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      Consiglio comunale Cosenza approva consuntivo 2020 e documenti su Ucraina

       

       

      Consiglio comunale Cosenza approva consuntivo 2020 e documenti su Ucraina

      03 mar 22 Il Consiglio comunale, presieduto da Giuseppe Mazzuca, ha approvato in serata, con 25 voti a favore e due astensioni (i consiglieri Bianca Rende e Francesco Luberto) il rendiconto di gestione e il conto di bilancio, stato patrimoniale e conto economico per l’esercizio finanziario 2020. Approvato, inoltre, all'unanimità, un documento bipartisan sul conflitto in Ucraina, sintesi di due distinti documenti che erano stati presentati dalla maggioranza e dall'opposizione. L'assemblea di Palazzo dei Bruzi ha poi approvato all'unanimità il riconoscimento di legittimità di alcune spese derivanti da lavori di somma urgenza e ha preso atto della relazione sui risultati del controllo successivo di regolarità amministrativa, eseguito dal Servizio di Controllo Interno sugli atti, adottati nel primo semestre del 2021. Non sono stati discussi dal Consiglio comunale gli altri due punti all'ordine del giorno (la permuta fra terreni di proprietà del Comune di Cosenza e terreni di proprietà dell’Istituto Suore Operaie dei Sacri Cuori e l'approvazione dello schema-accordo di collaborazione tra il Ministero della Cultura - Segretariato regionale per la Calabria, il Comune di Cosenza ed il Centro Internazionale di Studi Telesiani, Bruniani e Campanelliani, perché non ancora discussi nelle commissioni consiliari competenti. Quella di oggi è stata la prima seduta di Consiglio comunale per il nuovo segretario generale del Comune, dottoressa Virginia Milano che ha ricevuto gli auguri di buon lavoro dal Sindaco Franz Caruso, dal Presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca, e da tutti i consiglieri comunali che sono intervenuti nel corso del dibattito.

