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Il Rexpo in Calabria

 

Rexpò 2008: No alla cultura della separazione servono identità comuni

24 ott 08 L'area euromediterranea ha bisogno di vedere arginata la crescente frammentazione sociale, frutto di una vera e propria "cultura della separazione", e che vengano costruite "identità comuni" in grado di attenuare i conflitti. Dalla Conferenza euromediterranea del terzo settore, in corso fino a domani a Rende nell'ambito del forum delle responsabilità sociali Rexpò 2008, parte un rinnovato impegno del mondo del volontariato. "Il mondo europeo e mediterraneo vive un doppio pericolo - ha detto Marco Granelli, presidente di CSVnet, la rete dei Centri Servizi per il Volontariato -: quello della frammentazione della società, con la prevalenza dell'individualismo, e quello delle crescenti spinte verso il localismo, che accentuano le separazioni". Ma l'obiettivo delle forze del non-profit è proprio "contrastare questa cultura della separazione", operando per la "costruzione di identità comuni" e favorendo "una cultura della coesione sociale". Secondo Granelli, "compito fondamentale delle organizzazioni del volontariato è promuovere il senso dell'appartenenza, dell'identità, e contrastare così la deriva verso la frammentazione". Da qui la necessità di "evidenziare le relazioni positive, che creano ponti tra le persone e i gruppi sociali, e rafforzarle affinché siano vincenti". Anche nel quadro dei processi in atto per la cooperazione euromediterranea - è stato detto in queste giornate calabresi -, il collegamento stabile fra organismi non-profit può dare un contributo essenziale. I programmi co-finanziati dall'Ue e dalle risorse della cooperazione internazionale sono strumenti che possono aiutare la crescita di un "capitale sociale mediterraneo" da investire nello sviluppo delle relazioni di fiducia, di dialogo e di scambio. Nodo cruciale per tutta l'area mediterranea, e permanente fonte di instabilità, resta la questione del Medio Oriente, portata nel forum di Rende da testimonianze come quella di Musa Abu Zaid, viceministro della gioventù dell'Autorità Nazionale Palestinese. In particolare, in Palestina, "i progetti di creazione di lavoro in favore dei giovani sono, insieme all'educazione, la maggiore priorità nazionale, che però richiede un sostegno internazionale affinché i programmi del governo palestinese raggiungano gli obiettivi voluti". Il rappresentante governativo dell'Anp ha auspicato anche maggiori scambi e la creazione di 'reti' tra i giovani palestinesi e quelli degli altri Paesi mediterranei, come avviene in questi giorni proprio nel quadro di Rexpò 2008 con il Meeting Mediterraneo della Gioventù 'MeYouMe', alla prima edizione. Zaid ha dato anzi la disponibilità dell'Anp affinché il Meeting del 2009 si svolga proprio nei territori palestinesi. L'evento - ha dichiarato - è l'occasione "per sviluppare progetti e programmi comuni che mirino a promuovere politiche riguardanti la cooperazione dei giovani, gli scambi culturali, il dialogo internazionale e la condivisione di esperienze tra le organizzazioni giovanili dei Paesi mediterranei". E tra le finalità indicate dal viceministro, anche quella di "offrire alternative alla distruzione e alle misure di oppressione portate dall'occupazione israeliana", della quale proprio i giovani "pagano i prezzi più elevati". Un problema, questo, di cui ha parlato anche l'israeliana Nava Eliashar, attivista di 'Bat Shalom' e 'Women in black Jerusalem', fortemente impegnata in aiuto delle popolazioni palestinesi messe in ginocchio dal muro e dai check-point che isolano i villaggi, circondati dagli insediamenti, e impediscono anche di raggiungere scuole, ospedali, posti di lavoro o terreni da coltivare. "Sempre più gente sta soffrendo in conseguenza dell'occupazione - ha detto - e la sofferenza delle persone non é mai giustificabile. Bisogna fare ogni sforzo possibile per eliminarla: non è un sogno, lo si può fare".

 

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