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      Greco: No a superficialità e miopia su fusione Corigliano-Rossano

       

       

      Greco: No a superficialità e miopia su fusione Corigliano-Rossano

      31 gen 18 "Il Consiglio regionale ha approvato la legge-provvedimento che istituisce il Comune unico di Rossano-Corigliano Calabro e se da molti è stato definito come un 'evento storico' per la nostra regione, io ho espresso in aula voto negativo. Sempre coerente con la mia posizione, guardo al processo delle fusioni in maniera positiva ma ritengo che queste debbano essere trattate con rigore e chiarezza d'intenti e non con la superficialità, alquanto imbarazzante direi, con cui oggi sono stati estinti due comuni". É quanto afferma, in una nota, il consigliere regionale Orlandino Greco. "Ho aperto il mio intervento nel dibattito - prosegue Greco - precisando ciò e augurandomi nonostante tutto che queste due perle dello Jonio sappiano insieme diventare il gioiello della Calabria, la città protagonista del Mediterraneo. Peccato però non aver lavorato, così come invece si poteva e si doveva, per istituire la Città della Sibaritide, comprendendo nella fusione anche Cassano all'Jonio, consapevolmente e colpevolmente trascurata persino da chi avrebbe dovuto pretenderlo. Una miopia della quale la Calabria intera pagherà amaramente il conto per non avere regalato al mondo intero la Capitale della Magna Grecia". "L'iter della fusione - sostiene ancora Greco - è stato disseminato da notevoli difficoltà e incomprensioni, nate soprattutto a causa di impropri protagonismi che hanno lavorato per disgregare invece di unire la cultura della Città unica, pretesi da rappresentanze, spesso indebite, perché mai provate da precise indicazioni di identità dei deleganti. Con l'aggravante di aver trasformato un processo amministrativo in una competizione quasi da stadio, caratterizzata da un linguaggio improprio e molto spesso volgare, cosa che non è mancata neanche nella seduta del Consiglio, e da un'immancabile fama di notorietà, altrimenti non conseguibile, che è andata a discapito della diligenza e del coinvolgimento sociale. A nessun progetto ideologico è consentito di realizzare danno alla collettività, figuriamoci a quello disegnato molto privatamente e approvato solo per compiacere a taluni". "Ho ribadito e spiegato in aula - sottolinea ancora il consigliere regionale - i miei no. No, perché conosco da sindaco le difficoltà che s'incontrano oggi nell'amministrare nell'ordinario una città. Figuriamoci quelle cui si va incontro nel crearne una nuova senza averne testato prima la stabilità. No, perché si è deciso di ratificare quella volontà popolare alla quale il legislatore costituzionale assegna il valore esclusivamente consultivo. La responsabilità è anche di alcuni esponenti politici che si sono preoccupati di fare, sul tema, inspiegabili e frettolose fughe in avanti, supponendo di guadagnare chissà cosa sul piano politico e finendo per racimolare il nulla o poco più. No, perché saranno i cittadini, e in questo spero di sbagliarmi, a pagare il difetto quasi assoluto di riferimento istituzionale, l'assenza dei servizi, la povertà dei loro bilanci, una programmazione frammentaria e, quindi, difficilmente realizzabile, un'organizzazione esempio della peggiore precarietà, una dotazione organica penalizzante per alcuni e troppo premiante per altri che trascurerebbe le categorie 'A' di Corigliano e i precari rossanesi e così via. Insomma, con la fusione i cittadini di Corigliano e Rossano avrebbero dovuto godere della certezza di guadagnare e non perdere rispetto a ciò che hanno. E non è così".

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