come documenta l' ultimo rapporto del Centro operativo Aids dell' Istituto superiore di Sanita', il trend di incidenza della malattia e' al ribasso: i casi nell' ultimo anno sono stati 1.141 meno di quelli dell' anno precedente quando furono 1.573. Da venerdi' a domenica prossima, fanno sapere dall' associazione, saranno molte le piazze calabresi nelle quali l' Anlaids proporra' l' acquisto di un bonsai per sostenere la ricerca. L' associazione, inoltre, ha rivolto un appello per la destinazione del 5 per mille alla ricerca, per finanziare borse di studio, realizzare campagne di educazione, case alloggio e sostenere persone sieropositive e malati. La CISL medici alla Lo Moro: “Liquidare gli arretrati ai dirigenti” 11/04 Il segretario regionale della Cisl medici, Mario Marino, ha
scritto una lettera aperta all' assessore regionale alla Sanita',
Doris Lo Moro, in cui esprime ''profondo disappunto per il mancato
rispetto dell' accordo del 21 novembre scorso, accordo con il quale
il dirigente generale dell' assessorato, Faillace, si era impegnato
a corrispondere entro febbraio scorso gli arretrati contrattuali della
dirigenza sanitaria. ''Per questo motivo la Cisl medici - rende noto
Marino - proclama lo stato di agitazione generale dei propri iscritti
riservandosi di adire le dovute azioni legali per il mancato pagamento
degli arretrati contrattuali e per le nomine dei direttori sanitari
e amministrativi sprovvisti dei requisiti di legge''. ''Dalle continue
pressioni e lamentele che quotidianamente riceviamo - afferma Marino
- abbiamo avuto modo di appurare che solo qualche Azienda sanitaria
calabrese ha provveduto a liquidare le spettanze contrattuali. Se
il peso di un' inefficiente gestione politico-burocratica della Sanita'
deve ricadere soltanto sulla pelle dei medici, allora bisogna certamente
evidenziare che il perpetrarsi di certi comportamenti non ha avuto
alcuna discontinuita' rispetto al passato, malgrado qualche apertura
protesa al dialogo con le forze sociali e sindacali che tuttavia ancora
stenta a decollare. Nessun cambiamento rilevante nella gestione della
sanita' puo' essere avviato e puo' trovare sostanziale attuazione
senza la dovuta e necessaria concertazione con i sindacati medici.
A tutt' oggi bisogna rilevare che la gestione, prima commissariale
e poi dei direttori generali, di molte aziende sanitarie calabresi,
ha prodotto soltanto incertezze e confusione. Nella maggior parte
delle aziende sanitarie non sono stati ancora accertati i reali deficit
di gestione del passato. Alcuni direttori generali, forse dietro input
politici, hanno nominato direttori sanitari ed amministrativi privi
dei requisiti di legge. Nessuna azienda finora ha avviato la contrattazione
decentrata a quattro mesi dalla firma del contratto collettivo nazionale
di lavoro''. Istituito un centro di prelievi a Sibari 11/04 La giunta comunale di Cassano allo Ionio ha approvato il testo
di un protocollo d' intesa che dovra' essere sottoscritto tra il comune
di Cassano Ionio e l' Azienda sanitaria di Rossano per l' istituzione
di un centro prelievi a Sibari. L' iniziativa e' frutto di una proposta
avanzata dall' assessore comunale delegato alle politiche Sociali
e Sanitarie, Cecilia Renne. L' intesa che sara' firmata dal sindaco
di Cassano, Gianluca Gallo, e dal direttore del distretto sanitario
di Trebisacce, Francesco Tarsia ''prevede - e' detto in una nota del
Comune di Cassano - che gli enti in questione, oltre a dichiararsi
fortemente interessati all' istituzione del centro prelievi, assicurino
che il servizio erogato sara' finalizzato esclusivamente alla tutela
e alla salvaguardia del diritto alla salute. I prelievi saranno effettuati
a titolo gratuito, ogni venerdi', presso l' ambulatorio medico ubicato
nella delegazione municipale di Sibari. L' azienda sanitaria di Rossano,
con la sottoscrizione dell' atto, si impegna a fornire tutto il materiale
occorrente per l' effettuazione dei prelievi''. ''L' istituzione del
centro prelievi a Sibari - affermano in una dichiarazione congiunta
Gallo e Renne - rappresenta un altro obiettivo importante centrato
dall' amministrazione comunale a beneficio della comunita' cassanese.
