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      Elezioni regionali: il dibattito elettorale

       

       

      Elezioni regionali: il dibattito elettorale

      13 set 21 "Ora basta. La rabbia sociale è esplosa. Assumere personale negli ospedali". Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale uscente Domenico Giannetta, candidato alle elezioni regionali con la lista di Forza Italia. "Da troppo tempo - aggiunge Giannetta - stiamo denunciando questa escalation di aggressioni contro i medici ed il personale sanitario più esposto alla rabbia dei pazienti. Ma non si è fatto abbastanza per prevenirla ed attutirla, mentre assistiamo all'aggravarsi della situazione. E mi riferisco alle aggressioni ai medici del pronto soccorso del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria, alla violenza dell'azione sferrata ai danni del Triage dell'ospedale di Locri, all'atto vandalico perpetrato sui mezzi della Croce Rossa Italiana, per citare solo i più recenti. Non basteranno i provvedimenti della pubblica sicurezza se il Commissario ad acta Longo non risolverà con solerzia l'emergenza del personale sanitario". Il Commissario Longo deve sbloccare le assunzioni".

      "Ho deciso di accogliere la proposta di candidatura per le prossime elezioni regionali nella lista civica De Magistris Presidente, con una coalizione civica trasversale al bipolarismo di destra e di sinistra che da decenni si alterna alla guida della Regione, con risultati che ciascuno può giudicare da sé". Lo afferma, in un comunicato, Maria Laura Tortorella. "E' per me - aggiunge - un impegno che continua, nato nello scoutismo e nell'associazionismo giovanile prima, ed adulto dopo, cresciuto nell'adesione a movimenti di cittadinanza attiva, sfociato nell'attività del Laboratorio Patto Civico e nell'adesione ad Insieme. Un impegno corroborato dalla formazione professionale che, da funzionario del Ministero dell'Interno, mi ha portato a gestire Comuni i cui consigli sono stati sciolti per infiltrazioni della criminalità organizzata, a risanare procedure di indebitamento, a gestire Programmi straordinari di finanziamento di progetti per il territorio. Oggi ho accettato di scendere ancora in campo per testimoniare una proposta fatta di valori, storie personali e competenze, messa a servizio della nostra regione ed accolta con gioia da tanti, giovani e non. Nelle prossime elezioni regionali non sia mai più voto di scambio. Anche nella povertà, il voto possa essere utilizzato una volta e per sempre quale voto del riscatto".

      Katia Ianni, candidata consigliere alle prossime elezioni regionali con la lista Coraggio Italia, circoscrizione nord, con Roberto Occhiuto presidente, ha inaugurato a Cassano Jonio la sede elettorale di "Coraggio Italia". Al taglio del nastro il deputato Gianluca Rospi e il candidato consigliere regionale Alfredo Iorio. "Un'occasione di confronto e di ascolto - ha detto Katia Ianni - delle testimonianze dei cittadini e sostenitori per la costruzione di un programma che sia il più inclusivo possibile, spiegare il perché della candidatura e valutare, insieme, le possibili soluzioni ai numerosi problemi che affliggono la nostra regione. La salute più che un'esigenza è un diritto. La Calabria è una regione senza sanità e per i calabresi la mirata gestione delle risorse del Recovery Plan potrebbe essere l'ultima opportunità per creare le condizioni per potersi curare adeguatamente nella loro regione". Katia Ianni ha ricordato quello che stanno vivendo i 66 lavoratori e le loro famiglie del call center di Almaviva di Rende, "che rischiano di perdere il lavoro - ha detto - a metà ottobre. Anche il lavoro è un diritto ed oggi invece è una piaga sociale. È triste assistere all'ormai ricorrente scena di molti genitori che accompagnano i propri figli alle stazioni di autobus o treni diretti, con le valigie in mano, verso regioni più attrattive della Calabria. Io dico stop alla "fuga di cervelli", perché tutto il mondo è pieno di eccellenze calabresi in tutti i settori, tranne la Calabria stessa".

