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Il CineTeatro Italia dedicato ad Aroldo Tieri
Il cineteatro Italia di Cosenza dedicato ad Aroldo Tieri 08 ott 08 E' stato intitolato ad Aroldo Tieri l'ex
cinema Italia di Cosenza. L'intitolazione è stata decisa dal
Comune di Cosenza e dalla Regione. Alla cerimonia d'intitolazione,
con la vedova di Tieri, Giuliana Lojodice, sono intervenuti l'ex presidente
della Camera, Fausto Bertinotti, legato all'attore scomparso da un
lungo rapporto di amicizia, ed il presidente della Regione Calabria,
Agazio Loiero. "Aroldo Tieri va ricordato - ha detto Bertinotti
- per avere espresso attraverso il teatro una grande passione ed una
grande cultura. A lui sono stato legato da una grande e profonda amicizia.
Il suo modo di intendere il teatro è racchiuso in quelle parole
che lui spesso ripeteva parlando dell'Amleto: 'le parole sono di Shakespeare,
ma dentro ci sono io'". Per Loiero Aroldo Tieri "ha rappresentato
un patrimonio importante per la cultura italiana. E' stato significativo,
inoltre, il suo attaccamento alle origini calabresi". "Aroldo
- ha ricordato Giuliana Lojodice - diceva di essere un bravo attore
perché era calabrese. Questa intitolazione è il regalo
più grande che si poteva fare ad Aroldo come uomo e come artista".
"L'attaccamento alla Calabria e la passione per quello che lui
definiva il 'mestiere' - ha detto ancora Fausto Bertinotti - rappresentano
la grandezza di Aroldo Tieri". "Sono molto lieto di essere
qui - ha aggiunto l' ex presidente della Camera - non solo per la
mia vicinanza a Giuliana e per un debito nei confronti di Aroldo,
ma perché questo luogo, il cinema teatro Italia, rappresenta
oggi un'occasione molto importante per il sud e la Calabria".
"Ho capito veramente la grandezza di Tieri - ha detto il presidente
Loiero - quando sono stato al Teatro Eliseo e lì ho colto pienamente
quello che lui diceva quando affermava che anche il suo fascino gli
derivava dall'essere calabrese" Alla cerimonia d'intitolazione
sono intervenuti anche il sindaco di Cosenza, Salvatore perugini,
ed il rettore dell'Università della Calabria, Giovanni latorre.
"Oggi - ha detto Perugini - si concretizza un progetto importante
che si coniuga con l'ambizione di realizzare nuovo percorsi culturali
e di crescita per i nostri giovani. Il cinema teatro Italia rappresenta
la storia di Cosenza". Per il prof. Latorre parlare di Tieri
"significa guardarsi indietro e vedere scorrere spezzoni importanti
della storia e della cultura italiana. Aroldo Tieri ha dato molto
alla nostra regione e mi ha sempre colpito il suo attaccamento e il
suo orgoglio nell'essere calabrese" Alla manifestazione presenti Loiero, Bertinotti,
Giuliana Lojodice. La cerimonia ufficiale di intitolazione
della struttura di Piazza Amendola, di proprietà della Regione,
ma concessa in uso al Comune di Cosenza, si è svolta questo
pomeriggio nel corso di una manifestazione voluta dal Sindaco Salvatore
Perugini e dalla Regione Calabria, rappresentata dalla sua massima
carica, il Presidente della Giunta Agazio Loiero. Perugini: “Il Cinema Tatro Italia – ha esordito il Sindaco - è un bene storico ed identitario della nostra città. Per molte generazioni ha rappresentato un importante punto di riferimento, insostituibile nei processi di formazione culturale. Oggi – ha detto ancora Perugini - si concretizza un progetto che tiene insieme la tradizione dei luoghi, la memoria storica dei nostri grandi talenti e si coniuga con l'ambizione di guardare al futuro per rilanciare la valorizzazione di nuovi percorsi culturali. Il Cinema Teatro Italia viene intitolato ad Aroldo Tieri non solo per una questione legata alle origini del grande attore, ma anche e soprattutto per l’altissimo contributo che Aroldo Tieri ha dato all’affermazione della cultura teatrale e cinematografica di tutto il Paese, dando lustro alla nostra regione ed imponendosi come una delle espressioni artistiche più elevate del Novecento. Tieri – ha aggiunto Perugini - ha segnato indelebilmente la storia del teatro italiano, punteggiandola con un suo stile inimitabile, fatto