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Notizie dalla Regione

 

Chiarella lascia AN e si iscrive al gruppo misto

11/05 Il consigliere regionale della Calabria Egidio Chiarella, rieletto nella consultazione del 3 e 4 aprile scorsi nella lista di An, si e' autosospeso dal partito ed ha aderito al gruppo misto. Ad annunciarlo e' stato lo stesso Chiarella incontrando i giornalisti a Lamezia Terme. Chiarella, che aderisce alla componente di Destra sociale che fa capo al ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno, ha definito la sua decisione ''un atto di protesta durissimo contro la dirigenza nazionale di An che, dopo la mia elezione a consigliere regionale - ha detto - non ha accolto la richiesta fatta da 700 esponenti di affidare a me la gestione del partito a livello provinciale per portarlo al prossimo congresso, esautorando l' attuale commissario, allo scopo d' inaugurare una nuova fase della politica. Un comportamento che legittima un sistema di gestione di An in provincia di Catanzaro vecchio e superato che purtroppo, e non capisco per quale motivo, viene ancora tutelato da Roma''. ''Se An continua a non riconoscere - ha aggiunto Chiarella - il valore di un vincitore come io ho dimostrato di essere con la mia elezione al Consiglio regionale, malgrado l' ostracismo nei miei confronti da parte dei dirigenti provinciali di An, dimostra evidentemente che vuole tutelare determinati interessi e privilegi che io non condivido. E giusto allora che io mi chieda perche' le mie richieste non abbiano ottenuto alcuna risposta dagli organismi dirigenti nazionali di An: perche' si vuole mantenere questa dirigenza provinciale di Catanzaro che ha perso? Quali interessi si nascondono dietro questa situazione?''. Nei giorni scorsi Chiarella aveva chiesto ripetutamente l' allontanamento del commissario provinciale di An, Wanda Ferro, accusandola di gestire il partito ''con criteri personali e di avere creato un sistema di potere che ormai alligna all' interno della federazione provinciale. Un sistema - ha detto Chiarella - che stranamente, anche quando perde, viene lasciato al suo posto''. Egidio Chiarella, iscritto ad An da 11 anni, fa parte dell' Assemblea nazionale del partito.
''In questi giorni sono stato minacciato per ben due volte. Non sono stato chiamato da nessuno del mio partito. Solo Azione giovani ha avuto l' ardire di starmi vicino''. Ha detto il consigliere regionale Egidio Chiarella che ha poi evidenziato che ''giustamente i partiti del centrosinistra hanno fatto quadrato intorno al sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, al presidente della Regione, Agazio Loiero, ed all' assessore regionale, Doris Lo Moro, quando questi sono stati fatti oggetto di minacce. I vertici del mio partito, invece, quando ho ricevuto le minacce non hanno speso nemmeno 5 euro per un telegramma. Non sapevo che c'erano intimidazioni di serie A e di serie B. Eppure io non avevo chiesto un posto di potere, ma avevo chiesto di rimboccarmi le maniche e di lavorare attraverso un posto che gestisce la forza ideale di un partito''. ''Pirilli e Sarra - ha concluso Chiarella - hanno fatto di tutto per risolvere la situazione. Si riesce a cambiare il coordinatore regionale, e colgo l' occasione per fare gli auguri a Dima, ma, stranamente a Catanzaro non cambia nulla. Non so perche'''.

Giovanni Dima nominato nuovo Commissario regionale di AN al posto di Rositani

11/05 Cambio di commissario regionale per Alleanza Nazionale in Calabria. A Guglielmo Rositani, parlamentare eletto nel Lazio originario della provincia di Reggio Calabria, succede Giovanni Dima, ex assessore all'Agricoltura nella giunta Chiaravalloti e oggi consigliere regionale rieletto. La sua nomina è stata decisa dalla segreteria nazionale. Rositani era stato nominato commissario da Fini nel settembre 2004, a seguito delle dimissioni del segretario regionale Michele Traversa.