      "Quanto accaduto in questi anni a Lamezia Terme e nel comprensorio lametino sul fronte della sanità è lo specchio di una classe politica che negli ultimi decenni ha distrutto il sistema sanitario regionale, facendone terreno di interessi e potere, con le macerie lasciate da un commissariamento che con Luigi de Magistris al governo della Regione sarà definitivamente superato". Lo afferma, in una dichiarazione, Rosario Piccioni, candidato alle elezioni regionali con la lista "de Magistris Presidente" nella circoscrizione Centro. "Ci sono alcune azioni chiave, non progetti mirabolanti e annunci - aggiunge Piccioni - che possiamo realizzare nel giro del primo anno della prossima legislatura regionale. A cominciare dall'istituzione di una Consulta civica della sanità che inverta il paradigma che ha mortificato nell'ultimo decennio la sanità calabrese: da una sanità gestita dall'esterno con mere operazioni aritmetiche, senza considerare gli effetti sulla vita reale delle persone, a un nuovo protagonismo dei cittadini calabresi nella tutela del diritto costituzionale alla salute. Le tante associazioni, che in questi anni hanno fatto da 'sentinelle' sulla tutela dei diritti delle persone, ma anche i cittadini comuni, a partire dalle casalinghe fino agli operai, devono essere protagonisti sia per controllare che per fare proposte e suggerimenti. Di fronte a dati di fatto incontrovertibili, che inchiodano la nostra regione agli ultimi posti sul fronte dei livelli essenziali di assistenza, che oggi in Calabria non sono nei fatti garantiti, con solo un cittadino ogni mille abitanti che gode dell'assistenza domiciliare nella nostra regione a fronte di una media nazionale di otto cittadini ogni mille, lanciamo proposte che vanno verso una radicale inversione di tendenza. I livelli essenziali di assistenza vanno garantiti anche nella nostra regione. Senza più tergiversare o aspettare magari una nuova emergenza, si sblocchino nel più breve tempo possibile le assunzioni per completare gli organici negli ospedali e garantire i livelli essenziali di assistenza a tutti i cittadini calabresi. I cittadini del comprensorio lametino e di tutta la Calabria hanno diritto a una sanità 'normale' e alla garanzia reale del diritto alla salute sancito dalla Costituzione".

      "Calabria maglia nera in Europa per l'occupazione. I dati che emergono dal Regional Yearbook 2021, l'annuario Eurostat sulle regioni europee, vedono le regioni del Sud Italia arrancare in tema di occupazione, in particolare quella giovanile". Lo afferma Domenico Miceli, candidato capolista nella Circoscrizione Nord del Movimento 5 Stelle per il rinnovo del Consiglio regionale. "A fare precipitare la situazione sicuramente l'avvento della pandemia - prosegue Miceli - ma certamente la Calabria non partiva da una situazione rosea, già prima del Covid il lavoro qui era una chimera nonostante dall'Europa siano arrivati milioni di euro perché le Regioni a convergenza potessero attivare percorsi virtuosi per le politiche attive. Qui è prevalsa la logica dei tirocini come mancette elettorali e per rimpinguare le solite clientele o erogazione di fondi a pioggia ad aziende fantasma. Fra gli obiettivi del Recovery Fund vi sono gli investimenti per favorire il lavoro femminile e l'occupazione giovanile. Per donne e giovani ci saranno quindi nei bandi di gara specifiche clausole dirette a "condizionare l'esecuzione dei progetti" alla loro assunzione. La Regione avrà un ruolo di primo piano - prosegue Miceli - per l'emanazione dei bandi ecco perché come Movimento 5 Stelle non possiamo solo monitorare o denunciare ex post, ma dobbiamo incidere profondamente nelle decisioni politiche".

