Cardiochirurgia, Piano sanitario
e Commissione d’inchiesta su Città 2000 in Consiglio
comunale
17 ott 08 Il Consiglio comunale del Comune di Cosenza
ha discusso in una lunga sessione dell’istituzione, nell’ospedale
della Ctthà dei Bruzi, dell’Unità operativa di
cardiochirurgia, del Piano Sanitario Regionale e delle risultanze
cui è pervenuta la commissione consiliare d’inchiesta
“Città 2000”. La seduta è iniziata con una
richiesta di rimodulazione dell’ordine del giorno avanzata dal
consigliere Ciacco. Così si è discusso inizialmente
il punto relativo alle conclusioni della commissione consiliare d’inchiesta
“Città 200”.
Il Sindaco Perugini ha riferito sulle risultanze cui è pervenuta
la Commissione consiliare d’inchiesta sui fatti portati all’attenzione
del Comune, della magistratura e dell’opinione pubblica dal
Comitato “Città 2000” dando lettura integrale della
relazione della commissione, presieduta dal consigliere comunale Sergio
Nucci e composta dai consiglieri Andrea Falbo, Eugenio De Rango, Michelangelo
Spataro e Fabrizio Falvo.
Perugini, prima di riferire all’aula sulle risultanze cui è
pervenuta la Commissione, ha inteso ringraziare sia il Presidente
Nucci che gli altri membri “perché – ha detto il
primo cittadino- hanno adempiuto al mandato conferitogli con grande
diligenza rispettando i termini loro assegnati.”
La Commissione era stata chiamata ad accertare le seguenti questioni:
• se l’Amministrazione Comunale ha mai ottenuto dalla
SLP Costruzioni SRL, a fronte della delibera 1354 del 28/7/1997 che
prevedeva l’alienazione di un cespite di proprietà comunale
di circa 8500 mq situato in città 2000 mediante gara pubblica,
la somma di £ 2.125.000.000 oltre ad un fabbricato (permuta
di superficie direzionale da realizzare sul terreno in questione)
del valore di £ 2.126.670.000;
• se l’Amministrazione ha mai, nonostante i pareri negativi
degli uffici comunali redattori di specifica perizia, alienato la
superficie direzionale di mq 1230, nelle more costruita dalla SLP
Costruzioni SRL, per una somma notevolmente al di sotto delle quotazioni
di mercato;
• se l’Amministrazione a fronte di una richiesta della
società SLP Costruzioni SRL, ha deciso di alienare senza alcuna
gara, un terreno di circa 8000 mq di proprietà comunale, limitrofo
all’area già aggiudicata, per un prezzo inferiore a quello
di mercato;
• se alcuni privati, un tempo concessionari dei campi da tennis
di Città 2000, oggi nella piena disponibilità della
Società SLP, adite le vie legali, oggi accampino diritti sugli
impianti sportivi;
• se, in conclusione, sono noti i principi ispiratori di tali
condotte che hanno comportato per il Comune l’alienazione di
un patrimonio pari a circa 8 miliardi di vecchie lire a fronte di
un ricavato che sembrerebbe essere molto al di sotto del reale valore;
• se esistono allo stato le condizioni per accogliere la richiesta
dei componenti del Comitato Città 2000 tendente a non consentire
la costruzione di un fabbricato sul terreno che oggi ospita i campi
da tennis.
Nella relazione vengono ripercorsi tutti i passaggi
della vicenda, a partire dalla verifica di tutta la procedura relativa
alla cessione, da parte del Comune di Cosenza, del lotto di terreno
di 16.500 metri quadrati, in località Casino Mollo nel quartiere
di Città 2000, poi frazionato in due lotti rispettivamente
di 8500 metri quadri il primo e di 8000 metri quadri il secondo. La
cessione avvenne in due momenti temporali diversi, il 1998 ed il 2002
e sempre alla stessa società, la “SLP Costruzioni s.r.l.”
Dalla relazione è emerso che è stato disatteso l’atto
pubblico sottoscritto tra la “SLP Costruzioni s.r.l.”
ed il Comune di Cosenza.
Inoltre, è emerso che i lavori nella piscina e nella palestra
comunale non sono stati ultimati, nonostante la consegna dei locali.
Esistono, a giudizio della Commissione, ancora una serie di elementi
che dovranno essere valutati attentamente dagli uffici competenti
per verificare il rispetto di patti e condizioni stabilite negli atti
amministrativi.
La commissione ha infine ricordato nella sua relazione che sull’area
dei campi da tennis, in data 11 novembre 2004, era stata sottoscritta
apposita convenzione avente ad oggetto la “realizzazione di
un complesso edilizio ed impianti sportivi” e che trascorsi
i termini indicati e non essendo iniziati i lavori, l’atto è
ormai privo di qualsivoglia efficacia.
La commissione ha ritenuto di aver risposto esaurientemente ai quesiti
posti dal Sindaco. Dopo la lettura integrale della relazione della
Commissione d’inchiesta Perugini ha affermato di “ritenere
allo stato chiusa questa fase. Gli atti della commissione da questo
momento sono pubblici.”
Il dibattito è poi proseguito con la discussione
del punto all’ordine del giorno relativo alla immediata istituzione
della Cardiochirurgia a Cosenza.