Con il funzionamento del centro prelievi verranno alleviati i disagi,
soprattutto ai tanti concittadini affetti da patologie croniche, ai
disabili e a quanti altri necessitano di controlli frequenti''. La Provincia di Cosenza acquista un mezzo attrezzato per lo screening del seno
Aumenta la spesa per i ricoveri fuori regione 06/04 "Sono settantamila i calabresi che nel 2004 hanno scelto
di ricoverarsi fuori Regione; mentre la spesa farmaceutica risulta
fuori controllo, con uno sforamento del 13% per il 2005 del tetto
del fondo sanitario regionale, di 3 punti circa". E' quanto emerge
da uno studio sulla sanità calabrese realizzato dalla struttura
del presidente della Commissione "Bilancio, programmazione economica
ed attività produttive", Demetrio Naccari Carlizzi, ed
illustrato in un servizio di Cristina Cortese, pubblicato su CalabriaInforma,
l' Agenzia settimanale di notizie e commenti del Consiglio regionale.
Dallo studio emerge inoltre che "dei 70 mila calabresi che nel
2004 hanno affrontato il viaggio cosiddetto della speranza, il 15
% lo ha intrapreso per avere 'media assistenza', (cardiologia, nefrologia,
neurologia); il 45% per la 'specialita' di basé (dermatologia,
oculistica, geriatria): risulta chiaramente che l' emigrazione sanitaria
si riscontra purtroppo anche nei casi di patologie di minore gravità.
Sempre nell' anno 2005 si rileva una ripartizione non coerente delle
risorse tra le Aziende ospedaliere calabresi, con un rapporto in negativo
tra percentuale assegnata e popolazione, per le province di Cosenza
-4,49% e Reggio Calabria -2,37; mentre per Catanzaro, in positivo
con un + 6,86%. Precisamente in termini monetari Cosenza riceve 22.472.495
euro in meno della quota complessiva che invece spetterebbe in proporzione
agli abitanti; Reggio Calabria perde 11.862.111 euro". Dopo il DDL Lo Moro la sanità privata sospende ogni rapporto con l’assessorato 28/03 Si e' riunito a Catanzaro, sotto la Presidenza di Enzo Paolini
l'Assemblea dei titolari delle Case di cura associati all'AIOP con
all'ordine del giorno le decisioni da assumere dopo l'iniziativa dell'Assessore
Lo Moro di inviare al Consiglio regionale un disegno di legge che
ha come obiettivo quello di ridurre, l'attivita' e la produttivita'
delle Case di cura. ''L'Assessore regionale - e' detto in una nota
- ha di fatto predisposto un disegno di legge per scaricare sulla
sanita' privata le inefficienze e le passivita' della sanita' pubblica.
E' una iniziativa avventata e politicamente irresponsabile che mette
a rischio il servizio sanitario regionale essendo a tutti noto che
l'ospedalita' privata offre oggi, per qualita' di prestazioni e rispetto
dell'ammalato, una alternativa a chi, diversamente, si vedrebbe costretto
a farsi curare fuori regione. L'iniziativa assunta dall'Assessore
Lo Moro di penalizzare le case di cura nella speranza di restituire
agli ospedali pubblici una affidabilita' fortemente compromessa dagli
sprechi e dai costi impropri della politica, mette a rischio migliaia
di posti di lavoro, inevitabile conseguenza dell'imposizione alle
case di cura di una ridotta attivita'. I titolari delle case di cura
prendono atto dell'indirizzo politico dell'assessorato regionale che
viola deliberatamente il principio della libera scelta del cittadino
e avvertono la responsabilita' di convocare le delegazioni sindacali
per valutare realisticamente le conseguenze in termini di salvaguardia
dei posti di lavoro di chi opera alle dipendenze delle case di cura.
