Consiglio comunale aperto sulla
cardiochirurgia a Cosenza
19 gen 09 Il Consiglio Comunale di Cosenza ha dedicato
una seduta aperta alla verifica dello stato di attuazione del progetto
di unità operativa di cardiochirurgia nel capoluogo bruzio.
Prima della relazione di apertura, il Direttore Generale dell’Azienda
Ospedaliera Cesare Pelaia comunica al Consiglio Comunale di aver deliberato
il protocollo d’intesa con il S. Anna di Catanzaro. In attesa
dell’autorizzazione regionale si è lavorato alla Centro
Integrato di alta specialità per il cuore di cui l’azienda
ospedaliera ha approvato lo schema di convenzione costitutiva.
Relazione dell’ass. al welfare e sanità, Alessandra La
Valle
“Nuovamente oggi sentiamo l’esigenza di parlare in Consiglio
Comunale dell’istituzione di una unità operativa di cardiochirurgia.
Molti gli atti istituzionali che hanno preceduto questo Consiglio
dopo il primo con cui nel 2007 si chiedeva di inserire nel piano sanitario
regionale l’istituzione di cardiochirurgia presso l’Annunziata
di Cosenza.
Un primo risultato è stato raggiunto con l’istituzione
di 20 posti letto di cardiochirurgia a Cosenza, insieme ai 20 di Catanzaro
e Reggio Calabria. Ma molte problematiche sono ancora sul tappeto
e la bozza del piano sanitario regionale non è stata ancora
approvata dal Consiglio Regionale anche per il debito sanitario nel
frattempo emerso.
Questa problematica vogliamo affrontarla in termini né polemici
né strumentali ma con la consapevolezza diffusa che presuppone
una analisi della realtà e individua soluzioni che diano risposte
al bisogno di salute e alle buone pratiche che ciò comporta.
Oggi a Cosenza abbiamo un ottimo reparto di cardiologia, dove sono
stati fatti passi di gigante con una cardiologia interventistica che
funziona h 24 ed è quella che realmente salva la vita.
Ma il territorio è vasto e dunque una qualificazione è
indispensabile, per noi qualificazione significa istituire cardiochirurgia.
Anche alla luce del debito sanitario c’è bisogno di una
razionalizzazione che non deve significare penalizzazione quanto posizionare
l’asse di investimenti a seconda dei bisogni dei territori.
Ora non dobbiamo mollare la presa e caldeggiare l’approvazione
del piano sanitario in Consiglio regionale.
Mi auguro che con il confronto di stasera si passi alla fase di programmazione
e che il governo regionale si assuma le sue responsabilità”.
Antonio Ciacco, Presidente della Commissione welfare e sanità.
“La delibera n° 19 di oggi, 19 gennaio 2009, corona una
cooperazione tra l’azienda ospedaliera e il S. Anna di Catanzaro
per garantire alla città di Cosenza l’istituzione di
cardiochirurgia.
Delibera che sperimenta sul piano organizzativo un modello gestionale
inedito e dunque suscettibile anche di aggiustamenti in corso d’opera.
L’atto deliberativo di oggi certo non rende operativa la cardiochirurgia
però per la prima volta c’è un atto che dà
forma e sostanza ad un progetto.
Avere cardiochirurgia a Cosenza non è un privilegio ma un diritto.
La pretesa del consiglio comunale di avere cardiochirurgia a Cosenza
non è contro nessuno, non vuole alimentare alcun campanilismo.
Anche se non possiamo negare di aver incontrato lungo il cammino resistenze
di sapore campanilistico.
Il progetto che si lancia da Cosenza è assolutamente inedito,
mette insieme un’istituzione di sanità pubblica e un’istituzione
di sanità privata eccellente il cui prossimo riconoscimento
non può che essere la realizzazione di cardiochirurgia.
Ai consiglieri regionali, alla deputazione calabrese questa sera consegniamo
il testimone. Stasera vi consegniamo il progetto perché l’atto
regionale con il quale decretare ufficialmente l’istituzione
è vostra prerogativa istituzionale. Solo voi potete trasformarvi
in un grumo di pressione democratica perché l’atto deliberativo
regionale sposi quello delineato dall’Azienda Ospedaliera di
Cosenza. Questo vi chiediamo. Di incalzare gli amministratori regionali”.