Il Sindaco Perugini ha chiesto brevemente di intervenire per dare
una informativa sull’audizione che è stato chiamato a
svolgere nella Commissione regionale permanente sanità. In
questa circostanza il Sindaco Perugini ha assunto una posizione che
è stata messa a verbale dalla stessa commissione regionale.
“C’è un mandato preciso che il Consiglio comunale
ha dato al Sindaco come atto di indirizzo – ha sottolineato
Perugini . La posizione espressa in seno alla commissione sanità
e negli incontri informali è questa: la proposta di Piano Sanitario
Regionale licenziato dalla giunta e all’esame della commissione
competente prevede sul terreno della programmazione 60 posti letto
in Calabria in funzione di standard numerici e di qualità e
fotografa la situazione attuale che è di 20 posti a Reggio
Calabria, 40 posti a Catanzaro, suddivisi tra una struttura pubblica,
la “Materdomini” ed una privata, il “Sant’Anna
Hospital.” Il comune di Cosenza- ha ribadito il Sindaco- chiede
con forza e con grande decisione che la cardiochirurgia prevista per
20 posti a Cosenza sia concretamente e tempestivamente attuata.
I dati Istat che vanno dal 2003 al 2006 e che riguardano la nostra
città e la nostra provincia ci dicono che mentre si mantiene
bassa l’incidenza del tumore sulla popolazione cittadina, è,
invece, molto alta, rispetto alla media nazionale, l’incidenza
dei decessi per malattie cardiocircolatorie. C’è dunque
– ha detto ancora Perugini –una urgenza di rivendicare
con forza la cardiochirurgia nell’unica città che ospita
una struttura ospedaliera di riferimento. Chi ha competenza per decidere
decida in fretta. All’esito dell’approvazione del Piano
sanitario regionale, dovranno essere predisposti tutti gli adempimenti
necessari.
La scelta su come realizzarla con urgenza ed in tempi brevi è
scelta che afferisce alle potestà decisionali della Regione
e della Direzione generale.
Non vogliamo interferire con i poteri di altri organi. Riteniamo,
però, che l’istituzione della cardiochirurgia sia una
priorità assoluta, che va attuata in tempi brevissimi e che
debba comunque appartenere all’Ospedale, dovendo avere i connotati
del servizio. pubblico. Il che non esclude che si possa dare pensare
ad erogare un servizio che deve restare pubblico attraverso lo strumento
della convenzione con strutture pubblico-private. L’obiettivo
è averla ed averla al più presto.
Noi pensiamo ad una cardiochirurgia che nel tempo sia utile per la
salute dei pazienti e che apra una strada per lasciare traccia di
sé con una scuola che rinverdisca le tradizioni che Cosenza
ha, a partire dalla cardiologia.”
Gli interventi dei Consiglieri comunali
Antonio Ciacco (DS), Presidente della commissione
consiliare sanità: “Il 31 luglio scorso il Consiglio
comunale ha licenziato un atto deliberativo con il quale ha chiesto
l’iimmediata istituzione della cardiochirurgia a Cosenza.
Una delegazione della commissione consiliare sanità si è
recata nel mese di agosto a Catanzaro ad incontrare il direttore generale
del dipartimento sanità Andrea Guerzoni. L’incontro ha
riguardato il livello tecnico-programmatorio e nel corso di essso
è emerso il dato che 3 cardiochirurgie in Calabria sono perfettamente
compatibili.
Dove ubicarle? A questo punto si è fatto riferimento al criterio
della accessibilità territoriale, della conformazione geografica
e della distribuzione sul territorio.
Le argomentazioni di Guerzoni hanno autorevolmente attestato la fondatezza
della nostra rivendicazione.
L’assuntoè stato condiviso. Non potendo il direttore
generale assumere decisioni direttamente ci ha rinviati ad un successivo
incontro allargato all’Assessore Speziante e fissato per il
26 settembre. In quella sede l’Assessore alla sanità
ha argomentato dicendo che la cardiochirurgia a Cosenza rappresenta
una indicazione del piano sanitario regionale e che però quest’ultimo
era stato formulato sulla scorta della nascita del nuovo Ospedale
di Catanzaro che doveva scaturire dalla fusione tra Materdomini e
Pugliese Ciaccio.
Ma l’Università che è contraria a questa fusione
ha presentato ricorso impugnando la norma che prevede la fusione stessa.
Nella consapevolezza che la fusione mai si farà, è allo
studio una ipotesi di integrazione funzionale. Finchè non si
risolve il problema di come si assesta la cardiochirurgia a Catanzaro
– questo il ragionamento di Spaziante- oggi perderne un pezzo
significa privarne completamente Catanzaro.
In altri termini, la cardiochirurgia a Cosenza sconta un'altra decisione:
quella dell’Ospedale unico di Catanzaro.
Questo il fedele resoconto della conversazione con Spaziante.
La commissione sanità di cui sono Presidente ha licenziato
un documento nel quale ribadiamo l’intransigente volontà
di avere presso l’Ospedale di Cosenza l’Unità operativa
di cardiochirurgia che non può accettare condizioni capestro
dalla sorte che toccherà alla Materdomini ed al Pugliese Ciaccio.