      Il documento sul conflitto in Ucraina

      In apertura di seduta era stata presentata sul conflitto in Ucraina una mozione per la maggioranza, illustrata dal consigliere Giuseppe Ciacco e una mozione dal capogruppo di Fratelli d'Italia Francesco Spadafora. Si è poi optato per la stesura di un documento unico che è stato elaborato da maggioranza e minoranza dopo una sospensione decisa dal Presidente Mazzuca proprio per consentire l'eleborazione del documento unico. Il documento bipartisan in premessa sottolinea che “la crisi Ucraina che sta destando grande apprensione e angoscia nella comunità internazionale, rappresenta uno degli eventi più drammatici della storia recente dell'Europa. L'invasione dell'Ucraina avviene in spregio ai valori fondamentali della nostra Costituzione che ripudia ogni guerra come strumento di offesa alla libertà dei popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Non diversamente, l'atto unilaterale di aggressione della Russia ai danni dell'Ucraina avviene in spregio al diritto internazionale, quale strumento di risoluzione giuridica dei conflitti. Allo stesso modo, è doveroso che la politica italiana, concordemente, predisponga una linea politica ed economica finalizzata a preservare gli interessi nazionali dagli inevitabili riflessi economici che comporterà la guerra russo-ucraina. E' necessario intervenire – prosegue il documento approvato in Consiglio comunale - in termini di cooperazione internazionale per scongiurare la prevedibile catastrofe umanitaria ai danni della popolazione civile ucraina. Dalla città di Cosenza deve alzarsi forte il grido di riprovazione per ciò che sta accadendo in Ucraina. Non ci sono motivazioni, di nessun genere, che possano giustificare quanto sta avvenendo. Là dove finora nulla hanno potuto le diplomazie, è necessario arrivare con una presa di coscienza collettiva che deve e può partire anche dalle nostre comunità. Ognuno per la propria parte, può dare, con determinazione e manifestando tutta la propria contrarietà ed il proprio sdegno per ogni forma di conflitto, un modesto, ma importante contributo per riportare alla ragione chi, non rendendosi conto dell'altissimo rischio che stanno correndo gli equilibri internazionali, sta pervicacemente perseguendo obiettivi distruttivi che allontanano i processi di pace, rappresentando un pericolo per tutta l'umanità. Giunga alle comunità ucraina e russa calabrese la nostra solidarietà e vicinanza più convinte. Il Consiglio comunale – è scritto ancora nel documento – rivolge un appello al Presidente nazionale dell'ANCI e al Presidente dell'ANCI Calabria, affinché si valutino iniziative congiunte che possano esprimere con forza sia sentimenti di condanna da parte delle città italiane e calabresi, sia l'impegno verso inziative di neutralità attive per ridurre la tensione e promuovere un accordo politico. E' per questo che la città di Cosenza esprime profonda preoccupazione per la tensione crescente ai confini dell'Ucraina, condanna con forza ogni inziativa che possa minare la pace e la stabilità in Europa e ribadisce la propria contrarietà a qualsiasi guerra e conflitto. La vita, il benessere e la sicurezza di milioni di persone sono concretamente messe a rischio da questa escalation. Inoltre chiede al Governo italiano, agli Stati membri e alle istituzioni dell'Unione Europea di impegnarsi in una iniziativa di neutralità attiva per ridurre la tensione e promuovere un accordo politico tra tutte le parti. Inoltre chiede di condannare con ogni misura e in ogni sede internazionale l'unilaterale aggressione militare perpetrata ai danni dell'Ucraina; di richiedere che l'Europa e gli Stati membri coordinino un intervento umanitario per l'accoglienza dei profughi ucraini a seguito della guerra che sta flagellando la popolazione. Chiede ancora che il Governo italiano si impegni a richiedere un intervento europeo volto alla creazione di un fondo per introdurre meccanismi economici di compensazione per riequilibrare i danni che le singole nazioni europee subiranno per via delle sanzioni imposte alla Russia e delle conseguenti controsanzioni; a creare, inoltre, una cabina di regia nella quale coinvolgere una rappresentanza delle aziende energivore e le governance dei colossi energetici (ENI-ENEL) per valutare soluzioni e proposte utili ad arginare i catastrofici effetti economici che si determineranno per via della crisi di approvigionamento energetico da parte della Russia; a garantire tempestivamente lo stato di rifugiati ai cittadini ucraini che ne facciano richiesta. Infine, il Consiglio comunale di Cosenza – così si conclude il documento bipartisan – impegna il Sindaco e la Giunta a raccordarsi con l'ANCI e la Prefettura di Cosenza a sostenere corridoi umanitari volti ad accogliere i rifugiati e le loro famiglie al fine di fornire loro un alloggio dignitoso e il riconoscimento dei loro diritti di cittadinanza”.

      La relazione dell'Assessore al Bilancio Francesco Giordano sul conto consuntivo 2020

      Si è poi passati alla trattazione del conto consuntivo 2020 illustrato dall'Assessore al Bilancio Francesco Giordano in una dettagliata relazione che si riporta integralmente:

      “Il documento contabile che oggi ci accingiamo a discutere per l’approvazione nella odierna seduta consiliare, costituisce la rappresentazione fotografica della situazione finanziaria ed economico-patrimoniale dell’Ente alla data del 31.12.2020, cioè al termine del primo anno della cosiddetta gestione “in bonis” laddove per “gestione in bonis” si intende quella ripartita da zero con decorrenza primo gennaio 2020 dopo la dichiarazione del dissesto finanziario intervenuta a fine 2019.
      Alla data del 01.01.2020 l’ente, con il trasferimento alla Commissione straordinaria di liquidazione dell’intera massa debitoria insoluta al 31.12.2019, fatta eccezione per i debiti tipizzati dalla norma e da far permanere a carico dell’Ente, ha acquisito la possibilità di ripartire con una nuova gestione che avrebbe dovuto beneficiare della possibilità di destinare le proprie entrate di competenza alla copertura del solo debito derivante dalla gestione corrente 2020 e successivi, riservando l’intera massa attiva pregressa e, all’occorrenza, il patrimonio dell’Ente, alla estinzione dei debiti scaduti e non pagati alla data del 31.12.2019.
      Ciò premesso, appare chiaro, che l’Ente ben avrebbe potuto e dovuto ripristinare i propri equilibri contabili di competenza e di cassa avendo esclusivamente cura di stanziare in entrata partite realmente accertabili e procedendo, altresì, alla tempestiva riscossione delle stesse.
      Ciò avrebbe consentito all’Ente in Bonis di fronteggiare con relativa tranquillità le spese programmate per l’esercizio 2020 nonché per gli esercizi successivi.
      Prima di commentare l’effettiva capacità dell’Ente di riuscire in tale obiettivo, è, però opportuno, fornire, come già fatto, a fine dicembre, in fase di approvazione del bilancio di previsione 2021-2023, un quadro complessivo della situazione contabile dell’Ente alla data del 31.12.2020, distinguendo i dati della gestione contabile “integrale” (ente in bonis + OSL) da quelli della gestione specifica dell’Ente Comune di Cosenza da valutare con riferimento al solo esercizio 2020 e alle sole partite contabili di propria competenza.
      A tal fine sono state elaborate tre proiezioni del risultato di amministrazione pre e post accantonamenti e vincoli. La prima che tiene conto della gestione “integrale” (competenza 2020 più residui 2019 e precedenti), costituisce la summa contabile della situazione finanziaria dell’Ente che deve rappresentare, concordemente con autorevoli pareri della Corte dei Conti, il riferimento dell’azione di risanamento nella misura in cui computa sia il debito corrente che quello trasferito all’Organismo straordinario di liquidazione. In tale quadro complessivo si registra un risultato di amministrazione post accantonamenti e vincoli con valore negativo di 200.445.712,84 euro che, fatti salvi i probabili correttivi in aumento che potrebbero emergere all’esito della definizione del piano di estinzione delle passività da parte della Commissione straordinaria di liquidazione, costituisce rappresentazione numerica del default dichiarato dal Comune di Cosenza.
      La seconda proiezione nel ricalcare, sostanzialmente, la prima quanto a rappresentazione integrale della situazione finanziaria dell’Ente pre accantonamenti e vincoli, con un relativo risultato confermato in 43.061.532,26 euro, se ne discosta nella quantificazione dell’avanzo accantonato e vincolato che conteggia esclusivamente le poste di competenza dell’Ente in bonis determinando un risultato di amministrazione finale positivo pari ad € 20.916.622,01. Tale risultato computa tutte le movimentazioni finanziarie (incassi e pagamenti) registrate nel corso del 2020, tanto in conto competenza quanto in conto residui, dall’Ente e dal Tesoriere, e trasmesse nel sistema Siope+ di Bankitalia, unitamente agli avanzi accantonati e vincolati propri dell’Ente. Questo valore è quello già trasmesso nella banca dati della pubblica amministrazione meglio nota come BDAP. Esso costituisce una rappresentazione ibrida del risultato gestionale dell’Ente senz’altro migliorativa rispetto a quella integrale della prima proiezione ma, comunque, comprensiva di dati contabili riconducibili alla gestione commissariale e quindi non in grado di fornire una rappresentazione reale e pura della gestione finanziaria dell’Ente in Bonis.
      Tale rappresentazione è invece resa dalla terza e ultima proiezione che, nel fornire il risultato di amministrazione post accantonamenti e vincoli, computa, esclusivamente, le movimentazioni finanziarie riconducibili all’”Ente in bonis” (la sola colonna 2020) nonché gli avanzi accantonati e vincolati di competenza dell’Ente in bonis, peraltro, già valorizzati nella seconda proiezione.
      Da questa rappresentazione contabile finale, emerge la reale situazione finanziaria del Comune Cosenza depurata dalle risultanze della gestione commissariale ed espressione della capacità della gestione in bonis di mantenere quella situazione di stabile riequilibrio contabile prevista nell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato che aveva superato il vaglio dei competenti organi ministeriali.
      La domanda che si rende, a questo punto, necessaria è se l’Ente sia stato in grado di mantenere le programmate condizioni di equilibrio nella sua nuova gestione. La risposta è no. Ed è negativa nella misura in cui il risultato di amministrazione del new ente, per l’esercizio 2020, chiude con un disavanzo complessivo pari a - € 11.360.084,29.
      Tale rilevante disavanzo gestionale è sostanzialmente riconducibile ad un disallineamento tra stanziamenti e accertamenti di entrata per i quali, sui soli titoli 1-3 delle entrate proprie si è registrato uno scostamento di 8mln di € che, in parte compensato da minori spese rispetto al preventivato, ha determinato uno squilibrio complessivo di competenza pari ad € 6.502.827,16.

