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Ponte sullo stretto: monta la polemica dopo le dichiarazioni di ieri

Fedele (FI): “La Giunta regionale chiarisca la sua posizione sul Ponte dello Stretto”

19/05 “Non era né peregrina né strumentale la mia richiesta espressa in Consiglio regionale che la Giunta chiarisse la propria posizione sul Ponte dello Stretto. Infatti, dopo un susseguirsi di sì, no e ni, è sempre più nebulosa l’idea che ha il governo regionale sulla questione”.
E’ quanto afferma il consigliere regionale di Fi, Luigi Fedele, sulla base delle recenti dichiarazioni apparse sulla stampa che hanno avuto come protagonisti alcuni esponenti della Giunta regionale: “Non sono certo io a voler fare polemiche – asserisce Fedele- ma, attraverso una serie di comunicati, autorevoli assessori regionali (leggi Michelangelo Tripodi) e il presidente Loiero, in poche ore hanno detto tutto ed il contrario di tutto, smentendosi l’un l’altro”. “Per quanto ci riguarda – aggiunge l’esponente del centro destra- ribadiamo con forza che il Ponte sullo Stretto, così come l’ammodernamento delle ferrovie, dell’autostrada e la riqualificazione del territorio di Villa San Giovanni, progetti già cantierati, è un’opera indispensabile (e non solo simbolica) per lo sviluppo della Calabria, che coinvolge anche tutto il meridione. Chi pensa di fermare lo sviluppo e il progresso è solo miope ed è chiamato ad assumersi la responsabilità con la chiarezza delle scelte”. Fedele continua così: “Proprio per questo, ancora una volta, è quanto mai opportuno conoscere quale è la posizione attuale della Giunta, affinchè i calabresi sappiano se primario ruolo è da svolgere su questa opera importantissima. A meno che non si dovesse decidere di uscire dalla ‘Società dello Stretto di Messina’ e tentare di bloccare l’iter per la realizzazione dell’opera, come devo dire ha sostenuto sempre con coerenza l’assessore Michelangelo Tripodi”. “Ci auguriamo, però - prosegue Fedele - che il Presidente della Giunta e il resto del governo regionale abbiano una posizione diversa. Se sarà così- cosa che ci auguriamo- delle due l’una. O l’assessore Tripodi si adeguerà, oppure non avrà altra soluzione se non quella di uscire da questo governo e da questa maggioranza che, a suo dire, perseguirebbero un programma diverso da quello approvato in Consiglio regionale e sbandierato come punto forte nella campagna elettorale”Fedele conclude così: “A tal proposito, sarebbe interessante conoscere il parere anche dell’assessore all’Ambiente, Tommasi, da sempre molto attento a queste problematiche. In ogni caso, non è possibile tenere i calabresi in una posizione equivoca, rispetto alla quale urge dare chiarezza e certezza”.

Commodari (Rifondazione) “La Giunta blocchi l’opera”

19/05 ''La Giunta regionale, nel rispetto degli impegni programmatici assunti dalla coalizione, blocchi le procedure per la realizzazione del Ponte sullo Stretto''. A chiederlo e' stato Pino Commodari, coordinatore delle Iniziative sul Ponte del Prc. ''Le grandi imprese straniere - ha sostenuto Commodari - stanno abbandonando quasi tutte quante l' operazione della costruzione dell' opera faraonica. Oramai quasi tutti gli studi relativi all' impatto ambientale, al territorio, al sistema dei trasporti del ponte, confermano che esso e' inutile all' economia, alla trasportistica, nonche' gravemente dannoso per l' ambiente, per il paesaggio e per il sistema urbanistico di quel territorio. Noi continuiamo a ritenere il Ponte una cattedrale che genera deserto. Simbolo di un modello economico e sociale che e' il contrario della valorizzazione delle risorse locali, della costruzione di un ambiente sociale capace di realizzare benessere autocentrato, qualificato e duraturo. Strumento, appunto, di distruzione e di arricchimento per le mafie.Abbiamo avviato nei mesi scorsi una campagna per continuare a dire no al Ponte e per cambiare le finalita' della societa' stretto di Messina. Una proposta che, liberando risorse finanziarie, guarda alla necessita' di potenziare e razionalizzare l' attraversamento marittimo dello stretto, che rilancia la infrastrutturazione della Sicilia e della Calabria, la velocita' commerciale, la qualita' dei mezzi, dei servizi e del lavoro. Essa incanala la domanda di mobilita' verso trasporti collettivi e l' intermodalita', che non deve significare compatibilita' con il trasporto su gomma ed individuale, ma intesa come progetto di cambiamento radicale dei trasporti del paese''. ''Invitiamo la Giunta regionale - ha concluso Commodari - ad aprire un confronto su questa nostra proposta''.