L’attivazione della cardiochirurgia a Cosenza deve dipendere
dalla volontà del PSR. Cosenza deve avere immediatamente, senza
condizioni o indugi, l’operatività della cardiochirurgia.
E’ arrivato il momento di pronunciamenti chiari e nitidi.
Proclamiamo, pertanto, lo stato di agitazione intensificando la mobilitazione.
Esiste già la disponibilità dei locali del DEA sì
da superare gli impedimenti logistici. Vogliamo la cardiochirurgia
al massimo fra sei mesi.”
Carmine Vizza (Partito Socialista) : “E’
superfluo rilevare come l’intero Consiglio non abbia alcun dubbio
sulla inderogabilità della cardiochirurgia a Cosenza. Oggi
vedo che siamo in tanti. Quello che però siamo costretti a
discutere sono le reazioni. La risposta che ci viene dalla Regione
è irricevibile perché è una negazione della possibilità
di avere la cardiochirurgia a Cosenza. E’ indecoroso associare
l’istituzione della cardiochirurgia a Cosenza con il destino
della Materdomini e del Pugliese.
I nemici della cardiochirurgia non sono né gli stregoni, nè
gli spacconi, come è stato scritto nei giorni scorsi sulla
stampa. Tutta questa vicenda rappresenta la peggiore forma di trasversalismo
politico che ha prodotto negli anni una direzione catanzarocentrica
della sanità, alimentata anche per mantenere, da parte del
management locale, le proprie posizioni di rendita. Si è per
caso levata una voce critica? La posizioni pubbliche sono false e
ingannevoli.
La solitudine nella quale siamo stati lasciati è, dunque, una
solitudine politica. Catanzaro è una zona franca della sanità.
Dovremmo a voce alta dire che una convenzione pubblico- privata che
favorisce nei fatti il privato è una convenzione indifendibile,
anche perché il privato opera con un’assenza totale di
rischio imprenditoriale.
Questa è una scelta rinunciataria e denota una mancanza di
peso della classe politica locale.
Cos’è che ha impedito a Cosenza di avere una cardiochirurgia
completamente autonoma e pubblica?
Ora siamo costretti quasi a mendicare una convenzione con una struttura
privata e offriamo ponti d’oro a primari che accontenteranno
la clientele.
Oggi è vigente un Piano sanitario regionale che prevede 11
posti a Cosenza.
Non vedo quali altri strumenti oltre la protesta ci restano. Forse
arriveremo a gesti estremi come quello di incatenarci. Speriamo di
non dover compiere atti eclatanti per ottenere atti dovuti.”
Franco Napoli (Partito Democratico) : “Il 31
luglio scorso il Consiglio comunale, facendo registrare una convergenza
ed un’unità di intenti che a chi segue le discussioni
a volta accese di questa assemblea e le contrapposizioni dialettiche
spesso accalorate tra le forze politiche di schieramenti contrapposti
potrebbe sembrare sorprendente, ha licenziato all’unanimità
un documento bipartisan nel quale con estrema chiarezza si chiedeva
alla Regione Calabria di istituire nel termine di 60 giorni l’unità
di cardiochirurgia a Cosenza.
Non fu affatto sorprendente quella unanime presa di posizione certificata
dal tenore di un documento sul quale confluì la condivisione
di tutto il Consiglio.
E non fu sorprendente perché quando in ballo ci sono temi importanti
come l’insopprimibile diritto del cittadino alla salute, la
sua legittima pretesa a ricevere cure adeguate e per di più
per patologie particolari che non permetterebbero lunghi spostamenti,
pena la degenerazione della stessa patologia e l’aumento notevole
del rischio per il paziente, non esistono e non devono esistere, così
come è avvenuto, le contrapposizioni, le diversità di
colore politico, l’appartenenza a questo o quel partito.
La seduta di quel Consiglio comunale può essere a ragione ricordata
come una delle più importanti degli ultimi mesi, perché
ha posto al centro, come sempre dovrebbe essere, il cittadino con
i suoi bisogni, il rispetto e la considerazione per i suoi diritti,
tra i quali quello alla salute occupa un posto di assoluto rilievo.
Il fatto che oggi si ridiscuta, e giustamente, dell’istituzione
a Cosenza dell’unità di cardiochirurgia è sicuramente
un fatto positivo, ma questo ritornare sull’argomento, nonostante
siano trascorsi invano i 60 giorni che il Consiglio comunale aveva
indicato come un tempo ragionevole entro il quale il progetto sarebbe
dovuto partire, ci dice, però, che i meccanismi che avrebbero
dovuto dare il via libera si sono, invece, inceppati ed hanno fatto
registrare una pericolosa e preoccupante battuta d’arresto.
Di chi la colpa? Potrebbero essere tante e nessuna. C’è
stato chi ha parlato di campanilismi, di arroccamento su posizioni
incontrovertibili, di un temporeggiare teso allo sfiancamento.
Noi stasera siamo tutt’altro che sfiancati e continueremo senza
sosta quella che reputiamo una battaglia di civiltà, come quella
che venne combattuta a suo tempo per il mantenimento a Cosenza dell’elisoccorso.