di una signorilità ed una raffinatezza degne di ammirazione cui si accompagnava il rigore dell’attore sempre proteso verso la perfezione. Il suo eclettismo e la sua versatilità sono da considerare qualità rare. Come pochi, Tieri seppe attraversare con il medesimo rigore e la medesima tensione recitativa tutti i generi artistici: dal teatro, al cinema, alla televisione, alla radio.La sua abilità era proprio questa: passare con una disinvoltura senza pari dal registro drammatico o addirittura tragico di alcuni lavori teatrali a quello lieve ed ironico dei film con il grande Totò, ai quali sapeva comunque conferire una incredibile dignità interpretativa. Chi ha memoria dei frequenti ritorni al “Rendano” di Cosenza non può non ricordare. Ad Aroldo Tieri e Giuliana Lojodice l'Amministrazione Comunale del tempo – ha sottolineato ancora Perugini - diede il compito di riaprire al pubblico il nostro Teatro di tradizione, dopo una breve parentesi di chiusura dovuta a lavori di ristrutturazione. Anche allora ci venne regalata una serata emozionante, un recital studiato per l’occasione. E fu un evento. Sempre in quella circostanza, si ricorda un lungo sfogo di Tieri durante la conferenza che precedette lo spettacolo, nel quale manifestò, senza reticenze, la preoccupazione per il fatto che il teatro italiano cominciava a non essere più lo stesso. Una preoccupazione ricorrente, questa, con cui, insieme ad un sentimento di amarezza, guardava ai mutamenti del sistema teatro in Italia, invocando, ogni volta che se ne presentava l’occasione, il ritorno della gestione dei teatri nelle mani di chi il teatro lo fa. Ora – ha detto inoltre Perugini - dobbiamo aprire una nuova fase che deve rilanciare l'idea dei sistemi teatrali e dei luoghi della cultura, di cui è ricca la Città, l'Area Urbana, l'Università. Questo luogo, che ha visto arrivare a Cosenza negli anni Sessanta i cosiddetti pèplum, cioè i film ispirati alla storia e ed alla mitologia greco-romana, che ha avuto il merito di far conoscere negli anni Settanta il talento di registi come Herzog, Fassbinder, Jodorowsky, deve vivere e pulsare come e meglio di prima. La nostra Città dovrà ospitare negli anni prossimi grandi eventi culturali:nel 2009, il Cinquecentenario della nascita di Telesio, i cento anni del Teatro Rendano; nel 2010, il milleseicentesimo anniversario nella morte di Alarico. Eventi per la cui celebrazione necessitano luoghi che ci sono, importanti e significative collaborazioni tra le Istituzioni pubbliche e private del nostro territorio. Sono certo che non mancherà il sostegno dei sistemi di governo del territorio. Il fatto che la nostra programmazione inizi nel nome di Aroldo Tieri ci riempie di speranza e di entusiasmo e, sono certo, illuminerà il nostro cammino.” Rettore Latorre. “Aroldo Tieri – ha poi affermato nel suo intervento il rettore dell’Università Giovanni Latorre – ha dato molto alla cultura italiana, al nostro Paese ed alla nostra regione. Di lui mi ha sempre colpito il grande attaccamento alla sua terra d’origine. Tutto questo deve indurci alla riflessione, specie oggi che non è facile sentirsi calabresi. Partire dai nostri uomini illustri – ha aggiunto Latorre – è un fatto molto significativo perché aiuta a ricostruire la nostra identità. Puntare sulla cultura è oggi fondamentale ed in questo settore la città di Cosenza ha molto da giocarsi. I teatri di cui dispone Cosenza, ma anche Rende e l’Università che dopo il “Piccolo Teatro” si appresterà ad inaugurare un grande Teatro-auditorium di 750 posti, rappresentano un patrimonio importante che dobbiamo essere in grado di mettere a frutto.” Giuliana Lojodice. Ha toccato le corde dell’emotività di tutti i presenti l’intervento di Giuliana Lojodice che, come giustamente ha affermato lo storico dello spettacolo Ugo G.Caruso, ha formato con Aroldo Tieri “una coppia sovrana del teatro italiano, come quella rappresentata da Paolo Stoppa e Rina Morelli”. La signora Lojodice ha auspicato che Cosenza possa presto ospitare la Mostra, curata da Antonio Panzanella, autore di ben due libri sull’attore calabrese, già