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      Consiglio regionale approva, Por, bilanci enti Parchi marini, Aterp e rinvia Ato

       

       

      Consiglio regionale approva, Por, bilanci enti Parchi marini, Aterp e rinvia Ato

      13 apr 22 Terminata a palazzo Campanella la seduta del Consiglio regionale. Completata l'approvazione dei punti all'ordine del giorno, riguardanti l'approvazione dei Bilanci di previsione 2022-2024 dell'Ente Parchi marini regionale (EMPR), e dell'Aterp Calabria. Licenziata la proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Filippo Mancuso (Lega) ed Ernesto Alecci (Pd) recante: "Integrazioni agli articoli 14 e 27 della l.r. 17/2005 (Norme per l'esercizio della delega di funzioni amministrative sulle aree del demanio marittimo)". Approvata la proposta di provvedimento amministrativo, di iniziativa dei Consiglieri Giuseppe Graziano (Udc), Pasqualina Straface (Fi), Luciana De Francesco (FdI), Valeria Fedele (Fi), Davide Tavernise (M5S), Giuseppe Gelardi (Lega), Ernesto Alecci (Pd) e Salvatore Cirillo (Coraggio Italia) relativo alla Proposta di legge al Parlamento recante: "Modifiche al decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155 (Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148)". Ultimo punto approvato, la proposta di legge di modifica dell'art. 11 della legge regionale 19 marzo 2004, n. 11, Piano regionale della salute, che prendendo atto di quanto previsto dal PNRR (Piano nazione di ripresa e resilienza) indica le nuove "case della comunità", strumento attraverso il quale coordinare tutti i servizi offerti sul territorio, in particolare per i malati cronici, in sostituzione delle previste 'case di continuità'.

      Approvato Por

      Il Consiglio regionale ha approvato il Programma regionale Calabria FESR/FSE plus 2021/2027, in attuazione del REG,(CE) n. 1060/2021 e del Rapporto ambientale di VAS. Sul punto l'Aula ha avviato un veloce dibattito che è stato aperto dal consigliere Raffaele Mammoliti (Pd). Nel riconoscere l'importanza del documento strategico Mammoliti ha lamentato la mancanza di una visione politica. "Manca un orizzonte strategico - ha detto - in un documento che ci consente di utilizzare le risorse europee che ci sono state assegnate. Ma con quale obiettivo?" - si è chiesto concludendo che il compito di una Regione non è solo quello di raggiungere i target di spesa previsti. A rispondergli l'assessore Fausto Orsomarso che ha ricordato che già nel corso dell'Amministrazione Santelli era iniziata l'opera di consultazione con il territorio, le parti sociali. "E il frutto di quel lavoro è ancora presente nei tabelloni ancora esposti nella hall della cittadella regionale". Pasqualina Straface (Forza Italia) ha elencato i punti salienti del POR, "a cominciare - ha ricordato - dai 160 mln di euro del più grande programma che riguarda l'assistenza tecnica delle Amministrazioni. Partecipazione, gioco di squadra, sinergie istituzionali - ha concluso - sono gli ingredienti che porteranno questo documento, questa programmazione, ad essere vincente per lo sviluppo della Calabria". Chiudendo il dibattito, il consigliere Antonio Montuoro (FdI), presidente della Seconda commissione Bilancio, Programmazione, economica e attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero, ha fatto alcune precisazioni rispetto alle questioni sollevate dal consigliere Mammoliti. "Rilievi - ha detto - che non rispondono alla realtà". Sulla domanda su quale impatto avrà il programma, "il compito sarà anche nostro - ha affermato -. Per questo al dirigente generale del Dipartimento Programmazione comunitaria Maurizio Nicolai ho chiesto sedute periodiche per monitorare l'andamento della spesa e il suo impatto sul territorio. Sarà fatta una verifica del lavoro svolto. Se riusciamo tutti a collaborare, maggioranza ed opposizione su quelli che sono gli obiettivi da raggiungere, sono sicuro - ha concluso Montuoro - che riusciremo a fare la differenza"

      Rinviata approvazione ddl Ato ambiente

      E' stata rinviata al prossimo 18 aprile, in una seduta appositamente convocata, l'approvazione della legge di riforma dei servizi pubblici locali dell'ambiente. La decisione è stata adottata al termine di una rapida consultazione al tavolo della presidenza dell'assemblea. La sospensione dei lavori del Consiglio regionale, infatti, non ha consentito di sciogliere i dubbi circa la questione giuridica sollevata dal consigliere Ernesto Alecci, in riferimento all'approvazione della proposta di legge. Il Consiglio regionale sta proseguendo con l'esame dei successivi punti all'ordine del giorno.