Abramo “E’ opportuno riprendere il problema Cittadella partendo dal protocollo d’intesa”

11/05 ''Sulla Cittadella Regionale, non era mia intenzione polemizzare, ne' innescare un botta e risposta con il presidente Loiero, al quale vorrei invece ricordare che la campagna elettorale e' finita e che e' tempo, dunque, di mettersi al lavoro sui problemi''. E' quanto sostiene in una nota il consigliere regionale Sergio Abramo. ''Non nego affatto - ha aggiunto - che il nuovo governo regionale abbia ereditato, come dice Loiero, un ginepraio; cosi' come non mi sottraggo, perche' non l' ho mai fatto, dal criticare, se serve ed e' giusto, anche la mia parte politica. Il punto e' un altro e riguarda il metodo con cui affrontiamo da oggi in avanti i problemi. Ecco perche' mi meraviglia il tono polemico con cui il presidente della Giunta regionale ha inteso commentare le questioni che ho posto a proposito della Cittadella. Io mi sono limitato a illustrare sinteticamente il quadro della situazione e a sottolineare l' opportunita' di riprendere il problema ripartendo dal protocollo d'intesa, sottoscritto da Regione, Provincia e Comune di Catanzaro, perche' e' quello l' ultimo passaggio formale e tuttora efficace dell' iter che riguarda la realizzazione della sede regionale''. ''Un protocollo, vorrei ribadirlo, che non e' - ha proseguito Abramo - il frutto della volonta' del sindaco ma dell' intero Consiglio Comunale, che con due distinte votazioni ha deliberato sulla nuova localizzazione della Cittadella e sui contenuti del protocollo medesimo. Un'intesa che il sindaco ha sottoscritto in qualita' di legale rappresentante dell' Amministrazione Comunale. Lo ripeto con molto serenita': credo che la politica abbia il dovere di dare soluzione a un problema che si trascina da almeno dieci anni. Prendo atto volentieri della volonta' del presidente Loiero di mettere mano alla questione e consentire l' avvio dei lavori entro la fine dell' anno e lo faccio perche' non e' mia abitudine assumere atteggiamenti pregiudizialmente ostili''. ''La Cittadella - ha concluso - e' un nodo cruciale degli interessi generali della Calabria e di Catanzaro; quindi, e' un problema rispetto al quale muovere da una logica di schieramento significa, a parer mio, partire con il piede sbagliato''.

Sbarra (Cisl) “Si faccia al più presto una sede unica della Giunta regionale”

11/05 '' La sede unica della Giunta regionale si faccia rapidamente e nell'area piu' idonea che al momento, salvo dimostrazioni contrarie, e' Germaneto, nella citta' capoluogo di regione''. E' quanto sostiene in una nota il segretario generale della Cisl della Calabria, Luigi Sbarra. ''Solo cosi' - ha aggiunto - possiamo sperare di avere anche in Calabria una Regione che, quantomeno sul piano dell'identificazione fisica, rappresenti il punto di riferimento non di una o piu' citta', ma di tutta la Calabria. E' sbagliato, profondamente sbagliato, assistere ad una ripresa delle querelle tra maggioranza e opposizione sulle responsabilita' vere e presunte sui ritardi nella realizzazione della Citta' della Regione. Occorre guardare avanti, lo diciamo noi come Cisl che piu' di altri ci siamo battuti per denunciare le responsabilita' della precedente Giunta regionale ed anche i silenzi inspiegabili della opposizione in Consiglio Regionale , e marciare uniti per sostenere operativamente la costruzione della Cittadella Regionale''. ''La realizzazione - ha proseguito Sbarra - della sede del Governo regionale costituisce, dopo la realizzazione del Palazzo del Consiglio regionale a Reggio che accorpa in un unico stabile tutte le articolazioni istituzionali dell'Assemblea, un altro importante momento verso la strada della riconoscibilita' della Regione quale soggetto unitario e non piu' come un insieme di frammentati pezzi di gestione che non solo operativamente, ma anche dal punto di vista della ubicazione fisica agiscono senza alcun contatto tra di loro e senza la benche' minima sinergia. La Cisl sostiene che si e' perso gia' troppo tempo per dare alla Regione una sede che comprenda tutti gli assessorati e che la scelta , ribadita per ultimo sia dal Consiglio regionale che dalla Provincia di Catanzaro, di ubicare la Citta' della Regione a Germaneto - ossia in una localita' strategica per coniugare l'appartenenza della sede alla citta' capoluogo con la funzionalita' che la Giunta deve avere con tutta la Calabria sia quella ottimale, cosi come d'altronde e' ampiamente spiegato nella stessa legge regionale votata all'unanimita' dalle forze politiche''. ''La Cisl - ha concluso - e' pertanto dell'avviso che occorra dare seguito al progetto originario senza piu' indecisioni o mutamenti in itinere, cosi da avere durante questa legislatura la sede del Governo regionale che, oltre a migliorare l'immagine complessiva della Regione, produrrebbe risparmi per almeno dodici miliardi all'anno ''.