Giampaolo Chiappetta (Consigliere regionale UDC)
“Prendiamo atto con soddisfazione che la battaglia che si sta
conducendo da lungo tempo ha conseguito un primo importante risultato,
che è solo un tassello ma molto importante. Raccolgo l’invito
rivolto ai livelli superiori della politica perché ci sia una
sensibilizzazione sulla Regione da parte dei parlamentari della provincia
di Cosenza”.
Roberto Occhiuto (deputato UDC)
“Ho apprezzato le relazioni dell’assessore e del Presidente
della commissione al quale va dato atto dell’impegno a fare
chiarezza su questa vicenda.
Ho letto la convenzione e la delibera dell’azienda ospedaliera.
Ho letto che c’è una condizione sospensiva dell’efficacia
del protocollo, cioè deve essere approvato dalla Giunta regionale.
E l’incontro di oggi è utile affinché ciascuno
si assuma la sua responsabilità. I consiglieri regionali del
mio Partito si faranno carico affinchè la società politica
della provincia di Cosenza sia quel grumo di legittima pressione perchè
l’accordo venga recepito dalla giunta regionale.
Quella condizione però non è l’unica perché
il risultato possa tradursi in cardiochirurgia a Cosenza. Credo che
l’Istituto S. Anna chieda legittimamente la riconversione dei
posti letto che il S. Anna ha a Catanzaro come condizione per cardiochirurgia
a Cosenza. Questa chiarezza ci vuole.
Noi oggi non stiamo sostenendo una rivendicazione di campanile ma
stiano ragionando, sulla base di dati epidemiologici, sulla necessità
di istituire cardiochirurgia. Ma chi interviene dalla politica non
deve limitarsi ad elencare i problemi che ci sono ma costruire le
soluzioni e non spacciare accordi importanti come punti di conclusione
di una vicenda, che non credo si concluderà neanche nell’arco
del mese che Antonio Ciacco auspica perché il governo regionale
dovrà mettere l’Istituto S. Anna in condizioni di realizzare
il protocollo che ha firmato con Cosenza”.
Franco Pacenza (consigliere regionale PD)
“È stata giusta l’iniziativa del Consiglio comunale
perché il panorama in cui si deve discutere di sanità
in Calabria non è affatto tranquillo. Siamo in presenza di
uno snodo non facile ed è giusto chiedersi cosa succede.
Io dico che non solo dobbiamo attivare quanto previsto nel protocollo
ma dobbiamo tenere insieme rigore, equità e qualità.
Non parliamo di aggiungere 20 posti letto qualsiasi. Si tratta di
riaffermare un principio di equità. È una volontà
manifesta: l’atto deliberativo ridisegna il quadro dell’assistenza
cardiologica in termini di cooperazione.
Bisogna spingere su cardiochirurgia per realizzare un sistema delle
eccellenze”
Consigliere comunale Carmine Vizza
“Oggi si discute per l’ennesima volta di cardiochirurgia.
Sembra la tela di Penelope. Invito tutti alla massima cautela in termini
di proclami.
Sulla inderogabile necessità dell’istituzione di questa
branca medica c’è stata l’unanimità di consensi.
Resta però il nodo politico sulla reale volontà di istituirla.
Oggi la delibera di Pelaia recepisce il protocollo col S. Anna e lo
rinvia alla giunta regionale per l’approvazione.
È una scelta riduttiva. Cosa impedisce a Cosenza di avere una
cardiochirurgia completamente pubblica?
Programmi che mettono in competizione pubblico e privato possono favorire
la riorganizzazione della sanità pubblica. Il problema è
la riaziendalizzazione. L’azienda pubblica deve garantire salute.
Spero che il partneriato non debba sacrificare la specificità
pubblica.
Il Consiglio comunale aspettava questa delibera come la panacea ma
il problema in realtà rimane tale e viene spostato sulla giunta
regionale, cioè sulla volontà politica.
In questo Consiglio comunale la maggioranza non si può limitare
all’approvazione di un documento. Ma deve acquisire la disponibilità
concreta della classe politica che governa alla formalizzazione dell’impegno.”