      Il dibattito su ddl ATO

      Non c'è unanime visione, tra maggioranza e opposizione del Consiglio regionale, sulla proposta di riorganizzazione dei servizi pubblici locali dell'ambiente. È questo quanto emerge dal dibattito sulla proposta di legge, di iniziativa della Giunta regionale, che mira alla costituzione di un unico ambito territoriale ottimale regionale, sia per il servizio idrico integrato, sia il servizio di gestione dei rifiuti urbani, con la contestuale istituzione di un unico Ente di governo. "Una legge con una impostazione fuori strada e fuori del tempo - afferma Amalia Bruni (Misto) - che si è richiamata alla direttiva europea n. 851 del 2018 in riferimento alla quale c'è da constatare la totale inadeguatezza dei metodi utilizzati da questa maggioranza, che continua a lavorare di fretta, optando per soluzioni tampone che di certo non possono risolvere il problema dei rifiuti e che soprattutto rischiano di essere obsoleti alla luce di un progresso scientifico e tecnologico che arriva, per fortuna, indipendentemente da tutto". A seguire Ernesto Alecci (Pd) che criticando l'impianto della normativa, ma non rifiutando la prospettiva di una gestione unica regionale dei settori, ha rivolto al presidente Occhiuto l'invito "a prenderci un po' di tempo per fare di questa legge - ha detto - una sfida coraggiosa e non una deriva autoritaria". E di "errore di metodo" ha parlato Davide Tavernise (Movimento 5 Stelle), che nel corso di una accurata disamina ha annunciato la presentazione di alcuni emendamenti "che in assenza di accoglimento ci costringeranno - ha anticipato - ad esprimere il nostro voto contrario". Di opposto avviso Pasqualina Straface (Fi), che dai banchi della maggioranza, soffermandosi su alcuni aspetti salienti e innovativi della proposta, ha invitato il Consiglio "a prendere in considerazione questa proposta, con un voto unanime", mentre "un invito a riflettere per superare l'approssimazione di questa legge, scopiazzata dall'Emilia Romagna, fatta in fretta, nella quale si prevede di risuscitare la So.Ri.Cal." è venuto dal consigliere Domenico Bevacqua (Pd). Per Pietro Raso (Lega) la giunta regionale con la proposta all'esame del Consiglio "ha messo la faccia su un problema storico della Calabria" ha affermato ricordando la "fase di emergenza in cui si trovano i due settori e le criticità che li riguardano, che sono sotto gli occhi di tutti". "E' presente una tendenza politica ben evidente - ha sostenuto Antonio Lo schiavo (Lista De Magistris) - keynesiana e liberale, con intervento molto forte dello Stato, della Regione, degli Enti Locali nell'economia. Una impostazione politica ben precisa che intende accentrare ruoli e funzioni alla Regione e in particolare al presidente della Giunta regionale". "Legge mutuata ad altri ambiti che avrebbe dovuto essere calata nella situazione di contesto", secondo Ferdinando Laghi, capogruppo Lista De Magistris che ha chiuso il dibattito sulla riorganizzazione dei servizi locali ambientali. "Nella legge - ha detto Laghi annunciando voto contrario - ci sono delle enunciazioni di principi pienamente condivisibili, come acqua e sviluppo beni sostenibili comuni, economia circolare, ma poi - ha affermato - gli elementi operativi contrastano con queste enunciazioni".

