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I fondi UE obiettivo Uno

 

Loiero sui fondi UE: il veto italiano eviterebbe la perdita di 6 miliardi di euro

01/06 "Le condizioni ci sono tutte per ottenere un risultato positivo per l'Italia nei negoziati per nuovi finanziamenti dell'Unione Europea, ma sta all'abilita' del Governo a Bruxelles riuscire a evitare al nostro Paese una perdita complessiva di circa 6 miliardi di euro. Un veto italiano, come misura estrema farebbe ragionare l'Europa. Ma per farlo occorre adesso preparare bene il terreno sia dentro il paese che a livello internazionale". Questo il commento del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, al termine della riunione odierna del coordinamento delle Regioni meridionali sulle prospettive finanziarie europee 2007-2013. Al vertice romano hanno partecipato i ministri Gianfranco Fini, Giorgio La Malfa e Gianfranco Micciche' e gli europarlamentari eletti nel Mezzogiorno Massimo D'Alema, Cirino Pomicino, Lorenzo Cesa e Alfonso Andria. "La proposta lussemburghese, che in gran parte penalizza solo l'Italia, farebbe letteralmente saltare l'economia della Calabria, la regione a cui, in percentuale al numero di abitanti, sono destinate le maggiori risorse dei fondi strutturali per le politiche europee di coesione", ha aggiunto il presidente Loiero. Infatti, se nel vertice del Consiglio europeo del 16 giugno venisse applicata la proposta del Lussemburgo, paese che ha la presidenza di turno dell'Unione Europea, dalle Regioni meridionali sparirebbero circa 4 miliardi di Euro di risorse. "Ritengo, pero', che a Bruxelles - ha affermato Loiero - il governo possa dare battaglia e la possa anche vincere, senza far toccare i finanziamenti per i fondi dell'Obiettivo 1 in quanto abbiamo condizioni politiche a noi favorevoli, perche' l'Europa dopo il voto francese non puo' permettersi un'altra lacerazione".

Fini: “Pronti a porre il veto sul bilancio”

01/06 ''Se dovesse essere necessario, ma mi auguro di no, ci assumeremo la responsabilita' di porre il veto'': cosi il ministro degli Esteri Gianfranco Fini risponde ai giornalisti che gli chiedono se l'Italia porra' il veto al bilancio Ue per le risorse sottratte all'Italia dei fondi strutturali. ''Confermo che il governo italiano lavora ad un accordo - ha aggiunto Fini - ma sulle prospettive finanziarie l'accordo non puo' prescindere dal merito, non puo' mortificare le aree del sud, quindi se dovesse essere necessario, ma mi auguro di no, ci assumeremo la responsabilita' di porre il veto. Il governo italiano ha deciso di respingere la proposta lussemburghese perche' inaccettabile in quanto porterebbe al taglio di 7-8 miliardi per il nostro meridione. Molto probabilmente - ha proseguito il ministro degli Esteri - non saremmo soli perche' dopo il voto francese al referendum sulla Costituzione europea, i governi nazionali avvertono la necessita' di far capire ai loro popoli che l'Europa non e' contro gli interessi nazionali, ma ne e' la sintesi''. Fini ha commentato la riunione dei rappresentanti delle regioni meridionali, che si e' svolta nella sede della Regione Campania a Roma, definendola ''una lodevole iniziativa perche' chiama ad un tavolo unitario il governo, le regioni meridionali, i parlamentari europei di ogni estrazione politica per discutere il bilancio dell'Unione europea per il periodo 2007-2013''. La decisione del governo di respingere la proposta lussemburghese, ha spiegato Fini, ''e' stata considerata una decisione saggia ed inevitabile. E' importante rendere evidente in sede europea che la nostra posizione non e' solo quella del governo perche' e' stata sottoscritta dal Parlamento e da tutte le regioni. Continueremo con gli incontri di questo coordinamento in vista del consiglio del 16 e 17 giugno''. Fini ha concluso sostenendo di ritenere possibile un'intesa in sede europea perche' ''in questa fase, dopo il voto francese, la politica resta un aspetto primario per le prospettive dell'Unione: e' chiaro a tutti la necessita' di conciliare gli interessi nazionali con quelli dell'Unione Europea''.