Di fronte all'iniziativa prevaricatrice dell'assessore Lo Moro l'assemblea
dell'AIOP ha deliberato di sospendere ogni rapporto con l'assessorato
alla Sanita' sino a quando non saranno rispettati gli impegni e ritirato
o emendato il disegno di legge recante le recenti disposizioni discriminatorie
in materia sanitaria''. L'Assemblea Regionale AIOP Calabria del 28.03.2006
''preso atto della assoluta inadempienza di tutte le AA.SS.L.. e della
Regione Calabria rispetto a tutte le regole e le scadenze dalle stesse
fissate; considerate le iniziative legislative dell'Assessorato alla
Sanita' finalizzate esplicitamente a ridurre sia i margini di libera
scelta dei cittadini che l'attivita' del comparto sanitario rappresentato
dalle Case di Cura private che e' il primo settore in Calabria per
qualita' di prestazioni, fatturato e livelli occupazionali delibera
di sospendere ogni rapporto con l'Assessorato alla Sanita' sino a
quando non saranno rispettati gli impegni e ritirato o emendato il
disegno di Legge recante le recenti disposizioni in materia sanitaria;
di dare mandato al Presidente e all'Esecutivo di convocare immediatamente
un confronto con le rappresentanze sindacali finalizzato alla valutazione
delle inevitabili conseguenze di tali iniziative in termini di riduzione
del personale e di sopravvivenza stessa delle aziende''. Il Sindaco di Montalto dona due defibrillatori all’AS 4 27/03 Due defribillatori sono stati consegnati dal sindaco di Montalto,
Ugo Gravina al direttore del distretto sanitario Media-Valle Crati
dell' Azienda sanitaria 4 di Cosenza, Domenico Greco, nel corso di
un convegno sulla sanita', che si e' svolto a Montalto. Lo rende noto
l' Azienda sanitaria 4 di Cosenza. ''I due preziosi apparecchi salvavita
- e' scritto in una nota - troveranno sistemazione nelle due postazioni
di continuita' assistenziale di Taverna e di Montalto Uffugo centro.
La direzione generale dell' Azienda sanitaria evidenzia la sensibilita'
del primo cittadino di Montalto riguardo alle complesse problematiche
in materia di sanita' del proprio territorio, auspicando una sempre
piu' stretta collaborazione''. Il 29 marzo l’ass. Lo Moro a Cosenza 27/03 Si terra' il prossimo 29 marzo alle ore 17,00 presso il Cinema
Italia a Cosenza un incontro pubblico sui problemi della sanita' cosentina
al quale partecipera' l'Assessore Regionale al ramo on. Doris Lo Moro.
A commento dell'iniziativa il Responsabile Provinciale dell'Area Tematica
Sanita' dei DS di Cosenza, Franco Boncompagni, rileva come ''i DS
prendono atto con fiducia della volonta' espressa dalla dirigenza
aziendale di tornare a un clima di normalita', di chiarezza, di trasparenza,
clima assente da troppi anni nel nostro plesso ospedaliero''. All’Holiday Inn si è parlato della gestione del galucoma 26/03 La Gestione del Glaucoma. È stato il tema centrale del convegno organizzato a Cosenza nei saloni dell’Holiday Inn. Al convegno hanno partecipato gran parte degli oculisti calabresi assieme ad altri colleghi provenienti da altre regioni. Il seminario scientifico è stato organizzato in collaborazione con Pfizer Italia e con il patrocinio dell’ordine dei medici chirurghi ed odontoiatri di Cosenza e della S.O.C. Il direttore del corso Prof. Giovanni Scorcia, direttore Clinica Oculistica Università Magna Graecia di Catanzaro, ha manifestato la sua soddisfazione sulla riuscita del convegno –soprattutto per l’impegno dell’organizzatore e ideatore nonché responsabile scientifico, il dr. Sante Luigi Formoso – al quale ha rivolto l’invito che questa giornata possa diventare di cadenza annuale per la categoria medica specifica ma anche occasione conoscitiva per i calabresi che troppo spesso non sono a conoscenza dei grandi passi compiuti in materia dagli specialisti territoriali. Il tema ha trattato la gestione del paziente affetto da glaucoma, una malattia che investe il sociale anche perché presente nel 2% della popolazione italiana. Una patologia solitamente asintomatica per cui risulta per il paziente psicologicamente difficile ed inspiegabile utilizzare farmaci per combatterla portandolo in molti casi alla cecità. In questo senso il glaucoma diventa una malattia del tutto singolare e complessa. Altro punto di discussione, il dialogo diretto tra medico e paziente, fondamentale per offrire all’ammalato la possibilità di utilizzare una terapia mirata che possa nel tempo porre sotto controllo l’evoluzione della patologia. Questa azione educativa del medico non può prescindere anche dalla estrema diligenza di esecuzione dei controlli e dalla strategia terapeutica che comunque è sempre personalizzata in base a tutti i fattori di rischio. Nel corso del dibattito sono state poi presentate due relazioni di notevole spessore scientifico concernenti le Nuove Frontiere Farmacologiche della terapia del glaucoma e le Interazioni tra terapia glaucomatosa e sistemica. Infine l’ultima sessione è |