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Dir.resp. Pippo Gatto |
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Il Rexpo in Calabria
Rexpò 2008: Dialogo contro i conflitti, ragazzi di 15 paese elaborano progetti comuni 25 ott 08 Un dialogo che parte dal basso, che scavalca
i "muri" eretti dalle differenze politiche e culturali,
e che intende stabilire fin da subito "relazioni positive"
tra le diverse realtà del Mediterraneo. E' il messaggio che
arriva dai circa cento ragazzi e ragazze da oltre 15 Paesi del Nord
Africa, del Medio Oriente, e dell'Europa Mediterranea che si sono
incontrati a Rende per l'evento MeYouMe (Mediterranean Youth Meeting),
l'assemblea dei giovani del Mediterraneo ospitata all'interno di Rexpò,
lo spazio euromediterraneo delle responsabilità sociali promosso
dall'Università della Calabria. In tre giorni di lavori, conclusi
questo pomeriggio, numerose le tematiche affrontate nei vari workshop:
il dialogo internazionale, la pace, la partecipazione giovanile, i
diritti umani, la lotta all'esclusione e alla discriminazione, istruzione
e formazione, ambiente e sviluppo sostenibile. L'evento, realizzato
con la collaborazione del Forum Nazionale Giovani, "ha avuto
l'obiettivo - spiegano i partecipanti - di promuovere un dialogo costruttivo
ed efficace tra i giovani rappresentanti delle organizzazioni non
governative dei Paesi del Mediterraneo". Ma soprattutto è
stato di particolare significato vedere lavorare fianco a fianco,
ed elaborare una progettualità comune, ragazzi e ragazze provenienti,
oltre che dall'Italia, da Malta e dalla Slovenia, da Paesi come Marocco,
Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, dalla Giordania, dal Libano, Siria,
Turchia, e persino da Paesi in conflitto da decenni come Israele e
Palestina. I partecipanti hanno anche approvato una dichiarazione
finale, contenente le richieste e le proposte di impegno dei giovani,
che verrà presentata ai governi ed alla società civile
dei propri Paesi ed ai responsabili della comunità internazionale.
I giovani di MeYouMe lanciano quindi l'idea che, in un ambito fortemente
problematico come il Mediterraneo, da sempre crocevia di civiltà
ma tuttora terreno di sanguinose tensioni, si possa cercare una "identità
comune" nel rapporto tra le persone, al di là delle distanze
culturali, politiche, religiose. Che la strada sia ancora lunga è
stato dimostrato anche nel forum di questa mattina (vi sono intervenuti,
tra gli altri, Pier Virgilio Dastoli, capo della rappresentanza in
Italia della Commissione Ue, Emma Perrelli, del Dipartimento della
Gioventù, Abdelkhalek Ezzahi, del Ministero tunisino della
Gioventù, il consigliere calabrese Sandro Principe), quando
il giovane israeliano Eliah ha interrotto l'esposizione dell'attivista
Nava Eliashar che illustrava le sofferenze dei palestinesi causate
dal muro eretto da Israele. "La realtà è complessa
- ha invocato Eliah -. Senza il muro continuerebbero le stragi per
gli attentati terroristici. Non si poteva continuare ad aver paura
semplicemente di prendere l'autobus e andare al ristorante".
Anche per questo MeYouMe, che diventerà appuntamento annuale,
anziché barriere prova a costruire ponti.
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