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Notizie di Politica

 

A. Gentile (Pdl) “Atto di giustizia l’abrogazione del ticket sulle visite specialistiche”

28 giu 09 "L'abrogazione del ticket sulle visite specialistiche da parte del Governo è un grande atto di giustizia sociale per il quale va il nostro sincero plauso al ministro Sacconi ed al presidente Berlusconi". Lo afferma, in una nota, il senatore Antonio Gentile, coordinatore regionale vicario del Pdl. "Si tratta di un atto - aggiunge - che alleggerirà, soprattutto in Regioni come la Calabria, la pressione fiscale sulle fasce deboli, consentendo a tanti cittadini di poter effettuare da subito e senza alcun costo visite mediche specialistiche. Si limitano i disagi che la Giunta di sinistra - ha introdotto in Calabria con il ticket sui farmaci e sul pronto soccorso". Gentile rileva come "il decreto anticrisi abbia prorogato sino a fine 2010 le condizioni per la stabilizzazione del personale precario con i requisiti della legge 244" e chiede "agli enti pubblici calabresi, Asl ed altri, di non effettuare discriminazioni, stabilizzando il personale per il quale si sia accertato, attraverso contratti storici o attraverso rigide ispezioni di istituti previdenziali, lo stato di subordinazione. E' chiaro che anche su questo vigileremo". Secondo Gentile, infine, "é altamente significativa la riduzione dei costi bancari e di gas: un altro, importante aiuto alle famiglie non abbienti, specialmente nel meridione e in Calabria, mentre altri che si riempiono la bocca di sociale non fanno un bel niente"

Guerriero “Uniti dinanzi provocazioni Governo”

28 giu 09 "Dinanzi alle inaudite provocazioni del Governo sulla sanità, occorre non solo che l'esecutivo reagisca con la necessaria determinazione, per non offrire nessun pretesto, ma è indispensabile che nel dibattito politico calabrese prevalga, se si vogliono ottenere buoni risultati legislativi ed amministrativi in questo scorcio di legislatura, il massimo possibile di unità". E' l'auspicio del consigliere regionale del Partito socialista Giuseppe Guerriero, membro dell'Ufficio di presidenza del Consiglio. "Se non si vuole fare il gioco del Governo e del centrodestra - aggiunge - si giunga a un concludente chiarimento politico all'interno del centrosinistra, ponendo da parte risentimenti che nulla hanno a che fare con le categorie della politica. E, soprattutto si proceda guardando ai problemi della gente, che attende risposte in un momento di acuta crisi economica e sociale". Secondo Guerriero, "in questo finale di legislatura, dopo l'ottima performance che il centrosinistra ha avuto in provincia di Cosenza e senza tuttavia dimenticare l'incidente di Crotone, dove le diatribe interne hanno consentito al centrodestra di vincere per il rotto della cuffia, il centrosinistra, ossia tutti i soggetti politici che direttamente o indirettamente di esso fanno parte o che con esso intendono affrontare la sfida del 2010, facciano lo sforzo di far prevalere tutto ciò che unisce anziché tutto ciò che disarticola. Tutto cio che unisce e non ciò che rischia di far esplodere un'alleanza che ha ben retto e che, a dispetto dell'indifferenza del Governo verso i bisogni delle aree deboli del Paese, ha assunto provvedimenti legislativi di grande sensibilità sociale, come quello sull'edilizia pubblica e privata o quello contro la povertà". "Ci si sforzi - conclude Guerriero - di dare seguito concreto alle leggi già approvate e a completare l'iter delle riforme istituzionali, che servirà non solo a chiudere la stagione delle riforme iniziata nella scorsa legislatura, ma anche a definire una nuova architettura istituzionale con al centro una Regione snella, operativa ed efficiente, sempre più in sinergia con le istanze della società civile"

Mancini (Pdl) “Immobilismo della Regione sul piano casa”