Cosenza ha tutte le carte in regola per avere la Cardiochirurgia.
Lo dicono le osservazioni di autorevoli medici ed esperti. Lo stesso
responsabile dell’Unità di Cardiochirurgia dell’Ospedale
S.Anna di Catanzaro, Dott.Mauro Cassese, che come molti di voi ricorderanno,
venne ascoltato proprio in quest’aula in sede di Commissione
consiliare sanità, certificò l’insussistenza di
ragioni ostative affermando, viceversa, che a Cosenza sono presenti
tutte le condizioni, sia epidemiologiche che tecnico-sanitarie perché
nella nostra città nasca e si sviluppi una Unità di
Cardiochirurgia.
Sulla cardiochirurgia a Cosenza non si scherza e non si fanno sconti
a nessuno, sia chiaro!
L’implementazione della cardiochirurgia a Cosenza, alla luce
anche delle previsioni del Piano Sanitario regionale che include la
nostra città nella tripartizione prevista, è un atto
dovuto e non più rinviabile.
Dobbiamo saperlo noi, devono averne consapevolezza a Catanzaro il
Presidente della Giunta regionale ed il suo Assessore alla sanità.
Cosenza non può essere il fanalino di coda nelle scelte strategiche
della Regione, ma a questa nostra città, ricca di storia, di
tradizione e di eccellenti professionalità nel campo della
medicina non può essere negato ciò che, invece, rappresenta
un diritto sacrosanto.
Cosenza ha atteso troppo, in qualche caso ha pagato anche qualche
pesante tributo di vite umane, pure molto giovani. Ora è arrivato
il momento di dire basta.
Non devono esserci più impedimenti di sorta, né legati
al campanilismo od alla politica, né ascrivibili alla proverbiale
lentezza della burocrazia.
Qui non si gioca una partita qualsiasi. Qui si gioca la partita della
vita. E nel rispetto dei cittadini non ci sono tentennamenti che tengano,
né ulteriori ritardi.
Noi riteniamo che le premesse per far sì che la nostra città
possa un giorno diventare un polo di eccellenza nel settore della
cardiochirurgia ci siano tutte.
Per far questo, però, è necessario un processo che non
può subire altri stop o essere inghiottito dall’indifferenza
come se le parole da noi spese in tutti questi mesi siano d’improvviso
diventate parole al vento.
L’ottimo lavoro sin qui svolto dalla Commissione consiliare
sanità e fatto proprio dal Consiglio comunale non può
cadere nel vuoto.
E allora crediamo che questa sera sia giunto il momento della svolta.
La discussione in Consiglio è certamente utile e spero possa
incrociare la sensibilità delle altre istituzioni, quella che
finora è mancata.
Sul fronte della Cardiochirurgia a Cosenza Comune e Provincia hanno
adottato una linea di coerenza tradottasi in prese di posizione concrete,
ciò che è mancata sinora è la risposta della
Regione.
Allora, al di là delle parole, occorre mettere in campo atteggiamenti
pragmatici e fatti concludenti.
Si cerchi allora di aprire un tavolo di discussione allargato e, se
è il caso, si convochi un consiglio comunale straordinario
aperto invitando i parlamentari della deputazione cosentina, il Presidente
della Regione e l’Assessore Regionale alla Sanità a spiegare
il perché dei ritardi accumulati e ad assumere impegni immediati
perché la Cardiochirurgia, insieme al Nuovo Ospedale rispetto
al quale sarebbe necessaria, però, una riflessione attenta
per valutare come poterlo legare all’Università, non
resti mera utopia, ma si traduca in una realtà della quale
i cittadini ed il territorio di Cosenza non possono più fare
a meno.”
Francesco Lanzone (Partito Democratico): Cercherei di fare una discussione
su due aspetti: programmazione e realizzazione. Per la programmazione,
la maggior parte degli input alla regione nel PSR sono abbastanza
presenti nel Piano Sanitario Regionale.
Risponde a verità che il nuovo PSR preveda i posti letto per
Cosenza.
Il problema è la realizzazione. Se questa realizzazione passa
attraverso la fusione delle due realtà catanzaresi si capisce
come sia un argomentazione debole.
Formulo una proposta: è questa l’occasione giusta per
investire ufficialmente la Conferenza dei sindaci per vigilare attentamente
ed accompagnare i processi di realizzazione.
Nessuno cambia idea, nessuno ha sposato logiche privatistiche.
La gestione della cardiochirurgia deve rimanere di tipo pubblico,
poi il partenariato può essere realizzato in vari modi.”
Michelangelo Spataro ( Popolari-Udeur): “Noi
non dovremmo trovarci nella condizione di dover dibattere ancora questo
problema. Ha fatto bene il Sindaco a ricordare che alcuni mesi fa
gli abbiamo dato mandato di portare avanti questa questione. Ormai
il PSR prevede i posti di cardiochirurgia a Cosenza. Semmai mi chiedo
come si andrà alla sua realizzazione dopo l’approvazione
del PSR.
La strada la troverà il manager dell’Azienda Ospedaliera,
magari attraverso una manifestazione di interesse. Credo che Cosenza
stavolta avrà la cardiochirurgia perchè questo consiglio
comunale e la commissione sanità hanno lavorato bene.