Ha il merito di fare grande chiarezza l’intervento del Prof.
Mauro Cassese (manager del S. Anna)
“Nel parlare di un tema così delicato c’è
il rischio di essere banali e superficiali. Vorrei richiamare l’attenzione
sul fatto che il progetto di cui stiamo parlando ha almeno 2 anni
e si è pian piano evoluto subendo diverse variazioni, con incontri
succedutisi nelle sedi più opportune. Così rischiamo
di andare fuori strada. Della cardiochirurgia a Cosenza sostanzialmente
non si sente bisogno. Ci sono ben 118 cardiochirurgie in Italia. Ma
la cardiochirurgia sta cambiando il suo volto. Se vogliamo una cosa
che abbia senso in questa regione non dobbiamo percorrere strade errate,
dobbiamo saper identificare l’obiettivo da centrare. Se la politica
saprà ascoltare, bene.
Istituire un banale servizio di cardiochirurgia aggiungerebbe alla
salute dei cittadini di Cosenza poco o nulla. Dobbiamo stare attenti
a ciò che chiediamo alla Regione. Saremmo i 119esimi. E i tassi
di mortalità sarebbero tali da continuare a far emigrare i
cittadini.
Dico questo perché la sede istituzionale di discussione dovrebbe
essere di persone già al corrente di cosa è questo Centro
integrato. Integrazione che tra l’altro già portiamo
avanti da un po’ di anni. La reale volontà è costituire
un polo di eccellenza cardiologico. È di questo che i cittadini
hanno bisogno. La giunta regionale deve essere stretta dall’esigenza
tecnica. Se sapremo interpretare correttamente questo atto smettendo
di parlare di cardiochirurgia a Cosenza ma di questo Centro integrato,
allora vedremo fiorire un polo che veramente si prenderà cura
del cuore della gente, dalla a alla z.
Questo è un risultato a portata della città, rapido.
Ha solo bisogno di una presentazione idonea. Sfido chiunque a pensare
che un polo d’eccellenza del genere non sia necessario alla
regione.
Muoviamoci allora di concerto per presentare questa progettualità
ad un ascolto politico che auspico qualificato.”
Consigliere comunale Sergio Bartoletti
“Abbiamo netta la sensazione che questa nostra provincia abbia
manifestato negli anni un deficit strutturale che è sotto gli
occhi di tutti. È una provincia con evidente situazione di
marginalità. È questo che ci preoccupa, senza polemiche.
Il messaggio che vogliamo consegnare a chi ha il potere, il tempo
e i mezzi per fare le cose è di dare l’impulso decisivo
per uno scatto di questa provincia”.
Consigliere comunale Fabrizio Falvo
“C’è un dato oggettivo che è quello di una
giunta regionale catanzarocentrica. Anche in ordine all’abbandono
in materia sanitaria. Non è campanilismo. Ma oggi affrontiamo
argomenti per i quali i cittadini di una provincia, che è il
42% della Regione, pretendono servizi.
Forse siamo indietro rispetto alla definizione tecnica e parliamo
impropriamente di cardiochirurgia. Noi pretendiamo semplicemente che
la politica si spogli della sua supponenza. Mi spiace che il Presidente
della Regione non abbia inteso partecipare.
Il patto oggi è sancito, è sottoscritto. Questo Consiglio
comunale, ritengo nella sua unanimità, dà atto a questa
direzione ospedaliera che ha inteso dare una possibilità di
sviluppo ad un importante settore. Adesso spetta alla Regione. Io
sono pessimista. Ma spero di essere smentito”.
Nicola Adamo (capogruppo PD in Consiglio regionale)
“Grazie per l’opportunità non solo di chiarire
posizioni ma anche di sottoscrivere impegni e responsabilità.
La discussione pone questioni assolutamente condivisibili. Ma ci si
deve soffermare sul merito di alcune questioni, cercare di approfondirle
e soprattutto contestualizzare la fase entro la quale compiere le
scelte per fare il salto di qualità.
Se la discussione si concentra su cardiochirurgia è il termometro
di un’ansia che interessa i cittadini di un’intera provincia
perché ormai il tema è sentito come una delle questioni
prioritarie che vivono le nostre famiglie calabresi.