      A tale squilibrio di competenza si aggiunge la necessità di caricare sulla gestione dell’Ente stabilmente riequilibrato, come già ampiamente spiegato in fase di approvazione del bilancio di previsione 2021-2023, avanzo vincolato e fondo pluriennale vincolato di entrata di parte corrente e capitale rinvenienti dalla gestione dissestata.
      A tali partite contabili (avanzo e fpve), iscritte alla data del 01.01.2020, sottostanno delle entrate registrate in anni precedenti a fronte di correlate e vincolate spese non ancora perfezionate alla data del 31.12.2019 e quindi differite alla successiva gestione dell’Ente in bonis.
      In una situazione di “attendibilità contabile”, tali entrate, registrate sotto forma di residui attivi o di cassa e di competenza della Commissione straordinaria di liquidazione (perché registrate in anni precedenti), avrebbero ben potuto e dovuto essere trasferite dall’Osl all’Ente per dare copertura alle correlate spese non ancora perfezionate al 31.12.2019 e, pertanto, passate alla competenza dell’Ente, con conseguente, quanto evidente, mantenimento degli equilibri complessivi di bilancio.
      La realtà, però, ci spinge a ritenere che tali entrate non siano più rinvenibili né sotto forma di cassa, né in termini di residui riscuotibili.
      Rimane , però, con ogni evidenza, l’obbligo, per l’Ente, di dare copertura alle correlate spese differite alla propria gestione, a fronte di servizi e lavori resi o da rendere. Pertanto, si pone come imprescindibile, la necessità che sia, a questo punto, l’ente in bonis a farsi carico, con risorse proprie, della copertura di tali spese, con equivalente, quanto ovvio, peggioramento del risultato di amministrazione per l’importo complessivo di circa € 4.500.000,00.
      In tal senso si è già proceduto ad un primo step di verifica volto alla individuazione delle partite vincolate, specificatamente di parte capitale, in relazione alle quali non sono più rinvenibili le entrate o perché distratte su altri vincoli o perché non rendicontate o non rendicontabili o per incauta iscrizione a bilancio. In merito a tali partite, lo step successivo, sarò quello di chiedere agli Uffici competenti di voler relazionare sulla effettiva recuperabilità di tali entrate, onde valutare la possibilità di contenere le perdite e di individuare eventuali responsabilità.
      Se, a quanto detto, si aggiunge un pagamento per azioni esecutive da regolarizzare alla data del 31.12.2020 per interessi su anticipazione di cassa per € 821.841,90, e si computa il fondo di cassa di circa € 450.000,00, si ottiene il disavanzo complessivo di amministrazione dell’ente in bonis quantificato in - € 11.360.000,00.
      Come noto, tale disavanzo, è stato applicato al bilancio 2021-2023, annualità 2021 ed entro il 30.04 del corrente anno, con l’approvazione del rendiconto per l’esercizio 2021, verificheremo l’effettiva capacità dell’Ente di darvi copertura.
      Non bastasse quanto finora riferito, si aggiungono ai problemi circa il mantenimento degli equilibri di bilancio, quelli molto gravi afferenti alla gestione dei flussi di cassa.
      In tal senso giova ricordare che l’esercizio 2020, analogamente al precedente, si è chiuso con un debito verso il tesoriere per anticipazione utilizzata e non rimborsata per € 31mln, dai quali si sarebbe dovuti rientrare con i flussi di cassa a competenza 2021.

