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      Operazione Gdf contro caporalato, reazioni e commenti

       

       

      Operazione Gdf contro caporalato, reazioni e commenti

      10 giu 20 Ha avuto vasta eco nel mondo politico/sidnacale e delle associazioni l'operazione della Guardia di Finanza di Cosenza che ha smantellato un vasto giro di caporalato nella fascia ionica cosentina e lucana. Pubblichiamo di seguito le dichiarazioni:

      "Grazie a chi ha realizzato, stamattina, questa imponente operazione contro il #caporalato in Calabria. Si tratta di un colpo durissimo. Continueremo a lavorare per estirpare questo male". Così il senatore di Italia Viva Ernesto Magorno commenta l'operazione contro il caporalato di questa mattina della Guardia di Finanza di Cosenza.

      "Dai media apprendo essere in corso dall'alba tra la Calabria e la Basilicata un'imponente operazione di polizia giudiziaria finalizzata al contrasto al fenomeno del caporalato. Bene! Tutelare la legalità e i diritti dei lavoratori è essenziale, come lo è stroncare ogni forma di sfruttamento". Lo scrive in un post sulla sua pagina facebook, l'assessore all'Agricoltura della Regione Calabria, Gianluca Gallo, nel commentare l'operazione "Demetra" portata a termine questa mattina dalla Guardia di Finanza di Cosenza contro il caporalato che ha portato all'arresto di 52 persone, all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per altre 14 ed al sequestro di 14 aziende agricole, 12 in provincia di Matera e due in provincia di Cosenza.

      "Un plauso alla Guardia di Finanza e a tutti coloro che hanno reso possibile questo duro colpo al sistema dello sfruttamento e della concorrenza sleale, ma è evidente va ancora fatto tanto sul piano della prevenzione, facendo decollare la rete del lavoro agricolo di qualità e concretizzando tutte le misure programmate dal Tavolo interministeriale". Lo afferma il segretario generale della Fai Cisl, Onofrio Rota, in merito agli arresti e al sequestro di 14 aziende agricole in Basilicata e in provincia di Cosenza. "Gli arresti - spiega Rota - dimostrano ancora che contro il caporalato non bisogna mai abbassare la guardia, soprattutto oggi con una situazione di incertezza che rischia di rendere più ricattabili dalle organizzazioni criminali lavoratori e imprenditori". Secondo il segretario, "occorre rafforzare il ruolo degli enti bilaterali nella gestione del mercato del lavoro, come anche mettere in campo una campagna di sensibilizzazione per fare emergere il lavoro nero". Altro aspetto da focalizzare è la salute nei luoghi di lavoro, sul quale il sindacalista chiede alla ministra Catalfo "di licenziare quanto prima il protocollo anti-Covid19 per il settore agricolo, uno strumento in più per tutelare i lavoratori agricoli e incrementare i controlli mirati sul territorio".

      "Esprimo profondo apprezzamento nei confronti dei magistrati e finanzieri che con l'operazione Demetra hanno colpito un'associazione per delinquere, operativa in Calabria e Basilicata con aziende agricole delle due regioni, finalizzata all'intermediazione illecita, al caporalato e al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina". Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Paolo Parentela, componente della commissione Agricoltura. "Tali importanti risultati - prosegue Parentela - sono da ricondurre anche alla legge contro il caporalato, approvata negli anni scorsi per via dell'impegno costante dei parlamentari del Movimento 5 Stelle, adesso intenti a migliorare la legge sulla semplificazione e sul rafforzamento della Rete del lavoro agricolo di qualità. Nello specifico, l'attività legislativa che portiamo avanti è centrata sul riconoscimento di premialità e priorità, nell'accesso ai fondi nazionali, alle aziende agricole che si iscrivono a questa Rete, con relative e significative agevolazioni dei contratti di filiera e di distretto". "Continuiamo - conclude Parentela - nella battaglia fondamentale contro ogni forma di sfruttamento della manodopera, per il lavoro pulito e per la valorizzazione delle straordinarie risorse del Paese e delle imprese agricole votate alla legalità".