Mi hanno riferito che mediamente dai vari presidi calabresi tre ambulanze
al giorno fanno spola con Catanzaro per trasportare pazienti da sottoporre
a pratiche cardiochirurgiche. Se così è, si tratta di
un dato preoccupante perché esprime un rischio di mortalità
assai elevato. Questo va impedito. Allora il tema non è quello
di una contrapposizione campanilistica. Nelle derive campanilistiche
a perderci è l’intera Calabria. Il vuoto che si avverte
nel sistema sanitario cosentino è l’evidenziazione che
non c’è stata negli anni in questo settore una programmazione
sistemica e funzionale. La sanità è stata sempre più
allontanata dal cittadino. Questo dato va recuperato, innanzi tutto
attraverso il piano d’emergenza cardiologica che non può
essere non raccordato con il piano sanitario. Su questo dobbiamo andare
ad una rapida definizione. Il problema è recuperare una programmazione
che ha portato a Catanzaro i presidi più qualificati. Il difetto
non è di oggi. Non è di oggi la scelta di concentrare
più centri di cardiochirurgia a Catanzaro. Oggi dobbiamo rimodulare
questo tipo di organizzazione e la rimodulazione comporta scelte che
oggi devono essere contenute entro margini di compatibilità
che sono imposti dalla necessità di un piano di rientro che
fa tremare i polsi.
L’atto stipulato oggi sarà valutato all’interno
di una programmazione del sistema sanitario calabrese attraverso il
piano di rientro e il piano sanitario. Lo vedremo nei prossimi giorni.
Ne ho già discusso con il Presidente Loiero che mi ha pregato
di riferire che lui il patto con Cosenza l’ha fatto e intende
rispettarlo. Io dico ad Agazio Loiero che questo è il minimo
che possiamo dire, ora dobbiamo tradurre questo atto in decisioni
e fatti concreti.”
Consigliere comunale Francesco Gaudio
“Le parole del prof. Cassese ci dicono quanto la politica sia
in ritardo rispetto al progresso tecnologico scientifico. Se parliamo
di cardiochirurgia tutti pensiamo che l’istituzione di un polo
a Cosenza sia necessario. I dati parlano di 700 cosentini che ogni
anno vanno verso a Catanzaro. Parliamo dunque di un’esigenza
oggettiva. È importante entrare nel merito del protocollo d’intesa
firmato da azienda ospedaliera e S. Anna. Anche qui noi riteniamo
che la soluzione pubblica sia sempre la migliore, non per ideologia
ma perché il pubblico riesce ad equilibrare servizi, efficacia
ed efficienza senza fare del bilancino il fattore preponderante della
sua azione. Nè questo nostro dibattito può essere una
copertura alle tante criticità che affliggono l’ospedale
dell’Annunziata”.
Consigliere comunale Roberto Bartolomeo
“Intervengo per manifestare la mia delusione per l’assenza
della giunta regionale e di buona parte della deputazione. Anche dall’on.le
Adamo, che ha avuto la sensibilità di intervenire, mi sarei
aspettato un impegno immediato. Se dobbiamo attendere l’approvazione
del piano sanitario regionale, il polo d’eccellenza non lo vedremo
mai.”
Consigliere comunale Maria Francesca Corigliano
“Non credo che abbiamo ascoltato parole inconcludenti, al contrario.
Credo piuttosto che le scadenze elettorali prossime marchino le posizioni.
Credo dunque che questo Consiglio sia stato molto interessante e soprattutto
che tutti abbiamo raggiunto un risultato. Un centro di alta specialità
del cuore che è veramente ciò di cui c’è
bisogno.
Oggi registriamo che c’è stato un atto ufficiale che
il nostro impegno perseverante ha raggiunto un obiettivo, pur nella
consapevolezza che è un obiettivo parziale, punto di partenza
di un nuovo percorso.
Come Partito Democratico faremo di tutto perché questo traguardo
venga raggiunto fino in fondo”.
Cesare Pelaia (Direttore Generale Azienda Ospedaliera di Cosenza)
“Ho percepito da ogni singola posizione espressa stasera la
comune volontà di dotare la città e la provincia di
servizi che siano di eccellenza.