      Purtroppo, però , la capacità dell’ente tanto nel 2020, quanto nel 2021, di riscuotere le proprie entrate a competenza che sono, peraltro, le uniche sulle quali si può contare per fronteggiare le ordinarie spese di funzionamento, atteso che le entrate a residui sono di esclusiva competenza dell’OSL, si attesta a livelli molto bassi.
      Valga a comprendere tale situazione, che la percentuale di riscossione delle entrate proprie dei titoli 1 e 3, si è attestata per il 2020 al 35% delle previsioni di bilancio.
      Questo dato trova automatico riscontro nei parametri di deficitarietà strutturale tutti negativi per la capacità di riscossione e per l’esposizione per anticipazione di tesoreria non rimborsata sulla quale maturano sistematicamente onerosi interessi passivi.
      Questo circolo vizioso si chiude con l’incapacità di rispettare la tempistica dei pagamenti dei fornitori che si attesta ad oltre 100 gg, con lo stock di debiti scaduti e non pagati che, al 31.12.2020, era di oltre 15mln, per salire ad oltre 20mln al 31.12.2021, e con il conseguente obbligo di contrarre ulteriormente la spesa corrente per dare copertura al fondo garanzia debiti commerciali al quale annualmente si assegnano risorse per oltre un milione di euro.
      Si sorvoli poi sul fondo crediti di dubbia esigibilità che, essendo direttamente connesso alla capacità di riscossione delle entrate proprie, ha costretto l’Ente ad accantonare a rendiconto 2020 oltre 18mln di € che hanno ampiamente contribuito al grave disavanzo registrato.
      Da questa breve disamina di quanto emerge dalla contabilità per l’esercizio 2020, è facile capire come il discrimine essenziale per il risanamento a residui e per il ripristino degli equilibri a competenza, passi inevitabilmente dalla capacità dell’ente di mandare tempestivamente ed efficacemente in riscossione ogni propria entrata tributaria ed extratributaria esperendo ogni possibile azione di escussione dei debitori e rinvenendo l’ampia base imponibile che rimane sottratta all’obbligo di contribuzione in virtù di ampie sacche di evasione ed elusione.
      In tal senso sono in corso costanti interlocuzioni con il Concessionario della riscossione e con gli Uffici comunali per la predisposizione ed invio di ogni possibile lista di carico, atteso che nei due esercizi 2020-2021 ultimi scorsi, in tema di riscossioni a competenza ci si è attestati su livelli di assoluta insufficienza.
      E’ inoltre, in fase di preparazione, il nuovo bando per l’affidamento dell’attività di riscossione delle entrate tributarie e patrimoniali, con particolare riferimento alla fase dell’accertamento di situazioni di evasione ed elusione nonché a quella della riscossione coattiva che deve acquisire carattere di perentorietà in modo da incentivare alla contribuzione spontanea già in fase ordinaria.

      Rimane, nella sua assoluta quanto oggettiva gravità, la situazione del personale in servizio presso l’Ente che, ad oggi, tra cessazioni intervenute ed altre che interverranno a breve, si attesta su livelli numerici del tutto incompatibili con le impellenti e gravose esigenze funzionali di un comune capoluogo di provincia.
      Con meno di 200 unità lavorative, a fronte di diverse centinaia presenti fino a qualche anno fa, è impensabile anche la sola gestione delle emergenze.