28 giu 09 "Il report sull'attuazione, da parte delle Regioni, del piano casa varato dal Governo segna l'ennesimo fallimento della Giunta Loiero, che brilla anche su questo tema per il suo immobilismo". Così Giacomo Mancini, del Pdl, commenta l'indagine pubblicata da Il Giornale. "Soltanto la Calabria, infatti - aggiunge - insieme alla Liguria, al Molise e all'Abruzzo, non ha rispettato il protocollo sottoscritto tra Governo ed enti locali dello scorso 2 aprile che avrebbe consentito anche ai calabresi di usufruire di procedure edilizie semplificate, di beneficiare di incentivi economici legati all'aumento delle volumetrie e di diffondere l'utilizzazione di materiali e tecnologie per il risparmio energetico e per l'aumento degli standard di sicurezza". "E' un vero peccato - prosegue Mancini - che per l'incapacità di Loiero e della sua giunta d'inserirsi nelle traiettorie di sviluppo tracciate dal Governo Berlusconi, la Calabria e i calabresi siano privati della possibilità di abbellire i centri urbani e le coste, demolendo le case che le deturpano, di riqualificare i centri storici e di bonificare le aree degradate, di promuovere un'edilizia sostenibile, sicura e di qualità". "Ancora una volta - conclude Mancini - mentre il Governo Berlusconi parla con i fatti, i calabresi pagano il prezzo dell'inconcludenza di Loiero"

Perugini “Diktat del Governo sulla sanità un vulnus all’autonomia”

28 giu 09 "Il diktat del Governo nei confronti della Calabria sulla questione del deficit della sanità è un chiaro, ulteriore segnale di come il centrodestra intenda utilizzare strumentalmente la questione sanità in vista di altri obiettivi". Lo sostiene, in una nota, il sindaco di Cosenza, Salvatore Perugini. "Il grave vulnus all'autonomia dei territori - aggiunge Perugini - rappresentato dall'intenzione di sostituirsi alla Regione nel controllo della spesa sanitaria, ignorando il forte impegno dell'esecutivo Loiero nell'intervenire con determinazione sul deficit creato in Calabria dai governi regionali di centrodestra, dimostra ancora una volta che c'é alla guida del Paese chi propugna a parole l'idea del federalismo, ma nei fatti tenta di assumere decisioni di antico e superato centralismo. Questo tentativo maldestro deve essere contrastato da tutti coloro che hanno a cuore il valore costituzionale della leale collaborazione, e non certo della contrapposizione, tra i diversi livelli istituzionali". "La risposta del nostro territorio - conclude Perugini - sarà forte e decisa nel respingere questo nuovo segno di ostilità verso la Calabria e nel sostenere il diritto della Regione a governare con responsabilità ed autonomia processi decisivi per la qualità di servizi essenziali per i cittadini"

Centrodestra Regione “Solo un alibi i richiami di Loiero al passato”

28 giu 09 "Nomina sunt consequentia rerum e il governatore Loiero doveva ben immaginare che accusare il centrodestra di avere prodotto il debito e nominare l'ex assessore regionale alla sanità del centrodestra per ripianarlo avrebbe disvelato che i richiami al passato erano solo alibi". Lo affermano i capigruppo di minoranza alla Regione Pino Gentile (Forza Italia), Alberto Sarra (An), Michele Trematerra (Udc), Francesco Galati (Psi), Gianpaolo Chiappetta (Popolari e Liberali verso il Pdl), Giovanni Nucera (Popolari Liberaldemocratici) e Gabriele Limido (La Destra). "In realtà - aggiungono - Loiero è troppo abile per non far capire, come interpretato giustamente oggi, che la nomina di Luzzo altro non era che il tentativo di rafforzare Gianni Speranza a Lamezia Terme. Quando si governa bisogna avere il coraggio delle scelte e dei tagli e non pensare alla sanità solo in termini elettorali, com'é accaduto a Cosenza per le ultime provinciali. Infangare il passato e nominare uno degli attori principali di quello stesso passato, a cui come persona va la nostra più incondizionata stima, significa costruire una realtà inventata , virtuale e comoda solo per deresponsabilizzarsi. Luzzo è stato un ottimo assessore ed è un dirigente di alto profilo. Per noi la sua nomina è positiva, ma solo a patto che si riconosca implicitamente la verità e cioé che il 33% di questi debiti appartiene al passato, mentre il restante 67%, senza considerare l'anno in corso, è tutto nelle mani del centrosinistra". "Un centrosinistra - concludono i capigruppo - che inizia a lacerarsi com'era ampiamente prevedibile, atteso che mai l'Idv potrà accettare una riconferma dell'attuale Governatore".