Abramo: “Dalla Giunta un segnale non positivo”

19/05 ''Se l' argomento ponte sullo Stretto rappresenta un primo segnale dell' azione di governo per la Calabria, allora dobbiamo dedurre che non si tratta di un segnale positivo''. A sostenerlo e' stato il consigliere regionale Sergio Abramo. ''Pur confermando quanto ho sostenuto martedi' in Consiglio Regionale - ha aggiunto Abramo - e cioe' che occorre dare tempo alla Giunta per poi giudicarla sui fatti, non posso non rilevare che su una questione cruciale e strategica, com' e' quella del ponte sullo Stretto, il Governo regionale non riesce ad assumere una posizione chiara e definita, rischiando di creare un forte disorientamento tra l' opinione pubblica e di compromettere l' immagine della Calabria di fronte al Paese e all' Europa, visto che il ponte si inserisce nella logica dei cosiddetti corridoi. Le difficolta' sul tema del ponte erano state in qualche modo mascherate dal centrosinistra, non senza difficolta', in campagna elettorale, ma oggi i nodi vengono al pettine e il presidente della Giunta e' costretto ancora una volta a fare la voce grossa per riportare l' ordine all' interno della maggioranza. Operazione nella quale, peraltro, il capo dell' Esecutivo sembra riuscire solo in parte, se e' vero com' e' vero che l' assessore Tripodi, nonostante le smentite del presidente della Giunta, insiste nel richiamare gli impegni assunti in campagna elettorale sul 'no' secco al ponte sullo Stretto''. ''Insisto nel dire - ha aggiunto Abramo - che la Calabria ha bisogno di risposte e indirizzi chiari, ma il mio timore e' che la maggioranza di governo sia condizionata da troppe anime che, alla prova dei fatti, dimostrano divergenze di vedute e difficolta' a trovare quella sintesi che e' necessaria per ricercare le soluzioni e risolvere i problemi. Il ponte sullo Stretto non e' questione che possa essere affrontata ideologicamente. Si tratta di una infrastruttura strategica, che giudichiamo destinata ad avere un forte impatto sul sistema dei trasporti e su quello dell' economia del Mezzogiorno; ma il ponte e' soprattutto un' opera il cui iter e' gia' entrato nella fase esecutiva. Sono queste le ragioni che mi inducono ad auspicare fortemente che su temi come questo il Governo regionale esca dall' equivoco e visto che non riesce a trovare unita', porti la questione in Consiglio Regionale, affinche' l' Aula, senza pregiudizio di schieramento politico, si confronti, magari allargando la discussione al tema generale della infrastrutturazione della Calabria''. ''Insomma - ha concluso Abramo - penso che sulle grandi problematiche regionali, la Giunta non possa prescindere, al di la' delle rispettive funzioni, dal contributo del Consiglio, luogo istituzionale nel quale, peraltro, possono anche registrarsi, attraverso il confronto franco e dialettico, momenti di sintesi, dai quali la Calabria non potrebbe che trarne beneficio''.