Si può realizzare anche che Cosenza diventi un centro di eccellenza.Noi
siamo fiduciosi.”
Massimo Bozzo (UDC): Vorrei essere ottimista ed avere
la stessa sensazione positiva dei colleghi della maggioranza. Purtroppo
vi dico che non è così. La commissione ha fatto un grande
lavoro. Questa commissione è riuscita per la prima volta a
smuovere questo macigno che si chiama cardiochirurgia. La cardiochirurgia
in questa città non è mai stata attivata, mentre Catanzaro
ha la fortuna di averne due.
Se si fa un’analisi fra abitanti e risorse economiche della
provincia, mentre Cosenza ha un terzo degli abitanti della Calabria
e le sue risorse vanno dall’agricoltura all’artigianato,
la provincia di Catanzaro fonda le sue risorse quasi esclusivamente
sulla sanità.
Ecco che quindi assistiamo a reazioni forti quando si cerca di scardinare
questo meccanismo.
Siamo stati abbandonati in questa battaglia di civiltà. Una
sensazione avuta non solo ad agosto quando siamo andati dall’Assessore
Spaziante che era in vacanza ed al suo posto abbiamo trovato un direttore
generale che era stato nominato solo da due giorni.
Mi sento offeso come calabrese e deluso come politico.
Abbiamo 14 parlamentari regionali nella nostra provincia, ma io non
ho visto un solo consigliere regionale prendere posizione.
Noi continueremo a battere i pugni. Sono tentato dal chiedere le trascrizioni
delle audizioni della commissione regionale sanità. Dobbiamo
dire a muso duro che i cittadini di Cosenza non possono essere presi
in giro. Cosenza merita più della cardiochirurgia, quel rispetto
che da molto tempo ci viene negato.
Si confrontino, almeno una volta, con chi è costretto ad affrontare
i viaggi della speranza.
Mi auguro che il Consiglio comunale e che il documento che spero venga
votato all’unanimità possa rappresentare, per coloro
che siedono nella stanza dei bottoni, un invito al cambiamento.”
Nella discussione è intervenuta anche l’Assessore
alla salute dei cittadini Alessandra La Valle: Cosenza merita un’assunzione
di responsabilità collettiva. Noi dobbiamo riportare il ragionamento
in un alveo che ci veda tutti uniti. Sarebbe un errore dividere le
posizioni. Oggi siamo ancora nella fase della programmazione. La nostra
commissione sanità ha bene interpretato il suo ruolo con le
sue proposte valide, ragionate, che hanno determinato un lavoro molto
proficuo. Questa Amministrazione ha voluto segnare un passo diverso.
Ora rivendichiamo un ruolo di protagonismo. Dobbiamo mantenere altissima
l’attenzione e la tensione morale sul problema e passare dalle
parole all’etica dei fatti.
Il privato che aiuta la sanità può dare molto. Dobbiamo
pretendere che il Piano Sanitario Regionale venga approvato. Mettiamo
al sicuro il risultato.”
Subito dopo l’intervento dell’Assessore
La Valle chiede la parola il Presidente della commissione sanità
Antonio Ciacco che dà lettura del documento che sarà
sottoposto all’approvazione del Consiglio comunale e del quale
si riporta il testo integrale:
IL CONSIGLIO COMUNALE DI COSENZA
• richiamati e ribaditi i propri precedenti
deliberati assunti anche in occasione di sedute consiliari aperte;
• apprezzato e condiviso il lavoro sin qui svolto dalla Commissione
Consiliare Permanente Sanità;
• udita e condivisa la relazione introduttiva del Sindaco che
ha riferito al Consiglio sui contenuti dell'audizione svolta nella
Commissione Sanità del Consiglio Regionale della Calabria sul
Piano Sanitario Regionale;
• dopo ampia e approfondita discussione
DELIBERA
a) la istituzione della unità operativa di Cardiochirurgia
presso l'Azienda Ospedaliera di Cosenza – Ospedale Regionale
di Riferimento – prevista nel Piano Sanitario Regionale di cui
si chiede la più tempestiva approvazione è una priorità
irrinunciabile;
b) all'esito dell'approvazione del Piano Sanitario Regionale la Regione,
di concerto con l'Azienda Ospedaliera, dovrà, senza ulteriore
indugio, attivare tutte le procedure necessarie per allocare, nella
struttura pubblica ospedaliera, la unità operativa di Cardiochirurgia
per i venti posti previsti nel Piano;
c) di impegnare la Regione Calabria, di concerto con l'Azienda Ospedaliera,
ad individuare, sempre senza indugio, perseguire e realizzare le scelte
più idonee per garantire il miglior servizio ai cittadini ricorrendo
alle più riconosciute e adeguate professionalità che
valgano anche a determinare le condizioni affinché si crei
una vera e propria scuola di Cardiochirurgia;
d) di approvare gli indirizzi contenuti nei documenti licenziati all'unanimità
dalla competente Commissione Consiliare Permanente;
e) di approvare la relazione introduttiva del Sindaco;
f) di impegnare il Sindaco a ribadire la posizione del Comune di Cosenza
in seno alla Conferenza Provinciale dei Sindaci, affinché possa
condividere la legittima ed improcrastinabile richiesta;
g) di trasmettere copia del presente deliberato, unitamente al documento
della Commissione Sanità, al Presidente della Giunta Regionale,
al Presidente del Consiglio Regionale, al Presidente della Commissione
Consiliare Regionale Permanente;
h) di impegnare il Presidente del Consiglio Comunale alla trasmissione
del deliberato nonché alla riconvocazione del Consiglio Comunale
entro il 31/12/2008, per una verifica dello stato di attuazione.
