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    Confcommercio Cosenza presenta rapporto sicurezza esercizi commerciali

     

     

    Confcommercio Cosenza presenta rapporto sicurezza esercizi commerciali

    14 dic 11 Si è svolta questa mattina, presso la Sala Conferenze di Confcommercio Cosenza, alla presenza del Presidente Klaus Algieri e del Comandante provinciale dell'Arma dei Carabinieri, Col. Francesco Ferace, la conferenza stampa per la presentazione dei risultati del "Rapporto sulla sicurezza degli esercizi commerciali nella provincia di Cosenza" L'attività di ricerca, realizzata dal centro studi di Confcommercio Cosenza, si e' avvalsa delle preziose indicazioni fornite dal comando provinciale dell'Arma dei Carabinieri e dalla Procura della Repubblica di Cosenza ed è stata predisposta allo scopo di verificare i livelli di sicurezza percepiti dagli operatori commerciali e comprendere, allo stesso tempo, la dimensione e la diffusione di fenomeni criminali all'interno del sistema imprenditoriale cosentino ponendo una particolare attenzione ai fenomeni dell'usura e dell'estorsione. Oltre a queste finalità meramente conoscitive l'obiettivo generale che l'Associazione si è posta è quello stimolare un'analisi e una riflessione sui costi della criminalità in termini di mancato sviluppo e rallentamento dell'economia locale. "L'usura - afferma Algieri - alimenta una pericolosa forma di insicurezza delle attività produttive e commerciali in quanto mina la libertà imprenditoriale e individuale degli operatori economici ostacolando il naturale sviluppo del mercato. I risultati dell'indagine ci danno conto della vasta diffusione dei fenomeni di estorsione ed usura e della loro tendenza a restare sommersi anche a causa della ritrosia degli imprenditori vessati a denunciare. Tale tendenza è dovuta non solo al timore di ritorsioni ma anche ad un certo riserbo nel far conoscere le difficoltà finanziarie in cui gli imprenditori si sono venuti a trovare." Nelle sue conclusioni il presidente Algieri ha auspicato l'adesione delle altre associazioni di categoria alla costituenda associazione antiusura promossa da Confcommercio ed ha annunciato due importanti iniziative: la costituzione di un Confidi "per agevolare l'accesso al credito" e "l'attivazione di un numero verde al quale gli imprenditori vessati potranno denunciare i soprusi subiti". Queste iniziative sono state accolte con particolare favore anche da altre Associazioni. Il direttore del CNA provinciale, Giulio Valente ed il presidente di Casartigiani, Eugenio Blasi, hanno manifestato la loro volontà di aderire all'iniziativa del numero verde attivato da Confcommercio per "aiutare anche i loro associati a liberarsi dalle oppressioni della criminalità". Inoltre, hanno chiesto al presidente Algieri di farsi promotore della convocazione di un tavolo di concertazione, esteso a tutte le associazioni di categoria, volto alla costituzione di un'associazione antiusura che sia rappresentativa di tutte le forze economiche del territorio Il comandante Ferace, dopo aver elogiato il Presidente Algieri per le iniziative intraprese, ha esortato tutti gli imprenditori locali a denunciare con fermezza e tenacia ogni forma di criminalità o sopruso subito. "L'attenzione dell'Arma dei Carabinieri - afferma il Colonnello Ferace - è sempre massima ed è volta a garantire la piena sicurezza di tutti: cittadini ed operatori economici. La nostra disponibilità è totale, ma gli imprenditori devono necessariamente denunciare le vessazioni che subiscono. Il numero verde, attivato da Confcommercio può essere uno strumento estremamente utile, ma è indispensabile che gli imprenditori lo usino. Solo la denuncia può interrompere il circuito della criminalità. Segnalare atti di delinquenza è un atto di dignità prima ancora che di coraggio."