Acri (Legautonomie) “Favorire la trasparenza per evitare gli atti intimidatori agli amministratori calabresi”

11/05 Sono gia' 28, dall' inizio dell' anno, gli atti intimidatori registrati a carico di amministratori in Calabria; un dato che porta a quota 205 dal 2003 il totale degli episodi verificatisi nella regione. Anche alla luce di questi ultimi dati Legautonomie Calabria ha elaborato due proposte immediatamente attuabili per tentare di avviare il processo di contrasto al fenomeno: i patti d' integrita' da adottare in tema di appalti e un progetto di legge regionale di promozione del sistema di sicurezza. Le due iniziative - la prima indirizzata ai Comuni e l' altra affidata al Consiglio regionale - sono state illustrate a Catanzaro dal presidente dell' associazione Antonio Acri, neo consigliere regionale dei Ds; dal vicepresidente Carmine Barbaro, che e' anche sindaco di Locri, e da Claudio Cavaliere segretario dell' organizzazione ed estensore dei documenti. ''Il 'patto di integrita'', elaborato sulla falsariga dell' intesa anticorruzione - ha spiegato Cavaliere - interviene in una materia delicata come quella degli appalti per servizi e opere pubbliche che, in Calabria, si traduce nella movimentazione annua di 500 milioni di euro. L' obiettivo e' quello di impedire che questa mole di danaro possa 'ingrassare' le imprese criminali per dare spazio invece alle imprese sane. Il 'patto', peraltro, non ha bisogno di alcun passaggio ulteriore ed e' immediatamente applicabile, in ogni comune, da parte del dirigente responsabile del settore appalti''. A giudizio di Cavaliere ''e' arrivato il momento che la Regione si doti di una legge regionale sul sistema di sicurezza che punti decisamente sull' attuazione di strumenti come i 'contratti di sicurezza' che - ha aggiunto - sono altra cosa rispetto ai 'patti di legalita'' o ai Comitati per l' Ordine e la sicurezza pubblica. Non e' sufficiente, inoltre, - ha detto ancora Cavaliere - che, come e' avvenuto nella lettera dello Statuto, si affermi che la Regione ripudia la mafia, serve piuttosto che essa si doti di uno strumento operativo di contrasto all' aggressione e al condizionamento da parte delle organizzazioni criminali''. ''La decisione di promuovere iniziative concrete come queste, - ha sottolineato il presidente Acri - oltre che dal rischio di un' assuefazione a questo tipo di fenomeno, prende origine anche dal timore che attualmente non vi sia un livello di preoccupazione adeguato alla gravita' della situazione. Si coglie una sottovalutazione, anche da parte degli amministratori locali, - ha aggiunto Acri - i quali molto spesso ritengono a torto che tutto cio' non possa a accadere a loro. A questo si aggiunge una perdita di autorevolezza dei sindaci per la caduta del livello dei servizi dovuta ai tagli continui sulla finanza locale. Per questo e' necessario incidere concretamente sul piano della trasparenza in ambiti delicati dell' amministrazione mirando a rendere possibile l' adozione di adeguate politiche regionali di sicurezza, in linea con una battaglia che come Legautonomie abbiamo sempre portato avanti''. Per Barbaro, che e' anche componente del comitato nazionale sicurezza dell' associazione, ''e' importante che il nuovo corso delle istituzioni regionali dia spazio alle esigenze che emergono dal tessuto delle autonomie locali. Il progetto di legge e' valido per tutta una serie di aspetti che lo connotano e che sono in grado, davvero, di porre alcune questioni in concreto''.