Ribadisco che nei prossimi giorni la convenzione con il S. Anna sarà
trasmessa per le autorizzazioni di competenza e mettere dunque in
essere le azioni concrete. Questa città e questa provincia
hanno assolutamente necessità di un nuovo ospedale perché
da nessuna parte ci si può prendere cura della salute pubblica
in strutture di 60 anni fa.”
Intervento del Sindaco Salvatore Perugini
“Credo che vadano affermate due questioni sul piano del metodo,
a conclusione di questo interessante dibattito. La prima è
proprio sul modo del governo: ho sempre sostenuto che un’Amministrazione
tanto più riesce ad esaltare complessivamente gli organi dell’istituzione
tanto più riesce ad avviare i percorsi necessari propedeutici
agli obiettivi che ci prefiggiamo.
La sessione di stasera dà una prova chiara di come questo cammino
virtuoso questa Amministrazione comunale l’abbia compiuto e
continuerà a compierlo. Devo richiamare che sin dalla fase
di costituzione di questa nuova assemblea elettiva ha interessato
a tutti noi mettere la salute al centro della discussione ben sapendo
i limiti istituzionali ed amministrativi del Comune nella attività
che riguarda la salute pubblica. Credo che questo sia un metodo da
replicare perché le onde personalistiche o l’uso del
potere senza reale condivisione non può dare risultati importanti.
Dunque il mio ringraziamento plurimo va all’assessore, alla
Commissione, al Consiglio comunale tutto per l’approfondimento
compiuto sulla problematica.
La seconda considerazione è sul lavoro impostato, sempre rispettoso
delle precise competenze all’interno del sistema sanitario.
Sappiamo che il potere programmatorio è della Regione, quello
della Conferenza dei Sindaci è di concorrere negli indirizzi
e nelle proposte verso la programmazione regionale, sappiamo che i
poteri di gestione autonomi sono dei direttori generali. Noi siamo
rispettosi della separazione delle competenze, non rinunciando mai
a dire la nostra quale fattivo contributo per giungere all’obiettivo
finale.
In questa vicenda abbiamo esaltato questo spirito collaborativo, questa
nostra presenza istituzionale e politica senza mai pensare né
di voler travalicare, né di fare forzature.
In questa direzione e in questo contesto dobbiamo valorizzare il contributo
operativo tecnico che l’azienda ospedaliera e il S. Anna oggi,
con un elemento di grande novità, offrono alla nostra valutazione
attraverso questo atto deliberativo che altro non è che una
proposta di convenzionamento che scende più di ieri nel dettaglio
operativo di questo ambizioso progetto.
Qui si tratta di un centro di alta eccellenza per il cuore. È
una straordinaria occasione che abbiamo tanto più se pensiamo
che questa ipotesi è persino inserita nel piano sanitario regionale.
Anche qui, questa Amministrazione l’ha fatta la battaglia perché
tutto ciò venisse previsto insieme ad altre cose importanti.
Il cammino dunque lo stiamo compiendo. È chiaro che il deficit
sanitario interferisce con la programmazione. Subito dopo il ripiano
ed il riequilibrio va avviata la politica di sviluppo sanitario del
territorio.
E devo pubblicamente scusarmi con il Consiglio comunale perché
nella precedente seduta avevamo assunto l’impegno di convocarci
prima del 31 dicembre. Ho chiesto io al Presidente del Consiglio di
slittare di qualche giorno proprio perché ritenevo che qualche
ulteriore elemento potesse emergere. E così è avvenuto,
sia nel merito che nel metodo.
Oggi abbiamo ribadito la volontà nostra e della classe politica
regionale di proseguire nel cammino. La nostra posizione sarà
registrata dai cittadini e dal personale medico che per primi invocano
scelte di qualità. È chiaro che tutti i processi sono
faticosi e necessitano del loro tempo.
Io sono convinto che l’atto che deve compiere il Consiglio comunale
è quello di approntare una delibera che, facendo sintesi dei
ragionamenti ascoltati, riaffermi rilanciando il tema del Centro di
eccellenza e rivolga all’organo legislativo competente, la Regione
Calabria, l’appello di una condivisione totale di questa scelta
che dovrà esprimersi nella accelerazione dei passaggi necessari”.