Corbelli “No alla sanità come terreno di scontro politico”

28 giu 09 Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore della proposta di legge per l'istituzione del Garante della Salute della Calabria approvata all'unanimità dal Consiglio regionale il 30 giugno del 2008, critica, in una nota, la "preannunciata ipotesi di commissariamento della sanità calabrese". Corbelli parla della sanità calabrese come "terreno di scontro politico, una lotta per il potere iniziata prima delle ultime elezioni amministrative provinciali e proiettata sulle regionali del prossimo anno, che si consuma sulla pelle (salute) degli ignari cittadini calabresi, soprattutto delle categorie più povere, deboli ed emarginate, quelle che più di tutte le altre (fasce) possono usufruire solo del servizio sanitario pubblico e che da questo scontro, e con il prossimo commissariamento della sanità calabrese, saranno di fatto le più penalizzate". "Giudico l'intervento e il decreto-ultimatum del Governo che si appresta, di fatto, a commissariare la sanità in Calabria - sostiene ancora Corbelli - un fatto gravissimo, una scorrettezza istituzionale, un'invasione di campo, con finalità politiche, contro cui bisogna subito reagire. Condivido per questo l'appello alla mobilitazione bipartisan di Mario Oliverio, riconfermato, con un vasto consenso, presidente della Provincia di Cosenza quale giusto riconoscimento al suo buongoverno, alla trasparenza, al suo rigore morale ed al grande impegno nel sociale. Da Roma l'Esecutivo attacca la Giunta regionale, si scatena sulla sanità calabrese, di fatto è come sparare sulla Croce rossa. Il Governo, attaccando la sanità calabrese, penalizza i poveri, le fasce più deboli". "Noi non difendiamo nessuno - conclude Corbelli - ma respingiamo con forza questo tentativo di intromettersi, da parte del Governo, nelle vicende calabresi per finalità meramente politiche. I cittadini calabresi vogliono solo un'assistenza sanitaria degna di un Paese civile che li curi e non li faccia invece morire. La Calabria chiede solo che la sanità resti e venga lasciata fuori dallo scontro politico".

Ciacco (Idv) “Dimissioni Misiti vanno discusse in assemblea”

28 giu 09 "L'esecutivo regionale di IdV è fidelizzato a Misiti. Le sue dimissioni, dunque, vanno discusse da una Assemblea regionale del partito, costituita dall'esecutivo e allargata agli iscritti e agli eletti del partito". E' quanto sostiene, in una nota, Antonio Ciacco, esponente di Italia dei valori e consigliere comunale di Cosenza. "Le dimissioni di Aurelio Misiti dalla carica di segretario regionale - aggiunge Ciacco - rappresentano un atto di grande dignità. Che, nella sua stringata coerenza, provvidamente, potrebbe assecondare un profondo chiarimento di fondo, capace di condurre a sintesi il grave conflitto che si è aperto nel partito calabrese, rispetto al quale è chiara e nitida la posizione di Antonio Di Pietro. C'é bisogno allora di un confronto largamente e diffusamente partecipato, capace di coinvolgere, coralmente, tutte le istanze del partito. A ogni livello politico e istituzionale. Ridurre, invece, la discussione dentro l'alveo dell'esecutivo regionale è opzione che, inevitabilmente, alimenterebbe il forte e concreto sospetto che il segretario regionale voglia promuovere, sulle sue dimissioni e sulle questioni ad esse connesse il pronunciamento di un organismo, l'esecutivo regionale, a lui, inevitabilmente grato e compiacente. Perché l'esecutivo regionale è stato 'nominato' dal segretario regionale oggi dimissionario, il quale dell'organismo dirigente è, dunque, l'incontrastato nume tutelare. Il che rende l'esecutivo regionale un organismo a sovranità rigidamente controllata dal segretario regionale". Ciacco chiede, dunque, che "si convochi, da qui ad una settimana, un'assemblea regionale del partito. Non un'adunanza pletorica sfornita di dignità politica e peso specifico decisionale, ci mancherebbe altro, ma un'assemblea regionale così concepita: l'esecutivo regionale allargato alla partecipazione, con diritto di parola e di voto di tutti gli iscritti regolarmente registrati e di tutte le rappresentanze istituzionali formalmente riconducibili al partito. Sarebbe questo il naturale contenitore, dialetticamente plurale, dentro il quale discutere e decidere le sorti delle dimissioni del segretario regionale e quindi le sorti delle annesse questioni politiche".

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