    Sintesi rapporto: Confcommercio Cosenza ha realizzato un'indagine conoscitiva sulla sicurezza degli esercizi commerciali nel territorio provinciale. La ricerca è stata predisposta allo scopo di verificare i livelli di sicurezza percepiti dagli esercenti e comprendere le dimensioni del fenomeno dell'usura e delle estorsioni all'interno del tessuto imprenditoriale cosentino. Lo studio, di carattere empirico, è stato effettuato attraverso l'utilizzo di un questionario, composto da 18 domande, somministrato ad un campione rappresentativo del terziario cosentino, nello specifico, alle imprese che operano nei settori del commercio, del turismo e dei servizi. La ricerca è stata realizzata per settori merceologici facendo particolare riferimento alle categorie maggiormente esposte ad atti criminali, quali distributori di carburante, tabaccai, orafi. Al fine di ottenere un quadro di analisi completo e dettagliato del fenomeno, il territorio provinciale è stato suddiviso in quattro macroaree: area Capoluogo, area Ionio, area Tirreno e aree Pollino. In tal modo è stato possibile eseguire raffronti e incroci tra i dati attraverso una più ampia visione della loro distribuzione sull'intera area esaminata. L'indagine si è proposta essenzialmente di verificare:
    • i cambiamenti nei livelli di sicurezza percepiti, considerando il fenomeno della criminalità in generale e in particolare: estorsioni; usura; furti; rapine;
    • i sistemi di protezione adottati dalle imprese per tutelarsi;
    • le iniziative ritenute più efficaci per contrastare la criminalità;
    • la propensione degli esercenti a riconoscere sul proprio territorio la presenza di una criminalità esercitata nelle forme di estorsione-pizzo o usura;
    • la vittimizzazione, ossia l'esperienza diretta degli operatori commerciali di furti, rapine, o estorsioni. Dallo studio emerge come la situazione in termini di percezione di sicurezza sia giudicata grave: il 49,23% dei commercianti, infatti, dichiara di sentirsi poco sicuro nel comune in cui svolge la propria attività e il 48,61% rileva una recrudescenza degli episodi di violenza e criminalità con un marcato aumento soprattutto nell'area Capoluogo (54,22%) e Jonio (48,31% ). I dati relativi al fenomeno usura a prima vista, sembrano schizzofrenici, mostrando palesi contraddizioni: l'usura viene indubbiamente percepita come problematica sociale, il 47,08% ritiene, infatti, che il fenomeno sia molto diffuso e ben il 38,15% dichiara di essere a conoscenza di chiusure di attività o subentri di nuovi commercianti a causa di tale attività criminosa. Quando, invece, si cerca di investigare a fondo il fenomeno, emerge una ritrosia comune: ben il 59,13% dichiara di non aver mai ricevuto minacce o intimidazioni per finalità estorsive. Interessante risulta il raffronto tra le risposte ottenute nell'ambito delle quattro aree: tra gli esercenti del Tirreno è completamente assente un'esperienza di vittimizzazione (100% ). Valori molto elevati si registrano anche nell'area Pollino 84% e in quella Capoluogo 77%. E' importante inoltre osservare come una certa percentuale di esercenti dell'area ionica (34%) ammetta di aver ricevuto minacce o intimidazioni con finalità di estorsione, percentuale che si riduce al 14% nell'area Capoluogo e si annulla nell'area Tirreno e Pollino. Il 54,72% dichiara di sentirsi poco protetto dalle forze dell'ordine esprimendo una valutazione insufficiente rispetto alle potenzialità di intervento e ritenendo molto utile (44,41%) la presenza di poliziotti e carabinieri di quartiere per far fronte meglio a questi problemi. Infine, rispetto all'utilizzo di misure cautelative adottate all'interno degli esercizi commerciali, diffuso è il ricorso all'antifurto anche se ben il 51,58% ammette di non aver provveduto ad installare adeguati sistemi di protezione a causa degli elevati costi. Il quadro che emerge è sconfortante, i dati ottenuti fotografano un territorio in cui la criminalità risulta un fenomeno diffuso che crea forti ostacoli alla libertà d'impresa. Il dato paradossale è che, pur riconoscendo l'usura quale attività criminosa radicata, la maggior parte degli imprenditori assume un atteggiamento omertoso caratterizzato dalla scarsa propensione a denunciare di essere stato direttamente vittima di un reato.

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