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      Multiutility regionale acqua e rifiuti: reazioni e commenti

       

       

      Multiutility regionale acqua e rifiuti: reazioni e commenti

      21 apr 22 "Siamo di fronte al rischio di un forte corto circuito istituzionale tra il comitato direttivo, costituito dagli enti locali e che ha importanti competenze tra le quali l'approvazione del piano d'ambito e le modalità di affidamento del servizio idrico integrato e dei rifiuti urbani, e la figura del direttore generale, nominato dal presidente della Giunta regionale, che ha anch'esso ruoli di gestione e che, soprattutto, con un'invenzione tutta calabrese e un'originale tecnica legislativa, assume la rappresentanza legale dell'ente sottraendola al presidente nominato del comitato direttivo d'ambito. Per questo la legge che istituisce la nuova Autority regionale su acqua e rifiuti creerà da subito un conflitto di funzionamento tra gli organismi previsti dalla stessa norma". E' quanto riferisce, in un comunicato, il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo in relazione all'approvazione della legge n. 49/12^ di iniziativa della Giunta regionale "Organizzazione dei servizi pubblici locali dell'ambiente" che istituisce la nuova multiutility regionale per acqua e rifiuti. "Si tratta di un testo - prosegue Lo Schiavo - che svilisce fortemente il ruolo dei sindaci ai quali viene dato l'onere della gestione dei servizi idrico e dei rifiuti, la facoltà di nominare un presidente del comitato direttivo, senza ruoli né rappresentanza, ma, al tempo stesso, viene sottratta la nomina di un direttore generale che ha funzioni molto simili a quelle del comitato direttivo e, per di più, ha la rappresentanza legale dell'ente. Di fatto il presidente della Giunta regionale esautora i sindaci e commissaria da subito l'Autority avocando a sé la gestione, assoggettandola anche in futuro alla maggioranza politica di turno. Se la scelta politica è chiara, meno lo è la scelta giuridica di escludere tra gli organi dell'ente il presidente del comitato direttivo composto dai sindaci, sostituendolo con un direttore generale a cui si dà forzatamente la rappresentanza dell'ente".

      "Ho sempre prospettato una multiutility nelle mani dei Comuni, i soli a poter garantire la pubblicizzazione dell'acqua, anche perché nella maggior parte dei loro statuti è cristallizzato il principio dell'acqua come bene comune al di fuori di qualsivoglia lucro privato". Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Giuseppe d'Ippolito, componente la commissione Ambiente, a proposito della recente approvazione della legge regionale della Calabria che ha istituito la multiutility di gestione dei servizi pubblici ambientali. "Al contrario della posizione attribuitami da qualcuno - prosegue - la multiutility che ho sempre immaginato per la gestione del servizio idrico calabrese, così come anche per i rifiuti, è soggetto totalmente diverso da quello configurato dalla legge approvata in Consiglio regionale. Oltretutto la Sorical, società in liquidazione, andava lasciata in fallimento, essendo bollita per gravi debiti e per la risaputa vicenda delle quote in pegno. Ancora, il riferimento al costo di una penale per un'eventuale revoca non tiene conto del fatto che il fallimento non corrisponde a revoca e non obbliga la Regione ad alcun pagamento. Inoltre il rimborso dei debiti accumulati da Sorical sarà di gran lunga superiore ai costi da eventuale revoca contrattuale. Insomma, approvando la legge la Regione ha giocato a perdere, perdendo più del prevedibile. In Calabria il Movimento 5 Stelle ha condotto una battaglia durissima per come Sorical è stata gestita, per gli investimenti che non ha mai compiuto e per quanto è costata ai cittadini calabresi, i quali non hanno ancora un servizio di qualità e nel tempo hanno subito disagi e distacchi imputabili a mancanze o inadempienze pesanti della stessa società". "Non condivido affatto - conclude D'Ippolito - che un'ampia maggioranza del Consiglio regionale abbia rimesso in gioco Sorical senza un'analisi e senza una proposta alternativa. Sono molto scettico sul futuro del servizio idrico della Calabria e temo, purtroppo, che il peggio debba ancora arrivare".

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