Chiede la parola il consigliere Michelangelo Spataro
che informa l’assemblea della notizia dell’improvvisa
scomparsa del dipendente comunale Emilio Fortino alla cui famiglia
esprime profonda vicinanza per una perdita immensa.
A questo punto il Presidente del Consiglio comunale Pietro Filippo
chiede di osservare un minuto di raccoglimento.
Alla ripresa dei lavori, in sede di dichiarazioni
di voto, interviene il Consigliere del Partito Socialista Carmine
Vizza: “Pur con sofferenza dò la mia disponibilità
a votare il documento. Faccio questo passaggio perché confortato
dall’intervento del Sindaco dal quale ho ricevuto ampie assicurazioni
sulla gestione futura della cardiochirurgia a Cosenza e sul ruolo
dei privati, pur rimanendo le mie personali critiche verso le responsabilità
politiche e manageriali.”
Si passa alla votazione ed il documento viene approvato
all’unanimità.
Si passa alla discussione sull’altro punto all’ordine
del giorno, il Piano Sanitario regionale: indicazioni e proposte per
la città di Cosenza.
Interviene ancora il Sindaco Perugini che esprime
anzitutto il suo personale cordoglio per la scomparsa del dipendente
comunale Emilio Fortino. Poi passa alla trattazione del tema in discussione:
“Esprimo soddisfazione per l’atto che il Consiglio comunale
ha compiuto che è frutto di un impegno operoso e che costituisce
un atto di grande responsabilità. Continueremo su questa strada.
Il Consiglio si qualifica attraverso queste discussioni e questi deliberati.
Quando discutiamo dei problemi veri ogni divisione politica e di appartenenza
può lasciare spazio all’impegno comune che profondiamo
per risolvere i problemi del nostro territorio.
Auspico la stessa convergenza anche sul punto ora in esame. La cardiochirurgia,
infatti, non è che un segmento del Piano Sanitario Regionale.
Bisogna fare i conti con una sanità che soffre sul tema della
programmazione. Apprezziamo lo sforzo che la Regione ha profuso per
giungere al PSR ed al fatto che abbia avuto un occhio attento ai problemi
della provincia di Cosenza. Resta aperta una questione su cui il Consiglio
deve far sentire la sua voce ed è quella della dotazione finanziaria.
La provincia di Cosenza soffre da tempo della questione relativa alla
quota capitarla che riguarda il presidio ospedaliero, ma anche l’azienda
territoriale con servizi che devono essere potenziati. Scontiamo un
difetti di integrazione e di programma. La quota capitaria della provincia
deve essere adeguata alle reali necessità. Così com’è
ora, è inadeguata a gestire servizi di qualità e quantità
su tutto il territorio provinciale, a partire dal capoluogo. Alla
Regione va chiesto, pertanto, uno sforzo di adeguamento.
Una seconda questione riguarda le linee guida per le politiche sociali.
C’è bisogno di una concreta integrazione dei sistemi
socio-sanitari. La Regione ha il diritto-dovere di programmazione,
indirizzo e controllo, ma ha il dovere di delegare le relative funzioni
alla provincia e ai comuni perché siamo noi che sul territorio
intercettiamo le domande dei cittadini.
La terza questione di contesto è quella di rilanciare lo sforzo
del PSR sulla ripartizione dei fondi. L’obiettivo che il Piano
intende raggiungere è una netta distinzione tra le funzioni
all’ospedalità attribuendo la cura in reparti di eccellenza
e di alta specializzazione e quelle da assegnare ai servizi territoriali
da attrezzare con strutture per poter servire i cosiddetti servizi
di prossimità.
C’è una domanda di alta specializzazione e di urgenze
particolari e di straordinaria professionalità e c’è
una domanda socio-sanitaria diffusa e capillare che deve trovare risposta
nei presidi territoriali.
Nel PSR vanno concretamente attuati gli strumenti della partecipazione
delle autonomie locali e dei sistemi territoriali, luoghi nei quali
i rappresentanti dei cittadini devono poter avere il diritto di esprimere
il loro punto di vista.
Ricordo che all’atto dell’insediamento ci siamo posti
due problemi: quello del potenziamento tecnologico dell’ospedale
e l’ambizione di un nuovo Ospedale.
Non so se li abbiamo centrati. Alcune cose significative sono state,
però, compiute. Abbiamo discusso della cardiochirurgia, ma
ci sono altre cose per l’Ospedale, come la previsione di un
centro di eccellenza di pediatria, o per meglio dire di un centro
di eccellenza materno-infantile.
Questo perché Cosenza ha una tradizione importante nel segmento
della pediatria e della chirurgia pediatrica.