      Per quanto, brevemente, concerne la contabilità economico-patrimoniale, mi limito a ricordare che essa deriva dalla trasformazione in immobilizzazioni materiali ed immateriali, crediti e debiti, costi e ricavi di tutti i movimenti registrati in contabilità finanziaria i quali, attraverso il piano integrato dei conti, valorizzano il conto economico e lo stato patrimoniale, dando evidenza del risultato economico dell’esercizio e della consistenza finale del patrimonio. Nel caso di specie, il trasferimento alla gestione commissariale di gran parte della posizione debitoria dell’Ente ha determinato, nel passaggio dal 2019 al 2020, un cospicuo incremento tanto del risultato d’esercizio (+ 50mln) quanto del patrimonio netto (+200 mln). Si tratta ovviamente di una rappresentazione puramente contabile che non può prescindere dalla circostanza che i debiti per quanto trasferiti, andranno comunque estinti ed è l’Ente che, in procedura semplificata di dissesto, dovrà fornire all’OSL le risorse necessarie. Una breve riflessione intendo riservarla al parere dell’Organo di Revisione al quale va il mio personale ringraziamento per l’attenzione dimostrata nell’approfondire le problematiche contabili dell’ente andando oltre le asettiche verifiche documentali e di mera quadratura richieste in via ordinaria all’Organo di controllo e spingendosi, altresì, in una accorata quanto vigorosa sollecitazione dell’Ente e dei suoi Uffici al fine di invertire una tendenza contabile che al 31.12.2020, prefigura prospettive di grave quanto rischioso peggioramento”.

      L'Assessore Giordano ha poi letto quanto segnalato dall’organo di revisione onde poter poi riferire punto per punto:

      Organo di revisione : “Tenuto conto di tutto quanto sopra esposto nonché dei rilievi e delle considerazioni già sottolineate in occasione della Relazione al bilancio di previsione 2021 approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 57 del 29.12.2021, rilevato ulteriormente che:
      • i documenti di bilancio previsti dalla normativa vigente vengono redatti e sottoposti al vaglio degli Organi preposti al loro controllo ed alla loro approvazione con enorme ritardo rispetto alle scadenze naturali, vanificando in tal modo l’efficacia delle necessarie ed improcrastinabili azioni correttive in materia;
      • non si è provveduto all’eventuale accertamento di debiti fuori bilancio alla data del 31.12.2020, che stante la situazione generale di grande difficoltà in cui versa l’Ente certamente sussistono;
      • non è stata adottata una opportuna procedura finalizzata alla precisa quantificazione del contenzioso potenziale anche al fine di calcolare e stanziare gli opportuni accantonamenti al fondo rischi;
      • i dati della riscossione dei tributi, sia in conto competenza che in conto residui, evidenziano l’urgenza di intervenire in tale ambito tanto nella fase dell’accertamento quanto in quella del perseguimento dell’effettiva riscossione attivando laddove necessario tutte le procedure esecutive in modo tempestivo non solo per assicurare i pagamenti dovuti ma anche per scongiurare il sorgere di fenomeni di decadenza e/o prescrizione dei diritti dell’Ente. Tale evidenza in un contesto di gravissima situazione deficitaria di cassa in cui versa l’Ente Relazione dell’Organo di Revisione – Rendiconto 2020, Pagina 38 di 38, impone una drastica ed immediata inversione di tendenza in ambito di riscossione dei tributi, a partire da un’energica azione amministrativa in grado di garantire una precisa e tempestiva fase dell’accertamento, elementi fondamentali e basilari per una corretta ed efficiente riscossione dei tributi che rappresenta un problema primordiale dell’Ente;
      • i dati emergenti dalle verifiche di cassa evidenziano discrasie e procedure operative inappropriate, come anche segnalato in occasione della verifica di cassa alla data del 31.12.2020 e, soprattutto, della verifica straordinaria di cassa ex art. 224 del TUEL del 29.11.2021;
      • la carenza del personale, peraltro più volte evidenziata ed in particolare con riferimento al Settore Finanziario che rappresenta il necessario terminale di tutte le attività svolte dall’Ente per le connesse e fondamentali implicazioni amministrativo/contabili/finanziarie. Tenendo altresì conto che il normale e conforme flusso informativo, che si traduca nei previsti report contabili e finanziari, rappresenta lo strumento fondamentale – anche se non l’unico – per misurare l’azione amministrativa in termini di regolarità innanzi tutto e di efficienza secondariamente. Posto che allo stato il predetto Settore Finanziario, per come anche riferito da ultimo dal Responsabile con apposita relazione (Id. fl. n. 671 del 28.02.2022), “non può assicurare il regolare e tempestivo svolgimento dei compiti d’istituto, a partire dalla predisposizione dei documenti di programmazione e di bilancio” e “non può assicurare il regolare e tempestivo svolgimento degli altri compiti ordinari di istituto a partire dalla predisposizione dei documenti di programmazione e di bilancio” ne consegue che le prescritte attività di controllo e revisione riservate a questo Organo dalla normativa vigente risultano di fatto minate alla base e soprattutto difficilmente realizzabili con l’intensità e la profondità richieste dalla dimensione e dalla specifica situazione deficitaria in cui versa l’Ente;
      si esprime giudizio positivo con riserva per l’approvazione del rendiconto 2020 nella consapevolezza che i rilievi sopra evidenziati dimostrano la più che probabile esistenza di ulteriori partite debitorie rispetto a quelle rappresentate. In proposto questo Organo ne prescrive al Consiglio l’accertamento senza indugio, anche alla luce delle enormi criticità segnalate a livello di funzionamento organico degli uffici ed in particolare di quello finanziario. Criticità per le quali ci si attendono risposte immediate”.