In chiusura il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità
una delibera, da inviare ai rappresentanti regionali e alla deputazione
della provincia di Cosenza, che riafferma la volontà di realizzazione
del Centro di Alta Specialità del Cuore presso il presidio
dell’Annunziata di Cosenza.
M. Oliverio “Attivare la cardiochirurgia”.
"E' ben noto che, come Provincia di Cosenza, da più
tempo abbiamo posto all'attenzione della Regione e, in particolare,
degli assessori regionali alla sanità che si sono succeduti
nel tempo e dello stesso presidente Loiero, l'esigenza che nell'ospedale
regionale dell'Annunziata possa essere definitivamente attivato un
servizio di Cardiochirurgia". E' quanto afferma il presidente
della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, in un messaggio inviato
al Consiglio comunale convocato in seduta straordinaria per sollecitare
l'istituzione del servizio di Cardiochirurgia. Oliverio, impossibilitato
a partecipare alla riunione del Consiglio perché influenzato,
aggiunge che "anche in occasione di una recente audizione in
Consiglio regionale da parte della Commissione Sanità ed Affari
Sociali abbiamo avuto modo di evidenziare la necessità che
fosse istituito al più presto a Cosenza un Servizio di Cardiochirurgia,
attraverso l'attivazione di procedure straordinarie ed urgenti Più
volte ed in diversi nostri interventi abbiamo sostenuto che è
ormai maturo il tempo di effettuare scelte chiare e coraggiose per
la costruzione di un sistema sanitario altamente qualificato e ben
articolato su tutto il territorio, i cui parametri di dislocazione
dei servizi siano oggettivi e tengano conto della popolazione residente,
dell'estensione territoriale e dell' incidenza di specifiche patologie".
Secondo Oliverio, "una grande provincia come quella di Cosenza,
che con i suoi 750.000 abitanti rappresenta il 42% della popolazione
dell'intera Calabria, in cui opera un presidio ospedaliero regionale
che copre quotidianamente le necessità di un territorio che
è oltre il 40% di quello dell'intera regione e che è
punto di riferimento per l'intera rete degli ospedali distribuiti
sul territorio della provincia, non può continuare a rimanere
priva di un servizio così importante. Migliaia sono i cittadini
della nostra provincia che ogni anno sono costretti a recarsi altrove
e altissimo è il numero dei casi in cui un intervento pronto
e tempestivo è condizione necessaria per la salvezza di diverse
vite umane. Tutto ciò non può più essere tollerato!
Così come non è più tollerabile e rispondente
ad alcuna impostazione di efficienza, di qualità e tempestività
degli interventi la concentrazione che si è determinata da
anni nella città di Catanzaro di due servizi di Cardiochirurgia,
senza mai tener conto di una grande parte del territorio, la nostra,
dalla quale ogni giorno sono costretti ad essere trasferiti per patologie
cardiochirurgiche in media 1,5 pazienti al giorno". "Sono
certo di interpretare il sentimento comune e diffuso di sindaci, amministratori
locali e cittadini - sostiene ancora Oliverio - se affermo che non
è più procrastinabile una scelta così importante
e decisiva per la salvaguardia della vita e della salute dei cittadini
dell'intera provincia di Cosenza. Mi auguro, pertanto, che questa
iniziativa possa costituire un'occasione finalizzata a determinare
un'azione fortemente unitaria che possa vedere, al di là delle
appartenenze politiche e delle diverse rappresentanze, tutte le istituzioni,
le forze politiche e sociali di una grande provincia come la nostra
unite in una battaglia comune su problemi di indiscutibile rispondenza
ai bisogni sociali e, in particolare, alla tutela della salute delle
nostre popolazioni su cui non possono più prevalere spinte
e divisioni rispetto alle ragioni oggettive dell'unità".
"Noi siamo pronti a dare, anche e soprattutto in questa occasione
- conclude Oliverio - il nostro contributo, senza riserve e con determinazione,
per la realizzazione di un obiettivo che riteniamo di grande importanza
e valore per assicurare alle nostre popolazioni un servizio sanitario
qualificato e rispondente alle elementari esigenze di tutela della
salute Se sarà necessario non esiteremo un solo attimo a convocare
tutti i sindaci, gli amministratori locali e le forze politiche e
sociali di questa provincia".