Altra questione riguarda il centro trapianti. Anche oggi, allo stato
dell’arte ci sono interventi di alta chirurgia trapiantistica,
qualcosa che con fatica si è rimessa in moto e dà concreti
risultati per la salute dei nostri cittadini ed anche il centro trapianti
rene-fegato ci fa ben sperare per una politica di rilancio del settore
sanitario in città e in provincia per limitare la piaga dell’emigrazione
sanitaria.
Sull’elisoccorso le statistiche nazionali ci dicono che è
uno dei servizi più veloci e pertanto si tratta di una scelta
che va valorizzata perché afferisce ad interventi di straordinaria
urgenza che riguardano la stessa esistenza in vita dei cittadini.
Molti meccanismi e politici a tutela dei nostri cittadini sono stati
messi in moto. Molti passi in avanti sono stati compiuti.
Ultima questione che diventa la prima. Siamo riusciti a trasformare
questo sogno del nuovo Ospedale in atti concreti. La previsione del
nuovo Ospedale a Cosenza è scritta nel PSR. Anche qui scriverla
significa un attimo dopo trovare le risorse.
I Direttori generali si stanno distinguendo, dopo tanta precarietà,
in un impegno operoso ed intelligente, al servizio del nostro territorio.
Il Consiglio comunale può assolvere la sua funzione di stimolo
per far sì che queste cose diventino realtà.”
Gli interventi dei Consiglieri comunali
Maria Francesca Corigliano (Partito Democratico):
“Mi associo alla soddisfazione espressa dal Sindaco per il lavoro
svolto dalla Commissione sanità. Ci sono altri aspetti che
necessitano di attenzione e sono quelli che ineriscono alla salute
mentale ed all’associazionismo. Dalla salute mentale dipende
lo stato di benessere globale la capacità di assumere un ruolo
attivo. La disabilità mentale condiziona fortemente l’esistenza
del singolo e non solo del singolo, alterando la qualità di
vita dell’intera famiglia.
La prima forma di attenzione nel PSR è l’informazione
delle famiglie, della scuola e dei medici di base in direzione della
prevenzione.
C’è bisogno di strutture e di risorse umane. Vanno tenute
in debita considerazione quelle strutture come le case diurne e le
case di accoglienza, così come va potenziata l’ assistenza
domiciliare e favorito un approccio integrato tra salute e welfare,
utilizzando la risorsa dell’associazionismo, perché tante
sono oggi le associazioni che svolgono un ruolo, strutturano il sapere
organizzato e si prodigano nell’assistenza ai malati.
Ci aspettiamo che nel PSR sia valorizzata anche questa risorsa.”
Antonio Ciacco (DS): “il documento oggi proposto
all’esame del consiglio e licenziato è una grande testimonianza
di coesione e l’armoniosa sintesi di un confronto che ha visto
24 sedute di commissione, 74 ore di audizione, 34 illustri ospiti
cui va indirizzata la nostra gratitudine.
La sanità cosentina non è seconda a nessuna. E’
necessario scrivere il PSR con chiarezza e serietà. C’è
bisogno di determinare preventivamente l’entità del debito,
la quantità delle risorse. Una priorità assoluta è
l’abbattimento dell’emigrazione sanitaria. Le prestazioni
improprie sono indice di indebitamento. Occorre ridurre i punti ospedalieri,
qualificando quelli restanti e riconvertendo le strutture inutili.
Occorre programmare per riconvertire e programmare i centri di eccellenza
che devono stare dove ci sono gli indicatori.
Come quota pro capite un cittadino di Cosenza oggi pesa meno di uno
di Reggio e Catanzaro. Bisogna programmare per assicurare la qualità
delle prestazioni.
La qualità si innalza se essa è sottoposta periodicamente
a valutazione. Pertanto, bisogna valutare coloro che erogano la prestazione.
La parola magica e tutta lì: valutazione.”
Francesco Lanzone (Partito Democratico): “E’
importante prevedere una buona organizzazione della medicina territoriale.
Per un fatto di sostenibilità economica bisognerà prendere
delle decisioni e avviare una significativa integrazione socio-sanitaria.
L’aspetto che da noi gioca un ruolo fondamentale è quello
delle strutture accreditate con 800 posti acuti. Non è possibile
che siano fuori dal sistema.”
Francesca Lopez (Popolari-Udeur): “Sono due
gli argomenti che mi preme trattare: il rapporto pubblico-privato
e l’elisoccorso. Occorre pretendere eguali parametri tra pubblico
e provato. E’ necessario essere rigidi nell’accreditamento.
Il privato riesce a competere con il pubblico e a garantire gli interventi
urgenti come li garantisce il pubblico. A parte le uniche due eccellenze,
il Sant’Anna di Catanzaro e il S.Anna di Crotone, credo che
il pubblico non possa essere sostituito dal privato. Le due eccellenze
citate rappresentano una contraddizione perché dovrebbero essere
nel pubblico.
Elisoccorso: è’ impensabile che l’elisoccorso si
sposti altrove, piuttosto bisognerebbe pensare all’adeguamento
della piattaforma ospedaliera. Le questioni formali sollevate dall’esercito
sono superabilissime. Ringraziamo ancora oggi On.Giacomo Manicni che
ha dato vita ad un servizio indispensabile per la sanità e
che ha strappato alla morte tante vite umane. Spero che un domani
si possa ringraziare anche il Sindaco Perugini.”