      "Le elezioni rappresentano un'occasione storica per la nostra Regione, un'opportunità concreta di riscatto per una terra che ha pagato un prezzo altissimo a quella cattiva politica che da decenni tiene sotto scacco la Calabria. Per tutti coloro che come il nostro movimento hanno da subito aderito con convinzione al progetto politico di Luigi De Magistris e della sua coalizione, per tutti i calabresi che in questi mesi sono stati protagonisti di una battaglia democratica per questa terra, al di là delle singole liste e delle singole candidature, è il momento di essere uniti e compatti per consentire a Luigi De Magistris e alla sua coalizione di giungere al governo della Regione". E' quanto si afferma in una nota del movimento Lamezia bene comune. "La straordinaria partecipazione all'iniziativa di De Magistris a Lamezia due giorni fa - è detto nella nota - è un ulteriore segnale dell'entusiasmo crescente intorno all'unica proposta politica di cambiamento reale. Mettiamo a disposizione la nostra sede di Lamezia Bene Comune su corso Giovanni Nicotera per l'istituzione di un comitato per Luigi De Magistris per tutta l'area centrale della Calabria. Mai come ora, a pochissimi giorni dal voto, è il momento di unire le forze per convincere gli indecisi, per ribadire con forza che oggi i calabresi hanno la possibilità di scegliere un'alternativa di governo, che rompe con il passato e apre una reale prospettiva di cambiamento per la nostra regione".

      "C'è una politica delle donne. Una politica femminile, immaginata e vista dall'altra metà del cielo". A dirlo è Serena Anghelone, candidata di "Coraggio Italia" alla Regione. "Oggi i principali ruoli istituzionali, politici, economici sono svolti dagli uomini - prosegue Anghelone - e nel nostro Paese appena il 18% delle posizioni regolate da un contratto da dirigente sono occupate da donne. Una percentuale che negli ultimi 10 anni è cresciuta di appena lo 0,3%, rimanendo quindi sostanzialmente invariata. Una situazione che non riguarda soltanto le posizioni di vertice, ma che ad ogni livello è caratterizzato anche da una differenza di reddito tra generi. È nostro dovere, dunque, superare questo squilibrio, che spesso ci ha visto penalizzate in ogni settore sociale ed economico del nostro Paese. Ed in Calabria le cose non vanno certo meglio". "Eppure - sottolinea Anghelone - le donne quando hanno svolto ruoli di responsabilità, occupato alte cariche politiche, si sono distinte per la qualità del loro lavoro, per i risultati raggiunti, per l'equilibrio con il quale hanno svolto e gestito il loro mandato. Hanno pienamente dimostrato, come ha anche riconosciuto recentemente Papa Francesco, in occasione della solennità di Maria Santissima Madre di Dio, che 'la donna è colei che fa il mondo bello'. Lo hanno fatto, lo hanno cercato, lo hanno realizzato, tante donne di questo Paese. Secondo quel concetto cristiano che pone la donna all'origine dell'umanità. Da moderati e cattolici impegnati in politica, più modestamente intendiamo essere lo strumento per far rinascere il nostro territorio di nascita, la terra che amiamo".

      "Vogliamo far incontrare Amalia Bruni, la donna che può cambiare la Calabria, con il nostro territorio, perché siamo certi di una semplice verità: possiamo scrivere, insieme a lei, una nuova storia per la nostra Calabria". Così la candidata alla Regione Rosanna Mazzia. "Lo possiamo fare - prosegue Mazzia - partendo da una rivoluzione gentile, ricordando a tutti coloro che si sono sentiti traditi dalla politica e che hanno rinunciato a sperare che il cambiamento sia possibile, che la dote principale di noi calabresi è un'indomabile resilienza, la forza di rialzarci sempre e comunque, per ricostruire le nostre vite. Noi non ci arrendiamo mai, non buttiamo mai la spugna, non lasciamo il campo di gioco finché c'è ancora un istante per ribaltare il risultato. A volte abbiamo fatto delle scelte sbagliate, a volte siamo stati traditi, molto spesso delusi, mai è stato riconosciuto a noi stessi, da nessuno, tutto l'immenso lavoro portato avanti, con abnegazione, in una terra che è impossibile non amare". "Una terra - sostiene Mazzia - in cui è spesso difficilissimo vivere, per come sistematicamente spogliata di servizi e prerogative che in qualsiasi altra parte d'Italia rappresentano la normalità. Ciò vale ancora di più per la nostra zona, quel fazzoletto di terra che racchiude quello scrigno di meraviglie, composto dall'Alto Ionio, dalla Sibaritide e dal Pollino".