I docenti Unical chiedono di consolidare il no al Ponte

19/05 ''L' equivoco, peraltro subito chiarito e per cui esprimiamo rammarico, sorto attorno al resoconto dell' intervento del neo assessore al territorio e urbanistica della Regione Calabria Michelangelo Tripodi, al convegno 'Le ragioni ambientali sociali tecniche ed economiche per un no definitivo al ponte sullo Stretto' tenutosi ieri all' Universita' della Calabria, dimostra la necessita' di consolidare l' opposizione al ponte da parte delle istituzioni regionali, al di la' delle diverse posizioni 'non priorita'' o 'inutile e dannoso', corrispondenti alle differenti componenti dell' esecutivo calabrese''. Lo affermano, in una nota Osvaldo Pieroni e Nicola Ziparo organizzatori dell' incontro, secondo i quali ''e' importante intervenire prima della scadenza del bando''. ''Appaiono allora necessarie - affermano Pieroni e Ziparo - l' assunzione di maggiori informazioni e, dunque, la consapevolezza dei rischi e dei danni trasportistici, economici, territoriali e ambientali legati all' operazione e messi in luce da numerosissimi studi sempre piu' approfonditi e aggiornati. Ricordiamo, ad esempio, solo l' inchiesta della magistratura sulla Commissione Via del Ministero dell' ambiente, per falso ed omissione d' assunzione degli allarmi civili e sociali dell' operazione contenuti nei suddetti studi''. ''Oggi pero' - prosegue la nota congiunta - il rischio e' grandissimo anche per quanto riguarda probabili speculazioni finanziarie e politiche. Nelle attuali condizioni di incertezza, infatti, e la quasi certa non fattibilita' tecnica, ambientale, sismica e territoriale, andrebbe almeno sospeso il bando per la progettazione definitiva e l' avvio della fase esecutiva: il costo previsto e' di centinaia di milioni di euro, cui vanno aggiunte le spese per nuove consulenze alla progettazione per un costo complessivo vicino al miliardo di euro. Per cui, tra l' altro, sono rimaste in lizza soltanto due imprese italiane in fortissime difficolta' finanziarie''. Per Pieroni e Ziparo ''diventa altrimenti altissima la probabilita' che, in una operazione sostanzialmente senza futuro, gli sprechi legati ad arditi interessi tecnico - professionali si incrocino con spregiudicate operazioni finanziarie, mirate forse piu' ai rientri dagli scoperti delle aziende coinvolte che alla vera utilita' del programma. Ha ragione il presidente Loiero - sostengono ancora i due esperti - nell' affermare che 'nel paese e nella regione c' e' un grande dibattito, al quale - dice - non mancheremo di fare avere il nostro contributo'. E' pertanto evidente che un dibattito serio ed una decisione conseguente non passano avvenire che 'a bocce ferme' e non durante la progettazione esecutiva, che probabilmente non sara' che una esosissima dimostrazione di non fattibilita'''. ''Per sventare i rischi che nei prossimi mesi il governo regionale ed un eventuale nuovo esecutivo nazionale si trovino, tra l' altro, la 'patata bollente' di dover sospendere un processo gia' avviato, pagando - sempre con soldi della collettivita', anche le penali ex legge Obiettivo, pure appesantite dai termini gia' contorti di un' operazione che diverrebbe ancora piu' confusa e quindi ad altissimo spreco - affermano Pieroni e Ziparo - la Regione deve chiedere con autorevolezza ed ottenere la sospensione del bando ed il blocco della procedura. Una misura cautelativa, viste anche le nuove elaborazioni sui rischi tecnici, sismici ambientali e le lievitazioni dei costi, come hanno argomentato unitariamente i gruppi parlamentari del centro-sinistra che hanno gia' avanzato simile istanza, analogamente a quanto gia' formulato dalle associazioni ambientaliste. Nelle more della valutazioni e della individuazione delle azioni piu' opportune per rendere definitivo ed operativo il No Ponte contenuto nel programma, la giunta regionale compia dunque un primo atto sostanziale e formale prima del 25 maggio.

Fava “Sul ponte è necessaria chiarezza”

19/05 ''E' sconcertante il contrasto che sembra aprirsi nella giunta regionale a proposito del Ponte sullo Stretto''. Lo sostiene in una nota Nuccio Fava ex consigliere regionale dell' Udeur. ''Sarebbe dannoso - prosegue Fava - limitarsi ad una generica partecipazione al dibattito. La politica e', alla fine, iniziativa e scelte operative concrete. La Regione dovrebbe pretendere con la massima energia che si faccia definitivamente chiarezza e, per quanto le compete, non assecondare oltre una illusione e un miraggio che comunque danneggerebbe gli interessi di fondo della Calabria, priva di quel complesso e fondamentale sistema di infrastrutture che la penalizza da sempre e ne blocca ogni possibile sviluppo futuro''. Nella nota l' ex consigliere regionale rileva che ''c' e' gran subbuglio, soprattutto a Reggio, ma e' tutto il quadro politico in profondo fermento. Fuda guarda da tempo a Roma e difficilmente Scopelliti fara' diversamente. Pur nel rispetto delle scelte personali - sottolinea Fava - sconcerta una qualche disinvoltura con cui gli interessi di fondo di Reggio, legati soprattutto all' iniziativa di Provincia e Comune, vengano nei fatti sacrificati ad una visione romanocentrica della politica. L' opposto di quello che dovrebbe fisiologicamente avvenire in una politica ben ordinata e finalizzata agli interessi generali''.

 

 

 

 

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