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Si è spenta la pasionaria della sinistra cosentina
Si è spenta Anna Lucente Guccione, la ‘pasionara’ della sinistra cosentina 01 set 08 Si è spenta nella notte di domenica nella sua casa di Serra Spiga, quartiere popolare di Cosenza, all'età di 78 anni, Anna Lucente, madre di Carlo Guccione, esponente del PD e già segretario regionale dei DS calabresi. La signora Anna era affetta da un male incurabile, che non le ha dato scampo nonostante una delicata operazione subita nel marzo scorso e le continue e costanti cure di questi mesi. "La scomparsa di Anna - dice il Pd - ha riempito di commozione tutti quanti negli anni hanno avuto modo di conoscerla ed apprezzarne le straordinarie doti umane e la grande passione politica e sociale. Donna di riferimento in una famiglia 'maschile' come i Guccione, anima popolare delle iniziative del PCI prima e dei DS poi, chiamata da tutti affettuosamente mamma Guccione, conquistava immediatamente i suoi interlocutori con il suo straordinario sorriso, la sua allegria contagiosa, la sua disponibilità ad accogliere nella sua casa chiunque arrivasse. Già consigliere di Circoscrizione in un quartiere difficile come Serra Spiga e Via degli Stadi, anima instancabile delle campagne elettorali, non faceva mancare mai la sua presenza alle iniziative del Partito con il pensiero sempre rivolto ai problemi della gente comune che nella sua casa andavano e venivano a qualunque ora". Il PD di Cosenza si stringe attorno alla famiglia Guccione, al marito Francesco, ai figli Pino, Carlo, Fabrizio e Massimo e a tutti i suoi familiari. "Questa mattina Serra Spiga e l'intera città si sono svegliati con questa notizia e tutti si sono sentiti improvvisamente più soli: Addio Anna ,pasionaria della sinistra cosentina". I funerali avranno luogo domani 2 settembre alle ore 10 nella chiesa di San Giuseppe in Serra Spiga. Alla famiglia Guccione vanno le condoglianze del nostro direttore e di tutta redazione di NuovaCosenza.com Adamo “Esempio di educazione politica”. "Anna Guccione ci lascia. Lascia un vuoto non soltanto nella sua famiglia. Un vuoto che appartiene a tanti di noi, ad un vero e proprio movimento collettivo". Lo afferma il capogruppo del Pd, Nicola Adamo, ricordando la morte della 'pasionaria' della sinistra cosentina. "Anna notoriamente - aggiunge Adamo - veniva indicata come la mamma di Carletto. Ciò non era, però, tanto dovuto ad un oggettivo richiamo anagrafico che imponeva la popolarità del figlio su quella sua personale, quanto al riconoscimento di quel ruolo di mamma che col tempo per diverse generazioni era divenuto la condivisione di premure ed attenzioni che, nel contemplare manifestazioni di affetto materno, si ponevano anche come riferimento di educazione politica. Anna, attraverso quel ruolo, immediatamente materno, svolgeva infatti una incessante azione di formazione politica e di aggregazione militante. La sua azione era pregnata di un fideismo politico-ideologico attraverso il quale, però, riusciva a motivare a se stessa ed agli altri ogni scelta aperta ad una innovazione, al nuovo. Una donna del popolo, comunista". "La sua visione del mondo, il modo come leggeva sia le macroquestioni che quelle della ordinaria quotidianità della vita familiare e sociale - afferma ancora il capogruppo del Pd - erano tratteggiati da una forte carica emancipatrice. Non si è mai consegnata ai cedimenti nostalgici. Il suo impegno lo trasmetteva non soltanto negli appuntamenti propriamente politici, nelle sedi di partito, ma era costante. Viveva e comunicava la sua dimensione politica in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza. Con questa sua passione, con una grande e permanente volontà, aveva di fatto trasformato casa sua in un centro di servizio sociale permanente; casa sua era riferimento di tutti ed a qualsiasi ora. Una donna che nelle tante battaglie civiche faceva del suo profilo identitario una risorsa socializzante. Una donna forte che non si arrendeva o ritraeva; anche di fronte alla immatura scomparsa di Gigi, giovane energico e pieno di vita, la sua visione del mondo le ha consentito di sublimare un dolore ingiusto e insopportabile. Dovunque ha operato, in particolar modo ad Aprigliano, a Quattromiglia di Rende, a Chiusi, a Serra Spiga e nell'intera città di Cosenza, la sua presenza diveniva mitica. Immagino abbia combattuto con la stessa forza anche contro la sua inguaribile malattia. Durante il periodo della sua sofferenza non l'ho mai incontrata. L'ultima volta che l'ho vista è successo nel portone di ingresso di casa di Carletto nei giorni immediatamente successivi all'atto intimidatorio con l'incendio dell'auto. Davanti l'ascensore io stavo andando via, è stata lei a volersi attardare, ha voluto parlare per insistere a profondere in noi il coraggio di andare avanti nell'impegno politico". "In questo momento, insieme all'abbraccio che vogliamo rivolgere a tutti i suoi cari - conclude Adamo - la profonda commozione non può impedirci di trasmettere l'immagine di una combattente per valori ed ideali di giustizia e di libertà a quanti non l'hanno conosciuta e consegnare così il suo ricordo alla memoria di tutti noi".
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