      L'Assessore Giordano ha spiegato punto per punto i rilievi dell'organo di revisione
      “Per il personale addetto alle operazioni di predisposizione degli atti contabili fondamentali – ha detto Giordano – il rilievo va riconosciuto perché la situazione del personale è quella che è e non è neanche umano, a volte, pretendere che i termini vengano rispettati con puntualità. Certo, il trend dovrebbe invertirsi e mirare a contenere i ritardi in tempi più accettabili”.
      Sull'eventuale accertamento di debiti fuori bilancio alla data del 31 dicembre 2020, quella dell'organo di revisione è considerata dall'Assessore Giordano “una sollecitazione accorata affinché l’Ente verifichi con attenzione ogni possibile posizione di esposizione debitoria non coperta”. “E’ normale – ha aggiunto l'Assessore Giordano - che in un solo anno di gestione pensare che siano stati accumulati debiti fuori bilancio in epoca pandemica è completamente assurdo. Laddove ci fossero, emergerebbero, perché i nodi vengono sempre al pettine. Sono assolutamente d’accordo con i revisori circa la necessità imposta dalla legge di relazionare annualmente sullo stato del contenzioso, adempimento finalizzato alla costituzione di un fondo rischi che serve per poter dare copertura ad eventuali debiti derivanti da soccombenze nei contenziosi. Non è stato fatto perché, di fatto, contenzioso nell'esercizio 2020 pare non ce ne sia stato.
      Sulla riscossione tributi sia in conto competenza che in conto residui i revisori evidenziano l'urgenza di intervenire in questo ambito sia nella fase dell'accertamento che in quella della effettiva riscossione ed è quello che stiamo cercando di avviare o implementare”. Quanto alle verifiche di cassa, Giordano ha affermato che “queste discrasie sono fondamentalmente riconducibili ai problemi con le tesorerie nella modalità contabile e di chiusura delle anticipazioni. Una problematica irrisolta ma che va risolta, per far quadrare le reciproche contabilità”.
      Sul giudizio positivo con riserva espresso dai revisori l'Assessore Giordano ha parlato di “formula particolare ma che sottende una sollecitazione a porre rimedio alle criticità”.

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