      Prima seduta aperta dopo 2 anni

      Articolato dibattito in Consiglio regionale sulla proposta di legge di riorganizzazione dei servizi pubblici locali per l'ambiente. La seduta è stata aperta dal presidente dell'assemblea Filippo Mancuso che ha rivolto un bentornato ai giornalisti, che per la prima volta dopo l'emergenza covid sono stati riammessi in Aula. Nel suo intervento, Mancuso ha manifestato l'apprezzamento del Consiglio regionale "per l'affettuosa solidarietà che i calabresi stanno dimostrando verso le donne, i bambini e gli uomini costretti ad abbandonare l'Ucraina. Quest'Aula - ha aggiunto - ha condannato fin da subito i crimini contro l'umanità che si stanno perpetrando ai danni di un popolo aggredito dall'esercito russo. L'anelito di pace, da cui dipende ogni prospettiva di progresso per l'umanità, diventa ancora più forte nell'imminenza della Festa di Pasqua. Nel porgere i più sinceri auguri ai calabresi, l'auspicio è che si perseguano le soluzioni giuste, eque e sostenibili, per porre fine alla guerra". Il presidente del Consiglio regionale, prima di avviare l'esame dei punti in programma si è soffermato sugli argomenti in discussione. "All'ordine del giorno dell'odierna seduta - ha affermato - ci sono provvedimenti importanti per la Calabria che da noi si attende segnali di concreto incoraggiamento, per imboccare la via del riscatto economico e sociale. Ci apprestiamo a varare oggi, in particolare, uno degli strumenti fondamentali cui è legato il futuro della Calabria: il nuovo Por 2021-2027, che movimenta una spesa superiore ai 3 miliardi di euro e su cui il Consiglio è chiamato a confrontarsi, per introdurre le innovazioni che consentano alla Calabria di ottimizzare la spesa, finalizzandola allo sviluppo. Occorrerà assicurare, da un lato, il pieno utilizzo delle risorse, per controbilanciare le criticità derivanti dall'epidemia di Covid-19 e dalle pesanti conseguenze della guerra in Ucraina sulle economie occidentali, attraverso interventi tesi a fornire un sostegno al tessuto imprenditoriale e alle fasce più esposte alla crisi". Dall'altro lato, - ha ancora detto il presidente del Consiglio - occorre attivare risorse e politiche per una Calabria più competitiva, più inclusiva, più green e più connessa. Credo sia importante l'efficacia della programmazione regionale, che dipende sia dall'efficienza dell'azione burocratica che deve assicurare in tempi certi il risultato prefigurato, che dalla capacità di valutare tempestivamente il reale impatto di ogni scelta sull'economia complessiva della Calabria". "Non c'è dubbio - ha sostenuto Mancuso - che la positività degli esiti che ci attendiamo dovrà essere la sfida della burocrazia regionale. Il Por Calabria non deve prospettarsi come un libro dei sogni disallineato dalla realtà attuativa. Alle scelte politiche di programmazione, dovranno seguire nei tempi giusti, attivando un controllo rigoroso dei paradigmi operativi e attuativi del programma, le corrispondenti azioni". Il capogruppo Pd, Nicola Irto ha chiesto preventivamente la parola ed ha stigmatizzato la scelta di svolgere la riunione del Coordinamento dei presidenti delle Commissioni sulle Politiche europee, nella sede della Giunta alla Cittadella regionale a Catanzaro e non a Reggio Calabria nella sede istituzionale naturale, quella del Consiglio regionale. "Una scelta grave - ha detto - perché quella riunione rappresentava un momento importante per la programmazione della spesa dei fondi europei e dei fondi inseriti nel Pnrr e poteva essere un utile momento di confronto con tutti i consiglieri regionali. In ogni caso si conferma, anche in questo caso, l'atteggiamento assunto nei confronti del Consiglio fin dall'avvio della legislatura. Palazzo Campanella non può essere - ha sostenuto il capogruppo del Pd - un luogo di semplice passacarte di decisioni assunte alla Cittadella e i consiglieri sono stati privati del loro ruolo di controllo e di proposta. Chiedo al presidente del Consiglio di valutare con attenzione quanto avvenuto e di fare in modo che non debbano più ripetersi situazioni che sviliscono la funzione della massima Assemblea elettiva calabrese. Serve rispetto per il Consiglio regionale e per l'intera comunità calabrese".

      Commenti e dichiarazioni:

      Occhiuto: assunzione responsabilità acqua e rifiuti
      "Quella che abbiamo presentato non è una legge di riforma contro il sistema delle autonomie locali, o una riforma contro i sindaci della Calabria negli ambiti del servizio idrico e quello dei rifiuti. Ma in passato, spesso, gli stessi sindaci hanno lamentato di essere stati lasciati soli dalla Regione. Oggi, la Regione, il governo regionale, si assume la responsabilità di intervenire". Lo ha detto il presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto a conclusione del dibattito in Consiglio sulla proposta di legge d'iniziativa dell'esecutivo sull'organizzazione dei servizi pubblici locali dell'ambiente. Occhiuto ha ripercorso la vicenda del bando, finanziato con fondi europei e fondi del Pnrr, "poi bocciato per la Calabria, perché - ha ricordato - doveva essere individuato un soggetto attuatore che fu costituito nell'immediatezza dei termini dello stesso bando, e per questo impedì una valutazione europea sul suo operato. Il risultato è stato quello di far perdere alla Calabria un'occasione importante non perché mancava una scheda o non solo perché mancava una scheda, ma perché il soggetto attuatore era stato costituito nello stesso giorno di scadenza dei termini di quel bando". Evidenziando le criticità esistenti il presidente ha aggiunto: "abbiamo guardato a quello che succede in altre realtà e cercato di mutuare delle buone pratiche. Criteri di efficienza della gestione nel governo di questi ambiti sono possibili soltanto se c'è un'integrazione degli ambiti. La Calabria è una regione di 1 milione e 800mila abitanti. Quando furono istituiti gli Ato probabilmente dovevano essere solo tre, ma la politica non ebbe il coraggio di farlo. Ne istituì 5. Questa volta la politica ha il coraggio di farlo perché addirittura va nella direzione già praticata da altre regioni non di centro-destra". Occhiuto ha comunicato che il Governo ha assicurato che farà recuperare alla Calabria le risorse perse. "Lo dico perché - ha spiegato - molti hanno contestato la circostanza che noi nella legge che oggi proponiamo abbiamo individuato come direttore generale una persona scelta dal governo regionale che ci mette la faccia e sceglie chi deve realizzare questi impegni. Ho assunto l'impegno nei confronti dei calabresi che avremmo fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità per tentare di cominciare a cambiarla questa Regione. Queste decisioni avranno effetto nei prossimi anni, probabilmente quando questo presidente non ci sarà più. Il presidente della Regione ha poi informato l'Aula di aver concluso un accordo con Sorgenia e Cassa depositi e prestiti per avviare il rigassificatore a Gioia Tauro, "che per fortuna - ha precisato - ha tutte le autorizzazioni ancora vive. Anche qui le modifiche non le vedrà questo Governo regionale. Un investimento che consentirà alla Calabria di produrre un terzo dell'energia che ora viene importata dalla Russia. Significherà fare una piastra del freddo che potrebbe essere strategica per l'area di Gioia Tauro". Sull'esame del provvedimento ha posto una questione di carattere giuridico, poi chiarito dai banchi della Presidenza, il consigliere Ernesto Alecci (Pd) si è richiamato al terzo comma dell'art. 54 dello Statuto che prevede la maggioranza dei 2/3 nel caso di leggi che prevedano la costituzione di società consortili. Interpretazione sulla quale ha risposto lo stesso presidente Occhiuto, affermando che la legge prevede solo una riorganizzazione di società già esistenti e non la costituzione di una nuova società consortile".

      Pd, su Por nessuna visione d'insieme per futuro
      "Non è confortante quanto emerge dall'esame della programmazione europea per gli anni 2021-2027 elaborata dalla giunta. E la lacunosità degli interventi previsti, uniti alla loro parcellizzazione, ci lascia preoccupati anche per quel che riguarda la messa a terra delle risorse inserite nel Pnrr". Lo affermano in una nota i consiglieri regionali del Pd Nicola Irto, Ernesto Alecci, Domenico Bevacqua, Franco Iacucci e Raffaele Mammoliti, che esprimono forti critiche alla programmazione della spesa europea arrivata a palazzo Campanella. "Dopo un'attenta analisi del contesto che ci troviamo a vivere, con le emergenze economiche determinate da due anni di pandemia da Covid 19 e lo scoppio della guerra in Ucraina - proseguono - la programmazione europea che ci troviamo a discutere diventa fumosa. Si perde in un'analisi minuziosa del contesto calabrese in cui ci si trova operare e con difficoltà amplificate rispetto al resto dell'Europa proprio a causa della pregressa fragilità della sua economia e del suo tessuto sociale. Come è avvenuto già per altri documenti e normative sottoposte all'attenzione del Consiglio regionale in questa legislatura, però, ad un'analisi dei problemi non seguono le soluzioni. Né viene immaginata un'idea complessiva dello sviluppo futuro della nostra Regione in un arco temporale fondamentale che arriva fino al 2027. La spesa viene parcellizzata in centinaia di obiettivi e priorità. Non emergono chiaramente i collegamenti fra le singole azioni di spesa che, inoltre, con grande difficoltà possono essere inseriti in un quadro unitario. Se l'obiettivo di un documento di programmazione è quello di legare strategicamente gli interventi fra loro e renderli sinergici, questo sforzo risulta totalmente assente. Siamo davanti a una lista della spesa di interventi molto finemente dettagliata, ma di cui non si coglie una direzione strategica. Obiettivi, indicatori, risorse, analisi economiche sono sviluppate con sufficiente dettaglio, ma senza avere un'anima. Il programma, poi, si dimostra molto complesso da gestire con connessioni sia orizzontali, sia verticali degli innumerevoli obiettivi e priorità. Un programma del genere ha bisogno di un robusto sistema di governance e di controllo per produrre risultati unitari e potere funzionare in modo adeguato. Di questo non vi è traccia nella programmazione e tutto lascia pensare che lo schema di governance rispecchi quello dei precedenti programmi. E se già con programmi più semplici la gestione è stata molto precaria, con un programma di tale complessità si rischia l'ingorgo e lo stallo". "Manca, infine - concludono i consiglieri dem - in modo totale un'idea di quale Calabria si vuole progettare e di quale modello di sviluppo si vuole dare a questa regione. Ed è l'aspetto più grave e, ribadiamo, desta preoccupazione anche per gli investimenti da realizzare con il Pnrr sui quali continua ad esserci enorme incertezza".

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