      "Rivolgiamo un ringraziamento alla Procura della Repubblica e al Gip di Castrovillari nonché al comando provinciale della Guardia di finanza di Cosenza, intervenuto con l'ausilio dei reparti di Crotone e Catanzaro, per l'operazione che ha portato questa mattina all'esecuzione di sequestri e misure cautelari nell'ambito di un'indagine sul caporalato in agricoltura". Lo afferma in una nota Michele Sapia, segretario generale della Fai Cisl Calabria. "Si tratta - prosegue - di un'importante azione di contrasto a un fenomeno che deve essere stroncato, oltre che dall'impegno delle forze dell'ordine, dalla presa di coscienza di tutti i cittadini. In una regione come la Calabria, con un elevato numero di addetti operanti nel settore dell'agricoltura, la terza a livello nazionale, in cui purtroppo si rilevano alte percentuali di sfruttamento, lavoro nero, caporalato e mancata applicazione dei contratti di lavoro, c'è bisogno di più prevenzione e informazione. L'incontro del 4 giugno scorso nella sede della Regione tra Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil regionali e l'assessore all'Agricoltura Gianluca Gallo proprio sul tema del caporalato, convocato a seguito di una richiesta unitaria delle organizzazioni sindacali, è stato occasione di un confronto importante che siamo certi proseguirà per affrontare, assieme a tutti gli attori sociali del comparto e i soggetti coinvolti, la questione dello sfruttamento e della lotta al caporalato nel comparto agricolo in Calabria. Voglio sottolineare che si tratta di un'emergenza che non riguarda solamente i lavoratori, ma anche le aziende che operano forme di dumping sociale e concorrenza sleale, con conseguente bassa qualità dei prodotti. È indispensabile, quindi, continuare il confronto e condividere idee per far crescere la prevenzione e l'informazione sulla legge 199 del 2016, che è stata un grande risultato di civiltà. È necessario, infatti, applicare le attuali norme nazionali e regionali anche su questo versante e utilizzare le risorse previste dai bandi emanati dalla regione Calabria e nel piano nazionale triennale 2020/22 per il contrasto allo sfruttamento del lavoro agricolo. È sicuramente utile ricordare che la Fai Cisl nazionale ha attivato, nell'ambito della Campagna di ascolto e denuncia contro lo sfruttamento nel settore agroalimentare, il numero verde S.O.S. caporalato 800.199.100 cui si può fare riferimento per qualsiasi informazione". "Qualità del lavoro - conclude Sapia - significa qualità delle produzioni. Qualità del lavoro significa applicare i contratti e tutelare e valorizzare le eccellenze dell'agroalimentare calabrese sia in ambito regionale che fuori dalla Calabria. Oggi più che mai è necessario avviare buone pratiche per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del sistema agricolo. Come più volte ribadito dal segretario generale della Fai Cisl, Onofrio Rota 'Non esiste buon cibo prodotto con lo sfruttamento e ad oggi bisogna dare concretezza alle misure programmate dal tavolo ministeriale'".

      "Gli arresti di questa mattina a seguito della maxi operazione della Guardia di finanza e della Procura di Castrovillari contro il caporalato in Basilicata e Calabria,che ha portato al sequestro di 12 aziende agricole lucane e 2 calabresi, è l'ennesima riprova della presenza dilagante della illegalità nelle nostre regioni. Atti perpetrati da vere e proprie organizzazioni criminali rischiano di connotare l'economia della Basilicata e della Calabria mettendo a repentaglio la tenuta sociale delle regioni, a partire proprio dallo sfruttamento della manodopera straniera in agricoltura". E' quanto affermano, in una dichiarazione congiunta, i segretari generali della Cgil di Calabria e Basilicata, Angelo Sposato e Angelo Summa. "È necessario - sostengono Sposato e Summa - che le istituzioni intervengano celermente per garantire il rispetto della legalità. Solo un'azione capillare e precoce sul territorio da parte delle istituzioni può davvero mettere un freno al fenomeno del caporalato. L'operazione della Procura di Castrovillari rivela una prassi consolidata di sfruttamento, condizione di schiavitù, negazione dei diritti umani. Lavoratori a cui viene tolta ogni dignità a vantaggio del profitto delle aziende. Bisogna colpire caporali e imprese che utilizzano il lavoro irregolare, riducendo in schiavitù lavoratrici e lavoratori".

      "Lo sfruttamento di uomini e donne nel lavoro agricolo e' ancora duro da sconfiggere, vorrei ricordarlo a chi poco più di un anno fa voleva liquidare la legge contro il Caporalato, grazie alla quale invece sono stati possibili interventi di questa natura. Dalle prime notizie sul blitz di questa mattina, emergono conversazioni che danno i brividi e confermano il cinismo, la violenza, con cui caporali e conniventi trattavano i lavoratori negando loro retribuzioni adeguate, contratti e purtroppo la dignità di esseri umani". E' quanto afferma, in una nota, Susanna Cenni, responsabile Agricoltura del Pd e vicepresidente in Commissione Agricoltura della Camera a proposito dell'operazione in Calabria e Basilicata che ha portato all'arresto di 60 persone e al sequestro di 14 aziende. "E' necessario - prosegue Cenni - sconfiggere questa piaga e il fatturato delle agromafie e dello sfruttamento, sostenere il lavoro, le imprese e le filiere pulite. In questo momento così difficile, con filiere agricole in grande difficoltà, e' ancora più necessario sostenere tutte quelle imprese convinte che la qualità del lavoro in agricoltura sia un elemento fondamentale per il nostro Made in Italy".

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