ospitata a Roma durante la sindacatura di Walter Veltroni. Poi si è lasciata andare ai ricordi ed ai racconti. “Ho fatto mio il suo stile, seguendone l’esempio nella vita e sulla scena.” Parlando del suo partner inseparabile la Lojodice ha sottolineato che “Aroldo era un ragazzo, e così è rimasto sempre, fino all’ultimo, pieno di curiosità, allegria e quella pigrizia tutto sommato calabrese, quella pigrizia che io, che per sua definizione ero il suo fiammifero, ero riuscita in qualche modo a scrollargli un po’ di dosso. Non era però pigrizia; in realtà si trattava di momenti di pausa e di riflessione che ogni tanto si concedeva, perché era anche pieno di paure e voleva comprendere cosa poteva ancora regalare al suo pubblico. Era per me la roccia alla quale mi appoggiavo. Oggi che mi trovo da sola, comprendo cosa significa la responsabilità della prim’attrice. Mi ha fatto sentire la sua donna, ponendomi al centro della sua vita nella quale abbiamo condiviso gioie e dolori.” Poi la Lojodice ha chiuso il suo intervento con un messaggio alle giovani generazioni: “consiglio ai giovani di avere la curiosità di sapere chi è stato questo grande artista, questo grande uomo. Torno a Roma con un grande regalo. Aroldo Tieri non se n’è andato, ha semplicemente lasciato il suo corpo”. Loiero. La grande popolarità
di Aroldo Tieri è stata messa in luce dal Presidente della
Giunta regionale Agazio Loiero. “Ho avuto la dimensione esatta
della sua popolarità in occasione della serata tributo del
Teatro Eliseo, alla quale erano presenti tutte le istituzioni, a cominciare
da Ciampi, i più grandi registi ed attori italiani e tutti
coloro che lo avevano amato. Ebbi allora – ha raccontato Loiero
– un supplemento di fierezza in più. Tieri era un attore
a tutto tondo”. Il Presidente Loiero ha poi messo in evidenza
il rapporto simbiotico di Tieri con Giuliana Lojodice. “Una
simbiosi – ha detto – che dura anche oltre la morte. Era
l’attore per eccellenza, colto, attento, curioso, dal forte
legame con la propria terra che aveva rinverdito a Corigliano dove
aveva festeggiato le nozze d’oro con il teatro. In questo momento,
apparentemente difficile – ha affermato ancora Loiero –
bisogna ribadire la nostra storia e la nostra identità, il
nostro essere calabresi, sedimentare quella infinita pletora di sentimenti
che rendono unico chi è calabrese.” Bertinotti. Ha iniziato il suo intervento
con una battuta Fausto Bertinotti, legato da grande amicizia e profonda
stima ad Aroldo Tieri: “ai calabresi che sono qui dico di non
esagerare a sovrastimarsi. Non basta essere calabresi per essere Aroldo
Tieri; aiuta, ma non basta.” Bertinotti ha dato il suo contributo
su come Aroldo Tieri intendeva il teatro e la professione. “La
qualità del lavoro di attore e la sua professionalità
– ha detto l’ex Presidente della Camera – era la
condizione alta della propria realizzazione, quel che si dice il “mestiere”.
La calabresità è una potenzialità, un dono che
si ha a disposizione, ma che si deve mettere a frutto. Tieri è
uno di quegli uomini che hanno saputo tesaurizzare questa possibilità.”
Bertinotti si è detto lieto di partecipare alla reintitolazione
del Cinema Italia che “ha un nome d’altri tempi e che
fa pensare al Paese dei mille comuni e dei mille campanili, ai cinema
di provincia che avevano più o meno questo stesso nome.”
Tornando a Tieri, Fausto Bertinotti ha affermato che “era un
attore di tale intelligenza da potersi permettere di tutto, anche
la rivista ed i film con Totò. Aveva un coraggio intellettuale.
Così come è stato un calabrese “sorvegliato”
senza bisogno di esibirlo, Tieri era un uomo ed un attore di grande
passione civile” La chiusura dell’intervento di Bertinotti
è dedicata al ruolo della cultura in questo momento particolare
del nostro Paese. “La cultura deve essere la leva di una nuova
organizzazione dell’economia e della società. L’arte
e la cultura devono essere le questioni di ogni giorno e non solo
del giorno di festa al fine di far crescere il Paese in un contesto
diverso da quello attuale.”
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