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      Diffamazione a vertici CC, confermata in appello condanna a giornalista cosentino

       

      Il colonnello dei Carabinieri, Francesco Ferace

       

      Diffamazione a vertici CC, confermata in appello condanna a giornalista cosentino

      20 mar 19 E' stata confermata anche in appello la condanana a otto mesi di reclusione, per il reato di diffamazione a mezzo stampa continuata, inflitta al giornalista Gabriele Carchidi, direttore di "Cosenza Sport Iacchite", a proposito della presunta "faida" all'interno del Comando Provinciale del Carabinieri di Cosenza che avrebbe interessato il colonnello Francesco Ferace (allora comandante provinciale dei CC di Cosenza), il tenente colonnello Vincenzo Franzese (allora comandante del reparto operativo) e l'allora capitano Lando, vittime nella sentenza emessa dal Tribunale di Cosenza. "Una sentenza che vede, ancora una volta, confermate le nostre ragioni - dichiara il colonnello dell'Arma dei Carabinieri, Francesco Ferace - e che vede questo individuo condannato per diffamazione in esito da fantasticherie del tutto inventate e mai confortate da alcuna prova". Il colonnello Ferace , attualmente a capo del Comando della Sezione Antifalsificazioni monetarie dei Carabinieri di Roma, sottolinea duro che "è arrivato il momento che egli paghi il frutto delle sue nefandezze. La giustizia è arrivata dopo 6 anni ma nessuno ripagherà mai il disagio e la rabbia che io e miei ufficiali abbiamo dovuto sopportare mentre eravamo ai vertici del Comando Provinciale dei Carabinieri di Cosenza in un momento assai delicato per l'ordine e la sicurezza pubblica. Ora, finalmente, è stato messo un punto definitivo sullo squallore di questa vicenda. Auspico, ma dispero, che questo individuo possa avere imparato qualcosa". Il giornalista è stato dichiarato colpevole al di là di ogni ragionevole dubbio,pagandone anche le spese processuali (artt 533 e 535 cpp) ed il risarcimento dei danni procurati alle vittime (art. 538 cpp). L'imputato è stato anche condannato al pagamento del danno nei confronti delle parti civili costituite da liquidarsi in separata sede (art. 541 cpp). Fondi che il Col. Ferace ha deciso di destinare agli orfani dei carabinieri caduti per mano delle mafie ed alla Caritas di Cosenza.

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