Caruso (AN) “Si ai 15 giornalisti nell’ufficio stampa regionale”

11/05 ''Anche se e' una presenza enorme, diciamo si ai 15 giornalisti nell'ufficio stampa, ma sarebbe il caso di avviare una selezione pubblica che garantisca trasparenza ed accesso a tutti i professionisti calabresi, nella legittimita' delle scelte discrezionali riservate al presidente ed alla giunta''. E' quanto sostiene in una nota il parlamentare di Alleanza Nazionale Roberto Caruso. ''A Loiero chiediamo - ha concluso - di essere aperto al contributo di tutti: in questo senso i 15 giornalisti possono essere utili. Si tratta di programmare un bando trasparente e se cosi' sara', saremo certamente d' accordo''.

Nuccio Fava contrario ai sottosegretari regionali ed all’ampliamento degli uffici stampa

11/05 ''Le regioni dovrebbero essere piu' leggere e meno costose, capaci di legiferare e programmare delegando a comuni e province''. Lo afferma in una nota l'ex consigliere regionale della Calabria dei Popolari -Udeur, Nuccio Fava che teme ''questa sorta di contagio che si sta sviluppando sulla 'invenzione' calabrese dei sottosegretari''. A giudizio di Fava che ''lo faccia anche Formigoni o Bassolino non migliora la situazione. Ne derivano solo maggiori costi, appesantimento burocratico, rischio di spartizioni e clientele, di cui la vita politica regionale dovrebbe invece liberarsi''. Fava e' anche preoccupato anche per ''l'ampliarsi di uffici stampa in ogni ambito. La comunicazione - aggiunge - e' un servizio per il cittadino, che ha diritto di conoscere ed essere adeguatamente informato. C'e' invece il rischio - sostiene l'ex conisigliere regionale dell'Udeur, e giornalista, - che diventi occasione di spartizione e collocazioni professionali ambigue e discutibili''. Per Fava ''anche sotto questo aspetto il centrosinistra dovrebbe segnare, con l'avvio dei nuovi governi regionali, una forte discontinuita' con l'esperienza del centro-destra''. Strano che un giornalista non sia daccordo cone le nuove opportunità di lavoro offerte per gli appartenenti alla sua categoria.

Corbelli: “Limitare a numero equo i giornalisti e fare un concorso con regolare bando”

11/05 ''Limitare ad un numero equo queste assunzioni e procedere alle stesse non per chiamata diretta ma attraverso un regolare bando in collaborazione con l'Ordine e il Sindacato dei giornalisti calabresi, dando la precedenza ai cronisti locali disoccupati''. E' quanto sostiene in una nota il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli. ''Il Presidente della Regione - ha aggiunto - si prepara a segnare, dopo la nomina dei tre Sottosegretari, un nuovo singolare record nazionale: una squadra di ben 15 giornalisti per il suo ufficio stampa. Sembra incredibile, ma e' proprio cosi'. Come possono essere giustificati in una regione come la Calabria, in testa a tutti i record negativi europei? Al presidente Loiero chiediamo di rivedere questa sua scelta, di procedere all'assunzione di un numero equo di giornalisti e di farlo non per chiamata diretta''.

 

 

 

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