La Malfa: “Proposta lussemburghese sui fondi inaccettabile”

01/06 La proposta lussemburghese sul riparto dei fondi strutturali ''e' inaccettabile, comporterebbe un taglio di circa 7 miliardi di euro rispetto al livello attuale''. Lo sostiene il ministro per le Politiche comunitarie, Giorgio La Malfa, secondo il quale ''l'insoddisfazione che emerge dai referendum e' largamente collegata all'andamento negativo dell'economia''. Intrattenendosi con i giornalisti a margine del coordinamento delle Regioni meridionali, che si e' occupato proprio della questione dei fondi strutturali, La Malfa ha osservato che per superare la diffidenza verso l'Europa, ''ci dovranno essere dei piani nazionali per determinare il miglioramento economico, ma questi dovranno essere assistiti da fondi europei che aiutino l'Europa a camminare nella direzione dell'innovazione e cosi'
via''. In base alla proposta italiana, ha spiegato il ministro, ''si puo' discutere il livello della spesa complessiva, ma devono essere assicurati alcuni obiettivi, come la solidarieta' nei confronti delle regioni piu' deboli''.

D’Alema: “Se si tagliano i fondi nelle regioni più povere non crescono i consensi”

01/06 ''Se dai referendum si trae la conseguenza di indebolire le istituzioni europee si va nella direzione sbagliata'', ma se si tagliano i fondi strutturali nelle regioni piu' povere dei paesi membri, crescera' la diffidenza verso l'Europa. Questo il senso delle parole Ds Massimo D'Alema che si e' soffermato con i giornalisti al termine di una riunione con i governatori delle regioni meridionali sulla questione del riparto dei fondi strutturali del bilancio Ue. ''Alla caduta di consenso verso l'Europa si risponde rafforzando l'Europa - ha detto D'Alema - ma se noi tagliamo i fondi strutturali, se noi tagliamo gli investimenti per la competitivita' pensiamo che nel mezzogiorno d'Italia cresca il consenso d'Europa? il consenso diminuira' ulteriormente e quindi credo che sarebbe una risposta totalmente sbagliata''. Invece, secondo D'Alema, a questa crisi di consenso che non e' rifiuto dell'Europa, e' necessario rispondere dimostrando invece che l'Europa serve e che e' essenziale per sostenere, con le sue politiche, lo sviluppo e la competitivita'. Se si riduce questa capacita' operativa dell'Europa - ha concluso D'Alema - credo che rischiamo una ulteriore caduta di consenso nei confronti delle istituzioni europee''.

Di Pietro: “Preoccupati per la proposta lussemburghese. Scongiurare che i costi ricadano sul sud”

01/06 ''Scongiurare il pericolo che i costi dell'Ue ricadano sul mezzogiorno'': cosi' Antonio Di Pietro che spiega: ''Siamo molto preoccupati per la proposta lussemburghese relativa al bilancio dell'UE per il periodo 2007-2013 perche' riteniamo che nuocerebbe gravemente all'Italia ed in particolare al nostro Mezzogiorno''. ''Ci sono interessi nazionali - ha continuato il Presidente di IDV - che vanno ben al di la' delle divisioni di partito e che comportano l'assunzione di precise responsabilita'. Per questa ragione, noi di Italia dei Valori al Parlamento europeo, abbiamo sottoscritto unitamente a deputati appartenenti a diversi schieramenti politici di maggioranza e opposizione, gli emendamenti alla relazione Boge sulle sfide e i mezzi finanziari dell'Unione allargata nel periodo 2007-2013. Dobbiamo fare il possibile - ha concluso Di Pietro - per scongiurare che solo sul nostro Sud ricadano i costi dell'allargamento dell'Unione''.

 

 

 

 

 

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