Carmine Vizza (Partito Socialista): “Devo necessariamente e
preliminarmente precisare che, contrariamente a notizie diffuse, non
è esistita unanimità nell’approvazione in commissione
di questo documento perché ho espresso posizione sfavorevole
e contraria.
La mia è una contrarietà è di ordine tecnico.
Sull’accertamento del disavanzo pregresso non abbiamo dati ufficiali,
ma da voci piuttosto significative si parla di qualche miliardo di
euro e di cifre da brivido.
Successivamente cominceranno i dolori per far rientrare la Regione
dal debito che va concordato con il Governo che dovrà decidere
anche lo sblocco dei fondi.
Non si esclude l’arrivo di un Commissario. Dinanzi da un deficit
abissale il piano di rientro non potrà che essere molto rigido
e restrittivo con molti tagli. I cittadini dovranno prepararsi ad
anni di lacrime e sangue. Dobbiamo, allora, avere il coraggio di informare
i cittadini. Avremo bisogno di un lungo periodo di restrizioni.
I contenuti del PSR, pertanto, potrebbero restare solo enunciazioni
verbali.
Un piano sanitario che c’è, ma non si vede perché
minerebbe il diritto alla salute del cittadino.
Abbiamo l’obbligo morale e politico di parlare il linguaggio
della chiarezza. Non ci sto ad offrire ai cittadini un libro dei sogni.
C’è un abissale buco nero nel settore della sanità.
Sul nuovo ospedale traspare l’imbarazzo di fornire dati certi.
Esiste una sproporzione tra gli annunci e lo stato reale della procedura.
Non c’è nessuna certezza dell’inserimento nella
programmazione sanitaria.”
Massimo Bozzo (UDC): “Spero che il Nuovo Ospedale
si possa realizzare.
A me preme affrontare il discorso del centro regionale di eccellenza
pediatrica. A Cosenza c’è un reparto di neonatologia
all’avaguardia ed una eccellente chirurgia pediatrica nonostante
chi l’ha creata si trovi oggi lontano da Cosenza.
La speranza è che si inzi a parlare anche di ortopedia, oculistica
e cardiologia pediatrica. C’è la necessità di
alleggerire il reparto, con i due centri di secondo livello esistenti
sulla fascia jonica e tirrenica per non far accavallare una serie
di prestazioni del reparto ospedaliero.
Sull’Ospedale di Rogliano dico che dopo il momento di grande
allarmismo vissuto un po’ di tempo fa, si è riusciti
a fermare le intenzioni della Regione. L’Ospedale di Rogliano
va riconvertito perché prima o poi qualche assessore regionale
finirà per chiuderlo. Ma va riconvertito garantendo i livelli
occupazionali.”
Francesco Dodaro (Partito Democratico) : “Ci
sono diverse criticità che riguardano l’Annunziata. Il
pronto soccorsoi eroga 90 mila prestazioni all’anno. Occorre
integrare la pianta organica. Altro tallone di Achille è la
disponibilità dei posti letto. Tutto ciò diminuisce
la percezione di efficienza ed abbassa il grado di soddisfazione dei
cittadini. Altri reparti sono affetti da sottodimensionamento della
pianta organica.”
Domenico Frammartino (Partito Democratico): “Il dibattito è
destinato ad incidere in maniera positiva sull’approvazione
del PSR.
Non siamo stati con le mani in mano e grazie ad un lavoro scrupoloso
si è approdati ad un risultato decisamente importante. Oggi
Cosenza ha una sua proposta ben definita.
Tra le tante proposte avanzate finora, trova anche posto quella che
reputo un grande atto di civiltà : contribuire alla creazione
di un centro di procreazione medicalmente assistita.
Il problema della infertilità in Calabria è molto diffuso:
2000 coppie all’anno necessiterebbero di assistenza medica per
procreare. Nella nostra regione esistono solo 4 centri di secondo
livello e tutti privati.
Solo una piccolissima parte delle 2000 coppie può permettersi
la spesa nelle strutture private. Per tutti gli altri la Calabria
non offre niente.
Un fatto deve essere accertato: la legge 40 del Parlamento non è
esaustiva, va migliorata, ma disciplina la materia e riconosce un
diritto.
Parlare di fecondazione significa parlare del diritto di dare la vita.
Un centro di primo livello con annesso una banca del seme all’Ospedale
di Cosenza era previsto in uno studio di fattibilità del 2005.”
Stefano Filice (MPC) : “auspico che il PSR venga
approvato e spero anche in tempi brevi.
Sull’Ospedale dico che bisogna rafforzare il vecchio e pensare
a quello che sarà il nuovo Ospedale. La collocazione del nuovo
Ospedale è la migliore. Il consiglio comunale ha deliberato
specificando un’area ben definita che è quella a Sud
di Cosenza, che coinciderà con il nuovo svincolo autostradale.
Non è pensabile che la sua allocazione venga messa in discussione.
Non lo permetteremo a nessuno.”
Si passa alla votazione: il documento, che è
quello stampato dalla commissione politiche di welfare in un opuscolo,
è approvato all’unanimità.