      "Com'è noto, la sentenza della Corte Costituzionale n. 168/2021 ha parzialmente accolto il ricorso della Regione contro il decreto legge 150/2020, convertito con la legge 181/2020, il cosiddetto Decreto CalabriaBis, sulla sanità. Una delle norme dichiarate incostituzionali è quella con la quale il Governo obbligava la Regione a provvedere 'al prevalente fabbisogno della struttura commissariale'.Al contrario, la sentenza stabilisce che"al prevalente fabbisogno della struttura commissariale provveda direttamente lo Stato", (…) 'e sarebbe opportuno che l'onere sia acarico della stessa autorità centrale". Lo afferma in una nota il consigliere regionale uscente Pietro Molinaro, candidato della Lega nella circoscrizione Nord. "Al di là di molteplici considerazioni che derivano dalla sentenza che investe altre parti del dl - prosegue Molinaro - ce n'é una che a mio avviso, merita un particolare rilievo. Il Giudice delle leggi per giungere alle sue conclusioni, sottolinea la responsabilità dello Stato nell'attuazione del commissariamento, evidenziando inoltre, l'anomalia di un prolungamento ultradecennale che comprime i poteri della Regione, senza avere prodotto i risultati attesi. Se è corretto, come sostiene la Corte, che lo Stato, in quanto responsabile del commissariamento, provveda ai fabbisogni del commissario con i relativi oneri, è più che giustificato che la Regione chieda allo Stato di assumersi anche la responsabilità dei fallimenti, compresi i debiti generati, almeno in parte. Anche applicando il meritorio emendamento di Roberto Occhiuto alla legge di bilancio dello Stato, che oggi è legge (n. 178/2020), con il quale si consente la rateazione lunga del debito. Non si tratta di far sottrarre la Calabria al suo dovere di pagare i debiti, ma di chiamare, doverosamente e necessariamente, a corresponsabilità lo Stato".

      "Le campagne elettorali, soprattutto quelle regionali, rischiano spesso di diventare la cassa di risonanza di tutti gli umori locali e di tutte le richieste possibili ed immaginabili. E troppe volte il limite tra ciò che è effettivamente fattibile e, quindi, proponibile agli elettori diventa così sottile e insignificante che nella pentola delle istanze, delle aspettative, delle speranza e delle ambizioni di un territorio o di una regione ci entra di tutto e di più. Con un risultato che ormai è diventata l'unità di misura della sempre più diffusa disaffezione delle cittadinanze alla politica, alle istituzioni ed allo stesso funzionamento democratico della cosa pubblica". È quanto dichiara l'avvocato Sabrina Mannarino, candidata per il rinnovo del Consiglio regionale, Circoscrizione Nord, nella lista Fratelli d'Italia a sostegno di Roberto Occhiuto Presidente. "Con una duplice consapevolezza ed un duplice obiettivo: da una parte - prosegue - ridurre il più possibile il divario tra la politica parlata e le reali esigenze di quanti hanno deciso di restare, vivere e lavorare ogni giorno in questa terra; dall'altra, anche a rischio di risultare impopolare, privilegiare il linguaggio delle chiarezza e della trasparenza con le cittadine ed i cittadini calabresi, soprattutto se si ambisce a rappresentarne interessi, attese e progetti. È con questa ambizione che, sui canali social, parte la campagna Cosa potrebbe fare la nuova Regione Calabria per il tuo territorio. Area per area, dal Tirreno allo Jonio, dal Pollino alla Sibaritide, dalla Sila all'Area Urbana di Cosenza-Rende raccoglieremo proposte, suggerimenti, indicazioni ma anche soltanto richieste di chiarimento su cosa effettivamente compete o meno all'istituzione regionale rispetto alla vastità e complessità di questioni aperte ma anche di straordinarie opportunità di sviluppo sulle quali, dalla costa all'entroterra, possiamo e dobbiamo investire dal 5 ottobre e per i prossimi anni".

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